mercoledì 18 marzo 2026

FISICA E CONOSCENZA

 

Svincolata dal noioso iter, diciamo cosi’ Newtoniano, la fisica diviene  una materia moto simile alla filosofia ed ecco allora che scatta l' interesse : Heisenberg, Pauli, Schrodinger, Dirac, Bell, poi quella nuova definizione “fisica quantistica”, che magari si rifaceva piu’ a Leibniz che a Newton, ovvero la “vis viva” promanante da noi e non da fuori, in-sistente e non ex-sistente, applicata in quel calcolo infinitesimale con proiezioni di numeri negativi, rendeva il tutto anche per il passato, infinitesimamente piu’ stimolante. L’effetto della doppia fenditura, l’entenglement, l’effetto farfalla, il principio di indeterminazione su particella e flusso, l’equazione d’onda e il suo collasso e poi dai, quel gatto vivo o morto riferito giustappunto al collasso d’onda: i campioni della nuova fisica Heisenberg, Schrodinger, avevano tutti i crismi per assurgere ai nuovi campioni della conoscenza, assieme a quelli piu’ collaudati della vecchia filosofia da Leibniz a Kant, saltando a pie’ pari l’improponibile Hegel (improponibile per chi come me ritiene la rivoluzione industriale la quintessenza dell’abominio della nostra civilta’ e altresi considera tutta la pratica e il teorico ad essa correlato - illuminismo, rivoluzione americana, rivoluzione francese, massoneria, cosidetta scienza economica e vari pseudo teorici tipo Smith, Ricardo, Say, Malthus, etc. del ciarpame derivato da quell’unica mentalita’ mercantile che io preferisco chiamare bottegaia) Si obiettera’ : ma come tu ritieni la rivoluzione industriale un passo indietro dell’umanita’ e anche la Rivoluzione Francese, il principio dei diritti e della liberta’, dell’eguaglianza dell’uomo un abominio? In realta’ io dico e sono in grado di dimostrare con lo studio, la conoscenza e un po’ di capacita’ di ragionamento, che a proposito de la piu’ famosa delle rivoluzioni, quella francese del 1789, fu solo una farsa, come d’altronde tutte le piu’ strombazzate pandemie della storia, non diversamente che per gli altri pseudo cambiamenti socio/politici passati alla storia come rivoluzioni o anche guerre, mettendoci magari l’epiteto di “indipendenza”, di “successione” , di “secessione”, oppure dandogli un nominativo piu’ colorito, trasferito da qualche oggetto o luogo  del contesto:  “ guerra delle tre rose, guerra del te’, guerra dell’oppio, rivolta dei garofani , rivoluzione d’ottobre , rivoluzione delle camicie nere,  marcia del sale,  primavera di Praga”….e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Massimo comun denominatore di tutti questi sconvolgimenti, la assoluta falsita’ rispetto a quello che dovrebbe essere un raccontato  obiettivo e veritiero sulla storia  e questo non proprio da sempre, ma in ispecie con l’avvento nella storia del mondo dell’eta’ dei mercanti, o bottegai ovvero con il progressivo affermarsi di una classe sociale , la borghesia che pone alla base del suo stesso essere e di ogni possibile giudizio di valore :  il denaro, il mercato, lo scambio.

Ci si potrebbe domandare : ma perche’ prima nell’eta’ dei guerrieri ancora in auge non avveniva lo stesso? Il denaro non aveva questa rilevante importanza? Un Crasso non era l’uomo piu’ ricco di Roma  e per questo aveva accesso alle cariche piu’ prestigiose della Repubblica? E poi la stessa differenza fra patrizi e plebei non era,  tutto sommato, ascrivibile a questioni di censo? … “Cesare il popolo chiede sesterzi” dice una simpatica freddura… “no vado dritto” risponde il condottiero, mostrando così anche  a livello di barzelletta che tutto sommato l’andare diritto, ovvero per una strada che non comporti alcuna deviazione, alcuna sterzata dal cammino del grande interesse dello Stato,  può anche essere contemplata, ma il sesterzio o “se-sterzo” non sara’ mai il cammino principale. Ecco mettiamoci un Feynman ante-ante litteram alle prese con il suo integrale sui cammini e questo tragitto diritto, senza sterzate del piu’ grande degli antichi romani : quale credete che sarebbe stato quello piu’ rispondente alle migliori opportunita’????
In sostanza il denaro diviene sempre piu’ importante con il corso del tempo ma in eta’ dell’argento e quindi dei guerrieri resta sempre in auge  la famosa risposta di di Marco Furio Camillo al “Vai victis” di Brenno : “non auro, sed ferro, reuperanda patria est” ;  così e’ anche nel periodo medioevale, con le Cattedrali, con la Cavalleria, in un Poema come la Divina Commedia di Dante Alighieri, con personaggi come Federico II, ma così non sara’ più con l’Umanesimo impostosi come nuova modalita’ di essere al mondo, grazie alla grande pandemia del 1348 e ad una sensibilita’ fondata su di un egoistico individualismo dove può fare enorme breccia la paura e un codice di rappresentazione della realta’ fondato su di una convenzione riduttiva desunta da un codice non verificabile, come quello di un immaginario classico. 
 Assunto quindi il principio che alla origine di ogni sovvertimento sociale  c’è sempre un potere costituito  e organizzato secondo ferrei dettami di precisi interessi economici, e che il tanto ipocritamente e buonisticamente  strombazzato popolo conta, ed e’ sempre contato meno del due a briscola, torniamo ai nostri interessei di fisica teoretica nell’accezione quantistica  per vedere se siamo in grado di stabilire una sorta di continuum con quelle forze che al potere bottegaio con relativi garzoni si e’ sempre opposto. In eta’ prebottegaia abbiamo figure come gli Imperatori germanici che lottarono sopratutto contro il Papato Federico Barbarossa, Federico II detto lo Stupor mundi,
ma con l’avvento del potere mercantile (i banchieri, i commercianti, l’emergente borghesia) trovata una nazione guida l’Inghilterra e poi strutturatosi in una vera setta la Massoneria, la Rivoluzione Industriale di meta’ del settecento, di cui abbiamo precisato il ruolo di acutizzazione del principio economico, realizzando il connubio con un altro elemento che diverra’ indissolubile al suo spirito : il tecnicismo con l’esaltazione del ruolo della macchina come nuovo paradigma a cui riferire la stessa essenza umana, e’ un qualcosa, non a caso di  primogenitura anglosassone , proprio in quanto altamente rappresentante dello spirito commerciale della emergente classe borghese , che come abbiamo avuto modo di osservare ha una originaria localizzazione nazionale in una specifica nazione l’Inghilterra  che aveva giustappunto scelto il commercio e il denaro come elementi di connubio con la propria tradizione – un qualcosa,  attenzione che nessuna altra nazione, specie in termini di vertice aveva mai operato, facendo oggetto di scambio il  proprio lignaggio aristocratico con non meglio precisati meriti di censo, in relazione al quale si poteva annoverare la spregiudicatezza ma anche vere e propri portamenti banditeschi e criminali. Le opposizioni al galoppante spirito bottegaio vengono unicamente da quei popoli, quelle civilta’ che si rifanno alla tradizione e pongono alla base del loro vivere sociale un certo conservatorismo dello spirito appunto di tale tradizione, venendo tuttavia ampiamente a contatto soprattutto con il tecnicismo dei tempi. E’ il caso dei Grandi Imperi della terra, quello Russo, quello austro ungarico e ultimo quello Germanico dopo l’unita’ sotto la guida prussiana di tutti i regni e ducati tedeschi. Un quarto Impero ma in grande decadenza e’ quello cinese, che tornera’ alla ribalta mondiale solo con l’adesione alla teoria comunista di cui ne elaborera’ una versione di carattere orwelliano . Un ulteriore Impero potrebbe essere annoverato nel Giappone, ma non nel XVIII e XIX secolo;  la sua rilevanza comincera’ ad essere pronunciata  solo con l’inizio del XX secolo, prima nel contrasto con un altro Impero, quello Russo , ma successivamente venendo a trovarsi in rotta di collisione con il piu’ ipocrita degli imperi,  quello statunitense che rifugge da tale epiteto e contrabbanda parole di untuoso buonismo : liberta’, democrazia, ma  è in verita’ l’erede piu’ che legittimo della bottegaia Inghilterra della quale ha fortemente  esasperato i principi,  sviluppando come mai prima si era visto, un consumismo dilagante ed un tecnicismo spersonalizzante, dandosi anche quel lustro teorico che gia’ l’Inghilterra si era accaparrata prezzolando pseudo intellettuali come i gia’ citati Smith, Say, Malthus e compagnia . Liberalismo era stata chiamata alludendo ipocritamente alla liberta’ questa sotto teoria e con la solita mancanza di originalita’ l’america si e’ andata stringendo sotto l’etichetta di “neo Liberalismo.  Comunque sia contro questi Imperi le forze bottegaie , ovvero l’  Inghilterra coadiuvata prima dal suo impero coloniale  ed anche abilmente coinvolgendo nelle sue camarille  altre nazioni europee meno rilevanti come  Francia, Italia, Belgio, Olanda, Serbia, Grecia ed infine passando totalmente il testimone agli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, hanno sempre visceralmente e spasmodicamente combattuto. Si crede ingenuamente che il grande nemico dell’Inghilterra sia stato Napoleone, assolutamente non e’ così Napoleone ha rappresentato solo una forma di esasperazione di un movimento, la Rivoluzione francese, che la Massoneria inglese aveva perfettamente contemplato nei suoi piani di egemonia mondiale, e che proprio l’imprevedibilita’ dell’ascesa al potere di un parvenu,  aveva costretto a correre ai ripari. Sconfitto Napoleone a Waterloo, piu’ pero’ da Radetzski e da Blucher che da Wellington, la palma del potere europeo era stata colta da quel personaggio eccezionale che fu il Principe Metternich e finche ‘ fu operativo lui, l’Inghilterra dovette rinfoderare le sue mire egemoniche europee.
Un periodo alquanto lunghetto perlomeno fino al 1848/49, quando non a caso l’inghilterra tramite i suoi faccendieri, tipo i  Rotschild, prese a fomentare le varie aspirazioni nazionaliste dei popoli  (Sicilia, Lombardo Veneto in Italia,  Ungheria, Boemia ) ed anche a creare discordie e contrasti nello stesso Impero austriaco. Con il 1849 si registrano le ultime vittorie di reazione degli Imperi conservatori e tradizionalisti, ma ecco che appena qualche anno dopo i bottegai tornano alla carica sfruttando la crisi dell’impero turco ottomano (non contemplato nella precedente elencazione per la poca rilevanza del suo impianto) e l’occasione della guerra di Crimea: perfino il risibile regno di Sardegna viene coinvolto nel conflitto fidando sulla compiacenza di uno dei piu’ solerti faccendieri dei Rotschild : quel Camillo Benso di Cavour annoverato tra i padri della patria unitamente ad un esaltato visionario (Mazzini) un brigante arruffapopoli (Garibaldi) ed un re cialtrone tipo Miles gloriosus. La miccia torna a riaccendersi e nel giro di due anni (1859- 1861) l’Inghilterra riesce a sconvolgere in suo favore non poco l’equilibrio europeo. Crea difatti  una nuova nazione sua vassalla (l’Italia) indebolisce sensibilmente l’Impero Asburgico che fa scrociare con la Francia, indebolendo anche quest’ultima (Solferino) , ratifica e afferma la sua influenza in Sicilia anche in virtù di profique iniziative commerciali (i famosi principi sotto il vulcano Ingham, Woodhouse, Whitaker),  propizia di li’ a poco uno scontro fratricida tra Austria e Prussia, non puo’ impedire pero’ l’affermazione della Prussia  nello scontro contro la Francia (1870). Tornera’ all’assalto nel 1914  favorendo una guerra fratricida dell’Europa e anzi riuscendo a coinvolgere gli Stati Uniti e ingenerare la Prima Guerra Mondiale che fara’ piazza pulita degli Imperi del territori europei . Come spesso avviene nella legge del mondo, il paradosso si insinua nei suoi anfratti e difatti 
il trionfo verso i Paesi Europei deve passare il testimone agli USA che diventano i nuovi iper bottegai del mondo e l’Inghilterra passa da padrone a servo in una dialettica che un filosofo tedesco aveva dato per scontato (fenomenologia dello spirito di Hegel) e che un altro tedesco Karl Marx ha cercato di tradurre in termini prettamente economici (non a caso sotto parcella di un industriale con spiccati interessi in Inghilterra  Friederic Engels)

L' ALPINO MONUMENTO

 

Questo alpino che ebbi modo di conoscere personalmente nel 1963 ad un raduno degli alpini a Milano : credo sia l’unica persona al mondo che si sia visto dedicare un monumento da vivo (esclusi ovviamente i vari Lenin,  Stalin, Bokassa) e che monumento : quello di un massiccio alpino, lui appunto, che solleva un enorme masso per lanciarlo contro i nemici che in un furioso combattimento stavano oramai conquistando un ridottino  denominato “Ridotta Lombardia”  in Cirenaica,  precisamente presso Derna nella notte tra l’11 e il 12 febbraio  1912 -  azione, dettata dal fatto che i difensori del ridottino erano rimasti senza munizioni e stavano oramai soccombendo, quando quell’alpino che era in quell’ottobre di tanti anni dopo, li’ avanti a me in totale  ammirazionecon  un bel bicchiere di vino,  a raccontare ancora una volta quel suo  impulsivo gesto di utilizzare i grandi massi come estrema difesa contro gli assalitori,  gesto che fu  presto imitato dagli altri commilitoni del btg, Edolo del 5° alpini, e che  porto’ al respingere il nemico e salvare così la posizione.

 La medaglia d’argento col suo un po’ stinto nastrino azzurro  spiccava sul bavero della giacca del vecchio signore che aveva una lunghissima  barba a due punte  facendolo somigliare ad un personaggio preso da qualche antica favola, e per la verita’ mi venne da pensare che quella sola medaglia d’argento era ben poca cosa per uno che aveva segnato una così eroica reazione, addirittura inscritta nella pietra di un monumento;  altro che la stampella di Enrico Toti che nessuno, a pensarci bene,  avrebbe mai potuto notare nella enorme confusione di un attacco sul Carso (ho anzi letto da qualche parte a proposito del gen.Cigliana, comandante dell’XI Corpo d’armata, unita’ che assieme al VI Corpo di Capello in  quell’agosto del 1916 stava avanzando nell’ambito dell’offensiva verso Gorizia, che mentre stava esaminando l’entita’ dei caduti verso la zona di quota 85 sopra Monfalcone, un ufficiale gli fece “e qui pare sia anche morto, sa quel bersagliere senza una gamba, di cui molti anche la stampa hanno parlato, certo Enrico Toti, non un militare effettivo, ma una specie di mascotte, andava all’assalto assieme alle truppe combattenti con la stampella  ….”  “come come ? “pare ribadisse il Generale “e me lo dice così? -  quella stampella… diamine facciamo lanciaglierla in faccia al nemico” ”Ma signor generale” osservo’ il subalterno “ chi vuole che possa aver fatto caso nel corso di un assalto di migliaia di uomini, con gli shrapnels, le pallottole, i gas, alla  stampella di un singolo, tra l’altro neppure un militare di linea?” “Ci abbiamo fatto caso noi! “ Sentenzio’ imperioso il Generale “mi trovi il comandante del reparto dove questo Toti si appoggiava e gli faccia preparare la motivazione di una medaglia d’oro al valor militare sul campo”) - come Enrico Toti probabilmente anche tante altre
medaglie d’oro con motivazioni quanto mai stiracchiate e spesso e volentieri anche inventate, magari ecco in relazione al grado e all’importanza del personaggio in questione. Ricordavo che anni prima quando ero alle elementari la maestra Marinelli ci porto’ ad una conferenza di un grandemutilato di guerra Carlo Delcroix cieco e  senza mani, e rimasi stranito che anche lui avesse solo la medaglia d’argento, mentre mi pareva che altri che l’avevano avuta d’oro non avessero poi questi grandi meriti in piu’;anche Menini il cte del battaglione alpini d’africa fu decorato solo di medaglia d’argento mentre un suo sottoposto e non altrettanto conosciuto come 
 nome, 
anzi quasi del tutto  sconosciuto ai piu’, il capitano Pietro Cella, la ebbe d’oro. Diciamo che puo' esserci una sorta di fortuna anche nella concessione delle medaglie, a volta in crescendo , ma a volte anche a decrescere di  valore Questa pero’ dell’alpino Antonio Valsecchi da Civate (Como)  cl.1888divenuto poi Sergente  era forse la piu’eclatante;  c’era li’ in piena Milano il monumento in bronzo che lo rappresentava  scolpito dallo scultore Emilio Bisi nel 1914, e ristrutturato nel 1948,  di cui negli anni successivi ne avrebbero eretto altre copie a Merano (1938) a Edolo (1954), quindi un qualcosa di estremamente concreto quasi un aggiornamento dell’oraziano “Exsegi monumentum aere perennius”perche’ qui oltre al bronzo del monumento  c’era il personaggio  vivente che 
parlava e scherzava, e poteva infiammare noi che gli eravamo dappresso e in ispecie un ragazzetto come me, innamorato della storia militare, di quella degli alpini in particolare per una questione di familiarita’ stante l’appartenenza a tale Corpo del proprio nonno e omonimo Mario Nardulli cl. 1888, come Valsecchi ma che non era vissuto cosi’ a lungo. Per quel che ne ho saputo Antonio Valsecchi mori’ due anni dopo quell’incontro nel 1965 a settantasette anni, ma di certo nessuno piu’ di lui ha incarnato l’eroismo così come me lo ero costruito io nella mia familiarita’ con la figura di mio nonno, anche lui alpino, anche lui con quella medaglia d’argento  che non esauriva e forse neppure testimoniava adeguatamente tutto il vissuto di un eroismo che magari poteva anche rifarsi alla teoria di Junger sull'idealismo eroico ed anche alle concezioni in tal senso di Evola. Il punto e’ che in quell’ottobre del 1963 tutto in me  aveva come una interazione, che saltellava a mo’ di diavoletto di Maxwell tra il Monumento e il Personaggio , una sorta di 
applicazione di “vis viva” leibneziana nel calcolo infinitesimale, per la misurazione non di uno stato, ma di un flusso,  in cui si muovevano limiti, derivate e integrali, frammentandosi in tanti cammini che erano tutte possibilita’ di realizzare la probabilita’ piu’ opportuna. Discorso molto complesso e presa di posizione su di  una certa direzione, suscettibile pero’ di grande cambiamento, un cambiamento  indotto da fatti esterni, dall'evoluzione ovviamente in peggio della situazione sociale (quindi una involuzione, una decadenza) venuta in luce quasi improvvisamente,  quasi sessant’anni dopo (2020)  quando i metri di giudizio a causa di una diversa 
Junger e Evola
emergenza avevano cambiato i termini del contendere : il cammino eroico di Junger ed Evola che era stato anche il mio, specie nella giovinezza, che avevo respirato nella casa di via Nicolo’ V alimentato da sciabole, medaglie, cappello d’alpino con penna bianca (mio nonno dopo la seconda guerra mondiale era stato nominato 
 Colonnello del Ruolo d’Onore) tempestata dei segni di rossetto dei baci delle ragazze come si addice ad un vecio, ora assumeva tutt’altri parametri, il cappello con la penna bianca senza segni di rossetto e tutto azzimato, senza pieghe e rientri, con l’aquila generalizia bordata rosso e tre stelle stava dalla parte della paura, del conformismo, del pecoronismo, mentre l’eroismo quello vero, quello che rievocava il masso di  Antonio Valsecchi, era dalla parte di un uomo che correva sulla spiaggia a fronte mare per sfuggire alle infami persecuzioni del potere e dei suoi servi e volenterosi carnefici.
 Eroismo e liberta’, senza neppure quella modesta attestazione di riconoscimento, ma un atto degno, anzi superiore a tutte le Medaglie d’oro,Victorie cross, Legion d’Onore, Pour le merite' proprio come il monumento di Valsecchi, che nella fattispecie  si fa dinamico e assume l'aspetto dei passi di corsa del fuggitivo che merita un elogio con il titolo del 
libro di un famoso saggio di Henry Laborit "Elogio della fuga" che puo ' divenire la piu' alta forma di eroismo, non un idealismo eroico, ma un vero e proprio pragmatismo eroico 
 

martedì 3 febbraio 2026

INTERNO ED ESTERNO DEL LUOGO DI CONTROLLO

 

La grande distinzione  nella percezione di un evento, qualsiasi evento buono o brutto che sia, ma soprattutto brutto,  e’ la tendenza dell’individuo e spesso e volentieri di un gruppo, di una comunita’, financo di un intero Paese e come abbiamo visto in tempi recenti (2020) di una quasi totalita’ del mondo conosciuto,  ad attribuire  la causa di tale evento al proprio comportamento, cioe’ all’interno di se’  o piuttosto alle condizioni del fuori da se’,  ambientali, sociali, insomma esterne. In psicologia  si parla di luogo del controllo e fu sancito verso la meta’ degli anni cinquanta da uno psicologo comportamentale statunitense  Julian Rotter che sviluppo’ la “teoria dell’apprendimento sociale” giustappunto imperniata su questo luogo di controllo interno/esterno denominandolo “Locus of control. In verita’ in filosofia si e’ sempre argomentato su questa sorta di alternativa tra interno ed esterno, un po’ la res cogitans e la res ex-tensa di Cartesio, o anche il diverso approccio al calcolo infinitesimale di Leibniz (la vis viva come dentro di se’) e la modalita’ tutta esteriore dal mondo delle cose di Newton, Kant

con le sue distinzioni tra cosa in se’ noumeno e fenomeno. Ovviamente questo distinguo e’ vivissimo nel caso della malattia che e’ con tutta probabilita’ l’evento che maggiormente incide sulla vita delle persone in quanto pregiudicativo della salute e quindi del benessere della persone e di conseguenza; una inusitata diffusione della malattia, una epidemia o pandemia,  come che la si voglia chiamare,  e’ giocoforza la quintessenza del diverso modo di approcciare  questo “locus of control” . Dicevo che lo abbiamo toccato con mano in questi ultimi anni con quanto accaduto al mondo intorno al 2020 e protrattosi acutamente per due anni, per declinare progressivamente, ma con ancora degli strascichi in
questo preciso momento in cui si scrivono queste note (novembre 2024). Hanno dato un nome diverso,  a chi si rapportava riguardo alla epidemia:  non piu’  di “diretto dall’interno”  o “diretto dall’esterno” come Leibniz o Newton, o come un qualsiasi esempio di  test di psicologia, usando terminologie spesso e volentieri sprezzanti che richiamavano esempi di precedenti e similari conflittualita’ sanitarie, anche molto indietro negli anni,   tipo “untori” “monatti”, rispolverando diverse “colonne infami”  e quant’altro,  divenuti “negazionisti” “complottisti” “no vax”, per coloro che non riconoscevano la causa esterna al proliferare del presunto virus e meno che mai ne riconoscevano la cura nei cosidetti “vaccini”. Piu’ che mai questi ultimi 4 anni hanno dunque provocato una netta distinzione in merito a questo “Locul of control” lasciando pero’  trasparire precise indicazioni di merito e di giudizio: dalla parte della res Extensa cioe’ dal “diretto di fuori” la gran massa delle popolazioni di tutto il mondo irretite dai mezzi di comunicazione servi di un potere oligarchico di stampo iper capitalista  ha fatto quadrato sulla veridicita’ della malattia, attenendosi solo a un certo “sentito dire” una sorta di significante maligno, quale appunto quello dei cosidetti “media”  e soprattutto ne ha avallato con fanatico pecoronismo la indiscriminata somministrazione favorendo così i fortissimi interessi economici delle classi di potere, e probabilmente anche di  egemonia e controllo sulla popolazione, indubbiamente un qualcosa  di forte  stampo distopico, alla romanzo di Orwell o di Huxley. Dall’altra, una minoranza che ha contrastato con vigore tali intenzioni e per questo e’ stata fatta oggetto di un ostracismo e  di un’avversione di livore estremo, che probabilmente per i caratteri di universalita’ della cosa, non ha riscontri nella storia del genere umano. L’inciso di tutto l’assunto di quanto finora descritto, lascerebbe pensare che alla fin fine il potere e la maggioranza, niente affatta silenziosa, ma anzi livorosa e prevaricatrice abbia avuto partita vinta, ma per uno di quei casi misteriosi del destino, della storia, possiamo anche chiamarla provvidenza, ad un certo livello dell’intera operazione mediatica qualcosa e’ venuto a mancare e i fautori del “controllo esterno” ovvero di tutto cio’ che veniva dal di fuori della persona “virus, batteri, esperimenti di laboratorio e altre idiozie del genere” hanno cominciato a indietreggiare. Cosa e’ veramente successo? Nessuno puo’ dirlo con esattezza , io personalmente propendo per la tesi che “non si sono messi d’accordo!” non credo difatti alle tesi del “pueblo unido” che non saraì mai battuto, mai e poi mai una rivoluzione, una sommossa,una guerra, un qualsiasi cambiamento sociale e politico, non e’ stato manovrato dall’alto, da poteri piu’ o meno occulti che hanno fatto della storia solo un teatrino a loro uso e consumo con copione prefissato: anche questa farsa del “corona virus” non e’ stata differente da altri eventi similari, solo che probabilmente la posta in gioco (un controllo attraverso l’emergenza sanitaria dell’intera popolazione mondiale) era davvero troppo e tra gli stessi artefici di tutto il meccanismo non si e’ trovato il necessario accordo di come gestire questo
enorme e, diciamolo pure, inusitato investimento. Ma io andrei ora a investigare  quella differenza tra interno ed esterno,  scegliendo appunto lo specifico della malattia ispirandomi magari ad un articolo dell’amico Mauro Sartorio tra i piu’ rilevanti seguaci di Rick Geerd Hamer e delle sue 5 Leggi Biologiche in merito a cosa significa schierarsi da una parta interna invece che cedere alle lusinghe delle componenti esterne di un evento diffatti sostiene giustamente Mauro, il modello delle 5 Leggi Biologiche introduce numerosi elementi di novità nella scienza e nella cultura odierna per cui  possiamo oggi operare  una revisione del concetto fornendogli una accezione nuova e applicata all'ambito della salute. Finora diffatti la cosiddetta "malattia" era un male che dapprima si pensava inviato dalla malasorte o come punizione dagli dei, poi si pensava provocato dalla malignità di certi organismi microscopici e invisibili, poi da un malfunzionamento della macchina biologica, poi da un "difetto di fabbrica" genetico ereditato. Diciamo quindi che il male il "male" aveva sempre una origine esterna e  poteva essere controllato e vinto solo proteggendosi da esso con strategie che non a caso incontravano, o meglio si sposavano integralmente con gli interessi economici, industriali e finanziari dei vari Rockfeller, Rotschild, Morgan, Gates, Soros, e quindi  grandi societa’ multi finanziarie come Big Pharma, Vanguard, per cui riprendendo la teoria di  Rotter   il locus of control della malattia è sempre stato esterno senza eccezioni. Ora il paradigma 5LB impone un ribaltamento prospettico: prima di tutto la "malattia" non è un male ma come sostiene Hamer  la manifestazione di un programma biologico sensato; in secondo luogo i sintomi sono risposte dell'organismo alla percezione che esso ha di situazioni ambientali,  ovverose passiamo dalla res extensa alla Res cogitans , cioe’ all’interno di noi la malattia e vieppiu’ una epidemia che e’ malattia di molti   non è più qualcosa fuori controllo da cui difendersi, ma ha a che fare con un conflitto tra percezione interiore e condizione situazionale, e ciò sposta completamente il baricentro della concezione di salute. Se è pur vero che l'elemento ambientale improvviso e inaspettato, quindi esterno, è essenziale ad attivare il processo, esso prende il significato di traumatico e scioccante solo per una disposizione percettiva interiore del soggetto. Infatti non è vero, per esempio, che tutte le persone avranno un tumore a causa di una separazione da un proprio caro; è vero invece che la risposta tumorale si innesca quando la separazione è percepita drammaticamente con un significato soggettivo specifico, il quale attiva la risposta sensata di un organo altrettanto specifico per la situazione. Ecco dunque che dalla scoperta delle 5 Leggi Biologiche il locus of control della malattia si sposta per la prima volta e inderogabilmente all'interno. Poiché siamo a cavallo di una importante rottura epistemologica nell'evoluzione scientifica, è ovvio e comprensibile che oggi le procedure sanitarie procedano per inerzia e necessità con un locus totalmente esterno, nella lotta contro virus e batteri, ma vieppiu’ contro cancro e affezioni genetiche   Possiamo concludere quindi,  assumendo il
DISTORSIONE COGNITIVA = BIAS

punto di vista di Hamer riportato da Mauro Sartorio, che la tendenza di attribuire la causa della malatta a fattori esterni e’ una grandissima distorsione cognitiva (secondo Rotter : BIAS) anzi un vero e proprio errore fondamentale di attribuzione, che applicato al paradigma delle 5 Leggi Biologiche 
si ha in tutte quelle circostanze  in cui ad un sintomo si attribuiscono cause esclusivamente esterne, e si cercano ossessivamente solo quelle, ignorando completamente gli aspetti interiori della risposta mente-corpo. Va notato però che  l'errore fondamentale di attribuzione si pone per la "malattia" ma anche per la "guarigione" che non e ‘ mai determinata dall’esterno (quindi ne’ farmaci, ne’ medicine, ne’ tantomeno vaccini ) ma sempre e solo da una corretta interpretazione di quel  rapporto tra mente e corpo, che dovrebbe essere sempre il primo dei nostri intendimenti .

 


sabato 31 gennaio 2026

UNA PULCE NON SOLO NELL'ORECCHIO

 

Cazzo !!! è una Analisi sul fenomeno Roberto Vannacci, quella riportata in questo post su FB di Vincenzo Sofo dove si cita anche Veneziani, che fa pensare e fa anche riflettere, SPECIE uno come me, vecchio, un po' rincoglionito e soprattutto ancora traumatizzato per il recente passato, quello di Conte, Draghi, Speranza, ma anche di una sorta di mobilitazione della menzogna , del raggiro che, si d'accordo, ha avuto la sua massima espressione nella sinistra, ma non ha risparmiato parecchia destra, che anche essa avallato vaccini, restringimenti della libertà, lasciapassari che neppure la Gestapo ha mai utilizzato, e via dicendo; uno,
quindi portato ingenuamente ad accettare come genuino un po' la chicchessia purché andasse contro quel consesso, anche internazionale, sia pure non della virulenza e l'infamia dell'Italia, che ha segnato gli anni dal 2020 al 2022 come i peggiori mai attraversati a livello globale dell'umanità. Non avrei mai pensato anni fa, prima della grande farsa, che avrei osannato gente come Paragone, Salvini, be' si anche Vannacci e all'estero, avrei fatto un mito di Trump. Pero ' lo vedi si cambia, o meglio, i fatti ti fanno cambiare, pero' ora si tratta di pervenire ad un qualcosa di concreto e utile: come in passato ho analizzato questo fenomeno dei persuasori costruiti , in inglese li chiamano in una certa maniera, che io non so e mi picco di non sapere tale linguaccia "piellpaper, piekpaper, bho? sui quali ci ho anche fatto piu' di un articolo sui miei blog, lenardullier o
preservativoimpergetto.blogspot.com ove mi chiedevo della legittimita' o meno di dare credibilita' a persone che un autore cui non ricordo il nome , diceva essere tutti collusi col sistema dominante (mi pare lo chiamino deep state) togliendo così qualsiasi illusione a noi poveri ingenui che ai vari Putin, Trump, Orban, Luckacensko e in italia Paragone, Capezzone, Sgarbi, Rizzo, Vannacci appunto, così oggi mi ritrovo nello stesso dilemma: credere in questi cavalieri di giustizia, oppure considerarli delle pedine mascherate dei soliti potentati ? Per questa fatta salva l'analisi del presente articolo, ritengo che sia da respingere qualsiasi operazione volta a creare divisione nell'ambito della Destra, specie una destra che anche se alquanto innacquata come quella di Fratelli d'Italia e della MELONI, si e' dimostrata molto efficace e efficiente, costituendo quindi la piu' terribile delle bestie nere per la sinistra e quindi mettendo in moto tutte le contromisure atte a contenere e se possibile eliminare tale potenza, costruendo a bella posta dei personaggi solo apparentemente contrari allo statu quo - ecco l'articolo su FB di questo Vincenzo Sofo che mi ha messo questa pulce nell'orecchio : Il tentativo di Vannacci di fare una pesca a strascico nel mondo trasversale della destra identitaria è abbastanza chiaro: un simbolo acchiappatutto con un po' di blu scuro per strizzare l'occhio ai conservatori, fiaccola tricolore per strizzare l'occhio agli ex Fronte della Gioventù, scritta "Vannacci"
in giallo per strizzare l'occhio ai salviniani e dulcis in fundo il nome Futuro Nazionale (FN) che evoca il Fronte National francese.
Obiettivo: usare questo melting pot come arma puntata contro Giorgia Meloni, ponendosi come pedina a uso e consumo di chi sta tentando disperatamente un modo per buttare giù questo governo. È evidente a tutti infatti che, secondo gli italiani - soprattutto quelli di destra - Giorgia Meloni stia governando bene e che dunque con tutta probabilità nel 2027 sarà riconfermata alla guida della nazione. È altrettanto evidente a tutti che la sinistra sia allo sbando e non riesca a porsi come alternativa credibile. L'unico modo per provare a mettere i bastoni tra le ruote a Meloni dunque non è combattendola dall'esterno ma dall'interno. Creare a destra qualcuno che non le sia alleato ma oppositore, con l'obiettivo di seminare zizzania e dissenso in quello che al momento è un blocco solido: la destra. Fantapolitica? Forse, di sicuro operazioni machiavelliche già viste e riviste in passato, a destra come a sinistra, in Italia come all'estero. Ad ogni modo Vannacci sembra aver capito bene che l'unico mercato elettorale oggi disponibile è quello. Ed è evidente che il sogno di chi non vede l'ora di buttar giù Meloni è veder spuntare un Vannacci. Farebbero di tutto per farlo spuntare e infatti è stata Repubblica, il covo della piu' sordida infamia a livello di comunicazione a lanciare e sponsorizzare dal nulla un libro totalmente sconosciuto di una persona totalmente sconosciuta per farne un personaggio da mezzo milione di preferenze, fatte a furia di X mas e saluti pseudo-romani miracolosamente tollerati (solo a lui) e anzi resi virali dai media di sinistra. Vannacci, caricatura dell'uomo di destra, è un prodotto della sinistra. Lui stesso lo riconosce.Ciò pone due problemi, grossi, alla stessa destra identitaria che rivendica di voler rappresentare:

1️⃣Siamo in una fase cruciale per il futuro dell'Europa e l'Italia, grazie alla strategia messa in atto in questi tre anni da Giorgia Meloni, è miracolosamente l'unica nazione a restare in piedi in mezzo alle rovine. Accanto a noi una Francia nel caos politico, economico e sociale; una Germania azzoppata dalla chiusura del Nord Stream; una Spagna in preda a scandali di corruzione politica. Dall'estero, e ve lo dice uno che all'estero ci è spesso, tutti oggi guardano all'Italia come un modello: di stabilità politica, economica e sociale; di capacità di azione e mediazione sul piano internazionale; di coraggio nel tenere la barra dritta su i temi più identitari, ad esempio a livello etico e culturale. Tutto perfetto? Ovviamente no. Tutto perfettibile? Ovviamente sì. E se oggi non ci fosse stata al governo la Meloni come staremmo? Ovviamente peggio. E se domani la Meloni cadesse? Ovviamente non ci sarebbe Vannacci premier ma Schlein al governo perché, come ha spiegato Renzi, se il generale riesce a togliere al centrodestra 2/3 punti alle elezioni (o se, come auspica Veneziani, ne arrivasse al 5%), ci sarà comunque probabilmente una vittoria di Meloni ma - nella speranza della sinistra - un pareggio nel numero dei seggi... Dunque addio governo Meloni, bentornata grande ammucchiata con PD e soci di nuovo in sella. Chi sarebbe la prima vittima di un governo simile? Ovviamente la destra identitaria.
2️⃣ Una delle sindromi peggiori che possano colpire la destra identitaria è quella del passatismo. Una deriva contro la quale lo stesso Veneziani ha più volte, brillantemente, ammonito. Essere identitari e conservatori significa voler garantire trasmissione, continuità e coerenza di determinati princìpi-guida. Ma la politica è concretezza e, molto concretamente, il mondo va avanti, evolve, cambia. E così il modo in cui dei princìpi assoluti devono essere interpretati e applicati deve aggiornarsi per far sì che restino contemporanei. Altrimenti diventano pezzi da museo o folklore. Una delle cose che personalmente contesto a Vannacci è già quella di aver ridotto con il suo libro e il suo linguaggio (verbale e non) la complessità del pensiero e della storia che ha attraversato la destra nei decenni a caricatura, non giovando ma anzi nuocendo a tutto il lavoro metapolitico che associazioni, circoli culturali, movimenti, think tank e intellettuali, Veneziani in primis, hanno fatto nel tempo. Con l'ultima mossa, Vannacci per strategia di marketing punta a far tornare indietro le lancette dell'orologio anche sul fronte politico-elettorale, proprio nel momento in cui in Italia - e più lentamente in Francia - c'è chi finalmente sta trovando l'equazione giusta per farne forza e capacità di governo. Chi ne uscirebbe vittima da questa operazione? Ovviamente la destra identitaria che, proprio nel momento in cui ha lo spazio per poter esprimere e consegnare a chi governa i propri pensieri e le proprie visioni, si ritroverebbe di nuovo relegata ai margini.Dunque a chi è utile l'operazione che sembra voler mettere in atto Vannacci? Non certo alla destra, di certo alla sinistra. ECCO IL TESTO CHE MI DA TANTO A PENSARE E CHE MI PONE TANTI DUBBI, E' LEGITTIMO, O FORSE STIAMO ESAGERANDO?

domenica 25 gennaio 2026

CREDER-CI ?

 

C'e' il sospetto che tutte queste illazioni  di complotti nascondano in realta’ una sorta di compensazione. COMPENSAZIONE DI CHI? SU CHI ? PER CHI ? ecco il punto dolens,  sono un tipo di domande che potrebbero riguardare come destinatario chi  nella vita professionale e sociale non è riuscito a combinare un granché, e quindi ha utilizzato questa forma di compensazione.  Questo assunto e' in verita' quanto le classi al potere hanno fatto mare e monti perche' si insinuasse nelle teste della gente, nelle teste, ma anche nei cuori, nel sentimento e sopratutto in quell'immaginario collettivo che costituisce la forma (disegnandola)  e la struttura (architettandola)  di tutte le  credenze  del mondo: Il materiale
che compone tali credenze e' ben noto a tutti :  gli alieni, le astronavi  nella 
preistoria di Kolosimiana memoria, gli Anunnaki, il terrapiattismo e anche argomenti meno estremi ma altrettanto efficaci per costruire quell'alea di assurdita' e di latente complottismo non suffragato da fatti effettivi, che pero' si alimenta con una letteratura anche di spessore ma a tendenza distopica come i famosi capolavori di scrittori di pregio tipo Orwell, Huxley, Breadbury, Phil Dick, Mateson e anche strumenti meno raffinati ma a fortissima caratura di diffusione,  tipo il Dr.No della famigerata Spectre dei romanzi di Jan Fleming, divenuti veri best sellers  con le traduzioni nel mezzo cinematografico coi ben noti film dell'agente James Bond: Ci si puo' mettere anche tutta quella serie di notizie  sensazionali a forte impatto mediatico  "Il Titanic non e' mai affondato" "le 13 pagine sottratte della Commissione d'inchiesta su Caporetto" "il tiro incrociato su Kennedy a Dallas"  "non siamo mai andati sulla luna"  e via così chi piu’ ne ha piu’ ne metta, fino a costituire un vero e proprio corpus di proporzioni davvero colossali …. Purtroppo le classi al potere non sono così sprovvedute e hanno sempre fatto si che tutto questo materiale vada a braccetto con quel tipo di lamentela che fa si che ci si senta eternamente vittime, un correlato e ampliamento del “piove governo ladro”, nel "troppo caldo, nel troppo freddo", nel “le stagioni non sono piu’ quelle di un tempo” ed ancora  geremiadi sulla troppa delinquenza, sul traffico, sull’inquinamento, sul buco dell’ozono, sulla crisi energetica , sul traffico, sull'insicurezza, insomma su tutto, che poi e’ anche  un po’ quello che Freud aveva osservato nei suoi studi, nella fattispecie nel saggio “il perturbante" dove c'e' appunto questo individuo sempre insoddisfatto,  sempre lamentoso che

finisce per essere anche  estremamente fastidioso, nelle sue connessioni  patologiche di continua geremiade e che ha sempre informato la dizione di “rompicoglioni” - rompicoglioni che ha una sorta di imprimatur di immaginario collettivo nella quasi religioso ossequio dell’antico adagio  su questo vero e proprio mondo del complottismo popolare : "solo i rompicoglioni non muoiono mai" 
Riserve dunque grosse come una casa dove giocaanche questa componente  non secondaria del suo credo, che ricorda un po'paradossalmente la farsa della recente distopia pandemica e falsamente sanitaria che  ha  enfatizzato in maniera abnorme, creando una ridda di 

figure di uccelli del malaugurio spacciati per esperti, che  hanno costituito una sorta di contraltare, ma anche di emuli (parmadosso e controparadosso)  dell'antico perturbante a carattere complottista :  pseudo esperti, giornalisti improvvisati, politici chiacchieroni e millantatori, pennivendoli da strapazzo e quant’altro hanno affollato fino al parossismo tutti i mezzi di comunicazioni, dalle televisioni ai social, alla stampa, financo  agli intrattenimenti ancora  concessi con l’adozione forzata di   strumenti di coercizione, tipo i lasciapassare per vaccinati, le museruole, l’interdetto, la riprovazione sociale con tanto di paladini ingaggiati dal sempre in vendita mondo dello spettacolo e della informazione  (attori di cinema, di serie televisive, conduttori di programmi, giornalisti, opinionisti  etc.) ed ancor su disposizioni degne del migliore Woody Allen nel film “il dittatore dello stato libero di Bananas :  il non poter prendere il caffe’ seduto, ma in piedi si - in casa si, ma fuori no - in un tram si, sulla spiaggia no - per scongiurare il contagio da  unsempre piu’ improbabile virus che aveva i suoi tempi dalle cinque alle sette  come una stanza ad ore  di una puttana.
Ecco!!!!  e' proprio questo stato, o meglio questo flusso di assurde disposizioni, di precetti da barzelletta, di proibizioni, veti e anatemi di bassa lega "vaccinati o muori!" "vi renderemo la vita difficile" " vi staneremo casa per casa e vi faremo fare quello che diciamo noi" con tanto di falsi fotografici (bare di morti di sette anni prima, spacciate per odierne si da avallare una mortalita' in realta'  gonfiatissima e del tutto ordinaria, filmati di camion  militari in giro per la notte  con illazioni di trasporto di un mumero altissimo di bare (neppure una visibile) e veri e propri documenti come attacchi con idranti a manifestanti, poliziotti all'inseguimento di solitari  corridori sulla spiaggia del mare 
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Sono queste figure, la totale irrazionalita’ dei vari provvedimenti adottati, che hanno manifestato la nefandezza del potere e quindi,  hanno ridato corpo ad una serie di perplessita’ che prima di tale grande farsa erano state accantonate o relegate nel registro del “ poco maturo “ o addirittura nel “perturbante “ del saggio Freudiano. Vedere capi di Stato che mandavano amatemi, cosidetti esperti che cantavano canzoncine  natalizie sul tema del “vaccinatevi, vaccinatevi” era insomma  vedere la realizzazione delle assurde disposizioni del Woody Allen nel citato film, insomma un vero e proprio “cio’ che e’ irrazionale e’ reale e viceversa, in netta contrapposizione con la massima Hegel, che quindi anche lui e  la sua tanto strombazzata filosofia diventava una emerita stronzata. Detto in parole povere: con l'esagerazione dei provvedimenti per diffondere una credenza (nel virus, nella pandemia, nei provvedimenti emergenziali messi in atto) questa volta la cosidetta "elite" ha esagerato e si e' assimilata a tutto quel mondo che per anni, anzi per secoli aveva fatto in modo di relegare all'assurdo. L'assurdo sono diventati loro!

lunedì 19 gennaio 2026

COME INIZIANO LE MALATTIE (TUTTE)

Tutto di cio' ha a che fare con le malattie ha inizio con un trauma, eh si! come quello, diciamo primigenio,  che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona del figlio. ( un evento che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo appunto  un

giovane di 19 anni Dyk che era il figlio di Hamer. Il ragazzo  morì  dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia,  andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce quindi da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche”  che  stabilisce che  quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi:
una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto a "botta calda" dice il senso comune,

ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione per far fronte all’immediato pericolo: una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo 
dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e normotonia biologica. Dice Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire 
nel solco della tradizione e della ri-assunzione  di un passato da cui trarre ispirazione; e’ quanto mai ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanalisi, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito” Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri cheperlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio  e
anche del pensiero: il sogno, oh diamine!  il sogno, ma ti rendi conto?:  da quando in qua un medico, un professore, si mette alla stregua di una volgare “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse:il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci 
In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle “...perchè non è mai capito!” Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.

FISICA E CONOSCENZA

  Svincolata dal noioso iter, diciamo cosi’ Newtoniano, la fisica diviene  una materia moto simile alla filosofia ed ecco allora che scatta ...