domenica 7 giugno 2026

LO SPECCHIO DEL SESSANTATRE

 

Siamo nel 1963 nel marzo ed il nostro protagonista era appena uscito fa un cinema dove avevano proiettato un film della hammer con vincent price e peter lorre . Gia’ al cinema aveva sentito delle strane sensazioni fisiche che all’uscita erano cresciute spasmodicamente fino a farsi parossistiche con il procedere del cammino verso casa, tanto da impedirgli di continuare i pas si e sedersi presso un muretto, da questo episodio in cui ne era emerso un 41 di febbre e una irresistibile passione per la figura del nonno che aveva una relazione col suo inconscio arcaico si diparte da quei primi di marzo del 1963 un diverso integrale sui cammini, per dirla alla feynman  

La psicoanalisi e anche con primi rudimenti di filosofia che prende a studiare assieme alla fisica quantistica . Si arriva così al futto quello che era stato prima e’ letteralmente ribaltato e assume una diversa prospettiva e svolgimento. Innanzi tutto rimarca in tre mesi la crescita di 5 cm. Da 1,73 a 1,78, quindi una intuizioni strabiliante e una capacita’ di apprendimento fenomenale , che


comunque passano al vaglio di un passato che adatta tutto, tant’è che si puo’ parlare di una modalita’ di scansione temporale al FUTURO ANTERIORE.. la incombenza della licenza media se la beve come acqua e poi in quel giugno 1963 approccia per la prima volta un testo di psicoanalisi la spiegazione della Gradiva di jensen da parte di Freud cui fa seguito il testo Totem e Tabu’ di cui certi passi riporta all’esame orale, il che gli vale un nove in italiano e addirittura un dieci in storia . L’approccio conoscenza di Freud in quel fatidico giugno lo pone in una posizione decisamente piu’ elevata proprio come quel 1,78 di altezza. Continua l’apprendimento nell’estate con anche un recupero della forma fisica secondo i dettami dell’anno precedente negli allenamenti allo stadio dfella Farnesina con Paolo Letizia e suo fratello Piero campione regionale di salto con l’asta - altri libri di Freud “il sogno di infanzia di Leonardo” Psicopatologia della vita quotidiana” Il motto di spirito” e poi IL mattino dei maghi, che e’ un testo che lo condiziona profondamente e lo incanala allo studio della fisica quantistica . Si
iscrive al Tasso al IV GINNASIO e si distingue subito . Le idee militariste lo spingono anche verso la destra e viene cooptato da un ragazzo piu’ grande che lo convince ad iscriversi al gruppo della Giovane Italia organizzazione giovanile del MSI. E’ un for
te conservatore anzi un fiero reazionario ma non si ritiene fascista in quanto ha la piu’ ferma disistima per Mussolini che considera sempre un uomo di sinistra e non di destra . Questo lo pone in contrasto con elementi borghesi del partito, ma tramite quell’amico piu’ grande fa breccia su persone come Pino Rauti che nel novembre lo vuole conoscere in quanto ritiene le sue idee molto stimolanti, dato che le coniuga con latidico giorno del 22 novembre in cui viene invitato proprio da Pino Rauti in casa del 
grande filosofo Julius Evola in corso Vittorio Emanuele. .. UNA RIUNIONE

DAVVERO, PER LUI; EPOCALE ; DOVE CI SONO OLTRE IL PADRONE DI CASA ; lui con Rauti e l’amico piu’ grande, Junio Valerio Borghese, la nipote del Mllo Rodolfo Graziani con il suo a
 mante un principe egiziano alto due metri . Dopo le attestazioni di ammirazioni per Borghese e farsi autografare il libro sulla X MAS qualche scambio di opinioni con Evola molto critico sulla psicoanalisi e lui che si permetteva di ribattergli , discussioni pragmatiche con la Graziani e il compagno che avevano un Istituto di recupero anni scolastici e stante la sua cultura e

preparazione gli offrivano di prepararsi nel loro istituto per la presentazione alla licenza ginnasiale a meta’ della retta normale . Arriva la notizia dell’assassinio di Kennedy a Dallas . Ulteriore discussione e quindi chiusura di una giornata davvero fuori delle righe per molteplici motivi. Superfluo sottolineare che il nostro eroe e’ RIMASTO MOLTO IMPRESSIONATO da cotanti personaggi e comunque quello che maggiormente lo ha colpito per motivi pratici e’ quel fatto 
della nipote di Graziani e del suo compagno che gli hanno offerto la occasione di pagare mezza retta per presentarsi direttamente agli esami di licenza ginnasiale. Mezza retta che comunque il padre non gli dara’ mai essendo lui un socialista di Nenni molto preso dalla cultura sinistrorsa anche comunista e con il quale va molto in disaccordo proprio per le sue idee reazionarie e anche se non espressamente fasciste certamente molto similare. Disprezza Mussolini d’accordo ma di concerto ha una venerazione per Italo Balbo e altissima opinione di gerarchi come Grandi, Bottai, Ciano padre e figlio. Capita che glielo accenni, ma ovviamente ha un secco rifiuto. Si ritorce negli studi che si fanno sempre piu’ serrati psicoanalisi, storia, filosofia, fisica quantistica, matematica superiore e 
calcolo infinitesimale con numeri immaginari. Insomma sul finire di quell’anno di svolta e’ sempre piu’ quanto di piu’ simile ad un genietto neppure tanto in erba . Riprova a passare dal centro Studi della Graziani e del suo principone , ottiene anche una ulteriore riduzione della retta , ovvero un paio di centomila lire che si offre di metteglierle la nonna ancor prima di quel sabato 21 dicembre in cui nonna e nipote si fermano in una ricevitoria del lotto e fanno una sderie di giocate di cui c’è una quaterna secca su Roma di 1000 lire e su tutte di altre mille lire con i numeri 60 e 68 25 e 47 con una vincita totale di 88 milioni di lire che il giorno seguente lui legge sul Messaggero, 3° piano e 50 milioni vincolati a 18 anni, ma anche procedere al riacquisto dell’appartamento di via Nicolo’ V .n 50 INT.16




UN OMAGGIO AL PENSIERO ORIGINALE

 

In quanto ad originalita' di pensiero pochi possono competere  con Guglielmo Ferrero uno scrittore, saggista politico molto poco conosciuto anche da noi in Italia che qualsiasi periodo affronti ti colpisce per la sua originalità e per le sue argomentazioni che gettano sempre nuova luce su eventi e personaggi affrontati. Gia’ parecchi anni fa la rilettura di un suo saggio sulla prima campagna d’Italia di Napoleone quella del 1796/97 “Avventura”, mi illumino’, eh si! "quasi d’immenso" ribaltando completamente l’opinione, un po’ da libro di scuola e da filmati agiografici tipo il famoso film Napoleon di Abel Gance, che avevo sul cosidetto “grande Corso”. Ma quale grande generale? Uno squattrinato militare asceso a gli alti gradi in un periodo e contesto in cui le carriere vertiginose (che solo molto tempo dopo furono da lui appunto definite napoleoniche) erano quasi la norma, dovute tra l’altro sempre alla presenza di una sorta di pigmalione, nel suo caso l’influentissimo Paul Barras che appunto nel 1793 in seguito ad una operazione  che questi gli aveva affidato durante l’assedio di Tolone e che  lui da giovane capitano di artiglieria aveva 

condotto  con una certa brillantezza (la conquista del forte dell’Eguillette), gli fece conferire la nomina diretta a Generale di brigata. Barras fu l’anno seguente uno dei principali artefici della deposizione di Robespierre e non fece troppo caso alle voci che indicavano  il giovane generale nell'entourage nell’entourage del fratello del Dittatore, ricordandosi di lui lo scelse per sedare una rivolta di realisti presso la Chiesa di san Rocco  dove nuovamente  fece il suo dovere di esperto di artiglieria, sparando questa volta sulla folla . Ma piu’ di queste gesta di perizia prettamente militare, Napoleone ancora Buonaparte e non Bonaparte, si era messo in mostra con il sempre piu’ potente oramai accreditato  protettore, condividendone l’amante ovvero una avvenente e anche intelligente creola che era stata la moglie di un generale ghigliottinato  Alexandre de Beauharnais. Per carita’ trattavasi di una condivisione per nulla segreta, anzi Josephine Beauharnais , era famosa per la spregiudicatezza con la quale era solita cambiare partner  e il fatto di essere sempre legata a Barras era diventato per lui un vero e proprio peso.
PROLOGO AL CDO D'ARMATA 
 Napoleone era solo uno dei tanti amanti  pero’ e questo fatto comincio’ a farsi strada nella mente del piu’ influente membro del Direttorio, poteva essere il soggetto ideale per togliersi dai piedi l’oramai ingombrantissima amante . Bastava promettere all’ambizioso e giovane generale un qualcosa di veramente eclatante : il comando di una Armata , per la verita’ non una Armata  della stessa importanza di quelle sul fronte occidentale, ma pur sempre un’Armata combattente , l’Armata  d’Italia. Contraccambio ? Sposare la Joesephine Beauharnais sicche’ liberarlo dalla donna che oramai era per lui solo motivo di litigi e preoccupazioni . Ecco l’esordio del piu’ grande genio militare dei tempi moderni, un accomodamento con contropartita alquanto squallidiuccia, che pero' Ferrero con il suo saggio “Avventura” , provvedera’ a dettagliare che anche le sue famose folgoranti vittorie sul suolo italiano da Cairo Montenotte al Ponte di Lodi, ad Arcole, a Rivoli e al successivo armistizio di Campoformio furono piu’ che altro merito dei suoi subalterni generali Divisionari in primis Andre’ Massena , quindi il rozzo Augereau e anche il piu’ compito e istruito Serurier (era l’unico generale proveniente dai ranghi ufficiali dell’esercito) che provvide ad erudire il giovane generale sulle spregiudicate e dirompenti teorie tattiche  di un Generale della generazione precedente Guibert, che costituirono l’ossatura del successo della campagna di Napoleone in quel 1796/97 ( estrema agilita’ e velocita’ delle truppe, niente carriaggi, salmerie o artiglieria pesante , riferimento alle antiche compagnie di ventura che vivevano di razzia (la guerra che si alimenta della guerra) e soprattutto, cosa in cui il nostro fu davvero maestro: massima spregiudicatezza, nessuna assicurazione , e nessun rispetto di limiti o confini  di stati anche neutrali. Nel saggio Avventura di Ferrero tali notizie sono riportate con dovizia di particolari e  maniacale precisione, sicche’ si puo’ dire che se Ferrero fosse solo diventato un tantino piu’ famoso , del mito di napoleone genio militare oggi non ci sarebbe 
traccia . In un altro libro meno circostanziato “POTERE:  i Geni Invisibili della citta’” sono numerose le certezze che vengono meno,  grazie alla arguzia e allo spirito davvero critico e anticonformista culturale di questo autore  “l’uomo” afferma il Ferrero “e’ la piu’ paurosa delle creature  e trascorre la vita in mezzo ad ogni sorta di paure , ma pur vivendo così  si distingue dagli animali perche’ aspira ad essere coraggioso. Fra tutte le contraddizioni  della natura umana quella piu’ basilare  e’ “ l’uomo e’ un essere pauroso  che vuole vincere la propria paura”  E’ questa la contraddizione  
che definisce  compiutamente la civilta’. In tal senso Ferrero fa un po’ il verso al Freud de Il disagio della civilta’ quando afferma che lo Stato, la societa’ stessa  non furono create per l’amore o la conoscenza ma piuttosto  per acquisire sicurezza e far fronte alla paura. Nel cercare un senso al suo stesso titolo e sottotitolo  pero’ Ferrero  fa una precisazione non da poco conto : man mano che l’uomo si libera delle sue paure  tende a istituire dei princìpi, princìpi che Ferrero definisce di legittimita’. L’intima natura dei princìpidi legittimita’ e’ la facolta’ di esorcizzare la paura , anche quella paura misteriosa e reciproca che insorge sempre tra il Potere e i suoi soggetti . E’ giusto quindi che tali principi siano venerati come  “Geni della citta’”  Se in un Societa’ coloro che detengono il potere e coloro che vi ubbidiscono  concordano  su tali princìpi, li riconoscono giusti e si impegnano a rispettarli ecco che i “geni della citta’” sono operanti  e quindi nasce l’accordo di legittimita’ che e’ in sostanza un qualcosa che umanizza e addolcisce sia il comando che l’obbedienza. Ad esempio e’ un errore rappresentarsi le monarche assolute del passato come regimi di terrore e di oppressione, questa tendenza di “senno di poi” e’ fuorviante e non permette di capire nulla di un dato periodo storico e diciamoci la verita’ e’ un errore in cui specie la societa’ moderna e post moderna e’ incorsa praticamente sempre “la storia la fanno i vincitori “ e’ piu’ di una frase veritiera , e’ una attestazione di fatto  e ha una derivazione anglosassone e americana,  le nazioni o meglio le civilta’ che hanno vinto le ultime due grandi guerre mondiale all’insegna di quello spirito commerciale e utilitaristico che il sottoscritto bolla come “spirito bottegaio” Purtroppo tutta la storia del XX secolo e vieppiu’ questo inizio del XXI che e’ anche l’inizio di un terzo millennio sembrano dimostrare che l’unico principio di legittimita’ in vigore e’ quello appunto “bottegaio” fondato sul commercio sull’economia e sui mercati , quindi detto in una parola.  fondato sul denaro  che e’ tra l’altro sempre meno tangibile e concreto e sempre piu’ virtuale e finanziario: v’e’ anche da aggiungere una connotazione spaziale ovvero l’individuazione di una localizzazione in determinate nazioni che hanno sviluppato determinate peculiarità’ invece che altre, e qui giova assumere un altro grande pensatore il filosofo geo politico Carl Schmitt che nel suo libello Terra Mare e successivamente nel piu’ corposo “il
Nomos della terra” ha  distinto appunto potenze di terra e potenze di mare come peculiari di un modo di rapportarsi con la legittimita’ del proprio potere . Le prime le potenze di terra  contando sulla territorialità e appartenenza del propria essenza, ovvero tradizione, confini, regole, disciplina  le seconde potenze di mare, fondate invece sulla fluidita’ del mare, senza confini, senza tradizioni se non formali e sempre soggiacente a meccanismi  utilitaristi e commerciali ( titoli nobiliari concessi  fin dal cinquecento a pirati, briganti e a tutt’oggi appannaggio di gente
che ha fatto fortuna economicamente, che e’ un buon business: dal capitano d’industria, al commerciante, al filosofo  sempre e comunque con riscontro economico  tipo chesso’ Popper, o  anche al cantante famoso tipo i Beatles, Tom Jones all’attore Alec Guinnes ma anche Sean Connery, al  campione di formula ,  John Surtees, Jack Brabham,  Jackie Stewart , etc.) . Ebbene se si vanno a studiare giustappunto le vicende storiche di questi ultimi duecento, forse anche trecento  anni vedremo che esse con poche eccezioni hanno sempre  
questo scontro di civilta’, terricola o  talassica e quindi di differente legittimita’. Il deprecato postmodernismo, le famose invettive di Spengler, Guenon, Evola contro il mondo moderno, hanno di controparte la almeno finora,  vittoria della tendenza talassica e quindi commerciale:  la predominanza della lingua inglese, l’esasperato consumismo, i detti informanti tipo "ognuno ha il suo prezzo", l’esaltazione del successo commerciale, la finzione e il recitare parti alla bisogna per tutto e anche fatti, eventi, financo persone fisiche completamente inventate e estrapolate dalla realta’ con un massiccio onnipresente impiego di mezzi (stampa , cinema, televisione, mass media, oggi i cosiddetti social );  vedi come esempio la realta’ parallela e del tutto inventata di Hollywood, John Waine che non aveva fatto neppure il soldato divenuto Colonnello dei Marines per merito cinematografico, i massacri dei nativi americani come fulgida epopea, e non solo Hollywood anche da noi italiano  si vincono i premi, con le menzogne, i rifacimenti , i falsi storici ,   non parliamo di tempi ancora piu’ recenti : un virus inventato addotto prima a pipistrelli poi a chissa’ quale fantomatico microbo, spacciato per una pestilenza micidiale in grado di paralizzare l’intero pianeta in nome di una pandemia totalmente inventata che non ha spostato di una virgola l’indice di mortalità per nazione, la menzogna elevata a sistema, la cosidetta democrazia  mortificata da annullamento di elezioni  in caso di risultato non gradito dal potere in vigore, e così via. Insomma il cosidetto potere di legittimita’ forse lo si puo ‘ intendere ancora in vigore, purchè lo si intenda di legittimita’ della menzogna elevata a sistema dominante, mentre la connotazione  distintiva storica fondamentale individuata da Ferrero  nei due principi  del monarchico e democratico risulta forse piu’ profonda  se accoglie anche la connotazione spaziale di terricola o talassica di Carl Schmitt

 

mercoledì 20 maggio 2026

PERTURBANTI SOCIALI

E se tutte le illazioni di complotti, le dicerie su piani nascosti di determinate leve del potere, e anche le fantasie piu' estreme   fossero in realta' una sorta di paravento  che nasconde una sorta di compensazione sulla società.... di chi ... ecco il punto dolens... di chi  nella vita professionale e sociale non è riuscito a combinare un granché ? Questo e’ il sospetto, che le classi al potere hanno fatto mare e monti perche' si insinuasse nelle teste della gente, nelle teste, ma anche nei cuori, nel sentimento e sopratutto in quell'immaginario collettivo che costituisce la forma (disegnandola)  e la struttura (architettandola)  di tutte le  credenze  del mondo: Il materiale che compone tale credenza e'ben noto a tutti :  gli alieni, le astronavi  nella preistoria di Kolosimiana memoria, gli Anunnaki, Il terrapiattismo e anche argomenti meno fantasiosi ma altrettanto efficaci per costruire quell'alea di assurdità

e di latente complottismo non suffragato da fatti effettivi, che pero' si alimenta con una letteratura anche di spessore ma a tendenza distopica come i famosi capolavori di scrittori di pregio tipo Orwell, Huxley, Breadbury, Phil Dick, Mateson e anche strumenti meno raffinati ma a fortissima caratura di diffusione tipo il Dr.No della famigerata Spectre dei romanzi di Jan Fleming, divenuti veri best sellers  con le traduzioni nel mezzo cinematografico coi ben noti film dell'agente James Bond: Ci si puo' mettere anche tutta quella serie di notizie  sensazionali a forte impatto mediatico  "Il Titanic non e' mai affondato" "le 13 pagine sottratte della Commissione d'inchiesta su Caporetto" "il tiro incrociato su Kennedy a Dallas"  "non siamo mai andati sulla luna"  e via così chi piu’ ne ha piu’ ne metta, fino a costituire un vero e proprio corpus di proporzioni davvero colossali …. Purtroppo le classi al potere non sono così sprovvedute e hanno sempre fatto si che tutto questo materiale vada a braccetto con quel tipo di lamentela che fa si che ci si senta eternamente vittime, un correlato e ampliamento del “piove governo ladro”, nel "troppo caldo, nel troppo freddo", nel “le stagioni non sono piu’ quelle di un tempo” ed ancora  geremiadi sulla troppa delinquenza, sul traffico, sull’inquinamento, sul buco dell’ozono, sulla crisi energetica , sul traffico, sull'insicurezza, insomma su tutto, che poi e’anche  un po’ quello che l’immancabile Freud aveva osservato
nei suoi studi, nella fattispecie nel saggio “il perturbante “ dove  c'è appunto questo individuo sempre insoddisfatto sempre lamentoso che finisce per essere giustappunto estremamente fastidioso, nelle sue
  connessioni  patologiche di continua geremiade e che ha sempre informato la dizione di “rompicoglioni” - rompicoglioni che ha una sorta di imprimatur di immaginario collettivo nella quasi religioso ossequio dell’antico adagio  su questo vero e proprio mondo del complottismo popolare : "solo i rompicoglioni non muoiono mai"
Riserve dunque grosse come una casa dove giocaanche questa componente  non secondaria del suo credo, che ricorda un po'
paradossalmente la farsa della recente distopia pandemica falsamente sanitaria che  ha  enfatizzato in maniera abnorme creando una ridda di figure di uccelli del malaugurio spacciati per esperti, che  hanno costituito una 

sorta di contraltare, ma anche di emuli (parmadosso e controparadosso)  dell'antico perturbante a carattere complottista :  pseudo esperti, giornalisti improvvisati, politici chiacchieroni e millantatori, pennivendoli da strapazzo e quant’altro hanno affollato fino al parossismo tutti i mezzi di comunicazioni, dalle televisioni ai social, alla stampa, financo  agli intrattenimenti ancora  concessi con l’adozione forzata di   strumenti di coercizione, tipo i lasciapassare per vaccinati, le museruole, l’interdetto, la riprovazione sociale con tanto di paladini ingaggiati dal sempre in vendita mondo dello spettacolo e della informazione  (attori di cinema, di serie televisive, conduttori di programmi, giornalisti, opinionisti  etc.) ed ancor su disposizioni degne del migliore Woody Allen nel film “il dittatore dello stato libero di Bananas :  il non poter prendere il caffe’ seduto, ma in piedi si - in casa si, ma fuori no - in un tram si, sulla spiaggia no - per scongiurare il contagio da  unsempre piu’ improbabile virus che aveva i suoi tempi dalle cinque alle sette  come una stanza ad ore  di 
una puttana. Ecco!!!!  e' proprio questo stato, o meglio questo flusso di assurde disposizioni, di precetti da barzelletta, di proibizioni, veti e anatemi di bassa lega "vaccinati o muori!" "vi renderemo la vita difficile" " vi staneremo casa per casa e vi faremo fare quello che diciamo noi" con tanto di falsi fotografici (bare di morti di sette anni prima, spacciate per odierne si da avallare una mortalita' in realta'  gonfiatissima e del tutto ordinaria, filmati di camion  militari in giro per la notte  con illazioni di trasporto di un mumero altissimo di bare (neppure una visibile) e veri e propri documenti come attacchi con idranti a manifestanti, poliziotti all'inseguimento di solitari  corridori sulla spiaggia del mare
.
Sono queste figure, la totale irrazionalita’ dei vari provvedimenti adottati, che hanno manifestato la nefandezza del potere e quindi,  hanno ridato corpo ad una serie di perplessita’ che prima di tale grande farsa erano state accantonate o relegate nel registro del “ poco maturo “ o addirittura nel “perturbante “ del saggio Freudiano. Vedere capi di Stato che mandavano amatemi, cosidetti esperti che cantavano canzoncine  natalizie sul tema del “vaccinatevi, vaccinatevi” era insomma  vedere la realizzazione delle assurde disposizioni del Woody Allen nel citato film, insomma un vero e proprio “cio’ che e’ irrazionale e’ reale e viceversa, in netta contrapposizione con la massima Hegel, che quindi anche lui e 
la sua tanto strombazzata filosofia diventava una emerita stronza
ta. Detto in parole povere: con l'esagerazione dei provvedimenti per diffondere una credenza (nel virus, nella pandemia, nei provvedimenti emergenziali messi in atto) questa volta la cosidetta "elite" ha esagerato e si e' assimilata a tutto quel mondo che per anni, anzi per secoli aveva fatto in modo di relegare all'assurdo. L'assurdo sono diventati loro!

domenica 17 maggio 2026

DAL GREAT RESET AL GRANDE RISVEGLIO

 

Scrive Dugin che “Il grande Reset, quello preconizzato da Schwab  inizia con la vittoria di Biden.” Io magari dico “no! si ratifica con il rimbambito, ma non comincia con lui,  tutto aveva avuto inizio qualche mese prima, con la farsa di un virus inventato e con l’aver fatto passare una banale influenza  per una micidiale pestilenza, manipolando tutti i dati statistici e correlandoli ad una mortalita’ del tutto ordinaria, spacciata come dovuta al virus, ma in realta’ non suffragata da alcun dato referenziale di spazio/tempo e di diffusione -  i leader mondiali, i capi delle grandi corporazioni – Big Tech, Big Data, Big Pharma, Big Finance, etc. si sono riuniti e mobilitati per  sconfiggere i loro avversari, in primis proprio Trump, che, come aveva riconosciuto espressamente il capo del Forum  di Davos  Klaus Schwab il massimo teorico appunto del “Great Reset”, era in quanto Presidente degli USA il massimo ostacolo alla realizzazione del piano di distruzione dell’umanita’ e questo perche’, sempre per sua ammissione “non e’ possibile alcun Great Reset senza gli Stati Uniti”. Diciamo quindi che l’estromissione di
 Trump e l’ascesa di Biden, non
importa quanto mentalmente ritardato e palesemente  inadeguato, permette ai globalismi  di riprendere il cammino  da dove Trump  nel 2016 e altri poli del multipolarismo  l’avevano interrotto.E’ proprio in questo momento,  osserva Dugin, che la censura, la manipolazione di tutti i social media, le segregazioni in casa, i passaporti sanitari, i cosidetti green pass introdotti in Italia, (la nazione che piu’ di tutte si era andata distinguendosi in misure repressive)  grazie all’atmosfera da caccia alle streghe diffusa a bella posta, che il Grande Reset  prevede di alterare  drammaticamente tutte le strutture di controllo  delle elites globaliste  sulla popolazione mondiale, e quindi Dugin non manca di

 rimarcare ( o meglio non mancava perche’ lo scritto e’ del 2022)  che il Grande Reset in geopolitica  si tradurra’ in una combinazione  di “promozione della ipocrita democrazia” e strategia aggressiva  neoliberista di dominazione  su larga scala, tramite appunto un  Presidente degli USA totalmente demente che non sa neppure dove e come si trova, che portera’ al rafforzamento della Nato e all’ingerenza degli USA in tutto il mondo, e quindi allo scoppio di sempre nuove guerre (quella con l’Ucraina era gia ‘ scoppiata appunto nel 2022). Dugin riconosce insomma che la vittoria di Biden non fu un episodio casuale , ma ha segnato appunto l’annuncio di un contrattacco globalista che ha i suoi prodromi nel passaggio dal medioevo al cosidetto umanesimo e poi anche rinascimento, che segno’  la fine della mentalita’ corale e di somma di esperienze quali si espressero  nello stile artistico del gotico con le sue cattedrali e che raggiunse la sua maturita’ con la cosidetta Rivoluzione Industriale ( fenomeno eminentemente anglosassone) e l’inaugurarsi dell’era della macchina come sostituto referenziale della stessa essenza umana.
Facile riconoscere il modello e l’antesignano del filosofo russo
  nell’Italiano Julius Evola (1898-1974) che in tutta la sua opera e in ispecie nello straordinario saggio “Rivolta contro il mondo moderno“ del 1934, ha sottolineato con acume e profondita’ questo capitale passaggio. Se quindi avevamo molto da preoccuparci all’epoca della pubblicazione del saggio di Dugin (2022)  in quanto prima, il successo della farsa pandemica del covid (cui anche il sottoscritto non ha mancato di ipotizzare che avesse proprio tra i suoi fini principali quello di spodestare Trump dalla Presidenza degli USA, favorendo con la scusa del contagio di promuovere un inusitato ricorso della votazione per corrispondenza infinitamente piu’ manipolabile e falsificabile di quella ordinaria) e poi la vittoria di Biden , stavano chiaramente  a indicare che  il principale vettore della civilta’ europea in direzione del progresso interpretato pero’ in un ottica liberalista di predominio capitalista e quindi erede dello spirito bottegaio anglosassone, avevano oramai partita vinta. Prima di saltare a pie’ pari questi ultimi due anni e valutare quello che e’ invece accaduto negli USA nel novembre 2024  spendiamo ancora un paio di paroline per affrontare il tema della seconda parte del saggio di Dugin : difatti ecco che la pag.51 cita il titolo del capitolo IV  con uno slogan che rappresenta il diretto opposto del precedente : non un “grande reset”, ma un “Grande Risveglio” Questo slogan  e’ stato coniato dagli antiglobalisti americani, ben rappresentati dal conduttore Alex Jones  del canale  Infowars e soprattutto dagli attivisti di QAnon, il Gruppo fondato da Steve Bannon  che ha rappresentato il centro di attrazione degli oppositori  al micidiale pericolo delle elites globaliste, e di tutti coloro che hanno resistito alle malefatte della cattivita’ Bideniana  a tutt’oggi non ancora conclusa (dic.2024)  e che, come una serpe velenosa cui non e’ ancora stata schiacciata la testa,  continua a spargere il suo veleno (vedi i fatti in Romania sulla ignominiosa sospensione forzata  delle elezioni a discapito del candidato anti globali sta Caline Georgescu, in quanto avviato ad una trionfale affermazione). Il Grande Risveglio,  afferma Dugin “e’ la risposta spontanea  delle masse umane al grande reset…le elite liberali controllano a tutt’oggi tutti i principali processi di civilizzazione , controllano le finanze del mondo e possono fare qualsiasi cosa con esse, dall’emissione illimitata a qualsivoglia manipolazione degli strumenti e delle strutture finanziarie ; nelle loro mani c’è l’intera macchina  militare statunitense  e della NATO, praticamente tutti i giganti dell’alta tecnologia sono subordinati ai liberisti, computer iPhone, telefoni cellulari e reti sociali sono strettamente controllati  dai membri del club globalista, tecnologia, centri scientifici, formazione e informazione, cultura, Media, medicina, sanita’, tutto e’ nelle loro mani, eppure ecco che Dugin ci parla di UN GRANDE RISVEGLIO, un qualcosa cui fare appello da parte di tutte quelle nazioni che non hanno rinunciato del tutto ad avere e coltivare un cervello pensante, una umanita’ che ha capito la farsa di una inventata pandemia e ha cominciato a soppesare i danni che questa ha provocato nella struttura sociale.  Ecco pero’ che a due anni dalle speranze scritte di questo ultimo grande pensatore  che abbiamo un primo concreto riscontro proprio negli Stati Uniti  : il ritorno di Trump con la sua strepitosa vittoria alle elezioni USA
del 5 novembre 2024 contro le elite globaliste e tutto il loro progetto di transumanesimo 
 sempre piu’ infimamente rappresentate da Kamala Harris la vice del presidente rimbambito --  certo assistiamo a quegli squallidi colpi di coda da bestia ferita tipo il citato esempio della truffaldina sospensione delle elezioni in Romania o la grazia concessa al figlio dal rimbambito, l'autorizzazione ai missili a lunga gittata da usarsi nella guerra in Ucraina, tutte manovracce successive all' essere sconferrato dal popolo, ma per una assurda clausola (non l'unica della legislazione USA)  mantenuto al potere fino al 20 gennaio successivo. Ritorno che lascia ben sperare che questo famoso Grande Risveglio sara' prassi  effettiva  a cominciare dal 20 gennaio 2025 . ammettiamolo il mondo non e' mai stato tanto interessante come ora, anche perche' sussiste la possibilita' di interrompere il gran crimine dell'umanita' perpetrato dai bottegai a cominciare dal 1347 e svolto attraverso tutta una serie di iniquita' : la inghilterra della regina elisabetta nel XVI secolo e la compromissione con l'interesse economico, le sette tipo la massoneria, la Rivoluzione industriale, le rivoluzioni continentali, le guerre, il potere crescente del denaro e della meccanizzazione del mondo, il globalismo, lo sconsiderato progressimo, lo scientismo, il Liberalismo,  la cosidetta Societa' Aperta di Popper/Soros. Come sara' il mondo a venire ancora non possiamo dirlo, ma di certo la sua modalita' di realizzo nel rispetto dell'umanita', della tradizione, del valore e della ragione non potra'mai essere un qualcosa di semplice che sconfina nel  semplicistico tipo l'astratto futuro cui fanno riferimento liberalisti, progressisti e scientisti, ma sempre qualcosa di composto, di complesso come i numeri che dovranno informare un futuro anteriore, quel "sara' stato" che informa il nostro presente in una tradizione che si realizza in un av-venire 

sabato 16 maggio 2026

PRECISAZIONI STRINGATE SU MARIO E MARCELLO

Mario : Un tempo ero orgogliosissimo di questo nome per il fatto che apparteneva alla persona che ho stimato e amato piu’ di tutti : Mario Nardulli nato il 25 novembre 1888 e che in quanto nipote fu dato anche a me (9 giugno 1948), ma poi avverse, anzi diciamo proprio sgradite e sgraditissime situazioni legate a personaggi che avevano questo nome hanno finito per disamorarmi delle accezioni prettamente nominalistiche  del termine, e ho quindi deciso di fare il contrario di quello che si fa di solito : dare il nome del nonno al nuovo nato, ebbene io faccio il netto contrario : da nonno prendo il nome del nipote, ovvero da Mario prendo il nome Marcello  La prima disillusione era stata quando mi sono reso conto che il mio nome non era affatto quel prototipo di originalita’ che avevo creduto nell’infanzia – caso curioso nella via dove abitavo appunto nell’infanzia, via nicolo’ V, a ridosso delle Mura Vaticane e dominate dalla mole “der Cuppolone” non c’era nessuno, ma proprio nessuno che si chiamava Mario; una marea di Giuseppe, Paolo e Franco a profusione, persino piu’ di un Filippo e poi Luigi, Sergio, ma
di Mario neppure l’ombra, sicche’ ricordo che nel 
 periodo piu’ “animistico” dell’infanzia, quando si tende a considerare tutte le manifestazioni della natura e anche del sociale, strettamente correlate a te stesso,  (il sole sta in cielo per farti giocare, il mondo e’ sotto il balcone a portata della tua mano che basta allungare per prenderlo tutto, quell’albero sta proprio la’ per farti ombra quando sei sudato  e hai bisogno un po’ difrescura, etc.), mio padre per premiarmi che sapevo benbrogliarmi nella lettura, mi aveva fatto l’abbonamento a Topolino a partire dall’agosto del  1952 e la cosa da allora era continuata negli anni “ecco visto che Mario oramai e’ un provetto della lettura  gli faremo questo dono “ aveva detto e la cosa era andata avanti mese dopo mese , anno dopo anno, per cui mi ero andato convincendo che la parola “som-mario” che stava

 sempre nella prima pagina del giornaletto,  stesse li’ in mio onore, dato che mi arrivava sempre ogni 10 e 25 del mese, appunto i giorni in cui all’epoca usciva  il Topolino da 80 lire. L’infanzia si sa, un bel giorno decide di andarsene e improvvisa- mente il tempo ha una accellerata vertiginosa, quel giorno che sembrava durare un’eternita’ complice quel sole che in cielo non ne voleva proprio di sapere di tramontare, di colpo se ne andava oltre la siepe, ed eccoti al buio, e  mannaggia… quella mano che un tempo sembrava proprio che riuscisse ad afferrare tutto, ora la ritraevi tutta vuota, senza niente, che magari per caso, le rimanesse appiccicato.  Proliferano i Mario appena si esce da quel piccolo paradiso terrestre che e‘ l’infanzia ( un detto da Freud, non da me)  ed io mi sento sempre piu’ pressato da questo tempo frettoloso e tiranno, e sempre in debito di quella originalita’ che era stata una mia peculiarita’ dei primi dieci, undici anni di vita. C’è Mario Monicelli il regista, e va bene,  Mario Girotti che quando faceva Cerasella e non era ancora  Terence Hill,mentre Bud Spencer si chiamava Carlo Petersoli ed era intimo amico di mio  padre che lo chiamava
 Carletto dato che erano stati insieme nella squadra nazionale di pallanuoto;  si insomma parecchi Mario anche vieppiu’ a scuola e persino tra gli amici, ma nessuno a demeritare, 
 per cui ci poteva stare solo quella  perdita di originalita’;  certo avrei voluto chiamarmi Galvano o Lodovico, ma tutto non si puo’ avere, e quindi avevo cominciato a farci il callo a tutte queste persone che  si chiamavano come me.  Non piu’ anni, ma decenni si erano andati accavallando, senza che avessi a ritornare su tale questione; certo magari qualche insofferenza per persone che non mi piacevano granche’,  tipo un personaggio della radio che si era deformato il nome in Marione che parlava ossessivamente solo di calcio  (sia la radio sia il calcio sono cose che ho sempre aborrito) , un comico che giocava un po’ sul 
piano dell’assurdo 
 che non mi era congeniale, ma che qualcuno aveva alluso che mi somigliasse non solo per il nome e perche’ fosse un architetto come me “ma tu sei scemo “ rispondevo piccato  quello sara’ alto uno e settanta, io sono un metro e ottantasei” . insomma, ci sta messo che non tutti quelli che si chiamano come te, una volta che ne hai constatato una notevolissima diffusione, non potessero essere tutti di tuo gradimento. Si era quindi arrivati alla vecchiezza , magari non proprio estrema come quella di oggi, ma insomma bella che pronunciata:  sessantaquattro anni  2012 e chi ti nominano capo del governo ? un iperneoliberista, euoropeista  convinto quindi filo UE, professore alla Bocconi, legato a tutti i gruppi speculativi di alta finanza del mondo, cioe’ stante la mia cultura, :  il peggio del peggio, sulla scia degli ultimi personaggi proposti dalla nostra politica i Prodi, i Ciampi,
 i Napolitano, che pero’ non si chiamavano Mario.  Ecco con quel  primo Mario a capo del governo e’ allora che il mio nome  comincia a starmi  proprio stretto.  Passano quasi dieci anni, febbraio 2021 nel pieno della piu’ grande farsa mai perpetrata in tutta la storia del genere umano ed ecco viene nominato  a capo del Governo, il rappresentante piu’ convinto di tutto quel mondo di bottegai,  di inganni, di farse ed anche di veri e propri carnefici di liberta’, e questo figuro si chiama Mario.
Ecco capite perche’ a questa seconda onta non ce l’ho fatta a resistere , tanto piu’ che oramai la mia vecchiezza si era fatta davvero estrema ( quasi 73 anni e fino a passare i 74, nel luminosissimo giorno del 21 luglio 2022 delle dimissioni 
 del soggetto in questione ) e ho maturato la decisione di non chiamarmi piu’ Mario, ma cambiarlo in Marcello.  Un nome che ho sempre adorato, per via della appartenenza all’unico attore che mi sia sempre piaciuto 
e abbia anche ammirato Marcello Mastroianni, per qualche altro bel soggetto frequentato nella vita, ma soprattutto per essere il nome di mio nipote Marcello Gruia Nardulli nato il 23 febbraio 2019. Mi ha divertito l’idea di fare il contrario di quello che si fa di solito : dare il nome del nonno al nuovo nato, ebbene io faccio il netto contrario : da nonno prendo il nome del nipote: se non e’ simmetria questa , anzi direi proprio una super simmetria come quella che governa le stringhe in fisica quantistica secondo la M-Theory di Witten (1995) e che asseconda anche il famoso inconscio come insiemi infiniti dello psicoanalista cileno Ignacio Matte’ Blanco

 

MANIPOLAZIONE E NUMERI IMMAGINARI DI NOME E DI FATTO

E' assodato che questi nostri tempi sono la quintessenza della farsa, del recitare parti a copione prestabilito e questo,  specie da quando e’ stato inventato il cinematografo, ha assunto una peculiarita’ assoluta…che poi neppure questo e’ vero.... pensiamo chesso' a Pirandello che piu' che al cinema si rifa' al teatro, ma pensiamo anche alla storia vera, quella che chiamano realta' :  guarda quello che furono capaci di fare con Napoleone, un modesto ufficialetto di artiglieria fatto passare per un genio della guerra, sia strategico che tattico, che logistico, neppure fosse stato chesso’ un Scipione, un Cesare, al limite un Eugenio di Savoia  : il Direttorio e quell’anima persa di Barras valsero sul finire del XVIII secolo, grosso modo come Twitter, Facebook e vari altri “social” piu’ magari un paio di testate giornalistiche belle che addomesticate tipo Repubblica, la Stampa o Il Corriere della Sera (mi limito a citare l’Italia dato che seguo poco la stampa in genere), e questo valse anche  negli anni successivi, dopo Jena per ntervento addirittura di Hegel, che potremmo valutare come uno Zuckberg  dell'epoca, ma anche dopo Eylau disastro fatto passare per vittoria  (e qui raggiungiamo la mistificazione dei telegiornali della televisione). Stessa pappa cogli indiani d’america negli Stati Uniti, un genoicidio mascherato e contrabbandato a posteriori (vedi i vari John Waine e compagnia, perlomeno fino a “Soldier blu”)  e del Risorgimento Italiano ne vogliamo parlare ? Quattro massoni al soldo della massoneria inglese e dei Rotschild in particolare che prima ti coinvolgono un Reuccio indeciso e titubante a far guerra all’Austria (un disastro)  e poi con il figlio di quello
e un capo del governo ancora piu’ al soldo dei soliti Rotschild (per chi non lo avesse capito lo squallidissimo Camillo Benso di Cavour, infingardo, falso, addirittura lenone come lo apostrofo’ Garibaldi al 
Parlamento Subalpino  nel 1861, e a ragione dato il caso della famosissima Contessa di Castiglione forse quella a cui piu’ di ogni altro andrebbe ascritta l’unificazione italiana,  tanto da fargli venire un colpo apoplettico che in un paio di giorni lo porto’ alla tomba) e riescono a far fuori la monarchia del Regno delle Due Sicilie servendosi di una sorta di avventuriero rubagalline (il gia’ citato Giuseppe Garibaldi il cui episodio del colpo a  Cavour e’ l’unico che merita di essere celebrato) anche questi al soldo degli inglesi che si assunsero la parte che era stata  di Barras e che sara’ dei “Media” del XX e XXI secolo in merito appunto alla conquista della 

LA CONTESSA DI CASTIGLIONE
LA VERA ARTEFICE DELL'ITALIA  UNITA
e poi di tutto il meridione d’Italia, dando il benservito alla dinastia dei Borbone per soppiantarla con quella dei Savoia molto ma molto piu’ docili esecutori dei voleri economici  del solito spirito  bottegaio anglosassone. Le parti si recitavano dunque anche molto tempo fa, certo non nella stessa entita’ e soprattutto capillarita’ che ha contraddistinto  il passaggio dal secondo al terzo millennio, grazie alla spaventosa diffusione dei mezzi di comunicazioni, la tecnologia, l’informatica, la rete di cui pero’ bisogna dirla il cinema e’ stato il principio, direi l’Arche’ appunto:  “ arche’ – techne’ nel senso che tramite una tecnica che magari e’ stato facile spacciare anche per arte oltre che per abilita’, un po’ rifacendosi al significato precipuo della parola archetechne, inl nostro famigliare architetto che ti ha appunto architettato questo mondo fondato sulla recita e quindi sulla manipolazione sulla menzogna, dove niente e’ piu’ vero, niente, diciamo,  e’ piu’ reale se non nei termini di una piu’ o meno 
DALL'IMMAGINARIO AL CONIUGATO
complessa operazione di mercato e di opinione
che ricorda un po' il procedimento matematico della ideazione dei numeri immaginari del XVII secolo:  servirsi  di proiezioni di numeri negativi (ovvero mancanze, carenze, passivi debiti) che poi con il meccanismo dei  numeri coniugati  potevano essere riportati allo stato di fruizione  del registro della realta'  che quindi oltre che reale era decisamente complessa . Ho voluto anche io adeguarmi alla pratica corrente e collaudata di sostituire proiezioni di negativi al posto della realta' e tramite ritrasformazione in positivi (coniugati) pervenire ad un registro immaginario che sara' di certo piu' complesso dell'originario, ma nel contempo conformarsi ad un simbolico che accogliera’ quella componente desiderante che canonicamente dovrebbe far parte dell’inconscio. Stiamo parlando dell'inconscio  sia di quello freudiano che Junghiano ed anche di quello lacaniano e o per insiemi infiniti di Matte’ Blanco che con la sua bilogica rigorosamente simmetrica, tende a farsi beffe della logica aristotelica, o meglio costituirne un'altra, che magari qualcuno puo' anche chiamare inconscia in quanto intrisa di quel desiderio che in maniera non canonica, ma con sue specifiche modalita' per lo piu' sfuggenti al pensiero razional/logico della coscienza, si affianca alla realta'. Sto parlando del mio ripudio del nome Mario stante l'orrore di condividere tale nome con i due peggiori capi del governo della nostra storia  nazionale e del cambiamento di data di nascita e di onomastico e compleranno D'altra parte tenere il 19 gennaio come onomastico, cioe' san Mario,  era del tutto impossibile per via della forte vergogna di condividere tale nome con i due figuri sopracitati e cioe' due persone cosidette "di potere"  due squallidi banchieri, bottegai cioe' agli ordini dei meccanismi di compravendita del mercato, ragionerucoli, dico io, che fanno parte di quella schiera di ronzini del pensiero, che ha cercato di dare lustro alla vecchia pratica del conto della serva chiamandola pomposamente economia e cercando di assicurarle la qualifica di scienza, due persone che pervenendo ai vertici del potere politico hanno fatto il peggior male al Paese (specialmente il secondo dei due Mario che ha operato nel contesto di quella ulteriore farsa della pandemia,  ovviamente
del tutto inventata)  facendo impallidire la fama sia dei Barbari che dei Barberini. Facile dunque  eliminare quel nome e passare invece a Marcello che non solo e' il nome di mio nipote - quindi inversione del solito schema del dare il nome del nonno, e fare il netto contrario, ma anche un nome che mi e' sempre piaciuto infinitamente di piu', nome di antica tradizione romana, come Mario d'accordo, ma meno comune e poi diamine.... era il nome dell'unico attore che mia sia piaciuto
malgrado il mestieraccio :  Marcello Mastroianni. L'unica cosa che mi dispiaceva  nel lasciare quel Mario era la omonimia perfetta con mio nonno Mario Nardulli nato pero' nel 1888 un anno magico del mio immaginario desiderante inserito nel pieno della Bella Epoque, un anno prima del Piacere di D'Annunzio, regnante l'unico Savoia passabile Umberto I con quei suoi meravigliosi baffoni, le canzoni napoletane dell'immortalita', mentre dall'Inghilterra la truculenta cronaca degli omicidi di Jack losquartatore,  e poi sai gli abiti, i colletti inamidati, i baffi imperanti, le uniformi sfavillanti, i gradi degli ufficiali detti a fiore sulle maniche, il Cafe' Chantant e la dominante assoluta delle volute dello stile Liberty ma veniva  presto compensata dalla nascita 

non a Roma ma a Salo' sul Garda paesetto che mio nonno aveva eletto a sua residenza nel 1905 scappando di casa per contrasti col padre e mettendosi a lavorare per una ferrovia locale, cosa che poi aveva determinato il suo richiamo nei corsi ufficiali degli alpini nell'aprile del 1915 in vista della mobilitazione per la guerra. Salo' sul Garda significa anche la capitale della Repubblica Sociale e gennaio 1945 come data ascrive la paternita' ad un sottotenente della X MAS caduto nel maggio combattendo contro i partigiani .Come vedesi di numeri immaginari ne ho  fatto larghissimo uso (proiezione di negativi, ovvero mancati di desiderio ) , tutti con il loro compendio di simmetria che ne fanno simboli per la coniugazione di un inconscio , che sono l'unica spiegazione plausibile di quella frase di Freud "il sogno e' la realizzazione di un desiderio" Il perche' e' presto detto:  correlando sogno e inconscio nell'accezione di un desiderio che pero' non e' quello banale semplice del " voglio " o "vorrei" ma e' una precisa equazione di perfetta simmetria tra proiezioni negative (reali)  e positive (immaginarie)
si realizza quell'unita' del pensiero psichico che non solo la psicoanalisi, ma tutta la ricerca della ragione umana ha cercato sempre di raggiungere 

LO SPECCHIO DEL SESSANTATRE

  Siamo nel 1963 nel marzo ed il nostro protagonista era appena uscito fa un cinema dove avevano proiettato un film della hammer con vincent...