domenica 7 giugno 2026

LO SPECCHIO DEL SESSANTATRE

 

Siamo nel 1963 nel marzo ed il nostro protagonista era appena uscito fa un cinema dove avevano proiettato un film della hammer con vincent price e peter lorre . Gia’ al cinema aveva sentito delle strane sensazioni fisiche che all’uscita erano cresciute spasmodicamente fino a farsi parossistiche con il procedere del cammino verso casa, tanto da impedirgli di continuare i pas si e sedersi presso un muretto, da questo episodio in cui ne era emerso un 41 di febbre e una irresistibile passione per la figura del nonno che aveva una relazione col suo inconscio arcaico si diparte da quei primi di marzo del 1963 un diverso integrale sui cammini, per dirla alla feynman  

La psicoanalisi e anche con primi rudimenti di filosofia che prende a studiare assieme alla fisica quantistica . Si arriva così al futto quello che era stato prima e’ letteralmente ribaltato e assume una diversa prospettiva e svolgimento. Innanzi tutto rimarca in tre mesi la crescita di 5 cm. Da 1,73 a 1,78, quindi una intuizioni strabiliante e una capacita’ di apprendimento fenomenale , che


comunque passano al vaglio di un passato che adatta tutto, tant’è che si puo’ parlare di una modalita’ di scansione temporale al FUTURO ANTERIORE.. la incombenza della licenza media se la beve come acqua e poi in quel giugno 1963 approccia per la prima volta un testo di psicoanalisi la spiegazione della Gradiva di jensen da parte di Freud cui fa seguito il testo Totem e Tabu’ di cui certi passi riporta all’esame orale, il che gli vale un nove in italiano e addirittura un dieci in storia . L’approccio conoscenza di Freud in quel fatidico giugno lo pone in una posizione decisamente piu’ elevata proprio come quel 1,78 di altezza. Continua l’apprendimento nell’estate con anche un recupero della forma fisica secondo i dettami dell’anno precedente negli allenamenti allo stadio dfella Farnesina con Paolo Letizia e suo fratello Piero campione regionale di salto con l’asta - altri libri di Freud “il sogno di infanzia di Leonardo” Psicopatologia della vita quotidiana” Il motto di spirito” e poi IL mattino dei maghi, che e’ un testo che lo condiziona profondamente e lo incanala allo studio della fisica quantistica . Si
iscrive al Tasso al IV GINNASIO e si distingue subito . Le idee militariste lo spingono anche verso la destra e viene cooptato da un ragazzo piu’ grande che lo convince ad iscriversi al gruppo della Giovane Italia organizzazione giovanile del MSI. E’ un for
te conservatore anzi un fiero reazionario ma non si ritiene fascista in quanto ha la piu’ ferma disistima per Mussolini che considera sempre un uomo di sinistra e non di destra . Questo lo pone in contrasto con elementi borghesi del partito, ma tramite quell’amico piu’ grande fa breccia su persone come Pino Rauti che nel novembre lo vuole conoscere in quanto ritiene le sue idee molto stimolanti, dato che le coniuga con latidico giorno del 22 novembre in cui viene invitato proprio da Pino Rauti in casa del 
grande filosofo Julius Evola in corso Vittorio Emanuele. .. UNA RIUNIONE

DAVVERO, PER LUI; EPOCALE ; DOVE CI SONO OLTRE IL PADRONE DI CASA ; lui con Rauti e l’amico piu’ grande, Junio Valerio Borghese, la nipote del Mllo Rodolfo Graziani con il suo a
 mante un principe egiziano alto due metri . Dopo le attestazioni di ammirazioni per Borghese e farsi autografare il libro sulla X MAS qualche scambio di opinioni con Evola molto critico sulla psicoanalisi e lui che si permetteva di ribattergli , discussioni pragmatiche con la Graziani e il compagno che avevano un Istituto di recupero anni scolastici e stante la sua cultura e

preparazione gli offrivano di prepararsi nel loro istituto per la presentazione alla licenza ginnasiale a meta’ della retta normale . Arriva la notizia dell’assassinio di Kennedy a Dallas . Ulteriore discussione e quindi chiusura di una giornata davvero fuori delle righe per molteplici motivi. Superfluo sottolineare che il nostro eroe e’ RIMASTO MOLTO IMPRESSIONATO da cotanti personaggi e comunque quello che maggiormente lo ha colpito per motivi pratici e’ quel fatto 
della nipote di Graziani e del suo compagno che gli hanno offerto la occasione di pagare mezza retta per presentarsi direttamente agli esami di licenza ginnasiale. Mezza retta che comunque il padre non gli dara’ mai essendo lui un socialista di Nenni molto preso dalla cultura sinistrorsa anche comunista e con il quale va molto in disaccordo proprio per le sue idee reazionarie e anche se non espressamente fasciste certamente molto similare. Disprezza Mussolini d’accordo ma di concerto ha una venerazione per Italo Balbo e altissima opinione di gerarchi come Grandi, Bottai, Ciano padre e figlio. Capita che glielo accenni, ma ovviamente ha un secco rifiuto. Si ritorce negli studi che si fanno sempre piu’ serrati psicoanalisi, storia, filosofia, fisica quantistica, matematica superiore e 
calcolo infinitesimale con numeri immaginari. Insomma sul finire di quell’anno di svolta e’ sempre piu’ quanto di piu’ simile ad un genietto neppure tanto in erba . Riprova a passare dal centro Studi della Graziani e del suo principone , ottiene anche una ulteriore riduzione della retta , ovvero un paio di centomila lire che si offre di metteglierle la nonna ancor prima di quel sabato 21 dicembre in cui nonna e nipote si fermano in una ricevitoria del lotto e fanno una sderie di giocate di cui c’è una quaterna secca su Roma di 1000 lire e su tutte di altre mille lire con i numeri 60 e 68 25 e 47 con una vincita totale di 88 milioni di lire che il giorno seguente lui legge sul Messaggero, 3° piano e 50 milioni vincolati a 18 anni, ma anche procedere al riacquisto dell’appartamento di via Nicolo’ V .n 50 INT.16




UN OMAGGIO AL PENSIERO ORIGINALE

 

In quanto ad originalita' di pensiero pochi possono competere  con Guglielmo Ferrero uno scrittore, saggista politico molto poco conosciuto anche da noi in Italia che qualsiasi periodo affronti ti colpisce per la sua originalità e per le sue argomentazioni che gettano sempre nuova luce su eventi e personaggi affrontati. Gia’ parecchi anni fa la rilettura di un suo saggio sulla prima campagna d’Italia di Napoleone quella del 1796/97 “Avventura”, mi illumino’, eh si! "quasi d’immenso" ribaltando completamente l’opinione, un po’ da libro di scuola e da filmati agiografici tipo il famoso film Napoleon di Abel Gance, che avevo sul cosidetto “grande Corso”. Ma quale grande generale? Uno squattrinato militare asceso a gli alti gradi in un periodo e contesto in cui le carriere vertiginose (che solo molto tempo dopo furono da lui appunto definite napoleoniche) erano quasi la norma, dovute tra l’altro sempre alla presenza di una sorta di pigmalione, nel suo caso l’influentissimo Paul Barras che appunto nel 1793 in seguito ad una operazione  che questi gli aveva affidato durante l’assedio di Tolone e che  lui da giovane capitano di artiglieria aveva 

condotto  con una certa brillantezza (la conquista del forte dell’Eguillette), gli fece conferire la nomina diretta a Generale di brigata. Barras fu l’anno seguente uno dei principali artefici della deposizione di Robespierre e non fece troppo caso alle voci che indicavano  il giovane generale nell'entourage nell’entourage del fratello del Dittatore, ricordandosi di lui lo scelse per sedare una rivolta di realisti presso la Chiesa di san Rocco  dove nuovamente  fece il suo dovere di esperto di artiglieria, sparando questa volta sulla folla . Ma piu’ di queste gesta di perizia prettamente militare, Napoleone ancora Buonaparte e non Bonaparte, si era messo in mostra con il sempre piu’ potente oramai accreditato  protettore, condividendone l’amante ovvero una avvenente e anche intelligente creola che era stata la moglie di un generale ghigliottinato  Alexandre de Beauharnais. Per carita’ trattavasi di una condivisione per nulla segreta, anzi Josephine Beauharnais , era famosa per la spregiudicatezza con la quale era solita cambiare partner  e il fatto di essere sempre legata a Barras era diventato per lui un vero e proprio peso.
PROLOGO AL CDO D'ARMATA 
 Napoleone era solo uno dei tanti amanti  pero’ e questo fatto comincio’ a farsi strada nella mente del piu’ influente membro del Direttorio, poteva essere il soggetto ideale per togliersi dai piedi l’oramai ingombrantissima amante . Bastava promettere all’ambizioso e giovane generale un qualcosa di veramente eclatante : il comando di una Armata , per la verita’ non una Armata  della stessa importanza di quelle sul fronte occidentale, ma pur sempre un’Armata combattente , l’Armata  d’Italia. Contraccambio ? Sposare la Joesephine Beauharnais sicche’ liberarlo dalla donna che oramai era per lui solo motivo di litigi e preoccupazioni . Ecco l’esordio del piu’ grande genio militare dei tempi moderni, un accomodamento con contropartita alquanto squallidiuccia, che pero' Ferrero con il suo saggio “Avventura” , provvedera’ a dettagliare che anche le sue famose folgoranti vittorie sul suolo italiano da Cairo Montenotte al Ponte di Lodi, ad Arcole, a Rivoli e al successivo armistizio di Campoformio furono piu’ che altro merito dei suoi subalterni generali Divisionari in primis Andre’ Massena , quindi il rozzo Augereau e anche il piu’ compito e istruito Serurier (era l’unico generale proveniente dai ranghi ufficiali dell’esercito) che provvide ad erudire il giovane generale sulle spregiudicate e dirompenti teorie tattiche  di un Generale della generazione precedente Guibert, che costituirono l’ossatura del successo della campagna di Napoleone in quel 1796/97 ( estrema agilita’ e velocita’ delle truppe, niente carriaggi, salmerie o artiglieria pesante , riferimento alle antiche compagnie di ventura che vivevano di razzia (la guerra che si alimenta della guerra) e soprattutto, cosa in cui il nostro fu davvero maestro: massima spregiudicatezza, nessuna assicurazione , e nessun rispetto di limiti o confini  di stati anche neutrali. Nel saggio Avventura di Ferrero tali notizie sono riportate con dovizia di particolari e  maniacale precisione, sicche’ si puo’ dire che se Ferrero fosse solo diventato un tantino piu’ famoso , del mito di napoleone genio militare oggi non ci sarebbe 
traccia . In un altro libro meno circostanziato “POTERE:  i Geni Invisibili della citta’” sono numerose le certezze che vengono meno,  grazie alla arguzia e allo spirito davvero critico e anticonformista culturale di questo autore  “l’uomo” afferma il Ferrero “e’ la piu’ paurosa delle creature  e trascorre la vita in mezzo ad ogni sorta di paure , ma pur vivendo così  si distingue dagli animali perche’ aspira ad essere coraggioso. Fra tutte le contraddizioni  della natura umana quella piu’ basilare  e’ “ l’uomo e’ un essere pauroso  che vuole vincere la propria paura”  E’ questa la contraddizione  
che definisce  compiutamente la civilta’. In tal senso Ferrero fa un po’ il verso al Freud de Il disagio della civilta’ quando afferma che lo Stato, la societa’ stessa  non furono create per l’amore o la conoscenza ma piuttosto  per acquisire sicurezza e far fronte alla paura. Nel cercare un senso al suo stesso titolo e sottotitolo  pero’ Ferrero  fa una precisazione non da poco conto : man mano che l’uomo si libera delle sue paure  tende a istituire dei princìpi, princìpi che Ferrero definisce di legittimita’. L’intima natura dei princìpidi legittimita’ e’ la facolta’ di esorcizzare la paura , anche quella paura misteriosa e reciproca che insorge sempre tra il Potere e i suoi soggetti . E’ giusto quindi che tali principi siano venerati come  “Geni della citta’”  Se in un Societa’ coloro che detengono il potere e coloro che vi ubbidiscono  concordano  su tali princìpi, li riconoscono giusti e si impegnano a rispettarli ecco che i “geni della citta’” sono operanti  e quindi nasce l’accordo di legittimita’ che e’ in sostanza un qualcosa che umanizza e addolcisce sia il comando che l’obbedienza. Ad esempio e’ un errore rappresentarsi le monarche assolute del passato come regimi di terrore e di oppressione, questa tendenza di “senno di poi” e’ fuorviante e non permette di capire nulla di un dato periodo storico e diciamoci la verita’ e’ un errore in cui specie la societa’ moderna e post moderna e’ incorsa praticamente sempre “la storia la fanno i vincitori “ e’ piu’ di una frase veritiera , e’ una attestazione di fatto  e ha una derivazione anglosassone e americana,  le nazioni o meglio le civilta’ che hanno vinto le ultime due grandi guerre mondiale all’insegna di quello spirito commerciale e utilitaristico che il sottoscritto bolla come “spirito bottegaio” Purtroppo tutta la storia del XX secolo e vieppiu’ questo inizio del XXI che e’ anche l’inizio di un terzo millennio sembrano dimostrare che l’unico principio di legittimita’ in vigore e’ quello appunto “bottegaio” fondato sul commercio sull’economia e sui mercati , quindi detto in una parola.  fondato sul denaro  che e’ tra l’altro sempre meno tangibile e concreto e sempre piu’ virtuale e finanziario: v’e’ anche da aggiungere una connotazione spaziale ovvero l’individuazione di una localizzazione in determinate nazioni che hanno sviluppato determinate peculiarità’ invece che altre, e qui giova assumere un altro grande pensatore il filosofo geo politico Carl Schmitt che nel suo libello Terra Mare e successivamente nel piu’ corposo “il
Nomos della terra” ha  distinto appunto potenze di terra e potenze di mare come peculiari di un modo di rapportarsi con la legittimita’ del proprio potere . Le prime le potenze di terra  contando sulla territorialità e appartenenza del propria essenza, ovvero tradizione, confini, regole, disciplina  le seconde potenze di mare, fondate invece sulla fluidita’ del mare, senza confini, senza tradizioni se non formali e sempre soggiacente a meccanismi  utilitaristi e commerciali ( titoli nobiliari concessi  fin dal cinquecento a pirati, briganti e a tutt’oggi appannaggio di gente
che ha fatto fortuna economicamente, che e’ un buon business: dal capitano d’industria, al commerciante, al filosofo  sempre e comunque con riscontro economico  tipo chesso’ Popper, o  anche al cantante famoso tipo i Beatles, Tom Jones all’attore Alec Guinnes ma anche Sean Connery, al  campione di formula ,  John Surtees, Jack Brabham,  Jackie Stewart , etc.) . Ebbene se si vanno a studiare giustappunto le vicende storiche di questi ultimi duecento, forse anche trecento  anni vedremo che esse con poche eccezioni hanno sempre  
questo scontro di civilta’, terricola o  talassica e quindi di differente legittimita’. Il deprecato postmodernismo, le famose invettive di Spengler, Guenon, Evola contro il mondo moderno, hanno di controparte la almeno finora,  vittoria della tendenza talassica e quindi commerciale:  la predominanza della lingua inglese, l’esasperato consumismo, i detti informanti tipo "ognuno ha il suo prezzo", l’esaltazione del successo commerciale, la finzione e il recitare parti alla bisogna per tutto e anche fatti, eventi, financo persone fisiche completamente inventate e estrapolate dalla realta’ con un massiccio onnipresente impiego di mezzi (stampa , cinema, televisione, mass media, oggi i cosiddetti social );  vedi come esempio la realta’ parallela e del tutto inventata di Hollywood, John Waine che non aveva fatto neppure il soldato divenuto Colonnello dei Marines per merito cinematografico, i massacri dei nativi americani come fulgida epopea, e non solo Hollywood anche da noi italiano  si vincono i premi, con le menzogne, i rifacimenti , i falsi storici ,   non parliamo di tempi ancora piu’ recenti : un virus inventato addotto prima a pipistrelli poi a chissa’ quale fantomatico microbo, spacciato per una pestilenza micidiale in grado di paralizzare l’intero pianeta in nome di una pandemia totalmente inventata che non ha spostato di una virgola l’indice di mortalità per nazione, la menzogna elevata a sistema, la cosidetta democrazia  mortificata da annullamento di elezioni  in caso di risultato non gradito dal potere in vigore, e così via. Insomma il cosidetto potere di legittimita’ forse lo si puo ‘ intendere ancora in vigore, purchè lo si intenda di legittimita’ della menzogna elevata a sistema dominante, mentre la connotazione  distintiva storica fondamentale individuata da Ferrero  nei due principi  del monarchico e democratico risulta forse piu’ profonda  se accoglie anche la connotazione spaziale di terricola o talassica di Carl Schmitt

 

LO SPECCHIO DEL SESSANTATRE

  Siamo nel 1963 nel marzo ed il nostro protagonista era appena uscito fa un cinema dove avevano proiettato un film della hammer con vincent...