domenica 17 maggio 2026

DAL GREAT RESET AL GRANDE RISVEGLIO

 

Scrive Dugin che “Il grande Reset, quello preconizzato da Schwab  inizia con la vittoria di Biden.” Io magari dico “no! si ratifica con il rimbambito, ma non comincia con lui,  tutto aveva avuto inizio qualche mese prima, con la farsa di un virus inventato e con l’aver fatto passare una banale influenza  per una micidiale pestilenza, manipolando tutti i dati statistici e correlandoli ad una mortalita’ del tutto ordinaria, spacciata come dovuta al virus, ma in realta’ non suffragata da alcun dato referenziale di spazio/tempo e di diffusione -  i leader mondiali, i capi delle grandi corporazioni – Big Tech, Big Data, Big Pharma, Big Finance, etc. si sono riuniti e mobilitati per  sconfiggere i loro avversari, in primis proprio Trump, che, come aveva riconosciuto espressamente il capo del Forum  di Davos  Klaus Schwab il massimo teorico appunto del “Great Reset”, era in quanto Presidente degli USA il massimo ostacolo alla realizzazione del piano di distruzione dell’umanita’ e questo perche’, sempre per sua ammissione “non e’ possibile alcun Great Reset senza gli Stati Uniti”. Diciamo quindi che l’estromissione di
 Trump e l’ascesa di Biden, non
importa quanto mentalmente ritardato e palesemente  inadeguato, permette ai globalismi  di riprendere il cammino  da dove Trump  nel 2016 e altri poli del multipolarismo  l’avevano interrotto.E’ proprio in questo momento,  osserva Dugin, che la censura, la manipolazione di tutti i social media, le segregazioni in casa, i passaporti sanitari, i cosidetti green pass introdotti in Italia, (la nazione che piu’ di tutte si era andata distinguendosi in misure repressive)  grazie all’atmosfera da caccia alle streghe diffusa a bella posta, che il Grande Reset  prevede di alterare  drammaticamente tutte le strutture di controllo  delle elites globaliste  sulla popolazione mondiale, e quindi Dugin non manca di

 rimarcare ( o meglio non mancava perche’ lo scritto e’ del 2022)  che il Grande Reset in geopolitica  si tradurra’ in una combinazione  di “promozione della ipocrita democrazia” e strategia aggressiva  neoliberista di dominazione  su larga scala, tramite appunto un  Presidente degli USA totalmente demente che non sa neppure dove e come si trova, che portera’ al rafforzamento della Nato e all’ingerenza degli USA in tutto il mondo, e quindi allo scoppio di sempre nuove guerre (quella con l’Ucraina era gia ‘ scoppiata appunto nel 2022). Dugin riconosce insomma che la vittoria di Biden non fu un episodio casuale , ma ha segnato appunto l’annuncio di un contrattacco globalista che ha i suoi prodromi nel passaggio dal medioevo al cosidetto umanesimo e poi anche rinascimento, che segno’  la fine della mentalita’ corale e di somma di esperienze quali si espressero  nello stile artistico del gotico con le sue cattedrali e che raggiunse la sua maturita’ con la cosidetta Rivoluzione Industriale ( fenomeno eminentemente anglosassone) e l’inaugurarsi dell’era della macchina come sostituto referenziale della stessa essenza umana.
Facile riconoscere il modello e l’antesignano del filosofo russo
  nell’Italiano Julius Evola (1898-1974) che in tutta la sua opera e in ispecie nello straordinario saggio “Rivolta contro il mondo moderno“ del 1934, ha sottolineato con acume e profondita’ questo capitale passaggio. Se quindi avevamo molto da preoccuparci all’epoca della pubblicazione del saggio di Dugin (2022)  in quanto prima, il successo della farsa pandemica del covid (cui anche il sottoscritto non ha mancato di ipotizzare che avesse proprio tra i suoi fini principali quello di spodestare Trump dalla Presidenza degli USA, favorendo con la scusa del contagio di promuovere un inusitato ricorso della votazione per corrispondenza infinitamente piu’ manipolabile e falsificabile di quella ordinaria) e poi la vittoria di Biden , stavano chiaramente  a indicare che  il principale vettore della civilta’ europea in direzione del progresso interpretato pero’ in un ottica liberalista di predominio capitalista e quindi erede dello spirito bottegaio anglosassone, avevano oramai partita vinta. Prima di saltare a pie’ pari questi ultimi due anni e valutare quello che e’ invece accaduto negli USA nel novembre 2024  spendiamo ancora un paio di paroline per affrontare il tema della seconda parte del saggio di Dugin : difatti ecco che la pag.51 cita il titolo del capitolo IV  con uno slogan che rappresenta il diretto opposto del precedente : non un “grande reset”, ma un “Grande Risveglio” Questo slogan  e’ stato coniato dagli antiglobalisti americani, ben rappresentati dal conduttore Alex Jones  del canale  Infowars e soprattutto dagli attivisti di QAnon, il Gruppo fondato da Steve Bannon  che ha rappresentato il centro di attrazione degli oppositori  al micidiale pericolo delle elites globaliste, e di tutti coloro che hanno resistito alle malefatte della cattivita’ Bideniana  a tutt’oggi non ancora conclusa (dic.2024)  e che, come una serpe velenosa cui non e’ ancora stata schiacciata la testa,  continua a spargere il suo veleno (vedi i fatti in Romania sulla ignominiosa sospensione forzata  delle elezioni a discapito del candidato anti globali sta Caline Georgescu, in quanto avviato ad una trionfale affermazione). Il Grande Risveglio,  afferma Dugin “e’ la risposta spontanea  delle masse umane al grande reset…le elite liberali controllano a tutt’oggi tutti i principali processi di civilizzazione , controllano le finanze del mondo e possono fare qualsiasi cosa con esse, dall’emissione illimitata a qualsivoglia manipolazione degli strumenti e delle strutture finanziarie ; nelle loro mani c’è l’intera macchina  militare statunitense  e della NATO, praticamente tutti i giganti dell’alta tecnologia sono subordinati ai liberisti, computer iPhone, telefoni cellulari e reti sociali sono strettamente controllati  dai membri del club globalista, tecnologia, centri scientifici, formazione e informazione, cultura, Media, medicina, sanita’, tutto e’ nelle loro mani, eppure ecco che Dugin ci parla di UN GRANDE RISVEGLIO, un qualcosa cui fare appello da parte di tutte quelle nazioni che non hanno rinunciato del tutto ad avere e coltivare un cervello pensante, una umanita’ che ha capito la farsa di una inventata pandemia e ha cominciato a soppesare i danni che questa ha provocato nella struttura sociale.  Ecco pero’ che a due anni dalle speranze scritte di questo ultimo grande pensatore  che abbiamo un primo concreto riscontro proprio negli Stati Uniti  : il ritorno di Trump con la sua strepitosa vittoria alle elezioni USA
del 5 novembre 2024 contro le elite globaliste e tutto il loro progetto di transumanesimo 
 sempre piu’ infimamente rappresentate da Kamala Harris la vice del presidente rimbambito --  certo assistiamo a quegli squallidi colpi di coda da bestia ferita tipo il citato esempio della truffaldina sospensione delle elezioni in Romania o la grazia concessa al figlio dal rimbambito, l'autorizzazione ai missili a lunga gittata da usarsi nella guerra in Ucraina, tutte manovracce successive all' essere sconferrato dal popolo, ma per una assurda clausola (non l'unica della legislazione USA)  mantenuto al potere fino al 20 gennaio successivo. Ritorno che lascia ben sperare che questo famoso Grande Risveglio sara' prassi  effettiva  a cominciare dal 20 gennaio 2025 . ammettiamolo il mondo non e' mai stato tanto interessante come ora, anche perche' sussiste la possibilita' di interrompere il gran crimine dell'umanita' perpetrato dai bottegai a cominciare dal 1347 e svolto attraverso tutta una serie di iniquita' : la inghilterra della regina elisabetta nel XVI secolo e la compromissione con l'interesse economico, le sette tipo la massoneria, la Rivoluzione industriale, le rivoluzioni continentali, le guerre, il potere crescente del denaro e della meccanizzazione del mondo, il globalismo, lo sconsiderato progressimo, lo scientismo, il Liberalismo,  la cosidetta Societa' Aperta di Popper/Soros. Come sara' il mondo a venire ancora non possiamo dirlo, ma di certo la sua modalita' di realizzo nel rispetto dell'umanita', della tradizione, del valore e della ragione non potra'mai essere un qualcosa di semplice che sconfina nel  semplicistico tipo l'astratto futuro cui fanno riferimento liberalisti, progressisti e scientisti, ma sempre qualcosa di composto, di complesso come i numeri che dovranno informare un futuro anteriore, quel "sara' stato" che informa il nostro presente in una tradizione che si realizza in un av-venire 

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