martedì 11 marzo 2025

LE TAPPE DI UN RITORNO ALL'ETA' DELL'ORO

 

Ho piu' volte osservato che tutto il male del mondo, tutto il coacervo di malignita' e devastazione e' del tutto ascrivibile all'affermarsi della coscienza come modalita' specifica di interazione  con l'ambiente naturale e con il contesto  sociale: pero' questo assunto e' valido solo dopo il 1976, quando usci' il saggio che mi convinse al 100 % su tale tesi : prima,  per la cronaca il Il tentativo piu' concreto di  spiegare l' assunto  della malignita' umana restava  probabilmente quello di Erich Fromm nel suo saggio del 1973 "Anatomia della Distruttivita' umana, dove criticando le due principali interpretazioni sulla origine del male, quella istintivista di Konrad Lorenz, che si rifa' alla natura  e quella comportamentale di Skinner che invece pone in primo piano il contesto sociale e il relativo condizionamento, Fromm distingue nell'uomo due tipi di aggressività , nettamente diversi fra loro:  Il primo tipo, benigno-difensivo, è comune a tutte le specie animali ed  è l'impulso filogeneticamente programmato ad attaccare o fuggire quando sono minacciati interessi vitali. Il secondo tipo di aggressività , maligno-distruttivo, è proprio invece della nostra specie: privo di scopi biologici o sociali, è una delle passioni dell'uomo, come l'amore, l'ambizione, la cupidigia. Riferendo e integrando, in una lucida sintesi, le scoperte sull'aggressione accumulate dagli studi di neurofisiologia, di psicologia animale, di paleontologia e antropologia, Fromm libera la visione della distruttività umana dal  matrimonio forzato con gli istinti e mostra in quale misura essa è determinata dalle condizioni sociali e a sua volta le influenza.  A ben vedere le pulsioni a controllare, sottomettere, torturare,  la violenza  il sadismo, la necrofilia, sono delle specificita' unicamente umane e quindi interessanti solo la nostra specie che quindi debbono addursi ad una qualche modalita' neuronale e comportamentale  univoche che si appuntano sulla coscienza questo derivato del linguaggio articolato e specifico solo della specie umana impostosi non piu' di tremila anni fa  con le sue modalita' metaforiche e metonimiche (condensazione e trascinamento direbbe il Freud de L'interpretazione dei sogni, ma anche De Saussure nel suo Corso di Linguistica Generale e perfino Lacan nel suo infinito Seminario) . Pensiamoci bene.  tutta la nostra storia che comincia appunto ad uscire dalle nebbie dell'indistinto grosso modo  tremila anni fa con le scoperte della scrittura grosso modo nel X secolo avanti Cristo, le  imprese ha non solo condizionato ma totalmente delineato la presenza dell'uomo nel pianeta lasciando nel mistero piu' fitto quello che era stato prima dell'affermarsi della sua modalita' come "essere al mondo" un mistero reso ancora piu' impenetrabile da inquietanti e del tutto inspiegabili reperti  che lascerebbero supporre una durata di questa diversa modalita' d'essere,  enormemente piu' lunga (si parla di decine di migliaia, ma perfino di centinaia di migliaia di anni),  da cui  questo imprecisato, ma senza dubbio, molto piu' lungo periodo si e' soliti attribuirlo alla "Eta' dell'Oro", quella di cui parla Esiodo e anche gli Yuga della filosofia indù. mistero su mistero, impenetrabilita' totale ai possibili scenari anteriori a...... Fino al 1973 anche io debbo ammetterlo la pensavo di concerto a Fromm , ma tre anni dopo nel 1976 apparve un libro,  dove viene precisato nel dettaglio in che cosa consista questa famigerata "coscienza " l'autore era uno psichiatra americano Julian Jaynes che per sua stessa ammissione dichiarava di aver dedicato l'intero percorso culturale  della sua vita ad affinare le tesi della sua scoperta 

La prima domanda che l'autore si fa  e' proprio: :  "Che cos’è la coscienza? come dice lui stesso nella prefazione «questo teatro segreto fatto di monologhi senza parole e di consigli prevenienti, dimora invisibile di tutti gli umori, le meditazioni e i misteri, che  continua ad aleggiare, come oggetto inafferrabile, nella ricerca scientifica e filosofica"  Cosi' comincia lo straordinario percorso  del libro "Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza " con un Jaynes, che  non vuole soltanto mostrarci che cosa la coscienza non è (attraverso una disamina devastante delle teorie correnti sul tema), ma che cosa essa è e come è nata, in un intreccio audacissimo fra neurofisiologia, teoria del linguaggio e storia. Il punto di partenza è qui la divisione del cervello in due emisferi. Sappiamo che uno solo di tali emisferi (generalmente il sinistro) presiede al linguaggio e domina la vita cosciente. Qual è allora la funzione dell’altro emisfero, legato da molteplici nessi all’emozione? Chi abita, chi ha abitato quell’«emisfero muto», del quale oggi riconosciamo di sapere così poco? La tesi di Jaynes è che l’emisfero destro sia stato abitato dalle voci degli dèi e che la struttura della «mente bicamerale» spieghi la nostra irriducibile divisione in due entità: divisione che un tempo fu quella fra «l’individuo e il suo dio». La coscienza, quale oggi la intendiamo, sarebbe dunque una forma recente, faticosamente conquistata, che si distacca dal fondo arcaico della «mente bicamerale». Con un’analisi serrata di testimonianze letterarie e archeologiche, soprattutto mesopotamiche, greche ed ebraiche, Jaynes disegna il profilo della «mente bicamerale» in quanto fonte dell’autorità e del culto, quale si è manifestata nella storia delle grandi civiltà. E, all’interno di essa, individua lo sviluppo di un’altra forma della mente, che prenderà il suo posto dopo un «crollo» dovuto a fattori interni ed esterni. Tale crollo separa per sempre il mondo arcaico da quello che diventerà il nostro. È questo il punto in cui Jaynes situa «l’avvento della coscienza» (intesa nel senso moderno), ultima fase di un lungo processo di «passaggio da una mente uditiva a una mente visiva». Ma la bicameralità della mente non per questo scompare: tutta la storia è traversata da una nostalgia verso un’altra mente, tutta la nostra vita psichica testimonia numerosi fenomeni, dalla possessione alla schizofrenia, che a quell’altra mente rinviano. Ciò che noi chiamiamo storia è «il lento ritrarsi della marea delle voci e delle presenze divine». Ma la nostra mente a quelle voci e presenze continua a riferirsi, anche se non sa più come nominarle e ascoltarle. La dominanza dell’emisfero linguistico non riesce a cancellare l’altra metà del cervello. Così la coscienza continua a essere, come scrisse Shelley a proposito della creazione poetica, «un carbone quasi spento, che una qualche influenza invisibile, come un vento incostante, può avvivare dandogli un transitorio splendore», anche se «le parti coscienti della nostra natura non sono in grado di profetizzare né il suo approssimarsi né la sua partenza». Il libro apparve in Italia solo nel 1984 ovvero 18 anni dopo la sua prima uscita negli USA e la sua lettura debbo ammetterlo ha rappresentato per il sottoscritto  che aveva appena superato il Processo di Individuazione Junghiano con tanto di attivazione degli archetipi dell'inconscio collettivo (Persona - Ombra-  Anima)  una sorta di disvelazione stabilendo una modalita' di essere al mondo non imperniata sul linguaggio (appunto la mente bicamerale ovvero la suddivisione per aree di compertenza del cervello umano :  una (la sinistra ) preposta all'adattamento tout court caratterizzato da metafore e cioe' analogie che appunto caratterizzano la formazione di un linguaggio  e un'altra metonimica, che utilizza la parte destra del cervello, che trascina la somma delle esperienze acquisite previa la formazione di suggestioni allucinatorie  e che non consente la formazione di una metafora di se' stesso in situazione all'ambiente, cioe' un "analogo io "   Ebbene si questo eccezionale saggio di Jaynes dovrebbe essere preso a sorta di "principio di tutte le cose " per un mondo che tenta spasmodicamente di esaurire le malefatte della coscienza (guerre, miseria, interesse particolare, mentalita' bottegaia, capitalismo, etc.),  assieme ad un altro grande capitolo della conoscenze umana (tra le poche cose sfuggite al rullo compressore della coscienza) che interessa piu' in soggettiva la vicenda dell'essere umano : la sua salute e integrita' rispetto ad un ambiente che lo impegna e anche a disciplinare  l'effetto di quel famoso "analogo io" ovvero la metafora di se' stesso in situazione che nel corso dei suoi tremila anni di storia (corrispondenti all'eta'  dell'argento (guerrieri) e poi a quella di bronzo (mercanti ) ha imposto regole e convinzioni che hanno aggravato tale integrita' - ovvero non solo le azioni platealmente negative, tipo la guerra o la speculazione economica, ma anche quelle disposizioni apparentemente benefiche , tipo la scienza, la medicina, l'igiene,  e tutte quei precetti e norme di comportamento apparentemente istituiti per il benessere personale, ma in realta' fortemente iatrogene in quanto ipocrite e buoniste (il famigerato "lo facciamo per il vostro bene!"). Quindi oltre ad un qualcosa che effettivamente spieghi come siamo arrivati fin qui , abbiamo bisogno di un qualcosa che ci dica come mantenerci il piu' possibile integri e adatti alle sfide che il mondo ci pone innanzi, cercando cioe' di mantenere al massimo grado la salute, il benessere, quindi abbiamo bisogno di una medicina, il cui unico farmaco sia però se stessa,  senza andarlo a ricercare altrove, piu' o meno frammentato in mercificazioni e quindi meno che mai in tutte le operazioni che hanno rivestito e rivestono a tutt'oggi un marchiano interesse per pochi, che erroneamente e del tutto inopportunamente qualcuno continua a chiamare elites o filantropi. Ebbene questo qualcosa e' una medicina certamente, ma non la medicina cosidetta ufficiale che si e' letteralmente identificata negli interessi commerciali di societa' anzi vere e proprie lobbies del farmaco che oramai dominano totalmente il panorama mondiale . Lo abbiamo visto solo pochi anni fa, come queste lobbies abbiano cercato di imporre la la loro volonta' distopica  praticamente su tutto il mondo sollevando a bella posta la paura delle masse con i collaudati mezzucci di virus inventanti e pandemie inesistenti;  la medicina che ci serve e' un qualcosa di totalmente nuovo che innanzi tutto non persegua quell'errore fondamentale di separare pensiero e corpo, ma anzi faccia proprio leva su tale sintonia per trovare gli elementi di una sua applicazione. Il nome di Rick Geerd Hamer salta subito prepotentemente alla ribalta con le sue 5 Leggi Biologiche che hanno  in effetti sovvertito dalle fondamente i principi della medicina. Ho fatto numerosi, anzi direi numerosissimi articoli su Hamer e la sua rivoluzione biologica per cui
rimando a questi, per una conoscenza al dettaglio di ogni singola legge e ai suoi meccanismi di traduzione dallo psichico al somatico previo un accurato studio della filogenesi della vita, che passando all'ontogenesi si appunta sulla embriologia e la distinzione in foglietti embrionali  Credo di aver individuato un distinguo nella manifestazione dei...stavo a dire,  sintomi, ma non sono sintomi, non avvengono in presa diretta sul fattore conflittuale, ma diciamo così, in differita, quindi sono "simboli" e il loro significante non sta lì a disposizione per essere condensato, ma piuttosto scivola indietro nel tempo (qualche volta anche avanti) e si sovrappone con altri simboli, anche provenienti da altri foglietti embrionali che hanno ontogenicamente innescato la reattività (un pò come il funzionamento del conscio e dell'inconscio coi due meccanismi privilegiati del linguaggio : la metafora e la metonimia) : quindi potremmo convenire che il fattore di disagi principali ed altri secondari nonchè recidive, costellazioni e anche binari (chi ha la fortuna di conoscere un pò della teoria di Hamer, mi comprende) risiede in una sorta di scansione temporale di tali simboli che si!!!...sono ovviamente simboli (e non sintomi ) di conversione corporea. Ecco difatti che un bruciore alla bocca dello stomaco non è mai in sintonia immediata con una frustrazione sul lavoro, un  dolore ai reni con problemi di rischiare di perdere la casa e neppure  fitte di ernia ad una delusione, ma ecco , li procede  segue, così come una tossettina che magari ti innesca quella mancanza di respiro , ma che subito dopo, dopo aver compiuto il suo lavoro di disturbo che ti polarizza e incanala l'attenzione, se ti distrai scompare. Affascinante eh!? il funzionamento dei foglietti embrionali che poi altro non sono che la modalità filogenetica, ricapitolata dall'ontogenesi che perviene alla specializzazione di tutto il sistema cerebrale, appunto in parti più o meno evolute, preposte alla risoluzione dei vari conflitti, scanditi nel tempo, dell'essere al mondo, ed anche del "non essere". Avevo dapprima ipotizzato che l'ernia e le fitte a stomaco, fianchi, schiena all'altezza dei reni, fossero tutti da addurre ad un originale conflitto del boccone (sporco) quindi imputabile al foglietto embrionale dell'endoderma (il piu' arcaico) , messo in gioco dalla annosa diatriba con esponenti familiari in relazione ad appunto "sporchi" interessi economici, un boccone che per le implicazioni appunto di insudiciamento di tutta una serie di credenze, non si riusciva a mandare giù e si cercava di sputare. Ero stato propenso a ritenere di tutta una infiammazione dell'intero tratto del colon, che si muoveva appunto nei vari tratti del suo sviluppo, ma sempre in riferimento ad un unico foglietto embrionale, quello dell'endoderma, innescato sempre da quella DHS per dirla alla Hamer, ma la cosa mi appariva strana per via del suo frequente ripresentarsi, e a risoluzione oramai bella che assimilata anche volendoci mettere la crisi epilettoide. No! c'era qualcos'altro e devo dire la rilettura dei testi originali di Hamer, che ad una prima lettura mi erano sembrati non solo ostici, ma anche presupponenti ed un titinin spocchiosi, si è rivelata illuminante: in questi difatti è analizzata al dettaglio la distinzione dei foglietti embrionali ed è chiaramente intesa la frequentissima possibilità che questi vadano mescolandosi in una stessa parte del corpo, che può avere parti di altri foglietti (un esempio classico proprio i rivestimenti parietali del colon e dello stomaco che hanno diverse composizioni a secondo del loro riferimento evolutivo - sempre quella benedetta ontogenesi ricapitolante la filogenesi - e quindi non un solo conflitto a monte dell'affezione, ma molteplici: quello del sentirsi più o meno adeguato ad un certo contesto, di avere paura di non farcela (foglietto embrionale del mesoderma recente) , quello della protezione e del "nido" che mette in gioco l'ectoderma e quindi anche i reni e, se la cosa è più pronunciata, anche il cuore e le coronarie. Succede un pò la stessa cosa sul fatto delle metastasi del cancro, che sono intese come una specie di diffondersi dello stesso male, ma in realtà altro non sono che nuove conflittualità, spesso e volentieri innescate da diagnosi infauste che innescano la paura; certamente non un fantomatico diffondersi dell'affezione, ma neppure un qualcosa di reiterato (la cosidetta recidiva) o un binario, ma differenti conflitti che innescano differenti foglietti embrionali, magari dello stesso organo corporeo. E’ proprio vero che la medicina di Hamer, come dicono gli Spagnoli è da denominarsi “Sagrada” = Sacra, in quanto qualcosa di veramente sacro in ambito di nosologia ma anche alla fin fine di cura, perché se è pur vero che “sapere di cosa si soffre non esclude il soffrire” come dicevano Epicuro ed Epitteto, e’ evidente come disporsi in termini  di conoscenza ed accettazione rispetto al proprio corpo e al diverso funzionamento degli organi, rappresenta una conquista dell’intelletto umano che vale la meta finale dell’alchimia, la pietra filosofale, l’illuminazione , la Grande Trasformazione. Superare determinate discrasie sopratutto di una poco reale  separazione mente-corpo, di metodologie fondate su protocolli nosologici quanto mai riduttivi, di inaffidabili procedimenti statistici e di diagnosi basate sul puro caso o su di una supposta “sfiga” con peculiarità più o meno genetiche, dovrebbe essere l’imperativo categorico di questo inizio terzo millennio e non certo quello di lasciarsi irretire dal solito terrorismo mediatico delle infami classi al potere di questo mondo mercantilistico e bottegaio, che si avvalgono dei più spregevoli mezzi di convinzione (paura e denaro) messi in atto con stucchevole periodicità in questa Età dei Mercanti  coi suoi servili esecutori ( mentalità sinistrorsa e pecoronismo delle masse). Quindi piu' che mai adottare le 5 Leggi di Hamer  e il suo "testamento biologico" che ci ha lasciato come seconda modalita' essenziale per disporci
ad un ritorno dell'eta' dell'oro, secondo i parametri cui abbiamo fatto cenno e che a me piace definire di "futuro anteriore" il "sara' stato" della ri-assunzione di una tradizione un po' evoloniamente individuata anche in una sua non proprio effettiva  tradizione, come modalita' preferenziata per dar luogo ad un altro av-venire 

venerdì 7 marzo 2025

I MASSONI CORRETTI (O QUASI)

 

Guardo sempre con infinita circospezione qualsivoglia associazione che si rifaccia alla massoneria, ma c'è un caso in cui voglio fare una parziale eccezione : il movimento Roosveelt, una sorta di sodalizio fondato dal massone progressista Gioele Magaldi proprio con l’intento di smascherare l’attuale governance europea finto-democratica di cui il suo libro sulle UR
Lodges ci parla con dovizia di particolari con in piu'   una serie di articoli 
Patrizia Scanu, segretaria del Movimento che si impongono per originalita' e chiarezza decisamente alquanto controcorrente alla  ideologia dominante della massoneria. Di certo il riferimento al Presidente americano Franklin Delano Roosveelt che  non  e' certo un personaggio che stimo, 
 ma che  bisogna convenirne  e' stato fin troppo efficace per il suo Paese ed il quale a ben vedere si  rifaceva all'unica voce di plausibilita' in tutto lo scibile di quella pseudo scienza che e' l'economia, ovvero John Maynard Keynes, che ovviamente tutto si definiva tranne che un economista. Continuiamo quindi a prestare attenzione alle parole di questi nostri nemici-amici:   una rivelazione importante : dietro ai principali tornanti della nostra storia recente ci sono sempre gli stessi personaggi, i medesimi circoli occulti: grazie a loro, in fondo, poi in Italia crollano anche i viadotti autostradali. «Se l’obiettivo era il ripristino del potere di classe delle élite, il neoliberismo era senz’altro la risposta giusta», premette il politologo britannico David Harvey nella sua “Breve storia del neoliberismo” (Il Saggiatore). Il neoliberismo come clava: privatizzazioni selvagge, attraverso una martellante propaganda ideologica esplosa negli anni ‘90: libertà d’impresa, Stato minimo, liberalizzazioni, deregulation. 

La “teologia” neoliberale non spiega tutto, se siamo stati globalizzati “a mano armata” lo si deve, anche e soprattutto, al «forte nesso esistente fra massoneria neoaristocratica e neoliberismo da una parte e fra neoliberismo e monopoli privati dall’altra». Un legame nascosto, non facile da individuare. «A prima vista, si direbbe che la libertà del mercato predicata dalla teoria neoliberista sia in contraddizione con i monopoli privati». Ma come si fa a predicare il libero mercato fondato sulla concorrenza, per poi cedere i beni pubblici come le autostrade «regalate agli amici della Casta»? La risposta la fornisce Magaldi nel suo bestseller: la vernice ideologica è servita essenzialmente come cosmesi, per coprire l’immane, brutale restaurazione neoliberista architettata da loro, i signori delle Ur-Lodges oligarchiche. Nulla a che vedere con le massonerie ordinarie, come il Grande Oriente e la Gran Loggia d’Italia, regolarmente registrate. il problema è il mondo, coperto e sovranazionale, delle Ur-Lodges, «un network di super logge che rappresentano l’élite massonica mondiale, alla quale aderiscono i membri più ragguardevoli della massoneria ordinaria e persone di prestigio (moltissimi i politici di governo) “iniziate” per particolari doti individuali esoteriche e sapienziali, e provenienti da ogni angolo del pianeta». Club super-esclusivi, «la cui esistenza è sconosciuta ai più». Come agiscono, questi circuiti-ombra? Attraverso «i vari club paramassonici, quali la Trilateral Commission o il Bilderberg Group, che ne sono solo l’espressione più visibile e aperta». Ma la massoneria settecentesca non era stata il motore della modernità democratica? «La democrazia non l’ha portata in dono la cicogna», ricorda Magaldi: furono proprio le logge massoniche a incubare, cominciando dalla Francia, lo Stato di diritto e il suffragio universale. A qualcuno, poi, l’Ottocento e il Novecento hanno dato alla testa: se sai di essere l’architetto del mondo nuovo, può succedere che tenda a considerarlo di tua proprietà, sentendoti autorizzato a compiere qualsiasi manipolazione, dai golpe alle crisi finanziarie. Se non si capisce questo, sottolinea Magaldi, non si riesce ad afferrare la vera natura – profondamente oligarchica – del potere (prima occidentale, poi globale) che dagli anni ‘80 ha assunto il dominio del pianeta, ricorrendo sistematicamente all’abuso e alla violenza. Mai dimenticare, quindi, il ruolo decisivo delle superlogge, «che costituiscono il back-office del potere a livello internazionale». Magaldi ne fornisce una mappa completa: ci sono quelle conservatrici (si chiamano “Edmund Burke”, “Joseph De Maistre”, “Compass Star-Rose”, “Pan-Europa”, “Three Eyes”, “White Eagle”, “Hathor Pentalpha”) ma non mancano quelle progressiste, di stampo rooseveltiano e keynesiano, che sostennero i leader progressisti del dopoguerra, fino ai Kennedy e alla stagione dei diritti civili negli Usa, aiutando paesi come l’Italia a non cadere sotto le trame golpiste. Il frutto più palpabile del loro lavoro, in Europa? Il sistema del welfare: ideato dall’inglese William Beveridge. Chi ne effettuò la più spettacolare applicazione? La Svezia di Olof Palme, altro supermassone progressista. Poi, dalla fine degli anni Settanta, le Ur-Lodges democratiche (“Thomas Paine”, “Montesquieu”, “Chistopher Columbus”, “Ioannes”, “Hiram Rhodes Revels”, “Ghedullah”) hanno perso terreno, di fronte allo storico attacco delle superlogge rivali, con le quali – a nostra insaputa – stiamo tuttora facendo i conti, ogni giorno. L’obiettivo dei neo-aristocratici? «Invertire il corso della storia , trasformando coloro che erano cittadini in neosudditi e schiavizzando sempre di più quelli che sudditi erano sempre rimasti». Lo stesso Magaldi ricorda che i supermassoni oligarchici hanno voluto «aumentare a dismisura il proprio potere materiale, mediante colossali speculazioni ai danni di popoli e nazioni». Il loro piano: «Assurgere essi stessi, nell’incomprensione generale di quanto va accadendo, alla gloria di una nuova aristocrazia iniziatico-spirituale dell’era globalizzata». Dopo gli anni del boom economico e l’affermazione dei diritti sociali, ricorda Patrizia Scanu, la micidiale riscossa neoaristocratica è stata meticolosamente programmata negli anni ‘70. Le prove? «Gli economisti Friedrich Von Hayek e Milton Friedman, principali teorici del neoliberismo, nonché Robert Nozick, filosofo politico e teorico dello “Stato minimo”, erano tutti massoni neoaristocratici; Von Hayek e Friedman erano affiliati alle Ur-Lodges “Three Eyes” ed “Edmund Burke”, e dal 1978 anche alla “White Eagle”». Fu proprio grazie all’impulso di queste superlogge, che Von Hayek e Friedman ottennero, rispettivamente nel 1974 e nel 1976, il Premio Nobel per l'Economia («che, detto per inciso, non viene assegnato dagli accademici di Svezia, ma dai banchieri svedesi»). Il progetto era semplice: «Far diventare il neoliberismo – teoria allora marginale e ininfluente – il mainstream in economia». Ostacoli politici, all’avanzata dei restauratori? «Il nemico apparente era il socialismo, ma l’obiettivo vero era il keynesismo», ovvero la teoria del massone progressista inglese John Maynard Keynes, “cervello” del New Deal di Roosevelt che risollevò l’America dalla Grande Depressione, fino a creare – di riflesso – il boom economico anche in Europa. Come? Espandendo in modo formidabile il deficit, il debito pubblico strategico, per creare lavoro, fino a realizzare la piena occupazione. Di qui la reazione dell’élite, spaventata da tutto quel benessere piovuto sulle masse: «Si voleva abbattere il “capitalismo dal volto umano”, che si era consolidato specie in Europa, con l’intervento regolatore dello Stato in economia  e la diffusione del welfare», scrive Patrizia Scanu. «Fu l’ideologia neoliberista ad ispirare la globalizzazione così come la conosciamo, con tutti i suoi tremendi squilibri e le sue enormi disuguaglianze, che fu programmata a tavolino dalle superlogge reazionarie».  Economia  e geopolitica:  Sempre “loro”, in azione. Ovunque: «Erano massoni neoaristocratici i leader politici che applicarono le ricette neoliberiste in economia nei loro paesi». Per esempio Augusto Pinochet in Cile: «Il colpo di Stato del 1973 fu promosso dalle Ur-Lodges “Three Eyes, di cui era membro Henry Kissinger, fra le menti dell’operazione Condor, e “Geburah”. E che dire di Margaret Thatcher (in quota alla “Edmund Burke”), spietata madrina del neoliberismo nel Regno Unito? Ma la contro-rivoluzione non coinvolse il solo occidente: Deng Xiao Ping, che introdusse l’economia  di mercato in Cina, era affiliato alla “Three Eyes”. Ronald Reagan? A sua volta membro della Ur-Lodge “White Eagle”, «di cui facevano parte due presidenti della Federal Reserve, Paul Volcker e Alan Greenspan, artefici delle politiche monetarie neoliberiste». Nella “White Eagle” anche William Casey e Antony Fisher, i fondatori del Centre for Economic Policy Studies, importante think-tank neoliberista. «Fra i consiglieri economici di Reagan vi erano numerosi economisti neoliberisti provenienti dalla paramassonica Mont Pelerin Society», fondata dall’austriaco Von Hayek e poi retta, a lungo, dal futuro ministro berlusconiano Antonio Martino. Riletta così, la nostra storia  recente risulta più comprensibile: fu un’iniziativa neoaristocratica anche la pubblicazione del celebre volume “The Crisis of Democracy”, avvenuta nel 1975 a cura di Samuel Huntington, Michel Crozier e Joji Watanuki («massoni reazionari tutti e tre, affiliati alla “Edmund Burke” e alla “Three Eyes”»,  Il volume «concluse un lungo periodo di attività e di elaborazione di strategie da parte di numerose Ur-Lodges neoaristocratiche», iniziato negli anni 1967-68 con la fondazione della potente “Three Eyes”. «Fu il manifesto pubblico e propagandistico con il quale si voleva attirare il consenso dei massoni moderati», raccontando che la “crisi ” era dovuta – tu guarda – a un “eccesso di democrazia . Troppi diritti, troppa uguaglianza, troppa partecipazione da parte dei cittadini. Il saggio «sosteneva l’importanza dell’apatia delle masse verso la politica , da raggiungere mediante il consumismo e il disgusto verso la corruzione». Al tempo stesso, «proponeva la ricetta per riportare il governo saldamente nelle mani di un’élite, trasformando la democrazia  in oligarchia». Questo era il progetto: svuotare di contenuto la democrazia, usando – come strumento – la diffusione del “credo” neoliberista. Un’epidemia diffusasi a macchia d’olio sulle due sponde dell’Atlantico: nel 1978 fu creata la super-segreta “White Eagle” «per portare Margaret Thatcher al governo nel Regno Unito e Ronald Reagan negli Usa.
Poi, a ruota, sempre alla “White Eagle” furono affiliati gli italiani Carlo Azeglio Ciampi e Beniamino Andreatta, «che nel 1981 furono gli artefici del primo clamoroso passo verso la liquidazione dell’Italia come potenza economica, attraverso la mai abbastanza vituperata separazione fra Banca d’Italia e Tesoro, che privò il nostro paese della sovranità monetaria, rendendoci schiavi delle banche private». Una svolta sciagurata, «che avviò la perversa spirale del debito». Lo documenta in modo perfetto l’economista post-keynesiano Nino Galloni, vicepresidente del Movimento Roosevelt: «Alla fine degli anni ‘80, la vera partita dietro le quinte è la liquidazione definitiva dell’Italia come competitor strategico». Ciampi, Andreatta e De Mita avevano un obiettivo preciso: «Cedere la sovranità nazionale, pur di sottrarre potere a quella che consideravano la classe politica più corrotta d’Europa». Col divorzio tra Bankitalia e Tesoro, per la prima volta il paese si trovò in crisi finanziaria: prima, infatti, era la Banca d’Italia a fare da “prestatrice di ultima istanza” comprando titoli di Stato e, di fatto, emettendo moneta destinata all’investimento pubblico. Chiuso il rubinetto della lira, la situazione precipitò: con l’impennarsi degli interessi (da pagare a quel punto ai nuovi “investitori” privati) il debito pubblico esplose, letteralmente, fino a superare il Pil. Non era un “problema”, un infortunio. Al contrario: era esattamente l’obiettivo voluto. Cioè: «Mettere in crisi lo Stato, disabilitando la sua funzione strategica di spesa pubblica a costo zero per i cittadini, a favore dell’industria e dell’occupazione». Degli investimenti pubblici da colpir «la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia e i trasporti, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale». Tutti d’accordo, ai vertici dell’élite neoliberale: al piano anti-italiano partecipò anche la grande industria privata, a partire dalla Fiat, che di colpo smise di investire nella produzione delle auto e preferì comprare titoli di Stato: da quando la Banca d’Italia non li acquistava più, i tassi erano saliti alle stelle. Amputando lo Stato, la finanza pubblica si era trasformata in un ghiottissimo business privato.
Fu così che, di colpo, l’industria passò in secondo piano: da lì in poi, sarebbe dovuta “costare” il meno possibile. 
«In quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti, che poi avrebbero prodotto la precarizzazione». Aumentare i profitti: «Una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale». Risultato: «Perdita di valore delle imprese, perché le imprese acquistano valore se hanno prospettive di profitto». Dati che parlano da soli. E spiegano tutto: «Negli anni ’80 – racconta ancora Galloni – feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo. E quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari, invece che facendo investimenti produttivi. Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione». Avevano fatto un ottimo “lavoro”, i nostri Ciampi e Andreatta, manovrati dalla “White Eagle” reaganiana e thatchriana, avanguardia dell’élite occulta che, in capo a undecennio, avrebbe poi licenziato – usando Mani Pulite – i “ladri” della Prima Repubblica, per prendersi l’Italia in blocco, lasciando lo Stato in bolletta e i cittadini in mutande. E’ abbastanza deprimente, scrive Patrizia Scanu, scoprire – oggi – che i campioni delle storiche privatizzazioni degli anni ‘90 erano, tutti, massoni neoaristocratici. Le famigerate e scandalose dismissioni e privatizzazioni all’italiana furono supervisionate dalla regia del massone neoaristocratico Mario Draghi, «affiliato alle Ur-Lodges “Pan-Europa”, “Edmund Burke” e in seguito anche alla “Three Eyes”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “White Eagle”». Draghi agiva in qualità di direttore generale del ministero del Tesoro, carica-chiave che rivestì dal 12 aprile 1991 al 23 novembre 2001. Quelle privatizzazioni selvagge furono quindi inaugurate «per conto terzi» sotto il primo governo di Giuliano Amato (1992-93), poi proseguite dal governo Ciampi (1993-94), dal primo governo Berlusconi (1994-95), quindi dal governo di Lamberto Dini (1995-96), dal primo esecutivo guidato da Romano Prodi (1996-98), infine dal governo D’Alema (1998-2000) e poi dal secondo governo Amato (2000-2001). «L’immarcescibile e granitico Mario Draghi – scrive Magaldi – diresse le operazioni ininterrottamente per un decennio, mentre a Palazzo Chigi si avvicendavano ministri e premier del tutto compiacenti (da destra, centro e sinistra) al piano di doloso smembramento e immotivata (sul piano dell’interesse pubblico) svendita a potentati privati di beni e aziende di proprietà del popolo sovrano». Tutto cominciò nel 1992. Vogliamo ricordare che cosa fu privatizzato? Lo illustra  Francesco Amodeo su Scenari Economici . Il ‘92, scrive Amodeo, «è l’anno in cui in soli 7 giorni cambia il sistema monetario italiano, che viene sottratto dal controllo del governo e messo nelle mani della finanza speculativa». Per farlo «vengono privatizzati gli istituti di credito e gli enti pubblici, compresi quelli azionisti della Banca d’Italia». Sempre il ‘92, è l’anno in cui «viene impedito al ministero del Tesoro di concordare con la Banca d’Italia il tasso ufficiale di sconto (il costo del denaro alla sua emissione), che viene quindi ceduto a privati». Non solo: «È l’anno della firma del Trattato di Maastricht e dell’adesione ai vincoli europei. In pratica è l’anno in cui un manipolo di uomini palesemente al servizio del Cartello finanziario internazionale ha ceduto ogni nostra sovranità». A continuare il suo lavoro di smembramento delle aziende di Stato «ci penserà
Massimo D’Alema, che nel 1999 favorirà la cessione, tra le altre, di Autostrade per l’Italia e Autogrill alla famiglia Benetton, che di fatto hanno, così, assunto il monopolio assoluto nel settore del pedaggio e della ristorazione autostradale. Una operazione che farà perdere allo Stato italiano miliardi di fatturato ogni anno». 
Se invece di “cartello finanziario internazionale” leggiamo “massoneria aristocratica sovranazionale” capiamo di colpo il nesso chiarissimo che tiene insieme privatizzazioni, neoliberismo e cessione di sovranità monetaria: prima con la separazione fra Tesoro e banca centrale e poi con il sistema dell’euro. Non manca il legante politico: il Trattato di Maastricht è un capolavoro neoliberista.. Cervello dell’operazione? Loro, le Ur-Lodges neoaristocratiche. «Soprattutto, appare chiaro che l’Europadei tecnocrati e dell’euro, che fu realizzata da Maastricht in poi, lontanissima dall’Europa dei popoli vagheggiata da Altiero Spinelli, era stata progettata fin dall’immediato dopoguerra (dai massoni neoaristocratici Richard Coudenhove-Kalergi e Jean Monnet) per portare al potereun’élite economico-finanziaria a danno delle democrazie europee». Il neoliberismo, sottolinea Patrizia Scanu, era un’ideologia costruita appositamente per questo fine, «cioè per travasare ricchezza dai poveri ai ricchi e asservire gli Stati alle banche private mediante il debito, secondo il più tradizionale sistema imperialista, tenendo buone le masse con la favoletta del debito pubblico, dei vincoli europei, del rapporto deficit-Pil, dell’austerity e infine dello spread». Micidiale, la “teologia” neoliberista: basata su dogmi di cartapesta, ma perfettamente funzionale al piano di restaurazione oligarchica. «Fu diffusa capillarmente finanziando università, centri di ricerche, think-tank, per soppiantare il “capitalismo dal volto umano” e dei diritti sociali che era stato delineato da Keynes e che vedeva come scopo delle politiche economiche la piena occupazione e il sostegno alla domanda interna». Mentre esalta a parole il libero mercato e lo “Stato minimo”, l’ideologia neoliberista «lavora per costruire monopoli, rendite di posizione, consorterie di privati che si arricchiscono a spese della collettività e assurdi vincoli all’espansione economica, come il pareggio di bilancio». Una sua caratteristica? «La continua confusione di pubblico e privato, con le “sliding doors” fra cariche istituzionali e incarichi privati e con i complessi conflitti di interesse». Ogni paese applica la ricetta a modo suo, ma con lo stesso risultato: «Disuguaglianze, povertà, disoccupazione, compressione dei diritti e insicurezza». Non sono “effetti collaterali” del neoliberismo, applicato alle politiche degli Stati: sono il loro vero obiettivo. «Per conseguirlo, occorre comunque la complicità dei governanti locali, che restano quindi i veri responsabili di questo scempio criminale». Una controrivoluzione inesorabile, catastrofica: il progetto è continuato anno dopo anno, con lo smantellamento pezzo a pezzo del welfare e delle tutele del lavoro, del settore pubblico, della scuola, della classe media, «per culminare con il governo Monti nel 2011 e con quel terribile tradimento bipartisan del popolo italiano (votato dal Pd di Bersani e dal centrodestra di Berlusconi, sotto lo sguardo vigile di Giorgio Napolitano massone neoaristocratico affiliato alla “Three Eyes”), che fu 
 l’introduzione dell’equilibrio di bilancio (supremo dogma neoliberista) nella Costituzione, un qualcosa che ci ha condannato per sempre al dissanguamento economico, almeno finché non verrà rimosso. Fu allora che Monti (anche lui, dice Magaldi, massone affiliato a una Ur-Lodge, la “Babel Tower”) si disse soddisfatto per aver distrutto la domanda interna. L’eterno supervisore, Mario Draghi – ormai seduto sulla poltronissima della Bce – osservò che tutto stava andando per il meglio: l’inaudito piano di sequestro della sovranità nazionale dei paesi europei a beneficio delle potentissime lobby finanziarie di Bruxelles procedeva a tappe forzate. Prima mossa: dare ossigeno alle banche ma non alle aziende, per indebolire l'europa
 del Sud. Seconda: impedire agli Stati, attraverso il Fiscal Compact, di spendere a deficit per i propri cittadini, rilanciando l’occupazione. Obiettivo finale, testualmente: «Riforme strutturali per liberalizzare il settore dei beni e dei servizi e rendere il mercato del lavoro più flessibile». L’unica soluzione? Privatizzazione quel che ancora c’èra da razziare. Il declassamento dello Stato, secondo l’uomo che la Germania ha voluto alla guida della Bce, avrebbe assicurato più «equità» al sistema, aprendo spazi meno precari ai giovani attualmente privi di garanzie: per Draghi, la causa della disoccupazione non è stata la crisi mondiale della crescita, ma l’eccesso di tranquillità di chi invece il posto fisso ce l’ha (e se lo tiene stretto). Tutto da rifare: «Il modello sociale europeo è oggi superato», disse il super-banchiere di Francoforte. In una intervista al “Wall Street Journal”, l’ex dirigente strategico della Goldman Sachs gettò alle ortiche oltre mezzo secolo di “pax europea”, cresciuta al riparo del miglior sistema mondiale di welfare. D’ora in poi, ciascuno avrebbe dovuto lottare duramente, per sopravvivere, perché gli Stati – in via di smantellamento, neutralizzati con l’adozione della moneta unica da prendere in prestito a caro prezzo dalla Bce – non avrebbero più potuto garantire protezioni sociali: attraverso il Fiscal Compact, i bilanci sarebbero stati prima validati a Bruxelles e, dal 2013 in poi, nessuno Stato europeo avrebbe più potuto investire un euro per i propri cittadini, al di là della copertura del gettito fiscale. «Occorre dunque andare a fondo e guardare dietro la superficie per comprendere chi ci ha derubati della nostra ricchezza, chi ha tradito la Costituzione e ha svenduto la nostra vita e il nostro paese per arricchire un’élite spietata e immeritevole», conclude Patrizia Scanu. «Sarà la storia a giudicare questa sciagurata operazione di rapina ai danni di tutti noi, perpetrata sotto il nostro naso e sotto tutte le bandiere politiche, mentre i mass media compiacenti ci parlavano d’altro». Ora è il momento di aprire gli occhi: «La tragedia di Genova è un terribile monito per tutti noi», scrive la segretaria del Movimento Roosevelt: «O ci riprendiamo diritti, le sovranità, oppure saremo schiavi per sempre». Non ci credete? Seguite i soldi: «Le incredibili concentrazioni di ricchezza che esistono adesso, ai livelli più alti del capitalismo, non si vedevano dagli anni Venti. Il flusso dei tributi verso i maggiori centri finanziari del mondo è stato stupefacente». Quello che però è ancora più stupefacente, aggiunge Scanu, è l’abitudine a trattare tutto questo come un semplice – e magari in qualche caso deprecabile – “effetto collaterale” della neoliberalizzazione. «La sola idea che questo aspetto possa invece costituire proprio l’elemento sostanziale a cui puntava la neoliberalizzazione fin dall’inizio – la sola idea che esista questa possibilità – appare inaccettabile». Certo, il neoliberismo «ha dato prova di molto talento presentandosi con una maschera di benevolenza, con parole altisonanti come libertà, indipendenza, scelte e diritti, nascondendo le amare realtà della restaurazione del puro e semplice potere di classe, a livello locale oltre che transnazionale, ma in particolare nei principali centri finanziari del capitalismo globale», afferma David Harvey. Ma, appunto, dire “neoliberismo” non basta, così come non bastano le espressioni élite, oligarchia. Qui ci sono anche nomi e cognomi, leggendo il libro di Magaldi, si possono trovare i nomi di tutti i politici italiani e stranieri coinvolti nella distruzione dell'Europa. Così, chiosa Patrizia Scanu, «può esserci più chiaro quali responsabilità abbiano i rappresentanti del popolo (di destra, di centro e di sinistra) che abbiamo votato, ignari e in buona fede, per tanti anni». 

lunedì 10 febbraio 2025

LA BALLA DEL SISTEMA IMMUNITARIO

 

C'e' qualcuno che ha mai visto il sistema immunitario, questo fantomatioco scudo che dovrebbe proteggerci in circostanze di pericolo per la nostra salute? ? non dico  in terreno corporeo,  dove per il virus si e' stati costretti a ricorrere a elaborazioni computerizzate del tutto arbitrarie e falsate degli ancor visibili batteri tramite microscopi, ma perlomeno in vitro magari con la forma appunto di un bello scudo tipo quello di Achille?  In verita' si tratta di una invenzione  non meno falsa e ipergonfiata tipo quella dei virus, difatti  l'invenzione di un Sistema Immunitario era diventata necessaria dopo aver scoperto che il terzo postulato di Kock (le malattie sono causate dai microbi) non è dimostrabile. Ad oggi non si vuole ammettere che la teoria della infezione è sbagliata

Ricordiamo tutti quando da bambini si succhiava e si mangiava avidamente il ghiaccio dai cui blocchi i pezzi spaccati dall'accetta del ghiacciaiolo finivano in terra tra terra, polvere, formiche???? Ci ha mai preso qualche infezione? Mai e poi mai, anzi era proprio quel mettere mani, bocca tra lo sporco che ti preservava da qualsivoglia infezione, ti eri rifornito di microbi, necessari, indispensabili per mantenere un corpo in salute.
La cricca Pasteur - Kock (, poi Rockfeller, AMA, Big Pharma) furono costretti ad inventarsi di sana pianta l'esistenza di un sistema immunitario (mai prima d'allora visto da nessuno e da nessuno considerato) davanti alle obiezioni di valenti scienziati i quali - davanti all'affermazione di Pasteur e di Kock che sono i microbi a causare la malattia - ribatterono che ciò non poteva essere vero perchè anche le persone sane sono piene di microbi, di batteri. Davanti a questa giusta obiezione la cricca di Pasteur si difese inventandosi l'esistenza del sistema immunitario.
In sostanza Pasteur ribatté che se le persone sane non si ammalavano è perchè avevano un sistema immunitario forte, un sistema immunitario che fungeva da barriera insormontabile contro l'assalto dei microbi, mentre al contrario le persone che si ammalavano si ammalavano perchè non avevano un sistema immunitario abbastanza forte da proteggerle dall'assalto dei microbi. Diciamo che
il Sistema Immunitario è una balla ed anche una truffa, così com'è una balla e una truffa la Teoria dei Germi, ovvero la panzana che che siano i microbi a farci ammalare. Non esiste sistema immunitario che ti protegge dalle malattie, per il semplice fatto che le malattie non sono un male, esse originariamente erano utili all'animale - trasformando il suo corpo, i suoi organi e tessuti - per far fronte a pericoli o a situazioni eccezionali che l'individuo non sapeva come fronteggiare o risolvere. La malattia cioè potenziando, migliorando, rendendo più efficienti organi e tessuti del tuo corpo ti permetteva di superare determinate situazioni eccezionali o di grave pericolo. In natura l'individuo ha solo il suo corpo per rispondere alle sfide dell'ambiente.
La malattia - che nella prima fase, come ha ampiamente dimostrato Hamer, è sempre indolore per permetterti di affrontare al meglio la situazione eccezionale o di pericolo (mentre lotti non noti che qualcuno ti ha accoltellato) - trasformando il tuo corpo (dilatando i bronchi per avere più ossigeno, ulcerando le arterie coronarie per pompare più sangue nei muscoli, trasformando il pancreas per immettere più zuccheri nel tuo organismo, oppure nel caso del tumore allo stomaco secernendo più acido cloridrico per demolire il boccone indigesto, ecc) - la malattia ti permetteva di superare una situazione che altrimenti tu, con le forze che attingi dallo stato di normale salute, non avresti saputo come superare. Come dice il dottor Hamer " in situazioni di eccezionale emergenza o di pericolo il corpo funziona in maniera accelerata", e cioè squilibrata, anormale. Questa è la malattia. Una risorsa che la natura mette a tua disposizione per superare lo stato di pericolo. Quando tu poi hai superato la situazione di eccezionale pericolo si entra nella secondo fase della malattia, che è sempre una fase di guarigione e di riparazione. È in questa fase che hai la febbre e che senti dolore. Febbre e dolore che ti stanno portando alla guarigione.
In sintesi: secondo il dottor Hamer l'individuo reagisce ai pericoli e agli attacchi del mondo esterno non immunizzandosi o non ammalandosi (attraverso la difesa approntata da un presunto sistema immunitario, come vorrebbe la medicina ufficiale) ma AMMALANDOSI e cioè trasformando, alterando, potenziando funzioni e cambiando dimensioni di organi e tessuti del proprio corpo . Provate a leggere qualsiasi trattato di medicina sul SISTEMA IMMUNITARIO, suggerisce il
mio amico Claudio Trupiano nel suo eccezionale saggio "Grazie Dottor Hamer " ribadito dalla sua continuazione "Grazie ancora Dottor Hamer" , con un certo piacere apprendiamo dell'esistenza di un ottimo e programmato sistema, pronto a difenderci, con vere e proprie armate di soldati, dagli intrusi che attaccano il nostro corpo. Così si legge che dal midollo partono efficienti strutture di difesa: leucociti, linfociti T, B, granulociti vari, ecc.
Ma il compiacimento e la soddisfazione di essere difesi lasciano presto il posto a uno stato di rassegnato sconforto, quando si cerca di definire un fenomeno inspiegabile per la Medicina Ufficiale: questo esercito di difesa, all'improvviso, senza una ragione plausibile, decide di diventare nemico del nostro corpo e quegli stessi soldati, preposti alla difesa, si rivoltano contro di noi. La patologia quindi viene qualificata con l'aggettivo, valido per tutte quelle similari, di MALATTIA AUTOIMMUNE. E' come se il Ministro dell'Interno(il medico) dicesse: "Non capisco perchè, senza motivo, carabinieri e poliziotti (virus e batteri) impazziscono e cominciano a sparare sui cittadini (il nostro corpo)" Infatti, a parte i generici richiami a fattori ambientali, allo stress, alla cattiva alimentazione e all'onnipresente fumo di sigarette, non si comprende il motivo di questa destabilizzazione funzionale dell'organismo. Tanto meno ha una risposta la domanda perchè succede ad alcuni e ad altri no. Risultato finale: come pazienti ci sentiamo impotenti e restiamo con lo sguardo triste, pronti ad ascoltare quanti soldati dobbiamo acquistare per aumentare le nostre difese in previsione della prossima battaglia. Nel frattempo abbiamo solo l'imbarazzo della scelta delle molteplici proposte del circo mediatico farmaceutico, che fanno a gara per farci assumere l'ultimo ritrovato che fa alzare il sistema immunitario. Se uno ha capito il senso del discorso fatto da Claudio Trupiano questo qualcuno dovrebbe aver capito che senza il concetto del sistema immunitario, senza il concetto delle malattie autoimmuni inventato dalla medicina ufficiale tutto il mercato basato sui farmaci e sui vaccini di Big Pharma non avrebbe ragione di esistere e cadrebbe rovinosamente. È con la bufala del sistema immunitario debole o compromesso, del sistema immunitario che non fa più il suo dovere o che si rivolta contro di noi che Big Pharma ha potuto costruire tutto il suo mercato dei vaccini e le sue vergognose campagne vaccinali di cui abbiamo avuto i tristi esempi degli ultimi anni a proposito della colossale balla del coronavirus: infatti dopo aver elogiato l'efficienza di un presunto sistema immunitario che ci proteggerebbe dalle malattie non si manca mai di sottolineare che per le condizioni ambientali velenose in cui viviamo, per i cibi tossici che mangiamo, per la vita stressante che conduciamo e per il fatto che la maggior parte della popolazione è composta da anziani con un sistema immunitario ormai debole e compromesso e da bambini con un sistema immunitario in formazione, ci vengono a dire che tutti abbiamo un sistema immunitario ormai non funzionante, non all'altezza e quindi che tutti, ma proprio tutti avremmo bisogno di aiuti esterni per sconfiggere o proteggerci dalle malattie. tutti avremmo cioè bisogno di comprare degli anticorpi, dei soldati da schierare a difesa del nostro territorio, del nostro corpo. E con ciò il sistema del farmaco mentre sembrava che con il concetto di sistema immunitario ci volessero allontanare dalla medicina ufficiale e dalle sue pratiche in realtà ci avvicina, ci getta nelle braccia della medicina ufficiale. Infatti non bisogna mai dimenticare che la medicina ufficiale si basa, è fondata sul concetto di sistema immunitario. Cadendo questo cadrebbe tutta la sua teoria e la sua pratica, la sua prassi terapeutica fasulla. Come dice il dottor Hamer, in situazioni di eccezionale pericolo o di emergenza il corpo funziona in maniera ACCELLERATA, squilibrata; tu non vinceresti le tue sfide se il tuo corpo in fase di lotta, di combattimento funzionasse come in una normale fase di riposo: nella lotta hai bisogno di più sangue, di più ossigeno, di più zuccheri per far fronte alla situazione, per vincere o superare il pericolo. Hai bisogno che i tuoi bronchi e i tuoi polmoni si dilatino, che il cuore batta più forte e pompi più sangue, che ossa e muscoli siano più forti, più efficienti, ecc. Tutte le alterazioni e trasformazioni del tuo corpo quindi vengono in tuo soccorso per aiutarti a superare la fase di pericolo e di emergenza.
Se questa fase di emergenza durasse il tempo di un normale combattimento - come avviene agli animali in natura - gli squilibri e le alterazioni del tuo corpo non avrebbero nessuna conseguenza per il tuo stato di salute. Tu non ti accorgeresti neppure delle alterazioni e delle trasformazioni del tuo corpo. La fase di ristabilimento e di ricostruzione, di ritorno alla situazione normale per ossa, muscoli, cuore, polmoni avverrebbe in un non nulla, nello spazio di un attimo e senza nessuna conseguenze per il tuo stato di salute. Durante la notte o durante lo stato di riposo avverrebbe il ritorno allo stato normale degli organi del tuo corpo impegnati nella lotta o nel conflitto recuperando le energie sprecate nella fase di lotta.
Il problema sorge soltanto quando il tuo stato di lotta e di conflitto dura a lungo, in maniera permanente: in questo caso il ritorno alla normalità di organi e tessuti del tuo corpo potrebbe essere più doloroso. E questo perchè tante sono le energie che sono state sprecate nella lotta, perchè grandi sono state le trasformazioni dei tuoi organi e tessuti per far fronte alla nuova situazione createsi. Secondo quanto insegnatoci dal dottor Hamer la malattia ha due fasi: nella prima fase si ha - per permetterci di far fronte con successo alla situazione di pericolo o di eccezionale emergenza creatisi - l'alterazione o la trasformazione dei nostri organi e tessuti (crescita cellulare, perdita cellulare, paralisi, ecc). Questa fase è sempre indolore. Essa serve a migliorare, a potenziare o a trasformare - per permetterci di affrontare con successo la nuova situazione anormale o di pericolo nel frattempo creatisi - la struttura dei nostri organi e tessuti. La seconda fase - che avviene quando abbiamo superato il nostro conflitto esistenziale - è la fase di riparazione, di ricostruzione e di reintegro dei nostri organi e tessuti. È la fase del ritorno alla normalità. Risolto il conflitto il nostro corpo non ha più bisogno di funzionare in maniera accellerata o alterata. Gli organi e tessuti che nella prima fase si erano alterati per permetterci di risolvere il conflitto vengono riportati al loro stato di normalità. Questa seconda fase è la fase che la fasulla Medicina Ufficiale chiama malattia. Malattia che in realtà è una fase di guarigione e di reintegro, di ritorno alla normalità. Questa fase è accompagnata da dolori, da febbre, da debolezza, da infezioni, ecc. Tutti sintomi di guarigione. Ed è in questa fase che operano i microbi, non per farci ammalare ma per aiutarci a guarire (per smantellare i tumori o per aiutare a ricostruire i tessuti danneggiati o ulcerati. Quello che si deve capire - lo ripetiamo - è che il nostro organismo fa quello che gli diciamo di fare: se la realtà esterna per noi è insopportabile (non la vogliamo vedere) la retina dei nostri occhi ci rimanderà un'immagine sfocata e annebbiata della realtà (miopia). Se una persona o un fatto di vita ci sono rimasti sullo stomaco e non riusciamo a digerirli, a mandarli giu il nostro cervello ordinerà la proliferazione di un tumore nello stomaco (tumore che ha una capacità digestiva anche dieci volte superiore alle cellule normali) per farci digerire o mandare giù ciò che ci è rimasto sullo stomaco (il nostro cervello non distingue fra l'indigeriblitá di un pezzo di cibo, di una situazione di vita o di una persona). Se vogliamo sfidare o ci vogliamo opporre con successo ad una persona il nostro organismo produrrà più zuccheri (diabete) per contrastare con successo tale persona. La maggior quantità di zuccheri ci darà più forza per resistere o per opporci con successo a chi ci tormenta o ci sfida, ecc. Quindi nella malattia non c'è nessun processo degenerativo, nessun impazzimento delle nostre cellule, nessun indebolimento del nostro presunto sistema immunitario: il nostro organismo "ammalandosi" sta facendo né più e né meno ciò che gli abbiamo chiesto di fare.
Secondo la truffaldina medicina ufficiale le malattie autoimmuni sarebbero patologie caratterizzate da una reazione scorretta ed abnorme del nostro presunto sistema immunitario che - non si sa per quale motivo - attaccherebbe e distruggerebbe i tessuti (ossa, muscoli, ecc) sani del nostro organismo riconoscendoli come estranei per errore. In realtà noi sappiamo - da tutta la storia dell'evoluzione - che gli animali trasformano di continuo il loro corpo per adattarlo all'ambiente in cui si trovano a vivere. Gli animali potenziano, aumentano alcune parti del loro corpo oppure fanno in modo che alcune parti del loro corpo si atrofizzino, riducano le loro dimensioni fino a farle scomparire. Gli animali in natura di continuo affinano il loro corpo per rispondere con successo alle sfide dell'ambiente. Ma questa trasformazione del corpo degli animali avviene mediante quei meccanismi biologici che la fasulla medicina ufficiale chiama abnormi, e cioè facendo perdita cellulare (atrofia, ulcera, necrosi) o aumento, crescita cellulare (tumori). Per adattare il corpo dell'animale all'ambiente, alle sfide per l'esistenza la natura "attacca", distrugge alcuni organi o tessuti, li atrofizza. Oppure li potenzia aumentando le loro dimensioni: quando alcuni organi o tessuti non sono più necessari per la lotta per l'esistenza la natura li atrofizza, li fa scomparire. Quando invece c'è bisogno di un organo o di un tessuto la natura li fa comparire dal nulla ovvero li potenzia, li affina (denti, artigli, corna, ecc.). Senza quelli che la truffaldina medicina chiama attacchi "AUTOIMMUNI" non ci sarebbe stata evoluzione sulla terra, non ci sarebbe stata differenziazione fra gli animali, tutto sarebbe stato eternamente identico, lo stesso. Quello che si è verificato nel corso di tutta la storia dell'evoluzione continua a ripetersi immutato quotidianamente nel corpo degli animali: essi giornalmente, di continuo hanno bisogno che il loro corpo si trasformi per rispondere al meglio alle sfide dell'ambiente. E così quando sono insoddisfatti del loro corpo, quando si svalutano. il loro corpo fa perdita cellulare, si atrofizza si ulcera - attacca se stesso, secondo la medicina ufficiale (presunte malattie autoimmuni) - per essere ricostruito più forte, più grande e più resistente di prima. Distruggendo o rimaneggiando alcune parti del loro corpo gli animali creano una nuova base su cui la natura crea, costruisce organi e tessuti più grandi e più forti (così come succede a qualsiasi atleta il quale con l'allenamento rompe, lesiona i suoi muscoli per vederseli ricostruire più grandi e più forti di prima nei momenti di riposo). Sono processi del tutto logici e sensati: quando l'individuo si mostra insoddisfatto del suo corpo (come un atleta durante l'allenamento) la natura lo smonta - attraverso una perdita cellulare - per ricostruirlo più grande e più forte di prima. Il nostro corpo non impazzisce, non attacca o distrugge se stesso: il nostro corpo si trasforma di continuo per adattarsi all'ambiente circostante, per rispondere al meglio alle sfide dell'ambiente. Non c'è nessun attacco autoimmune, nessun impazzimento delle nostre cellule: se un organo o un tessuto (ossa, muscoli) del nostro corpo va trasformato esso si riduce o aumenta le sue dimensioni, fa perdita cellulare o aumento cellulare, a seconda delle esigenze dell'individuo. Il nostro corpo è uno strumento vivo che risponde continuamente all'ambiente, che assume questa o quella conformazione a seconda delle convenienze dell'individuo.

mercoledì 5 febbraio 2025

ANNUNAKI DI RITORNO

Incontrare un Annunaki, uno di quegli esseri che ci avrebbero creati? Come , dove, quando? Be’ c’è da chiederlo? In un sogno ovviamente! nel dominio di quell’immaginario che si e’ fatto simbolico e ci restituisce una realta’ piu’ complessa di quello che supponevamo, o meglio di chi supponeva che il dominio della realta’ fosse la razionalita’, scambiando la razionalita’ per la coscienza.  Eh si! torna ricorrente il mio disprezzo per Hegel e per tutti i suoi seguaci  a cominciare da Marx ma comprendente anche quei ronzini del pensiero che qualcuno ha denominato “economisti :  - Adam Smith, Ricardo, Malthus, Stuart Mill, etc e poi chi piu’ ne ha piu’ ne metta con le dovute eccezioni che vanno da Schopenauer e Nietzsche fino a Freud, Jung, Lacan, Matte’ Blanco, Martin Heidegger  e una serie di pensatori decisamente fuori le righe come Julius Evola,  Julian Jaynes e Rich Geerd Hamer che si sono dedicati ad una specifica sfaccettatura della complessita’ umana. Ma eccoci al cospetto di questo annunaki nello scenario tutto rarefatto del simbolico dell’inconscio di cui il sogno si fa interprete; ci sono su in cielo  piu’ lune e spirali di varia grandezza, pianeti anche con anelli tipo Saturno e l’Annunaki sembra disposto a chiacchierare. “eh si ! serviva che tra gli animali piu’ evoluti ci mettessimo quel certo qualcosa in piu’ che li facesse svettare nella scala della
biologia :
  “esseri simili a noi? “ preciso’ l’Annunaki “be’ non proprio, come vedi noi siamo esseri di totale energia e non c’è nulla di biologico in noi che non prenda, appunto,  la esplicazione di tale energia, eppure ci rendemmo conto appena sbarcati nel vostro pianeta che la nostra energia non sarebbe bastata se volevamo appropriarci di tutto quell’oro che ci consente di funzionare. Nel nostro pianeta Nabiru, l’oro era bello che esaurito da perlomeno 20.000 dei vostri anni che per noi  sono l’equivalente di un paio di mesi. Be’ debbo dire che  avete lavorato bene bene per noi e noi vi abbiamo ricompensati con quella che avete chiamato “eta’ dell’oro” che non e’ durata solo qualche migliaia ma oltre centomila anni , ecco quello che per noi sono stati l’equivalenti di una missione di poco piu’ di un annetto. Quando siamo partiti abbiamo lasciato che quella parte del cervello degli umani  che avevamo occupato per impartire le nostre disposizioni si facesse libera e cominciasse a svilupparsi autonomamente sul meccanismo della metafora e della metonimia, gli assi portanti di un linguaggio che difatti con indubbia velocita’ che forse non avevamo previsto si e’ costituita per analogia: un analogo di quell’Io che finche’ c’era  la nostra presenza era rimasto ancorato alle nostre disposizioni e ai nostri comandamenti che dovevano essere percepiti con esclusivita’ non solo un udire  ma un  ob/audire , una obbidienza cieca, indiscussa, assoluta come si conviene ad un rapporto tra dio e uomo, L’avete chiamata coscienza , ma non vi siete resi conto che essa era in tutto e per tutti dipendente dai meccanismi di formazione di un linguaggio articolato. Io sono l’unico ad essere tornato dopo questi tremila anni e così per curiosita’ ho voluto controllare che cosa avete fatto di questo analogo io, o coscienza come l’avete chiamata voi e come ho detto prima sono rimasto davvero sorpreso : da citta’ e armi di offesa rudimentali  agli sviluppi invero inusitati degli ultimi centocinquanta anni, per noi Annunaki una inezia, questione di secondi, ma per voi, in effetti un cambiamentodavvero epocale. Ci piacevano gli esseri umani,proprio tanto , specie quando erano molto giovani
appena ragazzini e ragazzine,  anche se da un punto di vista lavorativo rendevano poco Diciamo che il massimo della efficienza la raggiungevano sui 13, 14 anni  con una punta sui 25, ma dopo i 35 si deterioravano in fretta ed ecco perche' consentivamo solo ad un esigua minoranza di arrivare ai quaranta  - tra l'altro non erano in genere neppure piu' belli e attraenti, il tempo e la vecchiaia li facevanosempre piu' sgraziati e brutti e quindi non servivano neppure piu' per il piacere " "
ah perche' li utilizzavate anche per il piacere ? " chiedevo nel sogno "Eccome !...  era dopo il lavoro di estrazione dell'oro  che dava vigore alla nostra linfa, il fattore piu' ricercato, quello che dava  distrazione in un compito altrimenti molto noioso , pero' tranquilli avevavamo fatto in moto che non ci fosse tra noi e loro possibile procreazione . Ora facendo ritorno, ho notato invece che si sono raggiunte eta' davvero disgustose  altre che la famosa "onta degli -anta"  sia maschi che femmine arrivano sconciamente sugli ottanta e non e' improbabile di vederli raggiungere i 90 anni e addiirittura superare i cent'anni " anche questo lo chiamano progresso, però grosso modo io personalmente sono d'accordo con te. non amo la vecchiaia che e' portatrice di inefficienza, malattia, isolamento, sofferenza e tutto al massimo livello" Subito dopo l'Annunaki riprese a parlarmi " Sai..." mi disse " c'era chi come me pensava di fare un secondo individuo molto piu' evoluto e davvero simile e noi, invulnerabile, immortale, che non invecchiasse, un qualcuno di cui ho riscontarato sono piene vostre leggende, storie, quasi a suffragio del fatto di questo essere umano che e' molto molto imperfetto e tanto fallace, sopratutto da quando non c'è piu' nessuno a guidarlo, pero' poi non se ne e' fatto niente e se non fosse stato un puro caso che abbia fatto ritorno non avrei idea del disastro che abbiamo combinato. Ho visto che qualcuno si e' reso conto della piega catastrofica presa da quello che chiamate progresso e ha anche cercato di esprimerlo in scritti, molto poco in pratica, ma oggi al punto cui siamo pervenuti bisogna davvero che si faccia qualcosa ed ecco spiegato il motivo in cui sto a discutere con te, ovviamente aggirando la coscienza, ma rifacendomi al simbolico del registro dell'inconscio eh si quello scoperto e studiato da quel vostro medico viennese  sul principiare dello scorso secolo, ma anche quello che aveva avvertito un Nietzsche, un Schopenauer e di poi persone come Guenon, Evola, Heidegger, Jung, Lacan, Matte' Blanco, Hamer  e Jaynes

L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO

  Trovo sul serio che tra simbolismo  dell'inconscio  e simmetria della fisica quantistica  ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...