domenica 25 gennaio 2026

CREDER-CI ?

 

C'e' il sospetto che tutte queste illazioni  di complotti nascondano in realta’ una sorta di compensazione. COMPENSAZIONE DI CHI? SU CHI ? PER CHI ? ecco il punto dolens,  sono un tipo di domande che potrebbero riguardare come destinatario chi  nella vita professionale e sociale non è riuscito a combinare un granché, e quindi ha utilizzato questa forma di compensazione.  Questo assunto e' in verita' quanto le classi al potere hanno fatto mare e monti perche' si insinuasse nelle teste della gente, nelle teste, ma anche nei cuori, nel sentimento e sopratutto in quell'immaginario collettivo che costituisce la forma (disegnandola)  e la struttura (architettandola)  di tutte le  credenze  del mondo: Il materiale
che compone tali credenze e' ben noto a tutti :  gli alieni, le astronavi  nella 
preistoria di Kolosimiana memoria, gli Anunnaki, il terrapiattismo e anche argomenti meno estremi ma altrettanto efficaci per costruire quell'alea di assurdita' e di latente complottismo non suffragato da fatti effettivi, che pero' si alimenta con una letteratura anche di spessore ma a tendenza distopica come i famosi capolavori di scrittori di pregio tipo Orwell, Huxley, Breadbury, Phil Dick, Mateson e anche strumenti meno raffinati ma a fortissima caratura di diffusione,  tipo il Dr.No della famigerata Spectre dei romanzi di Jan Fleming, divenuti veri best sellers  con le traduzioni nel mezzo cinematografico coi ben noti film dell'agente James Bond: Ci si puo' mettere anche tutta quella serie di notizie  sensazionali a forte impatto mediatico  "Il Titanic non e' mai affondato" "le 13 pagine sottratte della Commissione d'inchiesta su Caporetto" "il tiro incrociato su Kennedy a Dallas"  "non siamo mai andati sulla luna"  e via così chi piu’ ne ha piu’ ne metta, fino a costituire un vero e proprio corpus di proporzioni davvero colossali …. Purtroppo le classi al potere non sono così sprovvedute e hanno sempre fatto si che tutto questo materiale vada a braccetto con quel tipo di lamentela che fa si che ci si senta eternamente vittime, un correlato e ampliamento del “piove governo ladro”, nel "troppo caldo, nel troppo freddo", nel “le stagioni non sono piu’ quelle di un tempo” ed ancora  geremiadi sulla troppa delinquenza, sul traffico, sull’inquinamento, sul buco dell’ozono, sulla crisi energetica , sul traffico, sull'insicurezza, insomma su tutto, che poi e’ anche  un po’ quello che Freud aveva osservato nei suoi studi, nella fattispecie nel saggio “il perturbante" dove c'e' appunto questo individuo sempre insoddisfatto,  sempre lamentoso che

finisce per essere anche  estremamente fastidioso, nelle sue connessioni  patologiche di continua geremiade e che ha sempre informato la dizione di “rompicoglioni” - rompicoglioni che ha una sorta di imprimatur di immaginario collettivo nella quasi religioso ossequio dell’antico adagio  su questo vero e proprio mondo del complottismo popolare : "solo i rompicoglioni non muoiono mai" 
Riserve dunque grosse come una casa dove giocaanche questa componente  non secondaria del suo credo, che ricorda un po'paradossalmente la farsa della recente distopia pandemica e falsamente sanitaria che  ha  enfatizzato in maniera abnorme, creando una ridda di 

figure di uccelli del malaugurio spacciati per esperti, che  hanno costituito una sorta di contraltare, ma anche di emuli (parmadosso e controparadosso)  dell'antico perturbante a carattere complottista :  pseudo esperti, giornalisti improvvisati, politici chiacchieroni e millantatori, pennivendoli da strapazzo e quant’altro hanno affollato fino al parossismo tutti i mezzi di comunicazioni, dalle televisioni ai social, alla stampa, financo  agli intrattenimenti ancora  concessi con l’adozione forzata di   strumenti di coercizione, tipo i lasciapassare per vaccinati, le museruole, l’interdetto, la riprovazione sociale con tanto di paladini ingaggiati dal sempre in vendita mondo dello spettacolo e della informazione  (attori di cinema, di serie televisive, conduttori di programmi, giornalisti, opinionisti  etc.) ed ancor su disposizioni degne del migliore Woody Allen nel film “il dittatore dello stato libero di Bananas :  il non poter prendere il caffe’ seduto, ma in piedi si - in casa si, ma fuori no - in un tram si, sulla spiaggia no - per scongiurare il contagio da  unsempre piu’ improbabile virus che aveva i suoi tempi dalle cinque alle sette  come una stanza ad ore  di una puttana.
Ecco!!!!  e' proprio questo stato, o meglio questo flusso di assurde disposizioni, di precetti da barzelletta, di proibizioni, veti e anatemi di bassa lega "vaccinati o muori!" "vi renderemo la vita difficile" " vi staneremo casa per casa e vi faremo fare quello che diciamo noi" con tanto di falsi fotografici (bare di morti di sette anni prima, spacciate per odierne si da avallare una mortalita' in realta'  gonfiatissima e del tutto ordinaria, filmati di camion  militari in giro per la notte  con illazioni di trasporto di un mumero altissimo di bare (neppure una visibile) e veri e propri documenti come attacchi con idranti a manifestanti, poliziotti all'inseguimento di solitari  corridori sulla spiaggia del mare 
.
Sono queste figure, la totale irrazionalita’ dei vari provvedimenti adottati, che hanno manifestato la nefandezza del potere e quindi,  hanno ridato corpo ad una serie di perplessita’ che prima di tale grande farsa erano state accantonate o relegate nel registro del “ poco maturo “ o addirittura nel “perturbante “ del saggio Freudiano. Vedere capi di Stato che mandavano amatemi, cosidetti esperti che cantavano canzoncine  natalizie sul tema del “vaccinatevi, vaccinatevi” era insomma  vedere la realizzazione delle assurde disposizioni del Woody Allen nel citato film, insomma un vero e proprio “cio’ che e’ irrazionale e’ reale e viceversa, in netta contrapposizione con la massima Hegel, che quindi anche lui e  la sua tanto strombazzata filosofia diventava una emerita stronzata. Detto in parole povere: con l'esagerazione dei provvedimenti per diffondere una credenza (nel virus, nella pandemia, nei provvedimenti emergenziali messi in atto) questa volta la cosidetta "elite" ha esagerato e si e' assimilata a tutto quel mondo che per anni, anzi per secoli aveva fatto in modo di relegare all'assurdo. L'assurdo sono diventati loro!

lunedì 19 gennaio 2026

COME INIZIANO LE MALATTIE (TUTTE)

Tutto di cio' ha a che fare con le malattie ha inizio con un trauma, eh si! come quello, diciamo primigenio,  che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona del figlio. ( un evento che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo appunto  un giovane di 19 anni 

Dyck che era il figlio di Hamer. Il ragazzo  morì  dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia,  andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce quindi da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche”  che  stabilisce che  quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi:
una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto a "botta calda" dice il senso comune, ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione 

per far fronte all’immediato pericolo: una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo 
dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e normotonia biologica. Dice Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire nel solco della tradizione e della ri-assunzione  di un passato da cui
trarre ispirazione; e’ quanto mai ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanalisi, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito” Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri cheperlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio  e anche del pensiero: "il sogno, oh diamine!  il sogno,
ma ti rendi conto?":  da quando in qua un medico, un professore, si mette alla stregua di una volgare “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse: il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci 
In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle “...perchè non è mai capito!” Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.

IL RITUALE (DI PAURA) DELLE PANDEMIE

 

Tutte le cosidette pandemie della storia umana sono state abbondantemente gonfiate e utilizzate previa la paura innescata dai poteri costituiti, specie quelli cosidetti "dei mercanti"  verso le masse, tramite un meccanismo che ha questo di straordinario:  malgrado il crescere dell'istruzione nei secoli, la scolarizzazione pressocche' completa in particolare nei Paesi occidentali e piu' civilizzati, le informazioni a disposizioni addirittura digitalizzate e dei piu' raffinati sistemi informatici, malgrado tutto questo e anche altro, tali masse sono sempre rozze e ignoranti, oggi come allora,  nel 1348 come nel 2020 e il processo di asservimento a tale paura segue sempre gli stessi identici passi passando per tutti gli eventi similari. E' impossibile non notare le "somiglianze" di come la "medicina ufficiale" abbia in passato "raccontato" ad esempio  l'AIDS esattamente come ha fatto col presunto INVENTATISSIMO COVID19, O MEGLIO, NON INVENTATO, MA SEMPLICEMENTE UTILIZZATO..  COSI',   UN QUALCOSA CHE C'ERA SEMPRE STATO: UNO STATO DI AFFEZIONE LEGGERO CON  ANCHE RISCONTRI LETALI SPECIE IN PAZIENTI ANZIANI O CON PRECEDENTI PATOLOLOGIE, un qualcosa che abbiamo sempre chiamata banalmente  INFLUENZA, viene trasformata in un Moloch terrificante  della cui consistenza viene data colpa a innocenti animaletti sempre piu' microscopici (si era cominciato con ratti, poi scarafaggi, mosche, quindi con l'invenzione dei primi microscopi,  si trovano animaletti non distinguibili ad occhio nudo che vengono subito colpevolizzati in merito all'insorgenza di qualsivoglia affezione e li si chiamano microbi, (batteri, funghi, micobatteri)  poi quando neppure il microscopio e' sufficiente si inventano di sana pianta e gli si da' un nome che e' tutto un programma "virus"dal latino veleno. Poca importa che non si vedano e bisognera' aspettare gli anni trenta e successivi per dare corpo,  tramite elaborazioni in vitro, di microscopi a scansione elettronica,  mai nel loro terreno,  a queste infinitesimali  entita' che non sono neppure esseri viventi, ma un qualcosa di completamente avulso da qualsiasi contesto, che fa tornare alla mente un'altra associazione ben piu' probante di questo cumulo di sciocchezze e cioe' quella del Dottor Hamer tra tali microbi e i pompieri   e vieppiu' si fa sempre piu aderente l'associazione tra microbi e pompieri. Come in pompieri in un incendio difatti i vari microbi incanalati per foglietti embrionali (in questo stralcio meravigliosamente spiegato da Hamer nel suo fondamentale libro "Testamento per una nuova medicina" ) si attivano per riportare lo stato di normalità in un corpo. Detta in breve : 

HANNO UTILIZZATO L'INTUIZIONE DI HAMER CHE ALLA BASE DI TUTTE LE PATOLOGIE C'E' SEMPRE LA PAURA, INDOTTA DA MEDIA, MEDICINA UFFICIALE MAINSTREAM ECC, PERCHÈ LORO, PROPRIO GRAZIE ALLE SCOPERTE DI HAMER, LO SANNO BENISSIMO CHE LA PAURA È UNA DELLE ATTIVAZIONI BIOLOGICHE PIÙ POTENTI IN NATURA, CIOÈ... È PROPRIO LA "PAURA DI UNA DETERMINATA COSA", CHE "INNESCA LA COSA STESSA"...
 Ma lasciamo la parola ad Hamer : "Già nel 1987 quando l’invenzione del panico dell’"AIDS" andava a gonfie vele scrissi nel mio libro "Testamento di una Nuova Medicina", come l’"AIDS" fosse il più grande imbroglio del nostro secolo e questo per vari motivi!
L’argomento principale contro L’AIDS come "malattia" a se stante, sono le cognizioni sul sistema ontogenetico dei tumori e sul derivante sistema ontogenetico dei microbi (funghi, batteri, virus). "Come dimostrano le mie ricerche empiriche su più di 15.000 pazienti, è completamente impensabile, e addirittura molto semplice da confutare, che sia l’agire di un virus "cattivo", a voler distruggere per così dire le difese dell’organismo, indipendentemente dai processi psichici e cerebrali, come presupposto in provetta.
La regola ferrea del cancro dice che ogni cosiddetta malattia, cioè programma speciale biologico sensato della natura (non solo cancro), viene causata da una DHS (Dirk-Hamer-Syndrom), cioè da uno choc conflittuale biologico molto specifico, che nel momento stesso causa un focolaio di Hamer, verificabile con la TAC cerebrale, nel relè del cervello (HH) inerente all’organo e nell’organo causa cambiamenti corrispondenti come tumori, paralisi, disturbi funzionali, ecc.
Il sistema ontogenetico dei tumori, che trovai nel 1987, pone ogni malattia oncologica o malattia oncoequivalente secondo la sua appartenenza agli foglietti embrionali, cioè secondo i foglietti embrionali, che si evolvono già nelle prime settimane dello sviluppo embrionale umano: endoderma, mesoderma ed ectoderma.
Ad ognuno di questi foglietti embrionali appartiene dal punto di vista della storia evolutiva, una parte cerebrale specifica, un determinato tipo di contenuto conflittuale, come anche una specifica formazione cellulare istologica."
come si vede nel disegno al termine virus e' aggiunto un punto interrogativo. cio' e' dovuto al fatto che si tratta di un articolo antico del Dott. Hamer: negli ultimi anni si era difatti reso conto che i virus non esistevano affatto
I VIRUS SONO TUTTI INVENTATI

Il sistema ontogenetico dei microbi attribuisce i microbi ai tre foglietti embrionali, questo comporta:
1. che i microbi più antichi (funghi e batteri fungiformi: micobatteri) sono responsabili per l’endoderma, in parte anche per il mesoderma del cervelletto, ma in ogni caso solo per gli organi governati dal cervello antico,
2. che i microbi antichi, cioè i batteri, sono responsabili per il mesoderma e per tutti gli organi da esso formati,
3. che i giovani, cosiddetti microbi, cioè i virus, che nel senso stretto non sono veri microbi, cioè non sono esseri viventi, sono responsabili esclusivamente per l’ectoderma o per gli organi governati dalla corteccia cerebrale.
Essere "responsabile" in questo contesto significa che ogni gruppo di microbi "elabora" solo determinati gruppi organici, che hanno appartengono allo stesso foglietto embrionale, cioè che derivano dallo stesso foglietto embrionale.
Un’eccezione forma la zona limitrofa degli organi mesodermali, governati dal cervelletto, che vengono "elaborati" sia (prevalentemente) dalle micosi e dai micobatteri sia anche (meno frequentemente) dai batteri, che normalmente sono responsabili per gli organi governati dalla sostanza bianca cerebrale del foglietto embrionale medio (mesoderma).
Il momento, da cui i microbi possono iniziare ad "elaborare", non dipende, come fino ad ora tutti noi presumevamo erroneamente, da fattori esterni, ma viene comandato esclusivamente dal nostro computer: il cervello. Si tratta sempre dell’inizio della fase di soluzione del conflitto, cioè della fase di guarigione.
La bifasicità delle malattie durante la soluzione del conflitto:
Fino ad ora la cosiddetta medicina moderna conosceva circa 1.000 presunte malattie, di cui circa la metà considerate "malattie fredde" come per esempio il cancro, l’angina pectoris, la sclerosi multipla, l’insufficienza renale, il diabete, ecc. e l’altra metà "malattie calde" come per esempio il reumatismo articolare, l’infiammazione renale, la leucemia, l’infarto cardiaco, le malattie infettive ecc.
Nelle "malattie fredde" i microbi si trovavano sempre come apatogeni, cioè non causavano sintomi. Nelle "malattie calde" invece gli trovavamo sempre "altamente virulenti", cioè abbiamo sempre creduto che essi "attaccavano" un organo.
Allora credevamo che fosse importante mobilitare l’armata di difesa del nostro corpo, il cosiddetto "sistema immunitario", contro l’armata attaccante maligna dei microbi o anche contro le cellule cancerogene, che volevano annientarci. Questa idea era errata, niente di tutto ciò era vero. Dobbiamo iniziare la "Nuova Medicina" tutta da capo!
Cos’ha tutto ciò a che fare con "l’AIDS"?
Nel caso dell’AIDS il nostro interesse è rivolto ai virus. Abbiamo appreso dal sistema dei microbi causato ontogeneticamente, che anche i virus hanno un loro posto stabile in questo sistema: essi sono responsabili per tutti gli organi derivanti dall’ectoderma (foglietto embrionale esterno) e che vengono governati dalla corteccia cerebrale. Essi "elaborano" questi organi, come già detto, esclusivamente nella fase di guarigione. I loro sintomi collaterali sono: vagotonia, di solito febbre, gonfiori dell’epidermide o della mucosa, cioè tra le diverse qualità di mucose esclusivamente gonfiore della mucosa di epitelio pavimentoso! Che tali sintomi evidenti comportino senza eccezione tutta una serie di reazioni del sangue e del siero, si comprende da se.
Per quanto concerne il "sistema immunitario", questa parola spugnosa, poco definita, che viene usata dappertutto, indistintamente nella fase di conflitto attivo e nella fase di conflitto risolto, in caso di cancro, sarcomi e leucemia, indistintamente in tutte le "malattie infettive", la completa non conoscenza sulla natura delle malattie corrispondeva ad una completa incapacità di valutare e classificare correttamente la moltitudine di fatti e sintomi del settore ematologico e sierologico. Con il cosiddetto virus dell’HIV si intendeva principalmente, se esso esiste come virus ( è stato chiamato dai suoi "scopritori" "virus dell’immunodeficienza"), che le persone colpite "dall’epidemia mortale di AIDS" morivano nella fase finale di cachessia e di panmieloftisi, cioè non potevano più produrre sangue.
Lo stesso processo troviamo nel cancro osseo o per meglio dire nel cancro di diminuzione ossea, cioè l’osteolisi nel sistema scheletrico, che comporta sempre una panmieloftisi (anemia), e il conflitto appartenente è sempre secondo la localizzazione della parte di scheletro colpito un conflitto specifico di crollo dell’autostima. La guarigione di un tale conflitto di crollo dell’autostima sarebbe sempre la neoformazione del callo nelle osteolisi (ricalcificazione) con il sintomi della leucemia. Se un ammalato di "AIDS" dovesse farcela a ripristinare la sua autostima contro ogni aspettativa, cade "dalla padella alla brace", se è in mano ai medici della medicina ufficiale, viene pseudo curato a morte con la chemio.
Per la completezza dovrei nominare a fondo molti argomenti contro l’"AIDS", ma in questo trattato breve non è possibile. Ne nomino solo alcuni che mi sembrano importanti.
- Nessuno ha mai osservato una sintomatologia specifica dopo una cosiddetta infezione di HIV come viene osservato per esempio in caso di morbillo o rosolia.
- Virus di HIV non vengono mai trovati nei pazienti di AIDS.
- Nella "sindrome da immunodeficienza acquisita, AIDS" è presunto un coinvolgimento dei linfociti T, dei quali solo uno ogni 10.000 avrebbe fagocitato "un frammento del virus", del quale non esistono neanche esemplari interi nei pazienti di "AIDS".
- In quanto non esiste una vera sintomatologia dell’"AIDS", si è in balia della diagnostica medica: se una persona non ha il test dell’HIV positivo e si ammala per esempio di cancro, reumatismo articolare, sarcoma, polmonite, diarrea, demenza, micosi, tubercolosi, febbre, herpes o ogni possibile sintomatologia neurologica o manifestazioni di deficit, allora si tratta di normali malattie secondo le idee correnti. Se la stessa persona però ha il test dell’HIV positivo, tutti questi sintomi sono immediatamente sintomi maligni dell’"AIDS", quasi viene da dire "Metastasi da AIDS", i quali segnalano la morte imminente e penosa del paziente di "AIDS" da compatire.
- È altrettanto strano che l"AIDS" come presunta malattia virale debba comportarsi in modo completamente diverso da tutte le altre malattie virali, le quali sono ritenute superate quando il test degli anticorpi risulta positivo.
- La cosa più strana però è il fatto, nominato da tutti i ricercatori solo casualmente e che non ha spinto nessuno ad una qualsivoglia reazione: si ammala di "AIDS" solo chi sa di essere HIV positivo o chi crede di esserlo!
Strano che nessuno ha seguito questi sorprendenti fenomeni? Conosciamo interi popoli che sono al 100% HIV positivi e non gli succede niente. Gli scimpanzé, nonostante siano HIV positivi, non si ammalano di nessun sintomo che potrebbe assomigliare all"AIDS".
Tutta la faccenda deve aver a che fare con la psiche. O meglio: Se le persone si ammalano in modo evidente solo se viene loro detto di essere HIV positive, è ora di immaginare cosa succede nella psiche di un paziente al quale è stata comunicata una tale diagnosi annientante 
virus = campato in aria 
con la prognosi del 50% di mortalità!
Sono i nostri medici talmente privi d’animo da non essersi potuti immaginare finora, cosa avviene nel paziente messo di fronte ad una tale diagnosi annientante?
Il paziente non sa che tutto ciò è campato in per aria. Il poveretto lo prende molto sul serio, anche perché tutta la messinscena avviene in un ambito apparentemente  molto professionale.

venerdì 19 dicembre 2025

LA VERGOGNA DI LA REPUBBLICA

COME AVEVO PREMESSO, TRASFERISCO SUL BLOG QUESTA LUCIDISSIMA ANALISI DI MARCELLO VENEZIANI SULLA  DELETERIA  INFLUENZA DI CERTI GIORNALI , LUI CITA LA REPUBBLICA E LA STAMPA, IO SENTO MOLTO PIU' IL DISGUSTO PER LA PRIMA ANCHE PERCHE' LA SECONDA FRANCAMENTE CREDO DI NON AVERNE MAI LETTO UNA COPIA. MA COME NON HAI DETTO  COMMENTANDO PROPRIO QUESTO POST SU FB CHE TI VANTI DI NON AVER ACQUISTATO UNA COPIA NEPPURE DI REPUBBLICA ?  ECCO SI QUESTO E' VERO, PERO' DI LEGGERLO SPESSO,  PER VIA DEL FATTO CHE ERA IL GIORNALE CHE COMPREVA SEMPRE MIO PADRE E ALCUNI AMICI, ANZI EX AMICI ADDIRITTURA SI FACEVANO CHILOMETRI QUANDO SI ERA ALL'ESTERO PER ACQUISTARNE L'EDIZIONE QUOTIDIANA,QUESTO NON POSSO NEGARLO (di sconcezze e menzogne, ho sempre detto io, anche in anni che ancora non si erano fatti sconciamente paladini di farse pandemiche, terrorismi sanitari, obbligatorieta' di vaccini e in ultimo persino di apologia della guerra ) . COMUNQUE ECCO PASSIAMO ALL'ARTICOLO IN QUESTIONE: "IL tramonto inglorioso de la Repubblica e de La Stampa è il fallimento di un lungo matrimonio tra la sinistra venuta dal comunismo e il padronato convertito al progressismo per convenienza. Dal loro matrimonio nacque la sinistra postcomunista, radical più che liberal, imperniata sull’antifascismo e
su un suprematismo ideologico spesso sconfinato nel razzismo. Il giornale di Eugenio Scalfari e di Carlo Caracciolo fu il laboratorio e il battistrada della mutazione genetica della sinistra, il passaggio dal comunismo proletario e operaio al laicismo radicale, progressista, neo-borghese e neo-illuminista, con tratti di snobismo ideologico e pose ormai conosciute come radical chic (espressione venuta a noia, ormai, ma aveva un’iniziale ragion d’essere). Augusto del Noce vedeva in quel giornale l’avamposto di una trasformazione del vecchio Pci in Partito radicale di massa, frutto di un incontro tra sinistra e capitale, che all’epoca battezzammo Fiat & Martello. Nell’alleanza erano compresi i cattolici progressisti e i laici, liberali e repubblicani di supporto, più tronconi della magistratura, della chiesa e della Confindustria. L’operaio veniva sostituito dal professore, la fabbrica dalla scuola. Quel giornale contribuì alla trasmutazione chimica e antropologica della sinistra, dai compagni trinariciuti del dopoguerra con la loro “obbedienza cieca, pronta e assoluta”, come scriveva Giovannino Guareschi, ai professorini con la puzza sotto il naso e il ditino accusatore permanentemente puntato contro chi non la pensa come loro. Di mezzo c’era stato il ’68 e in Italia era avvenuto il passaggio dell’egemonia culturale dal vecchio gramscismo in versione togliattiana al gramsciazionismo di estrazione radical-borghese: la nuova sinistra strizzava l’occhio alle icone di Berlinguer, di Gramsci e di Che Guevara ma sposava l’ideologia piemontese dell’azionismo e dell’antifascismo, in una linea che da Piero Gobetti arrivava fino a Norberto Bobbio e alla “scuola torinese” (come la definirono Giacomo Noventa e lo stesso Del Noce). Il nemico non era più il capitalismo ma il fascismo, elevato poi da Umberto Eco a categoria perenne e male assoluto; di conseguenza fu sostituito l’anticapitalismo con l’antifascismo. Poi nel passaggio dall’operaismo al femminismo verrà sostituito il padronato con il patriarcato e il nemico diffuso diventerà la famiglia tradizionale (che invece non dispiaceva al vecchio Pci).
In quel passaggio fu portata a compimento l’annessione de La Stampa a quel gruppo editoriale; una testata peraltro ormai organica all’universo laicista, antifascista e progressista. La parabola padronale de la Repubblica compiva il suo “radioso” cammino interno al capitalismo: De Benedetti, Benetton, Agnelli, fino a Elkann, il distruttore finale di quella galassia. Una parabola che peraltro passava dalla produzione industriale alla speculazione finanziaria. Nel ventennio scalfariano, La Repubblica era diventato il primo giornale italiano o quantomeno contendeva il primato al Corriere della sera, da anni collocato tra il centro e la sinistra, ma dentro il perimetro filo governativo, in linea col salotto della finanza e col Quirinale. Dopo aver emancipato la sinistra dal comunismo, la Repubblica avrebbe potuto avere un’evoluzione diversa e sarebbe stato un vantaggio per la sinistra ma anche per il nostro paese: c’erano le condizioni e c’era il clima nell’Italia di quegli anni, che stava scoprendo l’alternanza democratica tra destra e sinistra, per proiettare la cultura civile e politica di cui era portatrice verso una nuova sintesi, oltre gli steccati dell’antifascismo, dell’antiberlusconismo e dell’anticattolicesimo: era l’epoca di Papa Woytila, inviso alla Repubblica di Scalfari che parlava di cesaropapismo e puntava il dito contro Comunione e Liberazione, considerata come la mosca cocchiera dell’alleanza tra Craxi, Fanfani (poi Forlani) e Andreotti, con apertura anche alla destra. Eppure era il momento propizio per ridisegnare con l’informazione anche la cultura civile e politica di una nuova sinistra, salvando da un verso il tratto sociale, lavorista e nazional-popolare della sinistra e dall’altro aprendosi – come allora si stava profilando – a nuovi incontri, in cui realmente Nietzsche e Marx potessero darsi la mano e dialogare. Ma i nuovi assetti proprietari, l’arrivo del piemontese Ezio Mauro alla direzione de la Repubblica e la guida ideologica di Umberto Eco e di altri officianti dell’episcopato progressista, portarono quel mondo a percorrere all’indietro il cammino della sinistra, mentre annunciava di andare avanti: e così regredirono dall’anticapitalismo all’antifascismo degli anni quaranta, fino a un rigurgito settario di chiusura e intolleranza da guerra civile che ancora perdura. Schizofrenico fu l’atteggiamento nei confronti degli Usa: quando guidava la Casa Bianca un presidente conservatore si riscopriva l’antiamericanismo sessantottino; quando invece c’era un dem alla sua guida, l’America diventava la terra del domani e il paradigma a cui adeguarsi. Succede ancora oggi… Ancora più paurosa l’oscillazione su alcuni temi sensibili, passando di recente da un appiattimento totale filo-israeliano con la direzione Molinari a un goffo tentativo di cavalcare l’onda pro-pal dell’attuale gestione. Il tutto sempre immerso nella pappa woke.
Così si è giunti alla fase discendente dei nostri giorni, fino alla riffa natalizia per la svendita delle due testate che non sono più strategiche al gruppo Elkann e costano troppo, per una famiglia piena di guai, anche giudiziari. Nel frangente perdura nei due quotidiani lo schema manicheo e censorio e la finzione d’inesistenza di idee, autori, opere che non rientrano nel loro cono di luce. Per poi osservare che sul piano culturale non esiste alcuna alternativa alla loro compagnia di giro. Ma il teatrino nel frattempo si è svuotato e loro continuano la recita sul palcoscenico abbagliati dalle luci sulla ribalta : in entrambi i giornali ma vieppiu' ne La Repubblica che rappresenta nel suo triste declino la parabola di una intera classe sociale che si sarebbe voluto costruire, la linea editariale nel suo complesso non è nemmeno premiante sul piano dei lettori e delle vendite, in
quanto rappresentante di quel sinistrismo settario che anche politicamente si traduce nell’era delle Schlein e nell’annuncio di essere sempre alla vigilia di una svolta autoritaria e un ritorno del nazifascismo.
NON E' SOLO UN DECLINO QUELLO DI LA REPUBBLICA, DELLA STAMPA , E IO CI METTEREI ANCHE ALTRE TESTATE , SOLO APPARAENTEMENTE PIU' PRESTIGIOSE IN QUANTO GRATIFICATE DA QUEL PO' DI TRADIZIONE CHE PERO' OGGI SI VORREBBE ABROGARE, TIPO IL CORRIERE DELLA SERA, IL RESTO DEL CARLINO, IL MESSAGGERO, E' UN DECLINO CHE CONTRADDISTINGUE UN PO' TUTTA LA STAMPA ITALIANA CHE SI E' IDENTIFICATA CON LA POLITICA DELLA SINISTRA E QUELLA CHE VIENE DEFINITA (con un termine di cui non voglio neppure stare a arzigogolare sul suo significato) CULTURA WOKE, e che grazie a personaggi come Trump, come Putin , come Orban, Fico Luckacensko e da noi, con ancora qualche riserva per via del suo ambiguo comportamento di solidarieta' a personaggi cialtroneschi come Zelensky e di mantenimento nella UE, Giorgia Meloni e anche Roberto Vannacci e Marco Rizzo, sperando che presto entrino nel Governo, ci aspettiamo venga messa in definitiva liquidazione

domenica 7 dicembre 2025

IL CAPOVOLGIMENTO DEL FUTURO ANTERIORE

il Wall Street Journal ha riportato un rapporto del governo Usa dove si afferma che "GLI STATI UNITI STANNO CAPOVOLGENDO LA STORIA, DIPINGENDO L'EUROPA, NON LA RUSSIA, COME IL CATTIVO DELLA LORO NUOVA POLITICA DI SICUREZZA E' la prima volta che gli USA stanno dalla parte della ragione e della giustizia....aveva timidamente cominciato John Kennedy nei primi anni sessanta, ma oggi Trump sta effettuando una Marcia Trionfale. Altro che premio Nobel
per lui, io proporrei di contare il tempo dal giorno della sua seconda vittoria (5 novembre 2024)...a suffragio del detto che contraddice l'imbecille di Marx che parlava di propedeuticita' tra dramma e farsa. D'altronde sono parecchie le seconde volte che sono state meglio della prima, possiamo anche chiamarle revisione, mi viene in mente così d'acchitto e come
precedente piu' che probante la seconda topica di Freud, (1921), cioe' quella che mise nel cassetto la teoria dela libido per sostituirla con quella della pulsione di morte come specifico dell'essenza non solo umana, ma della vita in genere. Un cambiamento epocale di prospettiva dovuto in quel caso ad un libello " al di la' del principio del piacere e che oggi invece nel campo della politica e della socialita' e' da addurre appunto ad un uomo, un solo uomo e al suo diverso modo di fare politica e di intendere la socialita' . Trump e' inutile che si cerchi di negarlo non sta sconvolgendo solo l'EUROPA evidenziandone le sue magagne e facendo emergere la pochezza di un progetto farlocco di unificazione, ma sta cambiando il corso della storia, la sua concezione di prassi e di strategia difatti non menziona più Cina e Russia come avversari strategici, dato il linguaggio più duro e severo è rivolto ai paesi europei, o meglio non tanto ai paesi europei nella loro entita' nazionale, quanto alla innaturale struttura sociale denominata UE. E' uscito un documento di 30 pagine dove la UE viene descritta come potenza imbelle e in declino, che nella sua pretestuosita' si e' fatta paladina degli interessi piu' retrivi del capitalismo bottegaio di stampo anglosassone e quindi si e' messa ad appoggiare politiche belliciste, reprimendo altresì .qualsiasi forma di vera democrazia con la messa a tacere di tutte quelle opposizioni che non appoggino le sue scelte (un esempio lampante di tale assunto lo abbiamo avuto giusto sul finire dello scorso anno con l'annullamento delle elezioni in Romania, uno dei suoi stati membri, dove si stava registrando una marchiana affermazione del candidato antieuropeista Calin Georgescu e non solo , ma anche ad una vera e propria persecuzione dello stesso candidato fino a escluderlo dal ripresentarsi alle elezioni, con futilissimi pretesti. Il rapporto riportato dal Wall Street Journal conclude che il continente europeo potrebbe diventare troppo debole per rimanere un 'alleato affidabile' degli Stati Uniti" e pone un ilteriore accento sulla minaccia di "estinzione" e di "cancellazione della civiltà" dovuta alle migrazioni di massa, che potrebbero rendere l'Europa "irriconoscibile" tra vent'anni, poiché alcuni stati membri della NATO saranno dominati da popolazioni "non europee".
Questo documento è stato un duro colpo per le capitali europee. I leader europei che lo leggono dovrebbero 'dare per scontato che le tradizionali relazioni transatlantiche siano morte'", ha affermato Katja Bego, ricercatrice senior presso il think tank londinese Chatham House*. Timothy Garton Ash, rinomato storico britannico, ha definito questo documento "la madre di tutti i campanelli d'allarme per l'Europa", si legge nella pubblicazione. Si nota inoltre che le dure critiche rivolte all'Europa contrastano con l'approccio nei confronti della Russia. La Russia non viene mai menzionata come una potenziale minaccia per gli interessi statunitensi. La sezione sull'Europa evidenzia anche i disaccordi sulla guerra in Ucraina, accusando i funzionari europei di nutrire 'aspettative irrealistiche' riguardo alla guerra. È importante sottolineare che gli Stati Uniti si posizionano più come arbitri tra Europa e Russia, piuttosto che come alleati dell'Europa che si oppongono alla Russia, come è stato il modello degli Stati Uniti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il documento chiede anche la fine della NATO come 'alleanza in continua espansione'", e si legge anche come una sorta di riassunto/speculare della posizione di Putin e del suo consulente storico/filosofico Aleksander DUGIN, di smetterla di inseguire velleita' irrealizzabili tipo la sconfitta della Ucraina (come dimenticare le affermazioni dell'allora capo del governo italiano "le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa" , ma piuttosto a riprendere la cooperazione con la Russia e cercare di perseguire la realizzazione di quel mondo multipolare che rappresenta il maggiore sforzo sia teorico (Dugin) che pratico (Putin e Trump) dei nostri tempi a venire nella ripresa delle tradizioni delle singole entita' socio/culturali delle nostre civilta' . Si ripropone quella istanza di modalita' temporale di un FUTURO ANTERIORE

giovedì 13 novembre 2025

TUTTO IL MALE DEL MONDO



Una domanda che storici, filosofi, psicologi, anche gente comune si sono chiesti  con insistenza, e che oggi stante la recente distopia di terrorismo sanitario su di un virus e una pandemia inventati  e il collasso che hanno fatto le idee di giustizia , verita' e' divenuta d'obbligo  e' : Chi o che cosa e' all'origine del male, tutto il male del mondo? -  Possibile e  risposta : la coscienza! e se fosse proprio lei  la responsabile del male del mondo.  la coscienza intesa come consapevolezza dell’uomo di essere in situazione  con il proprio ambiente, ovvero il contesto che lo impegna. Siamo in presenza di una analogia tra uomo e ambiente , giustappunto un analogo,  solo che invece di fare riferimento tra due significati, uno piu’ conosciuto, uno meno, come avviene normalmente nel procedimento linguistico per ampliare ed arricchire una lingua, fa riferimento a se stesso in analogia al contesto, quindi un “analogo io”  il che sostanzialmente puo’ essere detto in altri termini, come un qualcosa di origine metaforica quindi di derivazione strettamente  linguistica. Se ne deduce che senza linguaggio articolato e senza metafora di condensazione uomo-ambiente, non vi e’ malvagita’ intenzionale, ma solo meccanismi istintuali del tutto simili a quelli del mondo animale. Altro elemento di fondamentale importanza nella eziologia del male nel mondo e’ la possibilita’ di tale consapevolezza di interazione fra uomo e ambiente  che puo’ non solo essere raccontata a voce, ma puo’ essere tramandata in quanto fissata con la parola scritta: eh si! anche  la scrittura , puo’ essere ascritta come  co-archetipa del male nel mondo. Possiamo anche dire che la nascita della storia, possibile solo attraverso il meccanismo dell’analogo.io, cioe’ la coscienza, corrisponde in tutto e per tutto all’Esser-ci Heideggeriano (Desein) sul teatro del mondo  e di avere il potere di cambiare le regole del gioco  - diciamo  che i tentativi di tali cambiamenti  buoni o cattivi che siano , vengono registrati, dapprima in un linguaggio orale, che ha ancora larghi margini di variabilita’ in virtu’ del carattere volatile della parola, per poi essere fissato con la parola scritta in un qualcosa di molto piu’ definitivo (il famoso verba volant, scripta manent,  suscettibile di farsi secondo l’ancora piu’ famosa Ode di Orazio un vero e proprio monumento  “piu’ duraturo del bronzo” ovvero lo “Èxegì monumèntum àere perènnius ”. Comprensibile l’orgoglio del grande poeta che ha come la sensazione di aver raggiunta l’immortalita’ “Nòn omnìs moriar  mùltaque pàrs mei vìtabìt Libitìnam  ùsque ego pòstera crèscam làude recèns”, peccato pero ‘ che a parte le lodevoli ma poche manifestazioni di grandezza ascritte all’arte, in parte alla tecnica, molto a buoni sentimenti umani tipo l’amore, la lealta’, la giustizia, la liberta’  e parecchio anche a faccende di solito non contemplate dalla tradizionale narrazione storica tipo l’alimentazione, il buon cibo, il vino, la birra, il formaggio, la cioccolata, un piatto di bucatini alla amatriciana o una bouillabaisse.

Il racconto della coscienza e quindi di un po’ tutta la storia umana,  sia essenzialmente un racconto  di guerre, eccidi, massacri, violenze, brutalita’ sopraffazione tra popoli e intolleranza. Quasi tutti gli antichi storici hanno descritto questa prima manifestazione della coscienza come l’eta’ dell’argento  per porre netto il distinguo con la precedente eta’ dell’oro, di cui però non era dato di sapere alcunche’ e che difatti non era solo una eta’, ma una totalmente differente organizzazione, addirittura biologica con un differente funzionamento del cervello umano, quello che lo psichiatra Julian Jaynes ha denominato “mente bicamerale” e che non contemplando ne’ la coscienza umana ne’ tanto meno la scrittura, non aveva modo di essere raccontato, ne’ tantomeno storicizzato : gli dei erano indicati come i rappresentanti dell’eta’ dell’oro, ma questo solo a posteriori, non sapendo niente di tali dei  e solo in virtu’ di quella messa in situazione tra io e ambiente che la coscienza aveva potuto effettuare, ma solo con la scomparsa della precedente organizzazione neuronale, quindi facendo ricorso all’immaginazione e incedendo alla fantasia. Così era venuto naturale, cercando di riportare quell’ordine e quella definizione che non era possibile trovare nel precedente periodo,   scegliere un metallo,  meno nobile dell’oro, meno splendente, soggetto ad invecchiamento e annerimento come l’argento e che trovava corrispondenza in una specifica classe sociale, quella dei “guerrieri” ovvero  coloro che  si trovavano ad esercitare con l’impiego di armi e strumenti appositi proprio quella specificita’ che meglio si adattava a esercitare il dominio della nuova organizzazione mentale, la coscienza. Per millenni si sono succedute societa’ e singole persone distintisi nell’esercitare le precipue specificita’ della coscienza e cioè la violenza, la sopraffazione, la distruzione;  per millenni abbiamo avuto continue guerre, popoli in lotta tra di loro e spesso e volentieri in  lotta dentro di loro, guerre di conquista, di annessione, guerra civili, e tutto questo ben lungi dal darne un giudizio di riprovazione, ma anzi….si e’ conferito il titolo di “grande” a personaggi distintisi un tale abominio, i re Orientali della Persia, degli assiri , quindi anche per uno venuto dalla culla della ragione  e del sapere: il re di Macedonia Alessandro che ebbe come 
precettore il filosofo Aristotele e che nessuno ancora oggi nomina se non con quell’epiteto di “Magno” valutando cioe’ questa supposta grandezza solo in termini di battaglie e conquiste militari, e non prendendo in minima considerazione il fatto di trovarsi al cospetto di una persona fortemente disturbata, malato, irascibile, psicopatico, dedito a droghe, morto giovanissimo per i suoi eccessi. Procedendo nella storia della coscienza  si perviene a periodi sempre piu' oscuri e vili, dove l'argento cede ad un metallo ancora meno prezioso, il bronzo e i guerrieri cedono la supremazia  ai mercanti, laddove non diminuiscono le violenze e le sopraffazioni, ma si fanno solo meno evidenti, piu' mascherate, piu' ipocrite
e l'elemento che era gia emerso nella eta' precedente, ovvero il denaro si fa prioritario.  Il "vir" del periodo di massima dell'eta' dei guerrieri cede il posto all'homo oeconomicus dell'eta' dei mercanti o come dico io, dei "bottegai", di una societa' equiparata ad un mero esercizio commerciale di compravendita su di un unico valore di scambio,  con pochi padroni ed una pletora di garzoni come 
 vili  servitori.
 Uno schema addirittura piu' odioso di quello dei guerrieri, aggravato dallo sviluppo della tecnologia che abilmente perseguita e promossa dai padroni delle ferriere e diffusa dai loro garzoni, sopratutto con l'avvento della Rivoluzione industriale di meta' secolo XVIII, sostituisce progressivamente la specificita' umana con quella della macchina.  

sabato 1 novembre 2025

NON SOLO COPENAGHEN

 In genere e' invalso l'assioma di  considerare l'essenza della fisica quantistica nella Scuola di Copenaghen di Niels Bohr con la celeberrima "interpretazione" giustappunto di tutti i fenomeni quantistici , fondata sul Principio di Indeterminazione  di Werner Heisenberg, ovvero quell'altrettanto celeberrimo principio che sostiene che e' impossibile  determinare contemporaneamente  la posizione e la quantita' di moto  di una particella.  Lo stesso principio ci avverte anche che non è possibile misurare contemporaneamente e con estrema esattezza le proprietà che definiscono lo stato di una particella elementare. Se ad esempio potessimo determinare con precisione assoluta la posizione, ci troveremmo ad avere massima incertezza sulla sua velocità.

Questo concetto si può esemplificare pensando a come, in linea di principio, si potrebbe misurare la posizione di una particella così piccola da sfuggire dall'osservazione ad occhio nudo. Utilizzando un microscopio, sempre più potente, si può pensare di individuarne la posizione con sempre maggiore precisione. Tuttavia, così facendo, noi dobbiamo illuminare la particella con un fascio di luce, ad esempio, e, così facendo, dato che la luce porta energia ed impulso, la nostra particella riceverebbe una piccola spinta che cambierebbe il suo stato di moto. E più si illumina la particella con potenti microscopi, più le si da energia, più si cambia il suo momento, cioè la sua velocità, e meno possiamo determinare la sua velocità di partenza. In altre parole le due misure, della posizione e dell' impulso (massa moltiplicata per la velocità) comportano un'indeterminazione complessiva. Il principio di indeterminazione da un punto di vista concettuale significa che l'osservatore, cioè lo scienziato che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore, ma che il suo intervento, nel misurare le cose, produce degli effetti non calcolabili, e dunque un'indeterminazione che non si può eliminare. S
e indichiamo con ∆x e con ∆p rispettivamente le indeterminazioni nella posizione e nella quantità di moto di un corpo materiale, Heisenberg, partendo dallo studio della natura ondulatoria di tutte le particelle, arrivò alla conclusione seguente: ∆x * ∆p ≈ h/2π , dove h è la costante di Planck e ha un valore fisso. In parole semplici, più è piccolo il ∆x (cioè più la misura di x, o posizione, è accurata), tanto più il ∆p è grande (cioè la misura della quantità di moto è imprecisa). Questo principio vale per tutti i corpi, sia macroscopici sia microscopici, però per gli oggetti che ci circondano (macroscopici) ha delle conseguenze pratiche quasi inesistenti, perché la costante di Planck è molto piccola e le indeterminazioni ∆x e ∆p sono trascurabili rispetto agli errori di misura, comunque sempre presenti. Esiste anche una seconda formulazione del principio di indeterminazione di Heisenberg; in questo caso parliamo di indeterminazione sul tempo e sulla misura dell’energia: ∆t * ∆E ≈ h/2π. Questo vuol dire che se su un sistema si esegue una misura di energia, la precisione con la quale è possibile fornire il risultato è determinata dalla durata della misurazione: più la misura è breve e più impreciso sarà il valore trovato dell’energia. Al contrario, se si vuole conoscere quello che succede in un intervallo di tempo molto piccolo, il comportamento quantistico dei sistemi impone che si debbano utilizzare energie elevate. Siamo quindi in grado di affrontare la funzione d'onda In un’onda elettromagnetica difatti vibrano il campo elettrico e il campo magnetico. Cosa vibra in un’onda di materia? La fisica quantistica dice che quello che vibra in un’onda di materia è una grandezza che non può avere un’interpretazione classica, ed è chiamata con il termine ampiezza di probabilità o funzione d’onda. Introducendo l’ampiezza di probabilità la fisica quantistica da' quindi il senso della Interpretazione di Copenaghen e quindi spiega il principio di indeterminazione di Heisenberg. L’indeterminazione sulla posizione della particella (∆x) è di solito diversa da zero, cioè non si sa dove si trova la particella all’interno di una regione di spazio che ha le dimensioni di ∆x. È quindi necessario ritenere che la particella sia diffusa in questa zona di spazio. Ci si trova quindi di fronte a una nuova forma di descrizione dei fenomeni meccanici. Con le leggi della meccanica si può calcolare esattamente la posizione occupata dal corpo in ogni momento, purchè si conoscano posizione e velocità iniziali del corpo, massa e forze che agiscono su di esso. In fisica quantistica questo non è possibile, perché possiamo solo calcolare l’ampiezza di probabilità e quindi la probabilità che il corpuscolo si trovi ad un certo istante in una certa posizione.  Il punto e' che il Principio di indeterminazione  non si limita alla coppia "posizione-velocita" , ma si applica a tutte le coppie di grandezze  complementari osservabili, come ad esempio "tempo-energia": possiamo dire che su tutto si applica  la regola della probabilita' che fa  il paio con la casualità, ovvero la stragrande maggioranza delle cose  non possono essere osservate  o conosciute con precisione. E' la cosidetta visione ortodossa della Fisica Quantistica e  perlomeno dal 1927 quando il principio fu enunciato, rappresenta il grosso di tutta la comunita' scientifica internazionale. Il grosso, ma non tutto, ci sono difatti stati alcuni fisici di portata davvero immensa che dell'interpretazione di Copenaghen non ne hanno mai tenuto conto, ed in primis il piu' famoso di tutti Albert Einstein, cui fa immediatamente seguito uno dei piu' geniali, quasi altrettanto famoso, sopratutto per il suo famoso "gatto" sto parlando di Erwin Schrodinger;  anche De Broglie, Plank, Von Laue, Dirac  e in parte Pauli   e persino Feynman, che sono andati sostenendo altri filoni. A cominciare col disaccordo fu proprio Einstein  che in quello stesso anno della "interpretazione" il 1927,  gridò a Bohr la famosa frase "Dio non gioca a dadi  con l'universo" per esprimere il suo disaccordo con quel concetto di casualita' cui si basava appunto il principio di indeterminazione e quindi la Interpretazione di Copenaghen;  per lui era difatti inaccettabile  che le leggi di natura avessero a che fare con il caso , e Schrodinger rincarava la dose ritenendo che la probabilita'  fosse solo una sorta di stratagemma della scienza per non ammettere la propria ignoranza  e assoluta disconoscenza dei fenomeni naturali. Comunque sia, Einstein assieme ad altri due fisici Boris Podolsky e Nathan Rosen  escogito' un esperimento  proprio per dimostrare l'incompletezza  della interpretazione di Copenaghen che prese il nome di "paradosso EPR" dalle  rispettive iniziali dei  cognomi dei tre fisici, e divenne noto come "entanglement" quantistico .
Tale paradosso innanzi tutto viola il principio di localita'  per cui due oggetti distanti fra loro non possono  avere alcuna influenza reciproca . L'entaglement non fece altro che dare ulteriore forza  alla equazione d'onda che Schrodinger aveva elaborato nel 1925/26  e che poteva appunto applicarsi  alla evoluzione temporale  dello stato di qualsiasi  sistema, sia esso una particella, un flusso,  un'onda, un atomo, un elettrone, una molecola. 
L'equazione d'onda cui diede il simbolo della lettera  greca  ψ per la cui elaborazione Schrodinger  era partito dall'ipotesi dell'onda di materia di un altro grande fisico Louis De Broglie,  era una equazione differenziale  alle derivate parziali, lineare, complessa e non relativistica che aveva giustappunto come incognita la funzione d'onda, e che aveva il proposito di abbandonare ogni tentativo di misurazione degli elettroni con le leggi della
meccanica classica e adottare una interpretazione probabilista  tramite la fisica quantistica-, calcolando le onde di probabilita', ovvero le orbite intorno al nucleo ove l'elettrone si trova ad orbitare con maggiore probabilita' 
L'insieme di queste onde di probabilità individua una regione dello spazio  atomico, detta orbitale atomico, nella quale “probabilmente” si muovono gli elettroni. c'e' da dire che con l'entanglement e la equazione di Schrodinger sussiste la concreta possibilita' di porre fine alla concezione ottocentesca di certezza in fisica . Difatti con essa non e' piu' possibile  conoscere esattamente  l'orbita delle particelle, ma solo immaginare in quali regioni dello spazio atomico potrebbe trovarsi . Un ragionamento che sara' ripreso da Feynman nel 1948 col suo "integrale sui cammini"  e ancora da altri grandi fisici come Hakwing e Pensrose

L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO

  Trovo sul serio che tra simbolismo  dell'inconscio  e simmetria della fisica quantistica  ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...