lunedì 31 agosto 2026

UN'ALTRA ECONOMIA NAZIONALE

 E' storicamente accertato  che la terrificante speculazione finanziaria sul marco che aveva provocato nell'immediato primo dopoguerra,  il collasso dell'economia tedesca, con un grado di inflazione monetaria che mai prima di allora aveva avuto riscontro nella storia delle nazioni, aveva una matrice ebraica – abbiamo tutti presente l’immagine di persone che per acquistare un filone di pane erano costretti a trascinare  carriole ricolme di marchi - Le finanze dello Stato in quella meta’ degli anni venti  si erano azzerate  e enormi quantita’ di immobili e di terreni erano state acquistate da banche e speculatori, di cui buona parte, come sopra accennato, ebrei: e' proprio da tale assunto che  si puo' esperire  un barlume di giustificazione per la sordida rabbia della popolazione tedesca  per  l'etnia ebraica  che non vuole essere una giustificazione della persecuzione generalizzata avviata contro di essa negli anni successivi alla presa del potere del Nazional Socialismo, ma semmai  fare un distinguo tra massa e potere e grado di facinoroso indottrinamento quando vengono toccati elementi di vitale importanza come cibo, sussistenza e anche salute. Comunque sia, c'e' da rilevare come le condizioni  della popolazione tedesca per tutti gli anni venti e anche l’inizio dei trenta fosse davvero tragica :  la gente moriva di fame, conduceva una esistenza misarabile ne’ poteva contare su aiuti di nessun genere da parte dello Stato in quanto  la distruzione della sua moneta nazionale  aveva spazzato via tutti i risparmi e anche provocato il collasso  della piccola e media impresa, si da non consentire nessuna azione di rimedio.  Come dice un autore un po' fuori schema, Daniele Proietti nellibro Nazione Sovrana  “La Germania in uno scenario del genere era annichilita  e non poteva far altro che soccombere al debito e alla speculazione internazionali". Uno dei punti fondamentali del programma di ristrutturazione economica messa in atto dal partito Nazional socialista fu proprio quello di riacquistare il controllo sulla creazione della moneta,    opponendosi quindi al cartello  delle banche internazionali e iniziando a stampare moneta propria. Ci si chiede spesso "viene prima l'uovo o la gallina? " così parimenti dalla lettura di tale libro e anche da una riesamina spassionata della storia, non oberata da pregiudizi viene da chiedersi se alla reazione  della popolazione e al programma indubbiamente forte del nuovo Partito, non sia anche da valutare  l'entita' della furibonda reazione del sistema finanziario internazionale  a tale programma della Germania Nazionasocialista? Si spiegherebbero cosi tutta la serie di comportamenti anche estremi  veicolati alla popolazione tedesca da parte del nuovo partito della popolazione germania e un odio indirizzato sopratutto agli ebrei, ma anche l'assioma che non fu tanto la germania a dichiarare guerra alla comunita’ finanziaria internazionale quanto il contrario, ovvero il sistema speculativo finanziario  fortemente rappresentato dall’Inghilterra, vieppiu’ dagli USA e  con larga rappresentanza ebraica.

Fu questo tipo  diffuso di potere  che fin dall’avvento di Hitler nel marzo 1933 e specie dopo la ratifica sui pieni poteri nell’autunno dello stesso anno, dichiaro’ guerra alla germania, una guerra ancora non armata ma  che si succedette senza esclusione di colpi fino a quel giugno 1939 quando usci’ la legge che nazionalizzava la Banca di emissione 
Germanica ratificando così a beneficio dello Stato la proprietà della moneta.  Era dalla fine del XVII secolo, quando in Europa si era imposto il “signoraggio” ovvero una proprietà congiunta di  enti non statali sulla moneta, che non si verificava un evento simile, e questo,  su opinione di parecchi storici non asserviti al diktat dominante dei Paesi vincitori,  fu il vero motivo dello scoppio della seconda guerra mondiale, il momento preciso in cui l’alta finanza internazion
ale a dominanza anglosassone cui presto si sarebbe aggiunto il colosso statunitense con quelle famose rilevanti frange ebraiche, decise che non avrebbe piu’ tollerato le provocazione naziste, come era successo con l’Anchuluss con l’Austria  e con i Sudeti  nel 1938 e con l’invasione della Cecoslovacchia nel marzo 1939, che tutto sommato non avevano mai rappresentato questo grande  ostacolo ad una politica di compromesso. Lo stesso non avvenne con l’invasione della Polonia, ma il fatto nuovo era non questa nuova provocazione  che in se’ non si discostava granche’ dalla politica espansionista germanica che tendeva a riprendersi quella territorialità che aveva prima della guerra, ma proprio la promulgazione della legge sulla nazionalizzazione della moneta da parte della Banca Centrale del Reich. Il punto e’ che Hitler aveva cominciato la sua rivoluzione economica piuttosto canonicamente con un vasto programma di lavori pubblici,  in osservanza alla teoria di John Maynard Keynes, un economista inglese  e in forte similarità’ con il cosidetto “New Deal” di Franklin Delano Roosveelt  per riparare alla grande crisi del 1929, e anche con l’operativita’ delle Partecipazioni Statali del regime fascista che avevano portato alla formazione dell’IRI (Istituto Ricostruzione Industriale) sotto la guida e direzione di Alberto Beneduce, ma la novita’ della prassi nazionalsocialista e’ che  ne aveva  indicato il costo in un miliardo  di marchi non inflazionati chiamati “certificati lavorativi del Tesoro” stampati dal Governo che non avevano riferimento nel  sistema aureo della finanza internazionale, bensì in beni tangibili. Hitler stesso aveva sancito l’assioma “per ogni  marco  stampato noi richiediamo  l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di bene prodotto” in verita' Hitler si era
avvalso delle  teorie economiche  di Hyalmar Schacht  un profondo studioso dei meccanismi economici gia' Presidente dal 1924 al 1930  della Reichsbank, seguace sia delle teorie di Keynes che delle prassi del New deal Roosveltiano e dell'IRI di Beneduce,  che era da lui stato nominato Ministro dell'economia  il quale era fermamente convinto che compito della Banca di emissione fosse  quello di mettere a disposizione tanto denaro  quanto fosse sufficiente allo scambio dei beni. Per questa ragione egli sosteneva  tutte le leggi che regolano le banche di emissione hanno introdotto la cambiale a pagamento delle merci quale elemento fondamentale della loro politica. La cambiale-merci attesta la vendita e lo scambio di una merce,  pertanto, Schacht riteneva che la concessione di crediti da parte della banca di emissione contro cambiali merci non comportasse alcun pericolo d’inflazione e difatti le voci attive della Reichsbank consistevano principalmente in cambiali a pagamento merci. I fornitori dello Stato, dunque, iniziarono a emettere ordini di pagamento (tratte) che venivano accettati dalla società MEFO che pagava con «cambiali-MEFO». era questa una vera e propria  moneta fiscale, ovvero intendendosi per essa l'uso di debiti del governo come mezzo di pagamento  tra privati, di cui appunto la   spicca l’impiego delle obbligazioni della Metallurgische Forschungsgesellschaft, le cosiddette  MeFo,  ideate appunto da Schacht e adottate  da parte del governo tedesco nel 1934.  Trattandosi di forniture di merci, le cambiali MEFO erano effetti commerciali cui prestavano triplice garanzia i fornitori, la società MEFO e lo Stato, giustificando così il loro sconto presso la Reichsbank. I funzionari della società MEFO controllavano che tutte le cambiali fossero state emesse solamente per forniture di merci e non per altri motivi: a ogni cambiale MEFO era legato uno scambio di merci proprio per compensare la circolazione monetaria con quella di beni. Le cambiali, che normalmente erano a tre mesi, ricevevano dalla Reichsbank il permesso di rinnovo fino a 19 volte per un periodo complessivo di 5 anni. Ciò era necessario perché la ricostruzione economica avrebbe richiesto un certo numero di anni. Con queste promesse di pagamento spendibili come il denaro ma unicamente entro i confini nazionali, gli imprenditori pagavano i fornitori. In teoria, questi ultimi potevano scontarle presso la Reichsbank in ogni momento e per qualsiasi importo a un interesse del 4% il che rendeva le cambiali MEFO non solo una «quasi moneta corrente» ma anche un denaro fruttifero che poteva essere ritenuto da banche, casse di risparmio e aziende. Non vi è dubbio che se gli effetti MEFO fossero stati presentati all’incasso massicciamente e rapidamente, oltre al rischio di inflazione, sarebbe diventato evidente ai paesi stranieri che la Germania stava incrementando le emissioni di moneta accrescendo i sospetti che la finalità fosse anche il riarmo. Ciò però non avvenne nel Terzo Reich poiché gli industriali tedeschi si servirono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro: fino al 1938, in media, la metà degli effetti MEFO fu sempre assorbita dal mercato senza passare all’incasso presso la Reichsbank. Così queste obbligazioni diventarono una vera moneta a circolazione fiduciaria per le imprese che si protrasse per 4 anni, raggiungendo nel 1938 l’importo complessivo di 12 miliardi di marchi, con una media annuale di erogazioni pari a circa 3 miliardi l’anno.
Questa fu la mossa determinante che fece ritornare sotto il controllo politico la sovranità monetaria della Germania. Si realizzò in tal modo un mutamento fondamentale della strategia economica nazionale che permise allo Stato di riprendere in mano le leve del finanziamento dello sviluppo sostituendo la sua autorità a quella del mercato. Un esempio da manuale di come una politica di sostegno alla domanda finanziata da un’espansione monetaria non convenzionale abbia permesso all’economia di uscire dalla depressione e di conseguire la piena occupazione. La nuova moneta emessa dal Governo non produsse affatto l’inflazione prevista dalla teoria classica poiché offerta e domanda crebbero di pari passo lasciando i prezzi inalterati. Attraverso questo metodo in soli due anni, la piaga della disoccupazione  venne risolta e il Paese comincio’ vertiginosamente a risalire la china . Un altro metodo di grande efficacia del programma 
nazionalsocialista , fu la tecnica del baratto  adottata negli scambi commerciali coi  paesi esteri, ovvero niente intermediari, nessun passaggio di denaro, ma solo scambio di materie prime, ovvero offrire agli altri quello che si aveva in gran quantita’ e ricevere quello di cui si abbisognava in sostanza il meccanismo di stimolo in ispecie nel settore manifatturiero  funzionava davvero comne un baratto di merci tangibili senza  utilizzo di denaro e evitando al masimo grado qualsiasi forma di intermediazione finanziaria e fuoriuscita di capitali;  si puo' dire quindi che questo sistema  di scambio diretto che come abbiamo fatto cenno ricalcava l
'antico baratto delle comunita' primordiali  era una sorta di scoperta dell'acqua calda che aveva il vantaggio   di non creare alcun debito o deficit commerciale e riusciva quindi in maniera veloce ad  assicurare  benefici e prosperita'. Così in pochissimio anni la Germania nazionalsocialista riusci' a realizzare un programma di sviluppo  che non solo assicuro' l'uscita dalla crisi economica che aveva afflitto il Paese dalla fine della 
guerra, ma riusci' altresì a far decollare uno sviluppo inusitato praticamente in tutti gli scibili di pertinenza ella Nazione e non solo, ma in un periodo brevissimo, poco piu' di un decennio  dal 1944 al 1945, considerando anche l'emergenza dei tempi di guerra, sviluppare una scienza e una cultura,  alternativa a quella affermatesi nell'Europa e negli USA  in oltre due secoli, pervenendo altresì a risultati se non superiori perlomeno  equivalenti a quelli in cui la mobilitazione di tutti i cervelli delle potenze avversarie  erano arrivati ad esempio nella produzione dell'arma atomica previ gli studi sulla scissione dell'energia dell'atomo . E' difatti cosa certa che se non ci fosse stata la distruzione  dei depositi di acqua pesante in Norvegia  da parte di un commando di nativi norvegesi ma addestrati dal comando britannico (i celeberrimi eroi di Telemark) la germania sarebbe arrivata per vie del tutto diverse prima degli Alleati alla bomba atomica (le famose armi segrete di  Hitler di cui anche da noi in Italia nella repubblica Sociale si favoleggiava  che sarebbero arrivate per la primavera, laddove si cantava appunto "a primavera s'apre la partita e i continenti faranno fiamme e fior....) e di certo la storia avrebbe avuto una tutt'altra narrazione 

BOIATE NEI SECOLI E PASTICCI NON IN PARADISO

 

A cominciare, manco a dirlo e' stato Hegel, ovvero quello che a mio parere e' il piu' grosso cialtrone del pensiero occcidentale.                 A cominciare cosa ? Semplice tutte quelle teorie tra il profetico e l'apocalittico che sulla base di enormi forzature logiche e anche metodologiche hanno sempre cercato di individuare  una fine della storia, dello spirito, di non si sa quale preciso periodo; la stessa dialettica di Hegel, la sua cosidetta fenomenologia e' una tiritera di questa tendenza che tende appunto a catalogare, contrapporre ed infine concludere un qualcosa che invece non solo non ha fine, ma neppure ha un inizio facilmente riconoscibile. Quando finisce veramente l'Impero Romano ? il 476 e' quanto mai impreciso e fumoso, così tutti gli altri eventi che abbiamo finito per chiamare storia, il Medioevo, il Rinascimento, davvero possiamo datarli con precisione, sia come inizio che come fine  e  la rivoluzione francese comincia davvero con quella farsa della presa della Bastiglia, e le strepitose vittorie di Napoleone in Italia non erano belle che gonfiate a bella posta dal Direttorio?  L’ultimo  della lista e' Francis Fukayama, che  individuando nella caduta del comunismo a Berlino, a Praga, a Bucarest  e poi nel crollo dell’intera URSS (1991),  ci ha visto  proprio come Hegel,  una ennesima fine della storia.  In verita'  tali  poco profetiche  visioni  hanno  sempre  un  po' il contrappasso del Vincent Price di l''ultimo uomo sulla terra" eccezionale e senza dubbio la migliore trasposizione del  romanzo di Matheson I am legend, che appunto riproponendo il rituale de l'ultimo, enfatizza sempre la differenza .

Tutte queste morti annunciate hanno sempre come epilogo qualcuno che si ripresenta come fantasma, appunto giocando sui diversi significanti della parola “spirito” così ad esempio  Alain Badiou che ha tentato di riproporre l’ipotesi comunista  come cornice di riferimento per  analizzare e forse superare  la crisi dei tempi attuali. Diciamo che Badiou fa parte di quei pochi Marxisti che sono riusciti a trascendere il mio disprezzo per tale pensiero, ma non la mia perplessita’ per la sinistra in generale che  
visto in occasione delle recenti farse sanitarie , si e’ fatta serva dei
piu’ marchiani interessi consumistici di turbo capitalismo e del più esasperato neo liberismo. Badiou si rifa’ ad Althusser e a Lacan e questo compensa  alquanto il suo dogmatismo, ma rimane sempre un marxista e le sue ipotesi di lettura della crisi odierna in  chiave della sua non sconfessata ideologia, non solo non convincono, ma sostanzialmente risultano velleitarie. Un altro discorso va fatto per un altro pensatore di estrazione marxista Slavoj Zizek , di cui proprio in questi giorni ho tra le mani un suo libro  “PROBLEMI IN PARADISO“ con sottotitolo  “il comunismo dopo la fine della storia"  che mi ha particolarmente intrigato per il suo tentativo di far riferimento da una parte a Lacan come Badiou, ma dall’altra al mezzo cinematografico inteso in senso scopico e didascalico/popolare trattando un immaginario che ricambia lo sguardo del reale solleticando un simbolico che non mostra la sua provenienza e neppure il supporto su cui tale sguardo si posa. Una chiara interpretazione psicoanalitica dunque che fa piazza pulita di tutti quei tentativi di seppellire storia, specifici e anche ideologie da Hegel a Fukayama,  che invece ribadiscono ad ogni angolo la loro perfetta vitalita’ e attendono solo di essere ancora una volta comprese, un po’ a mo’ del famoso integrale sui cammini di Feynman di cui vi e’ sempre un percorso alternativo per intenderne la rappresentazione di una certa sfaccettatura della realta’. Con Feyman siamo in presenza di particelle, flussi, onde, recentemente anche stringhe e superstringhe operanti in supersimmetrie - con Zizek mi e’ sembrato di ripercorrere  un tentativo di senso,  servendoci anche  dei mezzi di rappresentazione  di anche una mirata produzione cinematografica che  
ci mostrano come non solo l'ideologia non è morta, ma è possibile comprendere e spiegare complessi fenomeni sociali, come la crisi di valori e di senso attuali, partendo 
da quella che potrebbe essere intesa come evasione o forse per

dirla,  facendo il verso al binomio Freud/Lacan,  come “svista”  Nel libro citato poi Zizek si serve, gia’ a partire dal titolo “ Problemi  in paradiso” di quello che e’ probabilmente il regista piu’ idoneo a rivestire il ruolo dell’integrale sui cammini di una diversa rappresentazione della realta’ che e’ arrivata a circondarci  in questo secondo decennio del terzo millennio : Ernst Lubitsch. Ecco l’incipit introduttivo del filosofo in relazione al confronto con il famoso film di Lubitsch del 1932 “Trouble in paradise” “ il film e’ la storia  di una coppia di ladri Gaston e Lily che ruba solo ai ricchi . La loro storia si complica quando Gaston si innamora di una delle sue vittime Mariette e qui cominciano “il problema = Trouble” , come indicato dal titolo che magari noi italiani non afferriamo subito per quell’inveterato viziaccio di cambiare i titoli originali, stravolgendone spesso il significato, anzi il significante , difatti in Italia il film arrivo’ col titolo “Mancia competente “  Nelle immagini di testa e’ difatti gia’ contenuto il senso del film : prima appaiono le parole “trouble in” = problemi in”  con sotto un letto e solo dopo la intera sequenza con anche la parola “paradise”  allora ecco che e’ subito chiaro che il paradiso in questione  ha a che fare con il sesso come sottolinea la canzoncina che fa da colonna sonora ai titoli : “that’s paradise/while arms entwine and lips are kissing/but if there’s somethings missing/that signifies/trouble in  paradise = questo e’ il paradiso/quando braccia  si intrecciano e labbra si baciano/ma se manca qualcosa/allora sono/problemi in paradiso “.
Quindi per dirla tutta, i problemi in paradiso sono problemi di sesso e uno come Zizek che e’ un cultore di Lacan non poteva che intenderlo come parafraso della celeberrima massima  lacaniana  “Il n’ya pas de rapport sexuel”
  non esiste alcun rapporto sessuale – il che nell’universo Zizekiano si traduce nell’attenersi al Reale  che e’ quello minaccioso e di Lacan  aggirando l’ordine speculare dell’immaginario e sfuggire il significante del Simbolico. Tuttavia questa passione condivisa dalla pornografia e dalla scienza è destinata a infrangersi contro l’irrappresentabilità del Reale stesso: più siamo convinti di approssimarci a questo nucleo incandescente, più esso ci sfugge. Žižek in questo senso è categorico: «Che cosa separa noi umani dal “reale Reale” cui la scienza mira, che cosa ce lo rende inaccessibile? Non è la ragnatela dell’Immaginario (illusioni, false percezioni) che deforma quel che percepiamo, né il “muro del linguaggio”, ossia la rete simbolica attraverso la quale ci rapportiamo alla realtà, bensì un altro Reale. Questo Reale è, per Lacan, il Reale inscritto nel nucleo stesso della sessualità umana: “Non c‘è rapporto sessuale”.
La sessualità umana è segnata da un irriducibile fallimento; la differenza sessuale è infatti la rivalità fra i due punti di vista sessuali, che non condividono un denominatore comune. Il godimento può essere dunque ottenuto solo sullo sfondo di una perdita fondamentale»
  che Lubitsch aveva intuito nel suo film essere quella della comprensione nel rapporto di entrambi le donne. La incompiutezza del comprendere tutti e tre  conferisce un tocco malinconico al film , dove nel finale campeggia  l’immagine di un letto vuoto  che richiama e conclude giustappunto nella malinconia del mancato appagamento, l’immagine dei titoli di testa   Vedere ciò che non deve essere visto non coincide con ciò che non può essere scorto se non in negativo, insomma. Sono esattamente le lacune dell’Immaginario e del Simbolico a tradire l’insistenza del Reale, sono i vuoti delle formazioni immaginarie e delle costruzioni simboliche a suggerire, nella loro irrimediabile lacunosità, la sua inafferrabile eccedenza, e per far questo ben venga la rappresentazione filmica che si inserisce come discorso mancato nell’ottica di una futura diversa comprensione, non solo attraverso l’analisi d capolavori, ma anche nella produzione meno raffinata e persino di film hard come dimostra l’esemplificazione di un recente tentativo di un porno divo e regista Raphael Siboni  che ha scelto giusto il titolo dell’aforisma lacaniano «Il n’y a pas de rapport sexuel» per evidenziare la mancanza del reale che il rapporto sessuale non esiste, è reso impossibile dal godimento dell’organo che
impedisce la fusione dei corpi, che trasforma l’atto sessuale in una sorta di masturbazione in presenza del partner. 
: «Per quanti rapporti sessuali io possa avere, nessun rapporto sessuale mi permetterà mai “di fare e di essere Uno con l’Altro”. Esiste una obiezione irriducibile all’integrazione reciproca del corpo dell’Uno nel corpo dell’Altro. È come e’ noto  la tesi centrale del Seminario XX giustappunto il rapporto sessuale non esiste. Manipolando il meno possibile il materiale di partenza Siboni trasferisce l’aforisma lacaniano nel genere che, apparentemente, si presta meno a convalidarne l’autenticità.
A giocare un ruolo decisivo è proprio l’avverbio “apparentemente”, poiché, concatenando blocchi di sequenze con stacchi ridotti al minimo, Siboni  ottiene un doppio, antitetico risultato: parlare direttamente della pornografia contemporanea, articolata per categorie repertoriate con parole chiave per facilitare la ricerca sul web, e mostrare indirettamente l’irriducibile distanza dall’oggetto rappresentato di questi frammenti meta-cinematografici archiviati in privato, dal momento che mostra il film nel suo farsi, dal momento che filma il film, intrattiene necessariamente una distanza col suo oggetto. Nel caso delle riprese questa materia siamo ancor piu’  nell’ambiguo, poiché è al tempo stesso un archivio personale e un prodotto commerciale destinato allo sfruttamento commerciale sotto forma di “falsa diretta”» Proprio quello che oggi si e’ ridotto il mondo nell’alludere a valori che forse non ci sono mai stati come la lealta’, l’onore, la tradizione, una forma addirittura di sacro, presentando solo il vuoto di una
mancanza nella forma di una vacua rappresentazione, che si colora di parole oramai sempre piu’ vuote ….ecco il perche’ il pasticcio in paradiso che puo’ essere benissimo inteso come l’impasse attuale dove c’e’ chi parla di morte di storia e altri specifici (Hegel, Fukayama), chi di Kali yuga, o eta’ dei servi (Esiodo e antiche culture), chi invoca un nominalismo senzariscontro come la sinistra e le varie aporie tipo Societa’ Aperta di Popper e tentaivo di messa in pratica del suo allievo George Soros, chi pero’ anche di ripresa, di recupero, magari con nuove formule di organizzazione sociale la teoria del mondo multipolare di Duginl’euroasiatismo, chi ha parlato di cavalcare la tigre come sosteneva  Evola, per  recuperare una tradizione anche senza averla mai avuta, contando sul fatto che tanto sono solo giochi di parte  nei vari registri 
indicati da Lacan ; Immaginario e Simbolico per ovviare ad un Reale che e’ sempre mancanza

martedì 11 agosto 2026

INTEGRALI E CAMMINI IMMAGINARI

 

Se dovessimo seguire i percorsi suggeriti da Feynman nel suo "integrale sui cammini"  e ci mettessimo ad usare i numeri immaginari , cioe' le proiezioni di negativi ("i") puo' darsi che  una volta ci troveremmo a   percorrere  il tragitto fino alla galassia di Andromaca, mentre nell'altra  non  supereremo il tavolino del secretaire dove sta il computer; così faremo sia passi avanti, sia indietro, magari  fino alla Mitica età dell’oro, per la quale  potremmo  agevolmente servirci di una ipotesi di teoria quale quella di Julian Jaynes della mente bicamerale, detta anche “la mente degli dei” come precedente assai lungo e indistinto (probabilmente svariate decine di migliaia di anni),  della coscienza umana ascrivibile al linguaggio, e quindi identificata tout court con la storia conosciuta (con una certa larghezza facciamo gli ultimi tremila anni ) Detta così sembra un’affermazione un  po’ pretestuosa, per cui mi rendo conto che prima dovrei fare un lungo inciso giustappunto sui punti salienti di tale teoria, ed è quanto conto di fare su questo sequel di articoli su tutti i miei  blog che si dipartono dal confronto e particolare ri-assunzione del saggio di Evola “Rivolta contro il mondo moderno”  e quello similare di Guenon "la crisi del mondo moderno" Tra gli oramai parecchi riconosciuti vantaggi secondari (che poi tanto secondari non sono) di questa attuale contingenza distopica, che tra virus e pandemia inventati, terrorismo mediatico, creduloneria e pecoronismo delle masse, disgustosi interessi particolaristici di lobbies farmaceutiche e ipertecnologiche, sembra aver sospeso del tutto il normale raziocinio umano e affossato l’intelligenza ed anche le altre più nobili peculiarità umane tipo la dignità, la cultura, la fratellanza, la ricerca della verità, ed infine la stessa la libertà,  vi sono tutta una serie  giustappunto di ri-assunzioni che riguardano aspetti di questa nuova modalità di esistenza, sui quali occorre far leva se si vuole controbattere a questa terribile offensiva del…. “male” - lo ammetto un tempo non avrei neppure per ischerzo usato un termine  simile, per non passare da invasato complottista, quasi un affiliato  del Dottor No della Spectre dei romanzi di Jan Fleming con  protagonista e irriducibile nemico  il mitico James Bond agente 007, ma oggi, oggi l’ho detto:  siamo tutti stati costretti ad una profonda revisione del nostro “sapere” ed anche del nostro operare, che ci ha anche costretti a prendere atto che il mondo così come l’abbiamo conosciuto e come oggi ci si è drammaticamente rivelato, non è affatto quel mondo tutto sommato “giusto e razionale” che uno dei peggiori filosofi della storia ci aveva lasciato intendere; lo si sarà capito , intendo quel falsissimo e risibile “ciò che reale è razionale e cio’ che è razionale è reale” di Hegel, che, per così dire, ha fatto da battistrada a tutte le menzogne di questi ultimi duecentocinquanta anni. Non è assolutamente vero che il merito, la giustizia, l’onore, la lealtà e anche l’intelligenza, il raziocinio sono stati protagonisti della storia del mondo, anzi è vero il netto contrario: incompetenza, cialtroneria, menzogne, falsi a ripetizione, corruttela e collusione sono stati loro gli assoluti protagonisti della storia e non è un caso che sempre quel sedicente filosofo, Hegel si compiaceva di aver ravvisato l’incarnazione dello spirito della storia in Napoleone Bonaparte uno dei più marchiani rappresentanti di tale cialtroneria,   nonché  totalmente asservito ai dettami di un copione di parte, fatto di compromessi specie ai primordi dell’apparire sulla scena del mondo di tale ndividuo, costantemente monitorizzato e pilotato, previ controlli  e indicazioni dell’apparato politico che lo proteggeva (Il Direttorio post

l'incontro Hegel Napoleone dopo Jena
Terrore diretto da Barras - l ’uomo che aveva  appunto eliminato Robespierre) ed anche provvidenziali aiuti dei sottoposti, ma molto più esperti Generali che gli avevano in gergo “parato il culo” nei suoi disastrosi interventi militari a Cairo Montenotte, a Ceva,  sul Mincio, persino al Ponte di Lodi e ad Arcole (vedi in tal senso i miei numerosi articoli sul blog capotesta di questo set di articoli Lenardullier.blogspot.com.  sulla campagna d’Italia del 1796/97 titolati “Recitare una parte” ) La rilettura di tali testi  testi molto ostracizzati dalla cultura ufficiale e quel continuo integrare ulteriori conoscenze recuperati appunto con quell’integrale sui cammini di Feynman, ha sfrondato anche il riferimento temporale dei 250 anni a questa parte, identificandolo grosso modo con la Rivoluzione Industriale e quindi con l’avvento della “macchina” sostituibile, assemblabile, ripetibile,  quale nuova essenza dell’essere al mondo. Difatti con l’adottare un diverso e  inusitato punto di vista,  molte delle credenze sulla storia dell’umanità vanno valutate in tutt’altro modo: un esempio proprio classico e’ sulla nascita dell’ordine classico, ovvero Umanesimo e Rinascimento, che non sono stati affatto quello squarciare le tenebre dell’ignoranza e della superstizione con cui la storia ufficiale ha bollato il Medioevo, anzi semmai è vero il netto contrario. Sostituire la coralità delle esperienze quale appunto perseguiva la concezione medioevale con un codice arbitrariamente desunto da una serie di parziali ritrovamenti di un passato non verificato e adattarlo ad un fare costruttivo generalizzato, significa difatti operare una “reductio” laddove sono persi tutti i grandi riferimenti simbolici per adottarne di nuovi non poggianti su alcuna tradizione, ma solo su un giudizio individuale di ipervalutazione egoica e poggiante come unica verifica di uno strumento tecnico anticipatore come la prospettiva. Un qualcosa di simile ravvisiamo nel concetto platonico ovvero “quell’uno che sta per molti”  che inaugura il principio dualistico di giudizio sul valore, leit motive della cultura occidentale : non il simbolo proprio delle antiche comunità ove una cosa era quello , ma anche altro:  l’albero ad esempio era si’ la pianta, ma anche la forza, la resistenza, la temporalità, e così una roccia, un fiume od anche lo stesso individuo;  oggetti, cose che si fanno altro,  assumono a loro sostegno sempre il fare metaforico del simbolo per ri-mettere insieme una composita esperienza: dal greco antico appunto “sum-ballein = ri-unire, ri-mettere insieme”, ma il dividere tra una cosa che ha valore  da una che non ne ha , giustappunto quel mondo delle idee su cui riposa il concetto platonico sempre dal greco antico “dia-ballein= dividere, separare:  crolla il mondo “simbolico” della coralità delle percezioni e delle esperienze, si inaugura quello “diabolico” del giudizio e della differenza nei valori e che porteranno, molto prima della Rivoluzione Industriale, ma ecco a cavallo del trecento, con la piena entrata dell’età del ferro, l’età dei mercanti e la fine dei regurgiti dell’età degli eroi, al metallo che non è più tale, ma solo una mescolanza , una lega : il ferro,  dove nessuno dei valori di un tempo possono essere scambiati e dove rimane  un solo valore : quello di scambio, ovvero di merci e di danaro. I mercanti si vanno appropinquando all’ultima era,  quella dei Servi, come giustamente rileva Evola e il mondo che sorge dall’avvento 
della macchina lo rappresenta in toto. 
Anche Guenon aveva scritto un’opera sulla crisi del mondo moderno di cui Evola ne aveva redatto l’introduzione: un’opera che a somiglianza di quella di Evola, che perseguiva il medesimo intento. ovvero dimostrare che l’Umanesimo
  non aveva rappresentato affatto quella uscita  dalla ignoranza e dalla barbarie del medioevo, ma semmai il netto contrario, ovvero una netta involuzione di cui la teoria delle quattro età del mondo ne era significazione. Più di Evola Guenon faceva riferimento alla cultura indiana e all’ultima delle grandi età, quella del Kali Yuga corrispondente alla Età del ferro o dei servi. Guenon e Evola, e un po’ tutta la cultura di destra, esoterica ed elitaria  vanno a braccetto nell’individuare nella storia dell’umanità una costante tendenza involutiva, fatta di continue perdite di centro e di riferimento, proprio il contrario della cosidetta cultura moderna  che invece ha posto Umanesimo e Rinascimento alla base  di ogni concezione di progresso e civiltà. Logico e naturale, pertanto che tali autori e tutta la cultura di destra elitaria, aristocratica nel senso pieno del termine ovvero  “potere dei migliori”, quindi non populista, non democratica, ma neppure falsamente individualista, peculiarità questa che l’Umanesimo porrà come costitutiva del suo affermarsi, sia stata sistematicamente ostracizzata: abbiamo guadagnato una individualità che però non è quella dell’antica Ellade che perseguiva il filosofo Eraclito alla continua ricerca del suo Logos, o anche Protagora nel suo indicare l’uomo come misura di tutte le cose, ma è una individualità fittizia fondata su di un io egoico, incentrata in tutta una serie di sintomi che vanno dal manifestare sempre una dipendenza da fattori esterni, merceologici, spesso e volentieri ripugnanti, quale l’affermazione sociale e soprattutto il denaro, creando e moltiplicando bisogni che hanno la caratteristica di non poter mai essere soddisfatti. Per Guenon è la “crisi”del mondo moderno, Evola sottende una “rivolta” che come dice Risè nel suo saggio introduttivo  alla sua grande opera “non finirà così!....l’uomo dopo l’esperienza disseccante della modernità…” e vi aggiungo io …“ durante  il trauma della distopia estrema, come trasposto di sana pianta  dalle maggiori (e anche minori) letture di fantascienza e fanta politica (Orwell, Huxley, Breadbury, Matheson, Dick, etc)  e vissuto sulla propria pelle dai primi mesi del 2020 “vuole tornare ad appartenersi, a darsi forma, a riconoscersi in una trascendenza….Si profila dopo questa ultima offensiva apparentemente trionfante  della modernità, della iper tecnologia, delmercantilismo oramai dilagante e quindi del consumismo e di un relativismo di societa’ ad apertura totale come teorizzato dal tristo filosofo Karl Popper  e pragmatizzato dal suo allievo più sponsorizzato 
dalle lobbies multifinanziarie, George Soros , più vari compagnucci (Bill Gates, Schwab, Fauci e varie magnati di famiglie che hanno fatto del lucro e del mercimonio il loro modus vivendi), questa famosa “RIVOLTA” contro il mondo moderno, questa re-azione alla massificazione nella modalità servile dell’età del ferro. Un qualcosa che la teoria delle età del mondo ancora non contempla, ma che sta a noi uomini davvero moderni nel ritorno all’antico, inverare,  con il rivolgersi alla tradizione delle proprie
culture , la tensione a   risalire ai ceppi originari  delle diverse civiltà, e quindi abolire la plurisecolare esperienza  subumana della società dei consumi e dei bottega. E’ il “Nouvel Enchantement” di cui parla  Gilbert Durand  nel suo saggio sulle strutture antropologiche dell'immaginario che dovrà sostituirsi a quel disincanto descritto da Max Weber  che ha prodotto il mondo moderno, col suo  richiamo grossolano al “sarò”, “avro’ “ della modalità temporale di un semplice futuro che non riposa su niente,  e adottare nel suo esplicarsi la modalità composta di una diversa coniugabilità verbale : il “sarò stato “ del futuro anteriore.

martedì 30 giugno 2026

I POLMONI E LA PAURA

 

Tutte le affezioni ai polmoni e in special modo il cancro  hanno come loro corrispettivo la paura di morire . e' il leit motive della teoria di Rick Geerd Hamer il creatore della Nuova Medicina Germanica, ma  questo io, personalmente  l’ho sempre saputo anche prima di conoscere le teorie di Hamer , difatti nel 1995 mia cognata ebbe modo di riferirmi di un accidente che le era capitato su di una barca, ritrovandosi all’improvviso alla merce’ di un mare fattosi nel giro di pochi secondi, burrascoso. il suo racconto era estremamente accorato e ancora partecipe, la barca era piuttosto grossa e c’erano anche molte altre persone a bordo (il marito, i figli , degli amici e anche una bimba piccola che lei aveva associato al suo prossimo destino di affogata )  - ho ancora nelle orecchie le sue parole “ “Mario non so come spiegartelo , ma ho visto veramente la morte, e malgrado la mia famiglia, quella bambina, ho visto in dettaglio la morte e all’improvviso mi sono sentita disperata e sola, abbandonata da tutto e da tutti” Parole che mi sono tornate alla mente appena una ventina di giorni dopo che  una stizzosa tosse si era rivelata una diagnosi di cancro ai polmoni e dei peggiori, a detta della medicina tradizionale,  uno dei piu’ maligni, come se si potesse stabilire una gradualita’ nella perniciosita’ del tumore. All’epoca , lo ripeto  non ero ancora in possesso della conoscenza della teoria Hameriana  con le sue cinque Leggi Biologiche,  pero’ l’associazione tra trauma e malattia, l’avevo fatta subito, immediatamente. Forse cio’ era dovuto al fatto che fin da ragazzino fui vittima di una paura di affezione tubercolare (1959) che letteralmente mi squasso’ la giovinezza  e della quale in seguito  ero sempre andato a ricercarne la misteriosissima causa, ritrovandola parzialmente nel libro di Groddeck Il Libro dell’ES, in certi passi sull’Orgone di Reich, e nel suo concetto di Armatura Caratteriale, perfino nella traslazione simmetrica  di classi di appartenenza dell’inconscio come insiemi infiniti di Matte’ Blanco. Poi c'erano state malattie vere e non presunte delle quali ero riuscito sempre a trovarne una ragione, spesso una finalita’ (orecchioni a 15 anni, epatite virale a 20, quindi bronchite cronica, tosse, e anche affezioni a carico dell’apparato locomotorio, etc) e aggiungici determinate malattie che avevano colpito dei miei cari : un tumore al seno di una nonna a 51 anni,a conseguenza di problemi di problemi di casa,  un infarto dell’altra nonna  dopo una ristrutturazione di casa, una fortissima depressione di mio padre per via di svalutazione per motivi lavorativi con affezioni a carico dell’apparato escretorio. In realta’ ancor prima di conoscere le teorie di hamer ero un o abbastanza convinto dell’incidenza della psiche sul corpo, e di certo il cancro ai polmoni e’ sempre stato uno dei piu’ terrificanti e minacciosi. Nel 1958 in Sicilia ci fu un signore amico di mia nonna certo ing.Ascione che aveva appunto tale malattia  e capitò che eravamo in vacanza a Giacalone in Sicilia, per cui ebbi modo di terrorizzarmi alquanto, anche perche’ mi era capitato di andare in bagno dopo di lui e mia nonna mi aveva ripreso “Mario che cavolo vai in bagno dopo quello, non lo sai che sputa sangue ????” questa frase mi fece una impressione enorme, che forse l’anno dopo riportai nella mia paura della tubercolosi dato che canonicamente aveva questa  caratteristica   (lo sputare sangue) .

La tubercolosi aveva pero’ piu’ peculiarita’in quell’autunno del ’59 di imprimersi con maggiore immaginario terrorifico
  sulla peculiarita’ del sangue  - avevo da poco visto il Film Dracula il Vampiro con Christopher Lee, poi c’erano dei racconti di mia nonna sulla sorella che l’aveva avuta e che appunto sporcava di sangue il fazzoletto dopo un colpo di tosse, e poi sembrava davvero l’inverazione del vecchio adagio “quando hai un martello tutte le cose ti sembrano chiodi” aprivi la TV e davano La Traviata , in vacanza a Palermo nell’estate,  c’era il cartellino “morta di dura tisi” delle donne  mummificate ancora negli stinti vestiti della cripta dei Cappuccini e via dicendo, senza contare quelle diverse denominazione tubercolosi, tisi, e forse la peggiore di tutte in quanto solo tre parole TBC, insomma  Forse in quel lontano 1959 per una ragazzino di 11 anni era piu’ facile lasciarsi  suggestionare da una malattia col sapore di antico che da una molto meno letteraria, tanto piu’ che  Il cancro ai polmoni come ha sempre detto Hamer è difficile che si sviluppi naturalmente in un individuo, esso è sempre il portato, la conseguenza di qualche evento catastrofico: di un evento cioè che mette in gioco la stessa esistenza, la vita dell'uomo; ad esempio era molto  sviluppato dai soldati al fronte, dai soldati in trincea durante una guerra oppure dagli abitanti di qualche città dell'antichità assediata e messa a ferro e a fuoco, che tra l’altro in tempi antichi non era neppure riconosciuto come tale ma come polmonite, bronchite acuta, e giustappunto tubercolosi.
Oggi dopo la disvelazione di Hamer e cioe’ grosso modo solo dagli anni ottanta, fino al mio limite addirittura del 2017 che avevo dovuto attendere la sua morte per scoprirne la sconvolgente portata delle sue scoperte , sappiamo bene
  che per sviluppare il cancro ai polmoni è necessario che l'individuo abbia davanti agli occhi nitida la visione della sua fine, della sua morte (come appunto mia cognata). Il cancro ai polmoni è difficilissimo che lo sviluppino gli animali, tranne in eventi eccezionali. Non avendo gli animali cognizione della morte è improbabile che essi sviluppino un tumore ai polmoni. In realtà anche gli uomini - prima che la medicina capitanata da BIG PHARMA diventasse l'unica medicina consentita dall'establishment - difficilmente sviluppavano un tumore ai polmoni. Il tumore ai polmoni ai nostri giorni è diventato così frequente, così "popolare" fra la gente proprio grazie ai dogmi, alle diagnosi di una corporazione medica indottrinata dalla medicina ufficiale, dagli agenti di Big Pharma. Oggi infatti, sparite le guerre e gli assedi, l'individuo sviluppa un cancro ai polmoni quasi esclusivamente dopo una diagnosi medica che predice la sua fine, la sua morte. Di regola le diagnosi mediche che mettono l'individuo a tu per tu con la morte sono quelle che gli diagnosticano un tumore, un cancro o una qualche grave patologia mortale in qualche parte del suo corpo. Le dichiarazioni da parte del medico al paziente del tipo "hai un cancro maligno al fegato, hai un tumore al seno particolarmente aggressivo e invasivo, ti restano pochi mesi di vita, hai l'AIDS, ecc"...tutte queste dichiarazioni colpiscono il paziente come una condanna a morte, come una sentenza di totale annichilimento. "Anche cercare informazioni su un particolare sintomo su Internet con innumerevoli siti Web che propagano il concetto di malattie maligne può facilmente attivare un conflitto di paura della morte". Di regola quindi sono principalmente le diagnosi mediche nella nostra epoca che scatenano nell'individuo la paura della morte e con essa il tumore ai polmoni, difatti l'individuo messo di fronte alla MORTE si sente mancare l'aria, si sente come se stesse per soffocare, come se si trovasse nella condizione di non respirare o di non potere più assorbire l'aria.
Noi di regola associamo la morte di un individuo con la mancanza di respiro. Quando un individuo smette di respirare noi lo dichiaramo morto: "ha esalato l'ultimo respiro", si dice di regola. Ed è per questo motivo che associamo la morte alla mancanza d'aria. Non a caso noi quando ci troviamo di fronte ad un evento mortale contraiamo il diaframma per ingerire, per inghiottire più aria - e quale evento è più mortale di una diagnosi medica che ti dà qualche mese di vita a causa di un tumore che dal punto di vista della medicina del dottor Hamer è del tutto innocuo? 
Dal momento in cui l'individuo ha paura di morire egli allarga i polmoni come per sfuggire ad una situazione di soffocamento, ad una situazione in cui l'aria viene a mancare. L'individuo che ha paura di morire, a cui è stato diagnostico una malattia mortale sente il bisogno di respirare a pieni polmoni, di fare il pieno di ossigeno. Il metodo che ha escogitato la natura per permettere all'individuo spaventato dalla morte di assorbire una maggiore quantità d'aria è quello di sviluppare un tumore. Il tumore come sappiamo è una proliferazione cellulare, una crescita in eccesso di cellule nell'organo bersaglio, nel nostro caso il polmone. Avendo l'individuo bisogno di respirare meglio, di assorbire più aria delle cellule tumorali proliferano negli alveoli polmonari con il compito di catturare più ossigeno. Negli alveoli polmonari deputati all'incameramento dell'ossigeno cioè cresce un tessuto supplementare, delle cellule tumorali, dei noduli rotondi con la funzione di catturare una maggiore quantità d'aria. Il compito delle cellule tumorali nei polmoni è quindi quello di incamerare più ossigeno per permettere all'individuo di sfuggire alla morte. Anche nel tumore ai polmoni - come in tutti i tumori - quindi non c'è niente di maligno di degenerativo, nessuna cellula impazzita. Il polmone si dilata per permettere all'individuo di sfuggire alla morte ingerendo una maggiore quantità d'aria. Il tumore continua a crescere fino a quando l'individuo teme per la sua vita, fino a quando è spaventato dall'idea della morte. Mentre, al contrario, il tumore smette di crescere, si arresta quando l'individuo supera il suo conflitto, quando vince la paura di morire. Una volta superato il suo conflitto l'individuo non ha più bisogno di ingerire più aria e quindi il suo tumore diventa superfluo, non più necessario. Arrivati a questo punto il cervello dà l'ordine ai micobatteri della tubercolosi di smantellare, di distruggere il tumore, il tessuto di polmone cresciuto in eccesso. Il tessuto demolito dai batteri viene poi espulso dalla bocca provocando tosse con catarro. L'espettorazione contiene anche muchi frammisti a pus e potrebbe contenere anche sangue. Questo processo di GUARIGIONE - l'espettorazione del tessuto polmonare demolito dai batteri - la medicina ufficiale lo chiama "tubecolosi polmonare". Tutti i tumori - come abbiamo visto anche nel tumore al seno e nel tumore allo stomaco - vengono smantellati, demoliti dall'azione dei batteri quando non sono più necessari. E con il tumore ai polmoni questa legge non cambia. "La secrezione tubercolare , escreta attraverso l'espettorato, è ricca di proteine. Se la fase di guarigione è lunga e intensa, la carenza di proteine potrebbe essere fatale. La morte, tuttavia, non è causata dall infezione della tubercolosi, ma piuttosto dall'esaurimento delle proteine (per questo motivo, la tubercolosi era precedentemente chiamata "consumo", o anche " tisi").
oggi come ieri : farse gonfiate 

Questo è esattamente ciò che accadde durante l' epidemia di tubercolosi polmonare del 1919 detta Spagnola  dopo che milioni di persone avevano risolto i conflitti subiti durante quattro anni di guerra. La fine della guerra ha avviato una guarigione di massa. A causa dell'estrema povertà causata dalle crisi economiche mondiali seguite alla prima guerra mondiale, le persone affette da tubercolosi non hanno ricevuto il cibo ricco di proteine necessario per la guarigione. Solo coloro che potevano permettersi un'alimentazione adeguata erano in grado di sopravvivere. I poveri non avevano possibilità". Non fu quindi un presunto virus nella cosiddetta "pandemia" chiamata SPAGNOLA che portò alla morte milioni di persone alla fine della prima guerra mondiale ma la mancata guarigione dal tumore dovuta, nelle masse povere, ad una adeguata alimentazione ricca di proteine. .

 

lunedì 29 giugno 2026

PER UN MULTIVERSO STRINGATO

 

La teoria delle stringhe è un quadro teorico in fisica che propone che i costituenti fondamentali della natura non siano particelle, ma sorta di filamenti monodimensionali estremamente piccoli chiamati stringhe. Quello che le rende, diciamo così, operative e costitutive della materia e anche della non materia non e' la loro posizione o il loro movimento ma la loro vibrazione, una vibrazione sempre diversa come quella delle corde di un violino, che produce diversi suoni, diverse armonia di cui quella che a noi sta piu' a cuore e' l'armonia dell'intero universo.Questa idea venne in mente per la prima volta ad un giovanissimo fisico italiano Gabriele Veneziano nel lontano 1968 ed e' stata vista come possibile teoria di unificare i due pilastri principali della fisica moderna: la Meccanica Quantistica, che
descrive il comportamento della materia su scala molto ridotta, e la Relatività Generale, che spiega la gravità e la struttura su larga scala dello spaziotempo. Diciamo che gia' dagli anni settanta e di poi con l'introduzione delle teoria delle Super stringhe degli anni '90 (Witten, Susskind, Greene e anche Hackwing e Pensrose) la teoria delle stringhe è stata studiata come possibile candidato per una "teoria unificata del tutto. ”
Nella fisica convenzionale, la materia è descritta utilizzando particelle di punta come elettroni e quark - Queste particelle sono trattate come fondamentali e prive di struttura all'interno del modello standard. Le forze sono mediate da altre particelle, come fotoni per l'elettromagnetismo e gluoni per l'interazione forte. Nella teoria delle stringhe, questo quadro è sostituito da una struttura più profonda: ogni particella è reinterpretata come una specifica modalità vibrazionale di una stringa fondamentale, le cui proprietà fisiche come massa, carica e spin nascono da come vibra la stringa piuttosto che da differenze intrinseche tra particelle separate. In tal senso le stringhe possono anche essere equiparate a corde che possono esistere in due forme principali: quelle aperte che hanno due punti di fine e sono spesso associate a particelle simili alla materia, con i loro fine punti talvolta attaccati ad oggetti di dimensioni più elevate conosciuti come brane, quelle chiuse che formano anelli continui e sono particolarmente importanti perché una delle loro modalità vibrazionali corrisponde al gravitone, l'ipotetica particella quantistica responsabile della gravità. Esistono diverse versioni matematicamente coerenti della teoria delle stringhe, conosciute collettivamente come teorie delle superstringhe di cui abbiamo fatto cenno all'inizio del presente articolo e che includono diverse formulazioni che variano in struttura e simmetria.

• La teoria delle stringhe di tipo I contiene sia stringhe aperte che chiuse e incorpora supersimmetria, una proposta di simmetria che collega materia e particelle di forza.

• La teoria delle stringhe di tipo IIA include solo stringhe chiuse ed è non-chirale, il che significa tratta simmetricamente le vibrazioni che si muovono a destra e sinistra.
• La teoria delle stringhe di tipo IIB contiene anche solo stringhe chiuse, ma è chirale, significa che le modalità di movimento a sinistra e a destra si comportano in modo diverso.
La teoria eterotica delle stringhe combina caratteristiche delle teorie bosoniche e supersimmetriche delle stringhe, esistenti in due versioni principali di simmetria: SO(32) ed E8×E8.
Queste diverse versioni sono ritenute correlate e possono rappresentare limiti diversi di una teoria più fondamentale che e' stata denominata dal fisico Witten M-TEORIA, che ipotizza che tutti i modelli di stringhe coerenti sono espressioni diverse di una singola teoria sottostante. Questa M-TEORIA introduce un'ulteriore dimensione spaziale, che porta a una struttura spaziotemporale a 11dimensioni ed estende il concetto di stringhe per includere oggetti di dimensioni più elevate chiamate brane, che generano stringhe a membrane di varie dimensioni. Nonostante la sua eleganza matematica, la teoria delle stringhe affronta diverse importanti limitazioni. Una limitazione importante è la mancanza di prove sperimentali. Previsioni come stringhe fondamentali, dimensioni extra spaziali e particelle supersimmetriche di partner non sono state osservate, soprattutto perché si verificano su scale energetiche ben oltre le attuali capacità sperimentali. Un altro problema è la limitata testabilità e la falsificabilità. Molte previsioni al momento non possono essere verificate o escluse sperimentalmente, sollevando preoccupazioni sul fatto che la teoria possa essere completamente testata utilizzando metodi scientifici. Un'ulteriore sfida è il "problema del paesaggio", dove la teoria permette un numero estremamente elevato di possibili soluzioni. Ogni soluzione corrisponde a un universo possibile diverso con leggi fisiche diverse, rendendo difficile spiegare perché il nostro universo possiede le sue particolari proprietà. La teoria dipende anche dalle dimensioni extra spaziali, che sono richieste per la coerenza matematica
ma non sono state osservate e devono essere compattificate in modi non determinati in modo univoco.
Inoltre, molte formulazioni si basano sulla supersimmetria, ma nessuna particelle supersimmetriche è stata ancora rilevata negli esperimenti, ponendo vincoli su versioni più semplici della teoria.Infine, la teoria delle stringhe esiste in diverse forme matematicamente coerenti, come tipo I, tipo IIA, tipo IIB e teorie eterotiche, e una formulazione completamente unica che descrive definitivamente il nostro universo non è ancora stata stabilita.

domenica 7 giugno 2026

LO SPECCHIO DEL SESSANTATRE

 

Siamo nel 1963 nel marzo ed il nostro protagonista era appena uscito fa un cinema dove avevano proiettato un film della hammer con vincent price e peter lorre . Gia’ al cinema aveva sentito delle strane sensazioni fisiche che all’uscita erano cresciute spasmodicamente fino a farsi parossistiche con il procedere del cammino verso casa, tanto da impedirgli di continuare i pas si e sedersi presso un muretto, da questo episodio in cui ne era emerso un 41 di febbre e una irresistibile passione per la figura del nonno che aveva una relazione col suo inconscio arcaico si diparte da quei primi di marzo del 1963 un diverso integrale sui cammini, per dirla alla feynman  

La psicoanalisi e anche con primi rudimenti di filosofia che prende a studiare assieme alla fisica quantistica . Si arriva così al futto quello che era stato prima e’ letteralmente ribaltato e assume una diversa prospettiva e svolgimento. Innanzi tutto rimarca in tre mesi la crescita di 5 cm. Da 1,73 a 1,78, quindi una intuizioni strabiliante e una capacita’ di apprendimento fenomenale , che


comunque passano al vaglio di un passato che adatta tutto, tant’è che si puo’ parlare di una modalita’ di scansione temporale al FUTURO ANTERIORE.. la incombenza della licenza media se la beve come acqua e poi in quel giugno 1963 approccia per la prima volta un testo di psicoanalisi la spiegazione della Gradiva di jensen da parte di Freud cui fa seguito il testo Totem e Tabu’ di cui certi passi riporta all’esame orale, il che gli vale un nove in italiano e addirittura un dieci in storia . L’approccio conoscenza di Freud in quel fatidico giugno lo pone in una posizione decisamente piu’ elevata proprio come quel 1,78 di altezza. Continua l’apprendimento nell’estate con anche un recupero della forma fisica secondo i dettami dell’anno precedente negli allenamenti allo stadio dfella Farnesina con Paolo Letizia e suo fratello Piero campione regionale di salto con l’asta - altri libri di Freud “il sogno di infanzia di Leonardo” Psicopatologia della vita quotidiana” Il motto di spirito” e poi IL mattino dei maghi, che e’ un testo che lo condiziona profondamente e lo incanala allo studio della fisica quantistica . Si
iscrive al Tasso al IV GINNASIO e si distingue subito . Le idee militariste lo spingono anche verso la destra e viene cooptato da un ragazzo piu’ grande che lo convince ad iscriversi al gruppo della Giovane Italia organizzazione giovanile del MSI. E’ un for
te conservatore anzi un fiero reazionario ma non si ritiene fascista in quanto ha la piu’ ferma disistima per Mussolini che considera sempre un uomo di sinistra e non di destra . Questo lo pone in contrasto con elementi borghesi del partito, ma tramite quell’amico piu’ grande fa breccia su persone come Pino Rauti che nel novembre lo vuole conoscere in quanto ritiene le sue idee molto stimolanti, dato che le coniuga con latidico giorno del 22 novembre in cui viene invitato proprio da Pino Rauti in casa del 
grande filosofo Julius Evola in corso Vittorio Emanuele. .. UNA RIUNIONE

DAVVERO, PER LUI; EPOCALE ; DOVE CI SONO OLTRE IL PADRONE DI CASA ; lui con Rauti e l’amico piu’ grande, Junio Valerio Borghese, la nipote del Mllo Rodolfo Graziani con il suo a
 mante un principe egiziano alto due metri . Dopo le attestazioni di ammirazioni per Borghese e farsi autografare il libro sulla X MAS qualche scambio di opinioni con Evola molto critico sulla psicoanalisi e lui che si permetteva di ribattergli , discussioni pragmatiche con la Graziani e il compagno che avevano un Istituto di recupero anni scolastici e stante la sua cultura e

preparazione gli offrivano di prepararsi nel loro istituto per la presentazione alla licenza ginnasiale a meta’ della retta normale . Arriva la notizia dell’assassinio di Kennedy a Dallas . Ulteriore discussione e quindi chiusura di una giornata davvero fuori delle righe per molteplici motivi. Superfluo sottolineare che il nostro eroe e’ RIMASTO MOLTO IMPRESSIONATO da cotanti personaggi e comunque quello che maggiormente lo ha colpito per motivi pratici e’ quel fatto 
della nipote di Graziani e del suo compagno che gli hanno offerto la occasione di pagare mezza retta per presentarsi direttamente agli esami di licenza ginnasiale. Mezza retta che comunque il padre non gli dara’ mai essendo lui un socialista di Nenni molto preso dalla cultura sinistrorsa anche comunista e con il quale va molto in disaccordo proprio per le sue idee reazionarie e anche se non espressamente fasciste certamente molto similare. Disprezza Mussolini d’accordo ma di concerto ha una venerazione per Italo Balbo e altissima opinione di gerarchi come Grandi, Bottai, Ciano padre e figlio. Capita che glielo accenni, ma ovviamente ha un secco rifiuto. Si ritorce negli studi che si fanno sempre piu’ serrati psicoanalisi, storia, filosofia, fisica quantistica, matematica superiore e 
calcolo infinitesimale con numeri immaginari. Insomma sul finire di quell’anno di svolta e’ sempre piu’ quanto di piu’ simile ad un genietto neppure tanto in erba . Riprova a passare dal centro Studi della Graziani e del suo principone , ottiene anche una ulteriore riduzione della retta , ovvero un paio di centomila lire che si offre di metteglierle la nonna ancor prima di quel sabato 21 dicembre in cui nonna e nipote si fermano in una ricevitoria del lotto e fanno una sderie di giocate di cui c’è una quaterna secca su Roma di 1000 lire e su tutte di altre mille lire con i numeri 60 e 68 25 e 47 con una vincita totale di 88 milioni di lire che il giorno seguente lui legge sul Messaggero, 3° piano e 50 milioni vincolati a 18 anni, ma anche procedere al riacquisto dell’appartamento di via Nicolo’ V .n 50 INT.16




SEMPRE E SOLO LA PAURA

  La vera unica origine delle malattie, tutte le malattie, sta in un unica, sola e terribile parola che si fa emozione : la paura . dal raff...