mercoledì 19 aprile 2023

DERIVATE/I.. ..COME PRESERVATIVO IMPERFETTO

 

La derivata è il tasso di cambiamento di una funzione rispetto a una variabile, vale a dire la misura di quanto la crescita di una funzione cambi al variare del suo argomento. E' grosso modo un esempio di preservare un certo valore, che potra' essere anche variabile, come ad esempio una proiezione, ma pur sempre determinabile e quindi integrabile in qualsivoglia costrutto. Cambiano pero' i valori e quindi il meccanismo non puo' a rigore dirsi perfetto , avra' sempre un margine di imperfezione, sara' quindi sempre un tantino "preservativo imperfetto" . Le proiezioni possono difatti riguardare diversi elementi; con i nostri tempi così correlati a fattori economici, uno dei valori maggiormente impiegato e' stato il denaro, e su questo sono stati fatti vari esperimenti, quasi sempre a beneficio della classe detentrice del potere, ma cosa succede se invece del danaro vengono usate altre proiezioni? ad esempio la radice quadrata di un numero negativo cioè un numero complesso "i" viene usata nel suo meccanismo di mancanza rispetto a tutto un sistema sociale ? Una classica funzione "derivata" La derivata di una funzione è una grandezza puntuale, calcolabile con il calcolo infinitesimale, cioè si calcola punto per punto e che assume il suo etimo in maschile giustappunto in quello che è successo nei mercati finanziari degli ultimi vent'anni lo sviluppo dei DERIVATI :
I derivati sono appunto strumenti finanziari complessi che, per la loro enorme diffusione sui mercati di capitali – consolidatasi nei primi anni dopo il Duemila – hanno finito per acquisire un ruolo di assoluta centralità nell’intera economia globale. Come si evince dal loro stesso etimo, i derivati non sono titoli muniti di un proprio valore intrinseco bensì derivano il loro valore da altri prodotti finanziari ovvero da beni reali alla cui variazione di prezzo essi sono agganciati: il titolo o il bene la cui quotazione imprime il valore al derivato assume il nome di sottostante (in inglese: underlying asset). C'e' da rimarcare come tutto il frasario di questi espedienti di speculazione economica sia di esclusiva pertinenza della lingua anglo sassone, ovvero quella parte di mondo che ha finito per dominare in maniera totale i mercati, il commercio, l'economia e quindi l'intero pianeta costruito a bella posta su tali principi come osservava parecchi anni fa (1942) il filosofo geo/politico Carl
Schmitt in un suo saggetto "Terra e Mare" in cui attribuiva appunto al mondo anglosassone (prima l'isola Inghilterra , poi l'Isola piu' grande l'America) la appartenenza al mondo talassico, senza confini, senza limiti quale appunto si presenta l'elemento marino, la padronanza e di riflesso la piena dominazione di tale elemento iniziata massicciamente con il Regno di Elisabetta detta la Grande nel XVI secolo e in atto ancora oggi giustappunto con il passaggio del testimone agli USA.
In linea astratta, i derivati possono assolvere tanto ad una funzione protettiva (ossia di copertura) da uno specifico rischio di mercato quanto ad una finalità meramente speculativa. Nel concreto, non può negarsi che sui mercati finanziari globali i derivati si siano affermati soprattutto quale mezzo di speculazione. Ogni derivato ha ad oggetto una previsione (o, se si vuole, una scommessa) sull’andamento futuro di un particolare indice di prezzo, come ad esempio quotazioni di titoli, tassi d’interesse, tassi di cambio tra valute diverse, prezzi di merci o di materie prime, ecc. Una delle caratteristiche peculiari del derivato è quella di essere uno strumento finanziario acquistabile sui mercati da un numero indefinito di scommettitori che non vantano alcun rapporto diretto col titolo (o col bene) sottostante o che, in altre parole, non sono direttamente coinvolti nell’operazione finanziaria dal cui andamento il prodotto derivato trae il suo valore. E’ un po’ come se a mille persone fosse concesso di accendere una polizza assicurativa scommettendo sulla possibilità che un medesimo bene reale, di cui essi non sono titolari, vada in deperimento (per furto, incendio, ecc.). Pertanto, nella pratica finanziaria è permesso a chiunque di comprare un derivato il cui valore è collegato al rischio di solvibilità di un altro soggetto (come il titolare di un prestito).In quest’ultimo caso, gli acquirenti di un derivato scelgono di scommettere sulla capacità del debitore di onorare quel determinato prestito. La conseguenza è che, se l’operazione sottostante va male per gli scommettitori, l’effetto di leva del derivato moltiplica il rischio finanziario fino a fargli assumere una portata sistemica, come in effetti sta accadendo nel corso della grande crisi che stiamo vivendo. Nel corso di questo millennio, i soggetti protagonisti della finanza internazionale sono riusciti, tramite i derivati, a scaricare le conseguenze della crisi sui settori produttivi dell’economia reale (le imprese) e sugli enti pubblici (quindi, in fin dei conti, sulla stessa collettività). Nei rapporti tra banche e clienti (imprese ed enti pubblici), si è registrata negli ultimi anni un’imponente diffusione di una ben determinata categoria di prodotti derivati, gli swap, quasi sempre presentati come utili strumenti di copertura dai rischi di mercato. Molti problemi però sono sorti in quanto la negoziazione dei prodotti swap venduti ai clienti delle banche è avvenuta per la maggior parte al di fuori dei mercati regolamentati (in inglese: Over The Counter).In sostanza, le banche in numerosi casi hanno venduto ai loro clienti dei prodotti derivati privi degli elementi standard definiti dalle autorità di mercato e con delle caratteristiche molto spesso decise unilateralmente dalle sole banche (ad esempio, negoziando strumenti derivati O.T.C., le banche hanno avuto ampio margine nel definire autonomamente elementi quali il sottostante, il moltiplicatore in euro, le scadenze di negoziazione, il movimento minimo di prezzo, i prezzi di chiusura, i prezzi finali per il regolamento, ecc.). In tale contesto, molti clienti (pubblici e privati), essendo privi della competenza tecnica necessaria per compiere operazioni di tale complessità, hanno inconsapevolmente sottoscritto dei derivati dannosi per il proprio equilibrio finanziario e in cui non si è riscontrata la giusta corrispondenza tra la struttura del prodotto e le finalità che con esso ci si era prefissati di perseguire Nel mondo finanziario esistono diverse tipologie di derivati: Swap, Options, Futures, Forwards e altri ancora, ciascuno dei quali presenta una sua peculiarità e comprende a sua volta dei suoi sottoinsiemi :

- INTEREST RATE SWAP (IRS) E’ una delle forme più diffuse di derivato finanziario. Nel suo caso, l’elemento sottostante è costituito dall’andamento dell’indice di un tasso di interesse. Le due parti (la banca ed il cliente) si obbligano ad effettuare dei reciproci pagamenti, secondo un piano di scadenze concordate, sulla base di un differenziale tra due tassi di interesse diversi (di solito uno fisso ed uno variabile) entrambi applicati ad un determinato capitale nozionale di riferimento.In linea teorica, una impresa può essere interessata a stipulare un contratto IRS per contrastare o eliminare l’incertezza legata ad un debito contratto a tassi variabili, specie in un contesto previsionale di ipotetico rialzo dei tassi: in tal caso, il prodotto dovrebbe assolvere alla cosiddetta funzione di copertura. Spesso però nella pratica si è riscontrato che le banche abbiano venduto dei prodotti IRS di scarsa o di nessuna utilità per il cliente (impresa o ente pubblico).Ad esempio, nel recente periodo triennale di tendenza al ribasso dei tassi, molti clienti sono stati paradossalmente penalizzati dal fatto di avere negoziato un IRS che, nonostante il fine dichiarato fosse quello di proteggerli da un rischio di rialzo dei tassi, li ha infine costretti a pagare alle banche dei cospicui differenziali tra il tasso fisso imposto dalla controparte e il tasso effettivo vigente al momento della scadenza (o delle scadenze) dei singoli flussi.
- COMMODITY SWAP Il commodity swap è un derivato collegato al prezzo di una merce o materia prima. Le due parti (la banca e il cliente) si accordano per scambiarsi tra loro un prezzo fisso concordato contro un prezzo variabile, da determinarsi sulla base di parametri collegati al costo futuro della merce o materia prima sottostante. Durante l’efficacia del contratto ed alla fine di ogni periodo di riferimento, si possono presentare due distinte situazioni: il prezzo variabile è più alto del prezzo fisso: la controparte pagatrice del prezzo variabile corrisponderà il differenziale, se positivo, tra prezzo variabile e prezzo fisso moltiplicato per la quantità per il periodo di riferimento.il prezzo variabile è più basso del prezzo fisso: la controparte pagatrice del prezzo fisso corrisponderà il differenziale, se positivo, tra prezzo fisso e prezzo variabile moltiplicato per la quantità per il periodo di riferimento.La funzione del commodity swap dovrebbe essere quella di garantire il cliente dal rischio di oscillazione del prezzo di un determinato bene. Detto prodotto può essere funzionale sia a chi agisce su un mercato con funzione di venditore (ad esempio, un produttore di un bene alimentare) e voglia garantirsi dal rischio di eccessivo ribasso del prezzo di una merce e sia a chi agisce come importatore/acquirente di una determinata materia prima (ad esempio, petrolio, rame, ecc.) e voglia tutelarsi dal rischio di eccessivo rialzo del prezzo della stessa commodity.
- CREDIT DEFAULT SWAP l Credit Default Swap è una sorta di polizza assicurativa emessa a copertura del rischio di insolvenza creditizia. Questo il suo schema-base: un venditore di protezione (protection seller) interviene in un rapporto pre-esistente tra un compratore di protezione (protection buyer) ed un terzo soggetto debitore del secondo (ad esempio, l’emittente di una obbligazione). Il compratore di protezione, per evitare di sobbarcarsi (totalmente o solo parzialmente) il rischio di insolvenza del terzo soggetto (definito reference entity) preferisce cedere una quota del rendimento del suo credito (ossia, di solito, una quota dei suoi interessi attivi) a favore del protection seller: quest’ultimo, in cambio di tale beneficio, si impegna ad accollarsi tutta o una parte dell’eventuale perdita che il compratore di protezione dovesse subire in caso di insolvenza del terzo soggetto (reference entity). Di recente, i CDS sono stati emessi in copiosissima quantità in relazione ai titoli del debito pubblico sovrano dei Paesi dell’area-Euro, contribuendo in misura decisiva all’ampliamento dello spread di rendimento tra i titoli dei Paesi relativamente più forti (come la Germania) e quelli dei Paesi più deboli (come la Grecia). E' Proprio questo il meccanismo che ha consentito alla Germania di far fuori prima la arretrata economia della consorella Germania dell'est, poi della Grecia e ora dell'Italia e in ulteriore proiezione, di tutti quei Paese europei economicamente più deboli (dopo Italia e Grecia : Spagna e Portogallo ) secondo il ben noto principio del "tutti possono arricchire tranne i poveri". Il mio timore qual'è ? che ad un certo punto a determinate persone (non chiedetemi chi: lo ignoro! io al momento li chiamo ancora Spectre ) sia venuto in mente che si poteva condizionare le masse non con il danaro ma con la salute di intere popolazioni, ovvero far leva su una derivata particolare : LA PAURA : la cosa aveva funzionato per quasi caso nei tempi addietro, la derivata della paura indotta su decine di milioni di persone aveva portato innegabili cambiamenti riferibili alla pandemia del 1347/48 e un po' a tutte quelle successive : quella degli anni trenta del XVII secolo subito dopo la guerra dei Trent'anni, quella ricorrenti del secolo successivo per istituzionalizzare la cosidetta rivoluzione industriale e così nell'ottocento e anche dopo la Grande Guerra del 1914-18 : a che pro?" giustappunto per favorire l'ascesa di quella eta' dei "mercanti" profetizzata da Esiodo e da un po' tutte le antiche tradizioni del pianeta, fino magari alla recentissima, anzi ancora vigente pseudo pandemia di Coronavirus, che potremmo essere semplicemente sull'epilogo di quella stessa classe che si e' cominciata ad affermata secoli fa, secondo i principi individuati da Schmitt (potenze di mare contro potenze di terra) che va
trasformandosi in una ulteriore classificazione: quella dei "Servi" ovvero il passaggio nell'ambito di un mondo concepito come un'unica grande bottega. Una risposta chiara non me la sento di darla, ma certo questa nostra quotidianità che va scivolando ogni giorno di più verso l'Orwelliano Grande Fratello, mi induce a prendere in serissima considerazione l'ipotesi che tutto questo non
abbisogni neppure di una realtà, ma solo di una sua proiezione, una mancanza che può anche essere intesa come scommessa "vuoi vedere che senza neppure una vittima in più rispetto agli anni precedenti, ti induco lo stesso effetto derivato delle grandi pandemie del passato????" impossibile!" risponderebbe la stragrande maggioranza delle persone, forse anche quelle più raffinate, " piu' che possibile invece! tu sottovaluti lo straordinario potere della più nociva delle emozioni : LA PAURA! e' lei che fa da collante, ed e' lei la derivata piu' pericolosa, non di contorte leggi economiche, ma della stessa essenza umana

lunedì 10 aprile 2023

INCLUSIONE ED ESCLUSIONE TRA DESTRA E SINISTRA

 

Mi trascrivo un pezzo di Homo Sacer di Agamben anche se debbo essere sincero il riferimento ad un pensatore come Badiou mi contraria. E' ben noto che io non considero possibile alcuna cultura se promanante da ideologie di sinistra, in quanto tutte fondate sul principio della preminenza economica, anzi dell'economia in se' e dei suoi tristi strumenti, il denaro, il mercato, il valore di scambio, il commercio, la mentalita' bottegaia, latori di un unico principio di distinzione nella congerie umana . Per me la unica e vera cultura deve rifarsi allo spirito, alla tradizione e anche in una certa accezione di "sacro" tutta pero' da definire e non a squallide imitazioni del conto della serva di Foucoltiana memoria (o dobbiamo rifarci a Eco?) quali si evincono dalla pseudo filosofia di Hegel e dai suoi piu' o meno, mediocri seguaci o imitatori : dai cosidetti economisti liberisti Smith, Ricardo, Say, Malthus, e anche dagli ancora piu' pseudo critici radicaleggianti del tipo di Marx, Hegel e appunto lo stuolo di pensatori cosidetti Marxisti . riporto comunque lo stralcio solo per rispetto e stima di Agamben e perche' questa distinzione tra appartenenza e inclusione mi intriga, e' come una sorta di rasoio di Occam : ecco perche' mi preme ripensare, appunto come fa Agamben in Homo Sacer alle nostre categorie esistenziali cercando quella distinzione tra vita naturale e vita politica (zoè e bios) che puo' essere anche applicata all'uomo come essere vivente e l'uomo come soggetto politico . Nel diritto romano arcaico homo sacer era un uomo che chiunque poteva uccidere senza commettere omicidio e che non doveva però essere messo a morte nelle forme prescritte dal rito. È la vita uccidibile e insacrificabile dell’«uomo sacro» a fornire qui la chiave per una rilettura critica della nostra tradizione politica. Quando la vita diventa la posta in gioco della politica e questa si trasforma in biopolitica, tutte le categorie fondamentali della nostra riflessione, dai diritti dell’uomo alla democrazia alla cittadinanza, entrano in un processo di svuotamento e di dislocazione il cui risultato sta oggi davanti ai nostri occhi. Seguendo il filo del rapporto costitutivo fra nuda vita e potere sovrano, da Aristotele ad Auschwitz, dall’Habeas corpus,  alle Dichiarazioni dei diritti, il libro di Agamben cerca di decifrare gli enigmi  che il nostro secolo ha proposto alla ragione storica. Fino a vedere, nel campo di concentramento, il paradigma biopolitico nascosto della modernità in cui città e casa sono diventate indiscernibili e la possibilità di distinguere tra il nostro corpo biologico e il nostro corpo politico ci è stata tolta una volta per tutte. Ecco dunque il passaggio ove viene citato un personaggio altro come Badiou che tuttavia in una accezione che puo' trascendere quello della trista ideologia cui fa riferimento possono ritrovarsi degli elementi come ho detto interessanti e intriganti , giusto come un rasoio di Occam che operi per inclusione oltre che per esclusione, ovvero un po'
secondo la falsariga della stessa formulazione del principio "entia non sunt multiplicanda..... e quell'apparire dell'eccezione.... quel "praeter necessitatem" Badiou sara' si marxista e questo gioca a suo sfavore pero' va rilevato come sostanzialmente sia stato un pensatore che e' riuscito a sviluppare un'ontologia del molteplice capace di delineare una teoria del soggetto utilizzando la teoria degli insiemi , diciamo una sorta di parallelo con lo psicoanalista cileno Ignacio Matte' Blanco che con gli stessi insiemi e i principi di inclusione e esclusione e passaggio nella categoria dell'infinito ha delineato la funzione simmetrica dell'inconscio, giustappunto l'Inconscio come insiemi infiniti."Nella teoria degli insiemi si distingue fra appartenenza e inclusione. Si ha inclusione quando un termine è parte di un insieme, nel senso che tutti i suoi elementi sono elementi di quell’insieme (si dice allora che b è un sottoinsieme di a) Ma un termine può appartenere a un insieme senza essere incluso in esso (l’appartenenza essendo la nozione primitiva della teoria) o, viceversa, esservi incluso senza appartenere ad esso. In un libro recente, Alain Badiou ha svolto questa distinzione, per tradurla in termini politici. Egli fa corrispondere l’appartenenza alla presentazione, e l’inclusione alla rappresentazione (ri-presentazione). Si dirà, così, che un termine appartiene a una situazione, se esso è presentato e contato per uno in questa situazione (in termini politici i singoli individui in quanto appartenenti alla societa'
Si dirà, invece, che un termine è incluso in una situazione, se è rappresentato nella metastruttura (lo Stato) in cui la struttura della situazione è a sua volta contata come uno (gli individui, in quanto ricodificati dallo Stato in classi, per esempio come «elettori»), Badiou definisce normale un termine che è, insieme, presentato e rappresentato (cioè, che appartiene ed è incluso), escrescenza un termine che è rappresentato, ma non presentato (che è, cioè, incluso in una situazione senza appartenere ad essa), singolare un termine che è presentato, ma non rappresentato (che appartiene, senza essere incluso) Nello schema di Badiou essa introduce una quarta figura, una soglia di indifferenza fra escrescenza (rappresentazione senza presentazione) e singolarità (presentazione senza rappresentazione), qualcosa come una paradossale inclusione dell’appartenenza stessa. Essa è quel che non può essere incluso nel tutto a cui appartiene e non può appartenere all’insieme in cui è già sempre incluso. Ciò che emerge in questa figura-limite è la crisi radicale di ogni possibilità di distinguere con chiarezza fra appartenenza e inclusione, fra ciò che è fuori e ciò che è dentro, fra eccezione e norma. Il pensiero di Badiou è, in questa prospettiva, un pensiero rigoroso dell’eccezione. La sua categoria centrale, quella di evento, corrisponde infatti alla struttura dell’eccezione. Egli definisce l’evento come un elemento di una situazione tale che la sua appartenenza ad essa è, dal punto di vista della situazione, indecidibile. Esso appare, perciò, allo Stato necessariamente come escrescenza. Il rapporto fra appartenenza e inclusione è, inoltre, secondo Badiou, segnato da un’inadeguazione fondamentale, per cui l’inclusione eccede sempre l’appartenenza (teorema del punto di eccesso). L’eccezione esprime appunto questa impossibilità di un sistema di far coincidere l'inclusione con l’appartenenza, di ridurre a unità tutte le sue parti" Dopo Badiou sempre nel libro di Agamben troviamo una accenno alla
tesi kojèviana, sulla fine della storia e sulla conseguente instaurazione di uno stato universale

omogeneo che come dice Agamben " sembra presentare molte analogie con la situazione epocale che abbiamo descritto come vigenza senza significato (questo spiega gli odierni tentativi di riattualizzare Kojève in chiave liberal-capitalista). Che cos’è, infatti, uno Stato che sopravvive alla storia, una sovranità statuale che si mantiene oltre il raggiungimento del suo telos storico se non una legge che vige senza significare? Pensare un compimento della storia in cui permanga la forma vuota della sovranità è altrettanto impossibile che pensare l’estinzione dello Stato senza il compimento delle sue figure storiche, poiché la forma vuota dello Stato tende a generare contenuti epocali e questi, a loro volta, cercano una forma statuale divenuta impossibile (è quanto sta avvenendo nell’ex Unione Sovietica e nell’ex Jugoslavia). All’altezza del compito sarebbe oggi soltanto un pensiero capace di pensare insieme la fine dello Stato e la fine della storia, e di mobilitare l’una contro l’altra. È in questa direzione che sembra muoversi - anche se in modo ancora insufficiente - l’ultimo Heidegger, con l’idea di un evento o di una appropriazione ultima  {Ereignis), in cui ciò che viene appropriato è l’essere stesso, cioè il principio che aveva finora destinato gli enti nelle diverse epoche e figure storiche.
Ciò significa che con l  'Ereignis (come con l’Assoluto hegeliano nella lettura di Kojève), la «storia dell essere giunge alla fine » (Heidegger 2, p. 44) e, conseguentemente, la relazione fra essere e ente trova la sua « assoluzione ». Per questo Heidegger può scrivere che, nell’Ereignis, egli cerca di pensare «l’essere senza riguardo all’ente», il che equivale a nulla di meno che provare a pensare la differenza ontologica non più come una relazione, essere ed ente al di là di ogni possibile rapporto. .

venerdì 31 marzo 2023

LA SIMMETRIA L'INCONSCIO E LA FISICA (TUTTO SUPER)

 

Della simmetria diceva tutto il male del mondo l'Architetto Bruno Zevi , identificandola addirittura con l'omosessualita', ovvero un qualcosa che si ritorce in se' stessa, di bloccato, di nessuna varieta' necessaria e difatti negli anni settanta aveva ideato e cominciato a diffondere e perseguire una corrente architettonica fondata sulle cosidette sette invarianti, per le quali applicate anche a posteriori, sembrava non poterci essere possibilita' di fare architettura degna di questo nome se non attraverso il loro utilizzo, che ovviamente nadiva ogni riferimento alla simmetria . Pero' gia Freud e ancora piu' chiaramente lo psicoanalista cileno Ignacio Matte' Blanco, avevano asserito che la simmetria  è strettamente interrelata al funzionamento dei meccanismi dell'inconscio (ES), da cui se ne evince che tutta
la logica aristotelica e i suoi principi (Identità, non contraddizione e terzo escluso) se ne vanno a farsi benedire e emerge una nuova modalità di funzionamento- Nel 1962 lo storico e filosofo della scienza Thomas Kuhn pubblicò il saggio " La struttura delle rivoluzioni scientifiche", in cui sosteneva che ogni rivoluzione scientifica è caratterizzata da un momento di crisi, dal quale sorge una nuova visione scientifica, ovvero un nuovo paradigma, secondo la terminologia di Kuhn. È curioso come proprio negli anni della pubblicazione del saggio di Kuhn, stava nascendo in fisica un nuovo paradigma, frutto di un'autentica rivoluzione scientifica. Mi riferisco alla comprensione del ruolo chiave che giocano le simmetrie nelle leggi fondamentali della natura e, in particolare, ai diversi modi in cui le simmetrie possono manifestarsi. Il premio Nobel per la fisica assegnato a Francois Englert e Peter Higgs celebra appunto la scoperta di un particolare
modo in cui una simmetria può essere presente nelle leggi fisiche che descrivono certi tipi di forze, pur non essendo per nulla evidente nelle proprietà delle particelle che risentono di queste forze. Questo fenomeno avviene quando lo stato di minima energia, cioè quello che i fisici chiamano vuoto, non gode del medesimo grado di simmetria delle leggi fisiche. In questo caso, la simmetria si manifesta in modo più complesso dal punto di vista matematico, più recondito dal punto di vista fisico, ma altrettanto efficace nel determinare la struttura delle leggi fisiche. In gergo tecnico, si dice che siamo di fronte a una rottura spontanea di simmetria. 
All'inizio degli anni sessanta si pensava che la rottura spontanea di simmetria implicasse per forza l'esistenza di particolari particelle di spin zero e massa nulla, di cui però non vi era traccia in natura. Per complicare le cose, i fisici di allora si erano convinti che le particelle capaci di trasmettere forze, nel contesto delle cosiddette teorie di gauge, fossero necessariamente di massa nulla. Entrambi i risultati rappresentavano seri ostacoli alla possibilità di utilizzare la simmetria per descrivere le forze nucleari e subnucleari. I successivi studi di Schwinger, Anderson, Brout, Englert, Higgs, Guralnik, Hagen e Kibble mostrarono che i due problemi si annullavano a vicenda. In una teoria di gauge in cui il vuoto non rispetta le stesse simmetrie delle leggi fisiche (cioè in presenza di rottura spontanea di simmetria) non esistono le problematiche particelle di massa nulla, e i mediatori delle forze sono particelle massicce. I due problemi avevano trovato una soluzione comune.

Questo risultato aprì nuove opportunità per l'utilizzo delle simmetrie in fisica, che sono state utilizzate prima da Weinberg e poi da un'intera generazione di fisici per svelare i segreti dei principi della natura e affermare il paradigma delle simmetrie (per usare un linguaggio alla Kuhn). Infatti, oggi sappiamo che tutte le forze in natura - la gravità, l'elettromagnetismo e le altre interazioni che agiscono a livello nucleare e subnucleare - sono espressioni di un unico principio che poggia sul concetto di simmetria. Inoltre, la simmetria della forza nucleare debole è realizzata con rottura spontanea, ovvero non è rispettata dallo stato di vuoto, proprio nel modo concepito dai vincitori del premio Nobel per la fisica di quest'anno. Speculazioni teoriche più recenti sostengono che il fenomeno della rottura spontanea di simmetria sia molto più vasto. Anziché coinvolgere solo la forza debole, il vuoto potrebbe nascondere nelle sue pieghe simmetrie molto maggiori, forse legate a una completa unificazione di tutte le forze in natura. La scoperta del bosone di Higgs è stata un coronamento del paradigma delle simmetrie, ovvero della concezione che le simmetrie governano le proprietà delle forze fondamentali. Va sottolineato però che, nonostante un nuovo elemento fosse necessario per il completamento della teoria della forza debole, l'esistenza di una particella con spin zero, quale il bosone di Higgs, non è una necessaria conseguenza della rottura spontanea di simmetria in una teoria di gauge. Per esempio, la superconduttività è un esatto analogo del fenomeno presente nella forza debole, pur senza coinvolgere alcuna particella con spin nullo.
La conferma che il completamento della teoria della forza debole è realizzato da un semplice bosone di Higgs rappresenta un successo del paradigma delle simmetrie ma, al tempo stesso, ne apre una falla. Infatti, spingendo all'estremo il paradigma delle simmetrie, i fisici teorici si attendevano che nuovi fenomeni e nuove particelle dovessero accompagnare il bosone di Higgs. Le ricerche attuali non hanno, per il momento, messo in evidenza i fenomeni aspettati, anche se la questione è ancora sotto indagine sperimentale : Il premio Nobel per la fisica a Englert e Higgs è un riconoscimento alle prime fasi di una rivoluzione scientifica che ci ha fatto comprendere un profondo principio della natura: il paradigma delle simmetrie. Secondo Kuhn, a una rivoluzione scientifica segue un fase di lento progresso che poi sfocia improvvisamente nell'affermarsi di un nuovo paradigma. Forse oggi siamo di fronte ai primi indizi che favoriranno l'emergere di un nuovo, e ancora sconosciuto, paradigma. 
E se questo vale per la fisica dove di certo ha una sua pregnanza la confluenza nella ricerca della la Teoria delle stringhe (1968) e poi delle Super Stringhe con la misteriosa M-Theory (1995) c'è anche il riaccostamento alla equazione d'onda di Schrodinger dove si cerca di mettere al servizio del famoso collasso dell'equazione quella famosa funzione PSI e l'ancor più famoso gatto dello stesso Schrodinger col suo "vivo o morto" che potrebbe
anche essere una sorta di disvelamento dell'asterisco posto sulla lapide del fisico, che potrebbe anche intendersi come l'uso incondizionato sia di numeri immaginari "i" (proiezioni di numeri negativi), sia di loro coniugati dove non ci sarebbe più traccia di immaginario, e si tornerebbe si ad un reale, ma di certo non razionale come voleva Hegel, anzi decisamente irrazionale


mercoledì 29 marzo 2023

IL FALSO DEI VIRUS E IL MERCIMONIO DEI VACCINI

Sfatiamo una volta per tutte il mito di questi nostri tempi post moderni e iper tecnologici, nonche' falsi e menzogneri al massimo livello : un cosidetto virus può essere visto solo con microscopio elettronico a scansione tramite elaborazioni computerizzate e solo in vitro. Dal vivo non si può vedere nulla. Quindi aveva pienamente ragione il grande biologo dell'ottocento Claude Bernard fondatore della Medicina Sperimentale quando asseriva che "il microbo e' niente, il terreno e' tutto" così come assai piu recentemente aveva pienamente ragione  il piu' grande e piu' incompreso medico dell'intera storia dell'umanita' Rick Geerd Hamer,   quando ha sentenziato  che i virus in realtà non esistono. Fu un biologo   russo Dimitri Ivanovskij che nel 1892  con un microscopio ottico descrisse un agente patogeno  non batterico  in grado di infettare le piante di tabacco.  Paradossale e indicativo  che una scoperta così sconvolgente sia stata fatta in maniera così razzaffonata e molto poco attinente alla corporeita' umana :   Studiare il tabacco e scoprire i virus. Un collegamento alquanto peregrino.  Ma non per il rudimentale microscopio di Ivanovsky che, per l'appunto, scoprì i virus studiando una malattia che colpiva le foglie di tabacco. O, per lo meno, scoprì
Dimitri Ivanovski
quelli che 
più tardi il botanico olandese M. W. Beijerink avrebbe chiamato virus, osservandoli indipendentemente da Ivanovksy, ma riconoscendo comunque al russo il merito della scoperta, difatti tale 
 Beijerinck,  usando esperimenti di filtrazione su foglie di tabacco infette, riuscì a dimostrare una serie di macchie a manifestazione della presenza di virus che defini "mosaico del tabacco"E quindi con l'inizio del XX secolo che si e ' sempre tentato di attribuire una crescente nocivita' a questo nuova entita' microbica quanto mai misteriosa in quanto non verificabile  se non attraverso simulazioni in vitro e la cosa non e' cambiata con l'avvento dei microscopi elettronici (anni trenta) e a a scansione di fasci di elettroni (anni sessanta) fatti convergere con  lenti elettromagnetiche e successivamente avallate con elaborazioni computerizzate  Da allora, circa 5 000 specie di virus sono state descritte in dettaglio, sempre pero' su elaborazioni  computerizzate e si ritiene che ve ne siano milioni. Gli elettroni utilizzati dal microscopio a scansione si comportano come radiazioni con lunghezza d’onda molto minore rispetto a quella della luce visibile, offrendo una risoluzione che può arrivare a 0.2 nanometri, con ingrandimenti fino a 100.000 volte. 

Tali 
elettroni peraltro sono molto energetici (l’energia è proporzionale alla frequenza della radiazione, quindi inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda) per cui il loro passaggio è ostacolato solo da atomi pesanti, e ha effetti distruttivi sul campione. Per questa stessa ragione l’immagine creata dal fascio di elettroni non può essere osservata a occhio nudo, ed è di solito visualizzata su un monitor. I materiali da osservare sono colorati con metalli pesanti, e si ottiene una fotografia in bianco e nero in cui le zone scure corrispondono all’assorbimento degli elettroni da parte degli atomi, le zone chiare al passaggio degli elettroni attraverso il campione. Sempre più spesso però si effettuano rielaborazioni dell’immagine al computer, introducendo falsi colori che permettono di accentuare i contrasti. Nel microscopio elettronico il preparato è posto all’interno di un tubo a vuoto, ove l’acqua evaporerebbe provocando il collasso delle strutture cellulari; per questo il materiale deve essere preventivamente disidratato e fissato. La preparazione è lunga e costosa, ma questo svantaggio è ripagato dalla quantità sorprendente di dettagli che il microscopio elettronico permette di osservare all’interno della cellula. Va notato che  quella della elaborazione computerizzata e' l'unico modo di vedere i virus e risente sempre, come una sorta di macchia di Roscharch,  dell'interpretazione questa volta non dell'uomo, ma dello strumento con cui viene fatta la lettura, perche' lo si ribadisce, i cosidetti virus che proprio per la loro invisibilita' e quindi inverificabilita' "de visu", hanno costituito una specie di panacea per tutti i magnati della nascente industria farmaceutica di fine ottocento e vieppiu' negli anni a venire che  sempre piu' hanno visto nella paura della gente verso l'ignoto, specie se riguardante la malattia, la modalita' piu' opportuna per condizionare l'opinione pubblica e piegarla ai loro interessi. Ratifico' tale assunto  uno dei primi di questi magnati
David Rockfeller 
servendosi della collaborazione di un antenato dell'attuale Bill Gates e del protocollo sancito da un educatore Abrham Flexner che pero' aveva anche un fratello virologo che lavorava per Rockfeller che giustappunto  si presto' ad individuare la presunta efficacia di vaccini elaborati chimicamente per combattere appunto qualche cosa che in realta' non esiste. Su tale protocollo del 1910, denominato appunto Flexner, quindi elaborato su tratti di pura fantasia dato che in tale epoca si poteva disporre solo di approssimati microscopi ottici, e' fondata tutta la teoria dei virus e dei vaccini, creati non a caso proprio dai magnati che avevano commissionato lo studio sui microbi.  Niente e' cambiato da quel 1910, e una intera disciplina cosidetta scientifica si fonda su di una fantasia, anzi peggio,  si fonda sulla peggiore delle speculazioni del consumismo, quella sulla salute  

venerdì 17 marzo 2023

IL PRECEDENTE DELL' AIDS


Se si conoscono le 5LB è impossibile non notare le "somiglianze" di come la "medicina ufficiale" abbia in passato "raccontato" l'AIDS esattamente come ha fatto col presunto INVENTATISSIMO COVID19, O MEGLIO, NON INVENTATO, MA SEMPLICEMENTE UTILIZZATO. (D'altronde, l'inciso e' mio tutte le cosidette pandemie della storia umana sono state abbondantemente gonfiate e utilizzate previa la paura innescata dai poteri costituiti, specie quelli cosidetti "dei mercanti"  verso le masse, che hanno questo di straordinario :  malgrado il crescere dell'istruzione nei secoli, la scolarizzazione pressocche' completa in particolare nei Paesi occidentali e piu' civilizzati, le informazioni a disposizioni addirittura digitalizzate e dei piu' raffinati sistemi informatici, malgrado tutto questo e anche altro, tali masse sono sempre rozze e ignoranti, oggi come allora  nel 1348 come nel 2020 e il processo di asservimento a tale paura segue sempre gli stessi identici passi passando per tutti gli eventi similari.  COSI',   UN QUALCOSA CHE C'ERA SEMPRE STATO: UNO STATO DI AFFEZIONE LEGGERO CON  ANCHE RISCONTRI LETALI SPECIE IN PAZIENTI ANZIANI O CON PRECEDENTI PATOLOLOGIE, un qualcosa che abbiamo sempre chiamata banalmente  INFLUENZA, viene trasformata in un Moloch terrificante  della cui consistenza viene data colpa a innocenti animaletti sempre piu' microscopici (si era cominciato con ratti, poi scarafaggi, mosche, quindi con l'invenzione dei primi microscopi,  si trovano animaletti non distinguibili ad occhio nudo che vengono subito colpevolizzati in merito all'insorgenza di qualsivoglia affezione e li si chiamano microbi, (batteri, funghi, micobatteri)  poi quando neppure il microscopio e' sufficiente si inventano di sana pianta e gli si da' un nome che e' tutto un programma "virus"dal latino veleno. Poca importa che non si vedano e bisognera' aspettare gli anni trenta e successivi per dare corpo,  tramite elaborazioni in vitro, di microscopi a scansione elettronica,  mai nel loro terreno,  a queste infinitesimali  entita' che non sono neppure esseri viventi, ma un qualcosa di completamente avulso da qualsiasi contesto, che fa tornare alla mente un'altra associazione ben piu' probante di questo cumulo di sciocchezze e cioe' quella del Dottor Hamer tra tali microbi e i pompieri   e vieppiu' si fa sempre piu aderente l'associazione tra microbi e pompieri. Come in pompieri in un incendio difatti i vari microbi incanalati per foglietti embrionali (in questo stralcio meravigliosamente spiegato da Hamer nel suo fondamentale libro "Testamento per una nuova medicina" ) si attivano per riportare lo stato di normalità in un corpo. Detta in breve 

HANNO UTILIZZATO L'INTUIZIONE DI HAMER CHE ALLA BASE DI TUTTE LE PATOLOGIE C'E' SEMPRE LA PAURA, INDOTTA DA MEDIA, MEDICINA UFFICIALE MAINSTREAM ECC, PERCHÈ LORO, PROPRIO GRAZIE ALLE SCOPERTE DI HAMER, LO SANNO BENISSIMO CHE LA PAURA È UNA DELLE ATTIVAZIONI BIOLOGICHE PIÙ POTENTI IN NATURA, CIOÈ... È PROPRIO LA "PAURA DI UNA DETERMINATA COSA", CHE "INNESCA LA COSA STESSA"...
 Ma lasciamo la parola ad Hamer : "Già nel 1987 quando l’invenzione del panico dell’"AIDS" andava a gonfie vele scrissi nel mio libro "Testamento di una Nuova Medicina", come l’"AIDS" fosse il più grande imbroglio del nostro secolo e questo per vari motivi!
L’argomento principale contro L’AIDS come "malattia" a se stante, sono le cognizioni sul sistema ontogenetico dei tumori e sul derivante sistema ontogenetico dei microbi (funghi, batteri, virus). "Come dimostrano le mie ricerche empiriche su più di 15.000 pazienti, è completamente impensabile, e addirittura molto semplice da confutare, che sia l’agire di un virus "cattivo", a voler distruggere per così dire le difese dell’organismo, indipendentemente dai processi psichici e cerebrali, come presupposto in provetta.
La regola ferrea del cancro dice che ogni cosiddetta malattia, cioè programma speciale biologico sensato della natura (non solo cancro), viene causata da una DHS (Dirk-Hamer-Syndrom), cioè da uno choc conflittuale biologico molto specifico, che nel momento stesso causa un focolaio di Hamer, verificabile con la TAC cerebrale, nel relè del cervello (HH) inerente all’organo e nell’organo causa cambiamenti corrispondenti come tumori, paralisi, disturbi funzionali, ecc.
Il sistema ontogenetico dei tumori, che trovai nel 1987, pone ogni malattia oncologica o malattia oncoequivalente secondo la sua appartenenza agli foglietti embrionali, cioè secondo i foglietti embrionali, che si evolvono già nelle prime settimane dello sviluppo embrionale umano: endoderma, mesoderma ed ectoderma.
Ad ognuno di questi foglietti embrionali appartiene dal punto di vista della storia evolutiva, una parte cerebrale specifica, un determinato tipo di contenuto conflittuale, come anche una specifica formazione cellulare istologica.
come si vede nel disegno al termine virus e' aggiunto un punto interrogativo. cio' e' dovuto al fatto che si tratta di un articolo antico del Dott. Hamer: negli ultimi anni si era difatti reso conto che i virus non esistevano affatto
Il sistema ontogenetico dei microbi attribuisce i microbi ai tre foglietti embrionali, questo comporta:
1. che i microbi più antichi (funghi e batteri fungiformi: micobatteri) sono responsabili per l’endoderma, in parte anche per il mesoderma del cervelletto, ma in ogni caso solo per gli organi governati dal cervello antico,
2. che i microbi antichi, cioè i batteri, sono responsabili per il mesoderma e per tutti gli organi da esso formati,
3. che i giovani, cosiddetti microbi, cioè i virus, che nel senso stretto non sono veri microbi, cioè non sono esseri viventi, sono responsabili esclusivamente per l’ectoderma o per gli organi governati dalla corteccia cerebrale.
Essere "responsabile" in questo contesto significa che ogni gruppo di microbi "elabora" solo determinati gruppi organici, che hanno appartengono allo stesso foglietto embrionale, cioè che derivano dallo stesso foglietto embrionale.
Un’eccezione forma la zona limitrofa degli organi mesodermali, governati dal cervelletto, che vengono "elaborati" sia (prevalentemente) dalle micosi e dai micobatteri sia anche (meno frequentemente) dai batteri, che normalmente sono responsabili per gli organi governati dalla sostanza bianca cerebrale del foglietto embrionale medio (mesoderma).
Il momento, da cui i microbi possono iniziare ad "elaborare", non dipende, come fino ad ora tutti noi presumevamo erroneamente, da fattori esterni, ma viene comandato esclusivamente dal nostro computer: il cervello. Si tratta sempre dell’inizio della fase di soluzione del conflitto, cioè della fase di guarigione.
La bifasicità delle malattie durante la soluzione del conflitto:
Fino ad ora la cosiddetta medicina moderna conosceva circa 1.000 presunte malattie, di cui circa la metà considerate "malattie fredde" come per esempio il cancro, l’angina pectoris, la sclerosi multipla, l’insufficienza renale, il diabete, ecc. e l’altra metà "malattie calde" come per esempio il reumatismo articolare, l’infiammazione renale, la leucemia, l’infarto cardiaco, le malattie infettive ecc.
Nelle "malattie fredde" i microbi si trovavano sempre come apatogeni, cioè non causavano sintomi. Nelle "malattie calde" invece gli trovavamo sempre "altamente virulenti", cioè abbiamo sempre creduto che essi "attaccavano" un organo.
Allora credevamo che fosse importante mobilitare l’armata di difesa del nostro corpo, il cosiddetto "sistema immunitario", contro l’armata attaccante maligna dei microbi o anche contro le cellule cancerogene, che volevano annientarci. Questa idea era errata, niente di tutto ciò era vero. Dobbiamo iniziare la "Nuova Medicina" tutta da capo!
Cos’ha tutto ciò a che fare con "l’AIDS"?
Nel caso dell’AIDS il nostro interesse è rivolto ai virus. Abbiamo appreso dal sistema dei microbi causato ontogeneticamente, che anche i virus hanno un loro posto stabile in questo sistema: essi sono responsabili per tutti gli organi derivanti dall’ectoderma (foglietto embrionale esterno) e che vengono governati dalla corteccia cerebrale. Essi "elaborano" questi organi, come già detto, esclusivamente nella fase di guarigione. I loro sintomi collaterali sono: vagotonia, di solito febbre, gonfiori dell’epidermide o della mucosa, cioè tra le diverse qualità di mucose esclusivamente gonfiore della mucosa di epitelio pavimentoso! Che tali sintomi evidenti comportino senza eccezione tutta una serie di reazioni del sangue e del siero, si comprende da se.
Per quanto concerne il "sistema immunitario", questa parola spugnosa, poco definita, che viene usata dappertutto, indistintamente nella fase di conflitto attivo e nella fase di conflitto risolto, in caso di cancro, sarcomi e leucemia, indistintamente in tutte le "malattie infettive", la completa non conoscenza sulla natura delle malattie corrispondeva ad una completa incapacità di valutare e classificare correttamente la moltitudine di fatti e sintomi del settore ematologico e sierologico. Con il cosiddetto virus dell’HIV si intendeva principalmente, se esso esiste come virus ( è stato chiamato dai suoi "scopritori" "virus dell’immunodeficienza"), che le persone colpite "dall’epidemia mortale di AIDS" morivano nella fase finale di cachessia e di panmieloftisi, cioè non potevano più produrre sangue.
Lo stesso processo troviamo nel cancro osseo o per meglio dire nel cancro di diminuzione ossea, cioè l’osteolisi nel sistema scheletrico, che comporta sempre una panmieloftisi (anemia), e il conflitto appartenente è sempre secondo la localizzazione della parte di scheletro colpito un conflitto specifico di crollo dell’autostima. La guarigione di un tale conflitto di crollo dell’autostima sarebbe sempre la neoformazione del callo nelle osteolisi (ricalcificazione) con il sintomi della leucemia. Se un ammalato di "AIDS" dovesse farcela a ripristinare la sua autostima contro ogni aspettativa, cade "dalla padella alla brace", se è in mano ai medici della medicina ufficiale, viene pseudo curato a morte con la chemio.
Per la completezza dovrei nominare a fondo molti argomenti contro l’"AIDS", ma in questo trattato breve non è possibile. Ne nomino solo alcuni che mi sembrano importanti.
- Nessuno ha mai osservato una sintomatologia specifica dopo una cosiddetta infezione di HIV come viene osservato per esempio in caso di morbillo o rosolia.
- Virus di HIV non vengono mai trovati nei pazienti di AIDS.
- Nella "sindrome da immunodeficienza acquisita, AIDS" è presunto un coinvolgimento dei linfociti T, dei quali solo uno ogni 10.000 avrebbe fagocitato "un frammento del virus", del quale non esistono neanche esemplari interi nei pazienti di "AIDS".
- In quanto non esiste una vera sintomatologia dell’"AIDS", si è in balia della diagnostica medica: se una persona non ha il test dell’HIV positivo e si ammala per esempio di cancro, reumatismo articolare, sarcoma, polmonite, diarrea, demenza, micosi, tubercolosi, febbre, herpes o ogni possibile sintomatologia neurologica o manifestazioni di deficit, allora si tratta di normali malattie secondo le idee correnti. Se la stessa persona però ha il test dell’HIV positivo, tutti questi sintomi sono immediatamente sintomi maligni dell’"AIDS", quasi viene da dire "Metastasi da AIDS", i quali segnalano la morte imminente e penosa del paziente di "AIDS" da compatire.
- È altrettanto strano che l"AIDS" come presunta malattia virale debba comportarsi in modo completamente diverso da tutte le altre malattie virali, le quali sono ritenute superate quando il test degli anticorpi risulta positivo.
- La cosa più strana però è il fatto, nominato da tutti i ricercatori solo casualmente e che non ha spinto nessuno ad una qualsivoglia reazione: si ammala di "AIDS" solo chi sa di essere HIV positivo o chi crede di esserlo!
Strano che nessuno ha seguito questi sorprendenti fenomeni? Conosciamo interi popoli che sono al 100% HIV positivi e non gli succede niente. Gli scimpanzé, nonostante siano HIV positivi, non si ammalano di nessun sintomo che potrebbe assomigliare all"AIDS".
Tutta la faccenda deve aver a che fare con la psiche. O meglio: Se le persone si ammalano in modo evidente solo se viene loro detto di essere HIV positive, è ora di immaginare cosa succede nella psiche di un paziente al quale è stata comunicata una tale diagnosi annientante con la prognosi del 50% di mortalità!
Sono i nostri medici talmente privi d’animo da non essersi potuti immaginare finora, cosa avviene nel paziente messo di fronte ad una tale diagnosi annientante?
Il paziente non sa che tutto ciò è campato in per aria. Il poveretto lo prende molto sul serio, anche perché tutta la messinscena avviene in un ambito apparentemente  molto professionale.


mercoledì 8 marzo 2023

UN'ISOLA MAGGIORE

Nazione bottegai per antonomasia,  l'Inghilterra ha cominciato ad egemonizzare il mare nel XVI secolo  e una volta costruito un vero e proprio impero marittimo e cioe’ fondato sull’elemento fluido, mobile per eccellenza, senza confini e senza quasi limite se non quello della sua assoluta predominanza, si e'  spasmodicamente adoperata per espandere questo dominio a tutto il contesto continentale europeo. Va sottolineato come in tale prassi   non si sia servita di  mezzi diretti, tipici di tutte le compagini nazionali europee del calibro di Francia, Prussia, Austria, Russia, ma piuttosto abbia adoperato l’arma della spregiudicatezza, quando non addirittura  del vero e proprio intrigo con sistematici raggiri e inganni di diversa portata sempre al fine di seminare zizzania tra gli Stati continentali e indurli  a farsi guerra tra loro: questo sulla premessa del considerare il mondo intero come un grande mercato, raggiungendolo in ogni angolo, in ogni piu’ nascosto anfratto grazie al potenziale di movimento del libero scambio marittimo. Attenzione,  pero’ tale liberta’ del valore di scambio, su questo l’Inghilterra e’ sempre stata ben determinata, non e' stato mai applicato  con equita’ su tutti gli Stati, ma in forza del dominio del mare e di una tecnologia sempre piu’ concepita a proprio favore, cosa che diverra’ preminente a seguito della cosidetta Rivoluzione Industriale, fenomeno originariamente di chiara marca anglosassone, finisce per riguardare solo un Paese e cioe’ se stessa. V’e’ di piu’ : per operare al meglio con  tale prassi e rimanere ancora piu’ nascosta, lo Stato,  il potere reale, ma anche il  governo, i diversi potentati che operano sempre sul lato economico, che si compiacciono  di definirsi democratici non operano direttamente, ma utilizzano il meccanismo delle sette, rifacendosi, per convenienza e utilitarismo ancora piu’ mascherati, ad un antico passato molto poco verificato, e cioe’ al leggendario tempio di Salomone e alla confraternita della libera muratoria - cioe’ le persone abilitate all’esercizio della professione di architetto (archè – techne’ = tecnica del principio) nella impersonificazione del mitico Hiram appunto il costruttore del tempio, ucciso da alcuni suoi allievi per carpigli il segreto del fare edificatorio. Il nome di “setta”si tramuta in quello di “Loggia” e la Massoneria (anche il nome e tutta la simbologia ad essa correlata richiamano la Libera Muratoria di Hiram e del tempio di Salomone )  diviene di fatto una sorta di braccio operativo dello Stato che assume sempre maggiore rilevanza fino a incanalre lei la direttivita’ della politica e della stessa Casa Regnante, sempre piu’ subordinate al potere economico e al principio del libero mercato,  pero’ a senso univoco. Tramite la Massoneria,  lo spirito marittimo dell’Inghilterra si fa sempre piu’ subdolo e tende a seminare zizzania tra gli stati continentali unicamente per conseguire vantaggi economici che alla fin fine vanno a coincidere con i propositi di dominio di tutta l’area europea. Come diceva   Raleigh    “chi domina il mare, domina il commercio del mondo e a  chi domina il commercio del mondo, appartengono tutti i tesori del mondo e il mondo stesso” ecco questa potremmo definire la massima a mo’ di imperativo categorico della bottegaia Inghilterra e del suo braccio operativo: la Massoneria. Nell’ambito di quel seminare zizzania e provocare sempre piu’ scontri tra i popoli continentali, di certo grande piacere dovettero provare i nostri bottegai e loggisti  con le guerre fratricide tra Austria e Prussia e l’emergere di nuovi effimeri campioni di quell’ancora non appannato del tutto carisma del  prode guerriero come e’ il caso di Federico II di Prussia uno degli ultimi epigoni a essere qualificato dell’epigono di “grande”, ma ci sono altri ambiti che possono essere interpretati secondo canoni alquanto diversi da quelli ufficiali  come quello ad esempio del “cui prodest” di una rivoluzione, ovvero un sovvertimento violento e improvviso di un certo “Statu quo “ la risposta e’ presto data : sempre a loro: bottegai e loggisti, gente che oramai antepone a tutto l’interesse economico, il denaro, il commercio, il mercato e ne ha fatto dei veri e propri parametri di misurazione della rilevanza della potenza di una intera civilta’ nel mondo.
Cosi’ anche la cosidetta rivoluzione delle colonie americane di poco antecedente a quella in territorio europeo in Francia, denota quasi uno spirito di contro assicurazione, si' da garantirsi 
una entita’ territoriale piu' vasta,  ma sempre conservando lo spirito talassico  come per   per assicurarsi anche nel futuro una base operativa in grado di mantenere quella supremazia non territoriale, non militare, ma marittima e quindi continuare ad esercitare il potere commerciale. Non e’ quindi un caso che tutti i principali protagonisti della rivoluzione americana, sia dalla parte dei ribelli che da parte del governo inglese fossero dei conclamati massoni a cominciare da Washington ed anche dal famoso marchese   Lafayette, generale sia dell’esercito dei ribelli americani che successivamente della Francia rivoluzionaria. E lo stesso vale per tutti indiscriminatamente i protagonisti della rivoluzione in Francia: Lafayette,  Marat, Danton, Robespierre. Saint Just, Barrat, Carnot, tutti framassoni a prescindere dalle idee politiche di destra o sinistra secondo la pseudo differenza che deve proprio al periodo della Rivoluzione la ben nota differenziazione nominalistica. Viene quindi da chiedersi, stante questa pronunciata presenza massone (anche la celeberrima presa della Bastiglia difatti fu guidata da drappelli guidati da noti massoni) se l’Inghilterra non ci abbia messo lo zampino sia nella sua preparazione che nella sua realizzazione, ovviamente l’Inghilterra tramite il suo braccio operativo della Massoneria che, proprio in virtu’ di questi due eventi che fanno seguito alla Rivoluzione Industriale, piu’ che un braccio abbia assunto il ruolo della mente.  Si obiettera’ “ma come?” l’inghilterra nemica irriducibile di Napoleone, che addirittura sta dietro la rivoluzione francese? Suvvia….” Attenzione signori perche’ anche il Generale Napoleone Buonaparte fu originariamente affiliato alla Massoneria, anche per compiacere il suo piu’ indefesso padrino ovvero quel Paul Barras, che lo aveva favorito agli inizi della carriera  a Tolone promuovendolo da capitano a Generale e quale membro piu’ influente del Direttorio non solo nominato qualche anno dopo comandante dell’armata d’italia, ma gonfiate in maniera abnorme le sue battaglie, era stato il vero creatore del mito del nuovo genio militare. Solo che Napoleone una volta raggiunte le inusitate e insperate  vette della sua, diciamo  un po’ fortuna, un po’ opportunismo,  indubbiamente una certa scaltrezza, come aveva prontamente scaricato Barras, così aveva preso le distanze dalla massoneria e quindi anche dagli inglesi che anzi erano divenuti i suoi peggiori nemici. E’ successo spesso nella storia, che personaggi partiti da un certo contesto, lo abbiano poi abbandonato ed anzi si siano rivelati i piu’ strenui avversari di tale loro contesto:  così ad esempio il principe Eugenio di Savoia che aveva chiesto un incarico da Generale a Luigi XIV e non avendolo ottenuto era divenuto il suo grande nemico, prendendosi anche la soddisfazione di sconfiggerne spesso i suoi eserciti ,  così Benito Mussolini che partito da socialista massimalista e barricadiero era divenuto il Duce del fascismo e quindi il persecutore di tutta la sinistra, così perfino John Fitzgerald Kennedy dal pieno appoggio della mafia anche per la sua elezione, si era talmente  emancipato da tale influenza, che per impedirne ulteriori ritorsioni la grande mafia statunitense (Carlos Marcello, Santo Trafficante, Sam Giancana, etc.)  si era vista costretta a ucciderlo. La massoneria, e dietro di essa l’intero Paese dell’Inghilterra sempre piu’ asservito in ogni sua manifestazione al dio denaro, al commercio, al mercato e quindi all’elemento mare, entrambi sempre dietro ai disordini, alle sommosse, ad ogni piu’ piccolo turbamento dello “statu quo” di ogni singolo paese dell’europa continentale: Austria, nei suoi diversi

domini, ma anche nel cuore della sua capitale,  Regno delle Due Sicilie, financo nell’insignificante Regno di Sardegna, stimolando con tanto di generosi finanziamenti  da parte di uno della piu’ potente famiglia massone i Rotschild, a intervenire a favore degli insorti di Milano e dichiarare guerra all’Austria. Lo si sara’ capito,  siamo nel turbolento 1848, le feste per i bottegai cominciano in Sicilia nel gennaio e continuano per tutto l’anno a Milano, a Brescia, a Praga, a Budapest e come si e’ detto,  nella stessa capitale dell’Impero Asburgico Vienna, con strascichi anche nell’anno successivo. Strascichi che per fortuna sono stati tutti ricomposti e le rivolte tutte sedate. Sembra una sconfitta per le forze di mare ovvero i bottegai e i loro garzoni, pero’ sono riuscite nel colpo piu’ grosso e piu’ saturo di implicazioni : l’ allontanamento del principe di Metternich, il 
 garante di trenta e piu’ anni  di pace e di tutta terricola, senza bisogno di andare a ricercare astrusi mercati e un commercio che in verita’ alimenta piu’ che altro se stesso. E’ vero che il grande statista era alquanto invecchiato (75 anni) ma la sua perdita, si fara’ inesorabilmente sentire di li’ a poco, quando contando sulla pochezza dei successori di Metternich e sulla giovane eta’ e quindi inesperienza del nuovo imperatore Franz Joseph (diciott’anni al momento dell’ascesa al trono nel dicembre 1848), ancora una volta Inghilterra e Massoneria  erano  riuscite a seminare zizzania tra i Paesi  europei convincendo il borioso nipote di Napoleone, Luigi Napoleone autonominatosi anche lui imperatore, ad impegnarsi in guerra contro Turchia e Russia per il possesso della Crimea e finendo anche per coinvolgere l’altrettanto velleitario Regno di Sardegna tramite il proprio Capo del Governo il Conte Camillo Benso di Cavour  ovviamente fra massone anche lui e particolarmente asservito alla casa Rotschild, con la promessa di favorirne le ambizioni di sottrarre all'Austria il possesso dei territori dell'alta Italia di Lombardia e Veneto. La accennata inesperienza del giovane Imperatore austriaco, tra l’altro, proprio nel periodo piu’ acuto del conflitto per la Crimea, infiammato dalla passione di un romantico amore (per la famosa Sissi), e la assoluta incapacita’ dei governanti imperiali,  portera’ anche l’Austria dalla parte di Inghilterra, Francia e Piemonte finendo per mettersi contro l’altro grande impero di terra del continente difatti lo Zar di Russia infuriato per il mancato appoggio dell’Austria, che lui non aveva mancato di dare nel ’49 contro i ribelli Ungheresi, passera’ inesorabilmente dalla parte delle potenze succubi dell’Inghilterra e questo non solo non aiutando l’Austria contro Francia e Piemonte nella successiva guerra del ’59, ma mantenendo tale antistorica posizione ancora nel 1914 nella apocalisse della Grande Guerra. Come si vede  la bottegaia Inghilterra e la sua emanazione piu' informante la Massoneria,  sono state la zizzania d'Europa e con un'ottica un tantino piu' allungata  la disgrazia dell'intero pianeta che si e' trovato irretito in una spirale di violenza e  mercimonio che ancora oggi ne costituiscono come una ragnatela,  a protagonista cambiato pero' :  ricordate difatti quella sorta di di rivoluzione sotto controassicurazione come si era definita la guerra di indipendenza delle colonie americane? Ebbene si, sembra proprio che nella loro  spregiudicata gestione  dell'elemento liquido, mobile, marino ai fini commerciali, l'inghilterra o meglio con maggiore attinenza la Massoneria,  abbia avuto quel che si dice l'occhio lungo : le straordinarie potenzialita' dell'elemento meccanico  quale si era venuto ad affermare con la rivoluzione industriale difatti,  erano gia' chiare ai nostri volponi della massoneria  sul finire di quel XVIII secolo, con la considerazione parallela che l'Inghilterra era un'isola troppo piccola, troppo marginale per potere continuare ad  esercitare  un predominio mondiale dei mercati e dei commerci.  Ideale appunto una sconfinata isola quale si poneva il continente americano : l'america si configurava insomma come  una isola maggiore in grado di perpetuare il dominio  britannico del mare  su piu' vasta scala. In tal senso anche il politico Disraeli si era accorto di questo difetto di proporzione  in merito alla necessita' di mantenere  il predominio anglosassone del mare e difatti sotto forma di un romanzo nel 1847 aveva ipotizzato che la regina di Inghilterra si trasferisse in India ponendo la sua corte  a Delhi. Ma e' ancora  Schmitt nel suo libello Terra e mare che  ci informa che fu un ammiraglio americano  certo Mahan  che sul finire del XIX secolo  ratifico' in un saggio dal titolo inequivocabile "The influence of sea power upon History 1660-1783" quell'antica visione di "isola maggiore " dei lungimiranti massoni che organizzarono la rivoluzione americana.  In tale saggio  si parla difatti delle possibilita' di una sempre piu' stretta cooperazione tra Inghilterra e Stati Uniti ravvisandone la piu' profonda ragione non tanto  nella  comunanza di cultura, lingua e costumi, quanto sul carattere insulare di entrambi le nazioni, differenziate solo dalle proporzioni e pertanto rendere necessario una sorta di passaggio del testimone dalla piu' piccola alla piu' grande , con il fine specifico  di mantenere il dominio mondiale dei mari anche nelle mutate e sempre piu' complesse situazioni geo politiche del pianeta.  Il carattere insulare degli Stati Uniti oramai palesatosi  all'affaccio del nuovo secolo, osservava Mahan in una nuova edizione del saggio nel 1904,  dovrebbe garantire la salvaguardia e prosecuzione  del dominio del mare  su base piu' ampia e con l'impiego piu' idoneo della tecnologia.  L'america insomma diventava  proprio quell'isola maggiore che i massoni della guerra di indipendenza delle colonie americane si erano configurati in grado di perpetuare la conquista britannica  del mare e anzi proseguirla e ampliarla su piu' vasta scala promuovendo quindi  un accezione di "mare angloamericano" sul mondo intero , cosi' come era accaduto in occidente solo una volta sia pure in una diversissima accezione : con l'Impero Romano e la denominazione di "mare nostrum"
Bisogna convenire che la prospettiva di Mahan (e della massoneria del 1776) ha avuto una piu' che concreta applicazione sia da parte dell'Inghilterra,  che  dall'America  nel corso delle due grandi guerre mondiali del XX secolo e con  crescente e anche arrogante incisivita' proprio dagli Stati Uniti che specie dopo la caduta del blocco comunista nel 1989 si sono assunti il ruolo dim  non solo dominatore, ma anche di  guardiano del mondo e di piu' che volenteroso carnefice di ogni liberta' . 

SEMPRE E SOLO LA PAURA

  La vera unica origine delle malattie, tutte le malattie, sta in un unica, sola e terribile parola che si fa emozione : la paura . dal raff...