Un autore che è stato importantissimo nella mia formazione: Jen Baudrillard, in ispecie per un libro il cui titolo e' per me ancora tutto un programma "Lo scambio simbolico e la morte" ecco! mi viene di rinfrescarmi un pò la memoria, anche perchè segna il mio definitivo abbandono di ogni velleità di comprensione politica (grosso modo col 1989), partendo da quell' idea di equivalenza che rappresenta un sequel del famoso libro di Benjamin su "l'epoca d'arte nell'epoca della sua riproduciblità tecnica". difatti con l'equivalenza di tutte le cose il principio di simulazione ha sostituito il principio di realtà. Alla contraffazione della prima età moderna e alla produzione di quella industriale, segue la simulazione, intesa da Baudrillard in termini assai complessi, a partire dalla universale riproducibilità tecnologica, artificiale e mediatica di ogni ente, evento e processo: «Per le opinioni, come per i beni materiali, la produzione è morta, viva la riproduzione!» e, con essa, una cultura impregnata della morte artificiale e della equivalenza generale di ogni cosa con ogni altra, fondamento dello scambio capitalistico che ha sostituito e distrutto lo scambio simbolico, quello che veniva platealmente manifestato nel Potlac (la distruzione della parte eccedente, dell'accumulo) Le forme dell’equivalenza si possono trovare in ambiti molto diversi tra di loro, quali: la centralità nella medicina contemporanea del del corpo-cadavere, rispetto al Leib, il corpo vissuto; la natura razziale dell’Umanesimo, poiché prima di esso culture e razze «si sono ignorate o annientate, ma mai sotto il segno d’una Ragione universale. Non c’è un criterio dell’uomo, non la divisione dell’Inumano, soltanto delle differenze che possono affrontarsi a morte. Ma è il nostro concetto indifferenziato dell’Uomo che fa sorgere la discriminazione» ; la profonda corrispondenza tra monoteismo e potere politico unificato, così diverso dallo scambio molteplice dei politeismi; il sostanziale matriarcato delle società senza Padre quali sempre più vanno diventando le nostre “avanzate” strutture sociali, un matriarcato dell’equivalenza tra madri e figli che impedisce la crescita autonoma del «soggetto perverso» il cui lavoro «consiste nell’installarsi in questo miraggio di se stesso e di trovarvi l’appagamento del suo desiderio –in realtà appagamento del desiderio della madre, da cui appunto il mio "son tutte brutte e cattive le madri del mondo"Processo identico a quello dell’incesto: non si esce più dalla famiglia» L’equivalenza tesa a cancellare ogni differenza si esprime soprattutto nell’utopia negativa e mercantile della abolizione della morte, in ciò che Norbert Elias ha definito la «solitudine del morente» e che Baudrillard descrive come «paranoia della ragione, i cui assiomi fanno sorgere ovunque l’inintelligibile assoluto, la Morte come inaccettabile e insolubile» poiché «tutta la nostra cultura non è che un immenso sforzo per dissociare la vita dalla morte, scongiurare l’ambivalenza della morte a solo vantaggio della riproduzione della vita come valore, e del tempo come equivalente generale. Abolire la morte è il nostro fantasma che si ramifica in tutte le direzioni: quella della sopravvivenza e dell’eternità per le religioni, quella della verità per la scienza, quella della produttività e dell’accumulazione per l’economia» Si capiscono adesso i miei spasmodici tentativi, perlomeno a livello personale di "de-finizione" di cambiamento di indice referenziale: via questa vita di equivalenti o meglio da simulacri come dice Baudrillard da copia intesa come concettualmente assoluta. Contro questi deliri di equivalenza vanno difesi il senso e la realtà dello scambio simbolico che permette ai primitivi di vivere con i loro morti «sotto gli auspici del rituale e della festa» mentre «noi commerciamo con i nostri morti con la moneta della malinconia» Ecco perché, rispetto alla sterile superficialità di ogni riduzionismo economicistico, psicologistico, sociologico, Baudrillard può giustamente asserire che «la rivoluzione è simbolica, o non lo è affatto» . Lo spazio del simbolico è infatti l’ambito nel quale l’umano esplica le proprie esigenze più fonde, le speranze assolute, le forme delle culture e delle comunità, la potenza dei sentimenti, l’edificazione delle arti e delle filosofie, la sfera del senso. L’umano è un dispositivo semantico perché non vive di solo pane e per riuscire letteralmente a muoversi, agire, prendere la costante serie di decisioni che intesse la vita, ha bisogno di trovare un significato – un qualsiasi significato, dato che oramai siamo in un tempo che le cose non hanno più nessun significato e nessun significante .L’incessante scambio simbolico in cui la vita consiste comprende in sé anche la morte, soprattutto la morte, e solo in questa com-prensione le può dare un significato né soltanto biologico né malinconicamente disperante né economicamente in perdita ma colmo della pienezza del dono che ogni presente è, anche quello della fine. Eh si!!! Baudrillard va recuperato e va urgentemente aggiunto ad Al di là del principio del piacere di Freud, a Lacan a Mattè Blanco, a Heidegger, ad un recupero di Evola, un pò a Jaynes e anche al pragmatico delle Leggi Biologiche di Hamer
sembra una modalità di coniugazione spazio/temporale laddove ci si muove tra futuro anteriore e calcolo infinitesimale ove limiti, derivate e integrali sono proiezioni di numeri negativi (ovvero numeri immaginari)
sabato 25 novembre 2023
venerdì 17 novembre 2023
LA POLITICA : IL PARADOSSO PIU' INFAME
mercoledì 1 novembre 2023
NON ANNI ALLA VITA, MA VITA AGLI ANNI
E’ uno dei piu’ triti luoghi comuni quello di affermare che la medicina moderna avrebbe allungato la vita della gente - si riportano dati che dicono che l’età media di vita, chesso’ dei tempi dei Romani o ancor peggio del medioevo non arrivava ai trent’anni di vita, salvo pero’ a rimarcare che un Giulio Cesare non era considerato affatto vecchio all’eta’ di 56 anni e per toglierlo di torno erano stati costretti ad assassinarlo, così lo stesso per la piu’ parte dei personaggi famosi, quando non uccisi in congiure o pronunciamenti, quasi tutti arrivati ad una eta’ piu’ che ragguardevole (Scipione, Catone, Cicerone, Augusto, Tiberio etc.) e lo stesso dicasi per i cosidetti “secoli bui” del Medioevo (i vari Papi, i Reali, i Dogi di Venezia molti dei quali ancora attivi superato i novant'anni), fino ai secoli successivi antecedenti la Rivoluzione Industriale di meta’ secolo XVIII con la quale si suole indicare l’inizio della eta’ moderna. Abbiamo fatto cenno della longevita’ì di Papi, Reali, Dogi e comunque persone di spicco: un Dante indicava il limite di “nostra vita” nei settant'anni e siamo nel 1300, nei secoli successivi ci sono stati politici, artisti ottuagenari e addirittura novantenni ancora perfettamente attivi come Michelangelo, ribadendo comunque che la maggior parte delle persone di agiatezza o anche di media agiatezza, arrivavano tutti abbondantemente sopra la soglia della sessantacinque anni, eta’ che ancor oggi e’ giudicata di limite alla soglia della vecchiezza e questo molto molto prima dell’affermarsi della medicina cosidetta moderna. Sembra insomma che la statistica non si applichi alle persone con un certo tenore di vita, ma solo alla massa di diseredati, che vivevano per lo piu’ in disastrose condizioni di igiene ed anche di enorme penuria alimentare, aggiungendovi a questo le fatiche e i pericoli del vivere quotidiano cui erano esposti contadini, manovali, financo artigiani e soldati di basso grado, tra carestie, guerre, assedi. Insomma per farla breve considerando l’eta’ media delle persone si sarebbe piu’ che raddoppiata quella famosa eta’ media di vita, ma nulla o quasi nulla si sarebbe aggiunto all’eta’ di una persona benestante.
Quindi precisiamo che la medicina moderna, ovvero quella serie di scoperte, invenzioni, anche nozioni e nuove abitudini, che ha cominciato ad affermarsi parecchio dopo la Rivoluzione Industriale e soprattutto col positivismo del XIX secolo, riguarda non la vita in generale come fenomeno biologico, che ripetiamo non ha aggiunto un giorno di piu’ a quello che e’ sempre stata - ottantenni, novantenni, come abbiamo visto anche arzilli, ce ne sono sempre stati e neppure sono mancati i centenari - per cui lo straordinario allungamento non puo ‘ essere addotto ad una qualche nuova pratica di chissa’ quanto nuova straordinaria scoperta, ma piuttosto ad una diffusione di uno stato che prima era di pochissimi e via via col tempo e’ cominciato a diffondersi: potremmo azzardare ad una sorta di democratizzazione, di emancipazione di uno stato d’essere privilegiato, divenuto sempre piu’ comune : quello della persona ben nutrita, non oberata da pesanti lavori, non sottoposta a ripetuti disagi. Non si tratta quindi di efficacia, ma piuttosto di diffusione e per la verita’ in questo la medicina c’entra poco, anche perche’ quella che si considera al massimo grado medicina moderna non e’ quell’insieme di conoscenze, abilita’ che farebbero si che la qualsivoglia affezione venga subito contrastata e respinta , ma piuttosto una serie di rimedi a posteriori che pochissimo incidono sul decorso di una patologia. Quando questa medicina ha voluto poi cimentarsi sulla prevenzione di tali patologie o malattie, come sempre piu’ tali stati sono stati denominati, ha mostrato tutta la sua pochezza. Non parliamo infatti piu’ di quel famoso “occhio clinico” cui faceva riferimento anche il grande Medico dell’antichita’ Ippocrate, di cui i medici di vecchissima generazione quelli che la nostra generazione (nati intorno alla meta’ del XX secolo) ha fatto appena a tempo a conoscere nell’infanzia, esercitavano con naturalezza e vera competenza e neppure di quella medicina fondata sulla fattualita’ del pronto intervento su organo colpito da trauma, come l’anestesia e la chirurgia, che in effetti hanno risolto molti problemi, legati alla contingenza dell’evento, secondo il detto da alcuni attribuito sempre ad Ippocrate, ma da altri a Galeno, del “Divinum est sedare dolorem”, parliamo in verita’ della medicina affermatasi grazie al nume tutelare del denaro e di societa’ fondate sulle speculazioni commerciali e di mercato, quella che ha origine nella Rivoluzione industriale e nello spirito bottegaio della cultura anglosassone, affermatasi soprattutto nel XIX secolo con lo sviluppo di quella cultura positivista e tutto sommato commerciale cui avevano dato impulso una serie di teorie di pensatori prevalentemente inglesi (Smith, Malthus, Say, Ricardo, Stuart Mill, Spencer, etc) , ma di ispirazione hegeliana, il cui corpus filosofico al di la’ delle apparenze si sposava appieno ad una concezione di compravendita anche di idee; così in Hegel soprattutto nel conflitto “servo-padrone” della Fenomenologia dello Spirito, o vieppiu’ in tutte le morti rituali della storia, dell’arte, scandite dalla famosa dialettica ed anche di risibili incontri con personaggi, improbabili rappresentanti di un certo spirito come ad esempio il mediocre e gonfiatissimo genio militare di Napoleone Bonaparte, visto
all’indomani della battaglia di Jena, che avrebbe incarnato lo spitito della storia (sarebbe stato curioso vedere come si sarebbe portato il nostro super filosofo avesse avuto lo stesso incontro con Napoleone, ma appena qualche mese dopo, ovvero dopo Eylau e non Jena ). L’unico vero spirito che sta alla base della medicina moderna e’ come abbiamo detto, quello commerciale, bottegaio che ha i suoi prodromi nella mentalita’ bottegaia anglosassone, il cui testimone e’ stato piu’ che degnamente raccolto dagli Stati Uniti d’America come ulteriore elemento di potere e dominio talassico e non terricolo secondo la illuminante interpretazione di Carl Schmitt in “Terra e Mare”. Diciamo che l’atto di nascita della medicina moderna e allopatica si ha con le pseudo scoperte di Louis Pasteur un vero e proprio arruffone della scienza che aveva spacciato delle teorie di suoi maestri (soprattutto Bechamp) per sue al fine di acquisire credibilita’ non tanto per desiderio di gloria, quanto di vil denaro, favorendo una concezione di perniciosita’ dei microbi, che ben si adattava alle speculazioni di un onnipotente industriale del petrolio come Rockfeller che con la sua fondazione e l’avallo di prezzolati scienziati intendeva dominare il mondo della farmacologia scagliandosi contro la medicina naturale e favorendo l’impiego della chimica e quindi del petrolio nei farmaci. Io non credo come e’ stato ipotizzato da qualcuno, che la fondazione Rockefeller con l'invenzione della medicina moderna avesse intenzione di ridurre l'età media di vita della gente, rendendo sempre più deboli e malate le masse, questo e’ un fenomeno indotto ed e’ un po’ di contrappasso a quanto osservato su eta’ media di vita e vita biologica . A Rockfeller e ai suoi accoliti delle lobbies farmaceutiche, soprattutto dopo il famigerato Protocollo Flexner del 1910 (siamo quindi arrivati al XX secolo, cioe’ appena ieri) importava sancire la fine di ogni naturalezza dei trattamenti terapeutici e stabilire il primato assoluto del farmaco chimico derivato dal petriolio, proprio facendo leva sulla teoria di una perniciosita’ dei microbi, invisibili e spesso e volentieri neppure esistenti animaletti nemici del genere umano, la teoria appunto che gli aveva confezionato a bella posta Pasteur contraddicendo platealmente l’assioma del grande fisiologo Claude Bernard “il microbo e’ nulla, il terreno e’ tutto!” E’ stato detto anche questo che attraverso farmaci, vaccini e piu’ recentemente chemioterapia la fondazione Rockefeller ha avuto, e anche questo testimone e’ stato prontamente raccolto (Big Pharma, OMS, Bill Gates, Open Society di Soros, etc.), e ha intenzione di eliminare gran parte della popolazione mondiale( sorta di ritornello dei vari eredi di Rockfeller, di Schwab, Kissinger, Gates, insomma i soliti noti) Eppure come spiegare il fatto che proprio la popolazione mondiale intesa come massa e non come singolarita’ biologica Eppure paradossalmente e’ proprio l'età media si innalzata. Come è possibile ciò? In realtà se noi diamo uno sguardo ai libri di storia vediamo che l'età media di vita delle classi agiate del passato (Roma antica, medioevo, età dei lumi, ecc.) si aggirava - come oggi - intorno agli 80 anni. Per lo più - vedendo quanto riportato dai libri di storia - la vita di condottieri, monarchi, nobili, scrittori, filosofi e di tutti gli appartenenti alle classi superiori era molto lunga e terminava in media intorno ai 70 - 80 anni. Chi moriva prima erano gli uomini appartenenti alle classi inferiori, alle classi disagiate e senza redditi. Ma perché questa gente moriva prima? Forse perchè la medicina antica era meno efficace della medicina moderna? La medicina antica non era per nulla meno efficace della medicina moderna, anzi, considerando quel famoso “occhio clinico” la perizia acquisita sul campo da medici di buona volonta’, forse era anche migliore. Ma allora perchè l'età media della gente si è innalzata e le aspettative di vita si sono fatte così dilatate ? ? La risposta è più semplice di quanto si creda: l'età media si è innalzata perchè sono stati inventati l'Istituito delle pensioni, i servizi sociali e tutto l'insieme di misure di sostegno che lo Stato prevede per le classi più umili e disagiate. L'erogazione delle pensioni ha fatto sì che le persone non più in età di lavoro potessero vivere più a lungo una volta espulsi dal mondo del lavoro. Ciò che faceva morire prematuramente queste persone infatti era - non il fatto che non fosse stata ancora inventata la medicina allopatica - ma il fatto che non disponessero di alcun reddito una volta buttati fuori dal mondo del lavoro. Se queste persone non muoiono più a 50 o 60 anni è perchè essi adesso hanno di che vivere, perchè hanno un reddito sicuro. Togli a queste persone la pensione (o la disoccupazione prevista per chi perde il lavoro) e vedrai come da subito l'età media di vita della popolazione si riduce bruscamente di 20 o di 30 anni. Lo stesso discorso si deve fare per bambini orfani, vedove, handicappati, mutilati, ecc. Senza l'aiuto dello Stato queste persone non avrebbero nessuna possibilità di sopravvivere. Dunque non è stata la medicina moderna ad innalzare l'età media di vita della popolazione ma semmai, l'invenzione dello Stato Sociale, la creazione di istituti quali la pensione, la disoccupazione e dei servizi sociali, tutto un insieme di istituzioni che specie i Paesi che non si sono fatti irretire dal populismo buonista e ipocrita delle ideologie di sinistra, hanno sviluppato proprio in concomitanza con l’affermarsi purtroppo della malefica medicina moderna fondata sulla chimica e sul petrolio In uno stato di estrema povertà e di miseria la funzione della medicina e' praticamente inesistente, non solo la cosidetta medicina tradizionale, ma anche quella omeopatica , la Ayurvedica, i vari metodi terapeutici, le strumentazioni piu' sofisticate e, udite udite... persino l'unica medicina valida escientificamente fondata, in quanto riposante sulla connessione cervello-corpo-organo come la medicina di Hamer potrebbe fare fare ben poco; difatti la gente muore ugualmente di fame, di abbandono di disperazione... nonostante Hamer e le sue 5 Leggi Biologiche…una persona senza mezzi e senza prospettive di vita, senza reddito e senza lavoro, abbandonata a se stessa è praticamente impossibile, che non cada malata, aggredita da tutti i traumi, da tutte le DHS di questo mondo.lunedì 23 ottobre 2023
IL MONDO COME FIERA DI PAESE NON UNA BOTTEGA
Ci sono parecchi indizi che farebbero di Vladimir Putin l’uomo ideale per guidare un diverso mondo da coniugarsi al Futuro Anteriore, questo perché Putin e’ il principale referente pragmatico della teoria del Mondo Multipolare del filosofo Aleksander Dugin, Multipolarismo che ha un sostrato di tradizione in pensatori del calibro di Evola, Pound, Guenon, Schmitt, Junger, De Benoist e giustappunto Dugin, e persino in certe frange di esponenti del pensiero marxista come Badiou e Zizek caratterizzatisi per il loro grado di avversione verso il capitalismo e la filosofia neo-liberista, ma anche per certe posizioni di derivazione Heideggheriana e psicoanalitica soprattutto lacaniana: c'e' anche una commistione con certe derivazioni dalle piu’ ardite sperimentazioni della fisica quantistica che ne fanno in qualche maniera una sorta di alleati del pensiero destrorso quale indicato sopra: un pensiero che a ben vedere ha sempre preso le distanze non solo dal comunismo, ma anche dal fascismo in quanto entrambi le ideologie e prassi politiche, sono la risultante sempre di stretta osservanza dell’impianto economico/liberista, che da parte sua ha ovviamente sempre cercato di ostracizzare tali pensatori, proponendo in alternativa i suoi sgherri destrorsi o sinistrorsi di infimo livello (certo piu’ i secondi che i primi) come unici rappresentati di un sapere che non accetta contraddittori, ovvero che non vuole giocare fuori dalle regole precostituite di una pseudo cultura partigiana, buonista e profondamente ipocrita, serva dichiarata del potere fondato sul denaro (per intenderci gli antichi economisti liberisti del tipo Smith, Say, Malthus, Stuart Mill, neo liberisti come Von Ayeck, Friedman, pseudo filosofi come Popper o Levy, etc.) Non un ' unica civiltà/cultura, ma appunto multi culture, tante quante sono le aree geografiche di aderenza, e basta con i commerci e i conti della serva dell'economia. Il mondo non è un grande mercato, molto meglio viverlo come una fiera di paese con la sua storia, i suoi costumi, le sue tradizioni, e pochi pochissimi scambi tra tali civiltà. Ad una fiera si portano i prodotti autoctoni, rigorosamente tradizionali, altro che società aperta, la società non è una, ma molta e per ognuna è bene che ci siano tanto di muri con portoni ben chiusi Lo so questo significa fare piazza pulita di perlomeno ottanta anni di menzogne e ipocrisia, significa ricacciare l’untuoso e mellifluo buonismo che recita la litania di un mondo tutto eguale, senza differenze di razza, di tradizioni, di costumi, significa rigettare al mittente quella odiosa idea di societa’ aperta così come concepita da quella farsa di filosofo che e’ Popper non a caso maestro di quel George Soros che tanta parte ha avuto nel creare questo mondo di orrore e di degrado. Rivolgiamoci invece a questa Teoria di Mondo multipolare di Aleksander Dugin non senza fondamento chiamata anche Quarta Teoria Politica,che rappresenta lo sviluppo logico e consequenziale del tradizionalismo nella postmodernita’ prendendo atto che tutte e tre le precedenti teorie politiche: liberismo, cominismo e fascismo, hanno miseramente fallito nel perseguire l’ideale di un mondo piu’ giusto. Tra l’altro ora in verita’ ci troviamo a che fare solo con la prima di tali teorie: quella neoliberale che specie dopo la caduta dell’Unione Sovietica ha di fatto talmente dominato il panorama mondiale da risultare unica, e giustappunto in virtu’ di tale unicita’ la sola rappresentante dello sfacelo del mondo postmoderno. Comunismo e fascismo hanno di fatto perduto la loro battaglia riducendosi ad essere tutt’al piu’ dei solleciti e spersonalizzati servitori dell’ideologia dominante del mondo unipolare incanalata piu’ che mai dagli Stati Uniti d’America: così ad esempio i governi ed anche l'opinione di sinistra che si sono fatti complici delle piu’ marchiane malefatte in termini di liberta’ e giustizia accettando tutte le imposizioni, tutte le storture e manipolazioni come ordinate dai padroni, e lo stessa dicasi con la pseudo destra ad esempio del nostro Paese, che con il Governo Meloni, perlomeno a livello di politica estera non ha fatto altro che ricalcare le infamie del precedente governo Draghi. Sia destra che sinistra hanno finito purtroppo per accettare l'assolutezza dell'unipolarismo, come detto rappresentato oggi all'ennesima potenza dagli USA, soggiogandosi al suo sistema di valori, che come abbiamo visto, in ispecie recentemente, fidando su paura e menzogna, ha cercato di riorganizzare a sua immagine e somiglianza il mondo intero, come dice Dugin "diffondendo ovunque le procedure , i criteri, le norme e i codici che sono stati elaborati al suo interno e sullo sviluppo di quelli gia' confezionati dello spirito anglosassone
lunedì 21 agosto 2023
DIFFERENZA TRA DESTRA E SINISTRA
Ogni tanto mi rileggo qualche pezzo di De Benoist e altri autori di Destra, Evola Schmitt, Junger, Pound, che la sinistra e' riuscita a emarginare e sempre piu' mi rendo conto che se vogliamo recuperare una modalita' di "esser-ci "(intendo proprio Heideggeriamente, cioe' Martin Heidegger altro pensatore di destra ) che spazzi via tutto l'orrore degli ultimi anni (per non dire secoli), dobbiamo operare quel grosso distinguo tra Destra e sinistra che non sono piu' le posizioni dei Deputati dell'Assemblea Costituente del 1789, ma una vera e propria modalita' appunto di d'esser-ci nel teatro del mondo che tiene conto di tutta una somma di fattori: una sinistra originariamente intesa come populista, democratica, progressista, una destra padronale, aristocratica, sovranista. Le recenti vicissitudini della Societa' Umana ci hanno invece fatto toccare con mano che queste si!: sono suddivisioni del tutto arbitrarie e decisamente fuorvianti. La mentalita' di sinistra con il turbo capitalismo avanzato e il post progressismo denunciato appunto da De Benoist e sopratutto da Dugin si e' rivelata la piu' sollecita serva del sistema dominante costituito di pochissimi ipercapitalisti eredi dei bottegai di anglosassone memoria, mentre la Destra si e' sempre piu' arroccata in una posizione di compromesso, senza riuscire a ritrovare le ragioni di una sua decisa superiorita' culturale e intellettiva. La vera gente di Destra e' oggi quella ristretta cerchia di persone che non hacreduto alla farsa della pandemia con un influenzetta spacciata per chissa' quale pestilenza, inventandosi un fantomatico virus nelle risibili varianti di una falsa credenza microbica alla Pasteur o addirittura formulando ancora piu' risibili fantasie a proposito della creazione di virus in laboratorio, la Destra non ha creduto alla iatrogena imposizione di vaccinazioni, non ha creduto ai lasciapassare, alle restrizioni, alle segregazioni, al riproporsi in scala generalizzata delle vergognose Leggi Razziali, non ha quindi creduto alle ragioni della Nato nel favorire la guerra in Ucraina e si fa beffe di tutte le panzane sul caldo mai registrato prima e divulgato a gran carcassa dalla infame classe giornalistica, vera serva di due padroni ; il denaro e la tecnologia. E' a proposito della tecnica e tecnologia che giova rileggersi alcuni passi del libello "Populismo" di De Benoist: La tecnica ha varcato il mondo umano? ci si chiede ? Per la cultura dominante, l’uomo coincide con i suoi strumenti,e quindi diviene parte funzionale di un meccanismo di dipendenza, quando invece non si rinuncia alla distinzione cruciale tra tecnica e tecnologia, e all’approfondimento del senso della dicotomia che ci ha condotti in una situazione inedita per l’umanità, vi e’ la grande differenza che la tecnica è il saper fare con scopo, mentre tecnologia è un riduzionismo funzionale - scienza applicata che produce un “impianto” – una "Gestell", per dirla con Martin Heidegger – il cui fine è quello di fornirci una funzione senza passare attraverso il saper fare e quindi ci rende dipendente da un meccanismo viziato e con scopi precostituiti da altriParadossalmente le culture tradizionali avevano competenze tecniche incomparabili rispetto all’uomo contemporaneo. Carl Schmitt identificò nelle due forme secolarizzate complementari di un pathos – l’uno tecnico, l’altro moralistico – l’elemento basilare di ogni società liberale moderna, vista come l’epoca delle “neutralizzazioni”; epoca nella quale tutto ciò che è politico si sfalda di fronte al prevalere di dinamiche fatte di pura concorrenza, disciplinate da automatismi tecnico-commerciali e da meccanismi che non vedono più uomini e comunità, ma un’informe moltitudine di alienati. La storia resta aperta; in un contesto geopolitico in cui venga meno l’unilateralismo universalistico, si apre l’opportunità di un multipolarismo internazionale. L’Europa è di fronte al proprio declino atlantico, nell’assecondare una subalternità al decadente modello americano, oppure nel cercare un’originale comunità di destino continentale. L’auctoritas è il principio che consente di distinguere tra la legittimità e la mera legalità del potere, subordinando la forza al diritto, inteso in senso non formale e procedurale, ma numinoso; ossia in grado di far riverberare su di sé in modo conforme la coscienza collettiva, ponendo nella forma del limite la potenza: la civiltà contro la barbarie
sabato 19 agosto 2023
DIVERTISSEMENT SUPER REAZIONARIO
venerdì 11 agosto 2023
DALLA PAURA DELLA MORTE A....
In questo articolo si parla del cancro ai polmoni, che come sottolinea Rick Geerd Hamer corrisponde alla paura di morire, alla paura della morte. Questo io l’ho sempre saputo anche prima di conoscere le teorie di Hamer , difatti nel 1995 mia cognata ebbe modo di riferirmi di un accidente che le era capitato su di una barca, ritrovandosi all’improvviso alla merce’ di un mare fattosi nel giro di pochi secondi, burrascoso. il suo racconto era estremamente accorato e ancora partecipe, la barca era piuttosto grossa e c’erano anche molte altre persone a bordo (il marito, i figli , degli amici e anche una bimba piccola che lei aveva associato al suo prossimo destino di affogata ) ho ancora nelle orecchie le sue parole “ “Mario non so come spiegartelo , ma ho visto veramente la morte, e malgrado la mia famiglia, quella bambina, ho visto in dettaglio la morte e all’improvviso mi sono sentita disperata e sola, abbandonata da tutto e da tutti” Parole che mi sono tornate alla mente appena una ventina di giorni dopo una stizzosa tosse si era rivelata una diagnosi di cancro ai polmoni e dei peggiori, a detta della medicina tradizionale, uno dei piu’ maligni, come se si potesse stabilire una gradualita’ nella perniciosita’ del tumore. All’epoca , lo ripeto non ero ancora in possesso della conoscenza della teoria Hameriana con le sue cinque Leggi Biologiche, pero’ l’associazione tra trauma e malattia, l’avevo fatta subito, immediatamente. Forse cio’ era dovuto al fatto che fin da ragazzino fui vittima di una paura di affezione tubercolare (1959) che letteralmente mi squasso’ la giovinezza e della quale in seguito ero sempre andato a ricercarne la misteriosissima causa, ritrovandola parzialmente nel libro di Groddeck Il Libro dell’ES, in certi passi sull’Orgone di Reich, e nel suo concetto di Armatura Caratteriale, perfino nella traslazione simmetrica di classi di appartenenza dell’inconscio come insiemi infiniti di Matte’ Blanco. Poi c'erano state malattie vere e non presunte delle quali ero riuscito sempre a trovarne una ragione, spesso una finalita’ (orecchioni a 15 anni, epatite virale a 20, quindi bronchite cronica, tosse, e anche affezioni a carico dell’apparato locomotorio, etc) e aggiungici determinate malattie che avevano colpito dei miei cari : un tumore al seno di una nonna a 51 anni,a conseguenza di problemi di problemi di casa, un infarto dell’altra nonna dopo una ristrutturazione di casa, una fortissima depressione di mio padre per via di svalutazione per motivi lavorativi con affezioni a carico dell’apparato escretorio. In realta’ ancor prima di conoscere le teorie di hamer ero un o abbastanza convinto dell’incidenza della psiche sul corpo, e di certo il cancro ai polmoni e’ sempre stato uno dei piu’ terrificanti e minacciosi. Nel 1958 in Sicilia ci fu un signore amico di mia nonna certo ing.Ascione che aveva appunto tale malattia e capitò che eravamo in vacanza a Giacalone in Sicilia, per cui ebbi modo di terrorizzarmi alquanto, anche perche’ mi era capitato di andare in bagno dopo di lui e mia nonna mi aveva ripreso “Mario che cavolo vai in bagno dopo quello, non lo sai che sputa sangue ????” questa frase mi fece una impressione enorme, che forse l’anno dopo riportai nella mia paura della tubercolosi dato che canonicamente aveva questa caratteristica (lo sputare sangue) . La tubercolosi aveva pero’ piu’ peculiarita’in quell’autunno del ’59 di imprimersi con maggiore immaginario terrorifico sulla peculiarita’ del sangue - avevo da poco visto il Film Dracula il Vampiro con Christopher Lee, poi c’erano dei racconti di mia nonna sulla sorella che l’aveva avuta e che appunto sporcava di sangue il fazzoletto dopo un colpo di tosse, e poi sembrava davvero l’inverazione del vecchio adagio “quando hai un martello tutte le cose ti sembrano chiodi” aprivi la TV e davano La Traviata , in vacanza a Palermo nell’estate, c’era il cartellino “morta di dura tisi” delle donne mummificate ancora negli stinti vestiti della cripta dei Cappuccini e via dicendo, senza contare quelle diverse denominazione tubercolosi, tisi, e forse la peggiore di tutte in quanto solo tre parole TBC, insomma Forse in quel lontano 1959 per una ragazzino di 11 anni era piu’ facile lasciarsi suggestionare da una malattia col sapore di antico che da una molto meno letteraria, tanto piu’ che Il cancro ai polmoni come ha sempre detto Hamer è difficile che si sviluppi naturalmente in un individuo, esso è sempre il portato, la conseguenza di qualche evento catastrofico: di un evento cioè che mette in gioco la stessa esistenza, la vita dell'uomo; ad esempio era molto sviluppato dai soldati al fronte, dai soldati in trincea durante una guerra oppure dagli abitanti di qualche città dell'antichità assediata e messa a ferro e a fuoco, che tra l’altro in tempi antichi non era neppure riconosciuto come tale ma come polmonite, bronchite acuta, e giustappunto tubercolosi. Oggi dopo la disvelazione di Hamer e cioe’ grosso modo solo dagli anni ottanta, fino al mio limite addirittura del 2017 che avevo dovuto attendere la sua morte per scoprirne la sconvolgente portata delle sue scoperte , sappiamo bene che per sviluppare il cancro ai polmoni è necessario che l'individuo abbia davanti agli occhi nitida la visione della sua fine, della sua morte (come appunto mia cognata). Il cancro ai polmoni è difficilissimo che lo sviluppino gli animali, tranne in eventi eccezionali. Non avendo gli animali cognizione della morte è improbabile che essi sviluppino un tumore ai polmoni. In realtà anche gli uomini - prima che la medicina capitanata da BIG PHARMA diventasse l'unica medicina consentita dall'establishment - difficilmente sviluppavano un tumore ai polmoni. Il tumore ai polmoni ai nostri giorni è diventato così frequente, così "popolare" fra la gente proprio grazie ai dogmi, alle diagnosi di una corporazione medica indottrinata dalla medicina ufficiale, dagli agenti di Big Pharma. Oggi infatti, sparite le guerre e gli assedi, l'individuo sviluppa un cancro ai polmoni quasi esclusivamente dopo una diagnosi medica che predice la sua fine, la sua morte. Di regola le diagnosi mediche che mettono l'individuo a tu per tu con la morte sono quelle che gli diagnosticano un tumore, un cancro o una qualche grave patologia mortale in qualche parte del suo corpo. Le dichiarazioni da parte del medico al paziente del tipo "hai un cancro maligno al fegato, hai un tumore al seno particolarmente aggressivo e invasivo, ti restano pochi mesi di vita, hai l'AIDS, ecc"...tutte queste dichiarazioni colpiscono il paziente come una condanna a morte, come una sentenza di totale annichilimento. "Anche cercare informazioni su un particolare sintomo su Internet con innumerevoli siti Web che propagano il concetto di malattie maligne può facilmente attivare un conflitto di paura della morte". Di regola quindi sono principalmente le diagnosi mediche nella nostra epoca che scatenano nell'individuo la paura della morte e con essa il tumore ai polmoni, difatti l'individuo messo di fronte alla MORTE si sente mancare l'aria, si sente come se stesse per soffocare, come se si trovasse nella condizione di non respirare o di non potere più assorbire l'aria.Noi di regola associamo la morte di un individuo con la mancanza di respiro. Quando un individuo smette di respirare noi lo dichiaramo morto: "ha esalato l'ultimo respiro", si dice di regola. Ed è per questo motivo che associamo la morte alla mancanza d'aria. Non a caso noi quando ci troviamo di fronte ad un evento mortale contraiamo il diaframma per ingerire, per inghiottire più aria - e quale evento è più mortale di una diagnosi medica che ti dà qualche mese di vita a causa di un tumore che dal punto di vista della medicina del dottor Hamer è del tutto innocuo? Dal momento in cui l'individuo ha paura di morire egli allarga i polmoni come per sfuggire ad una situazione di soffocamento, ad una situazione in cui l'aria viene a mancare. L'individuo che ha paura di morire, a cui è stato diagnostico una malattia mortale sente il bisogno di respirare a pieni polmoni, di fare il pieno di ossigeno. Il metodo che ha escogitato la natura per permettere all'individuo spaventato dalla morte di assorbire una maggiore quantità d'aria è quello di sviluppare un tumore. Il tumore come sappiamo è una proliferazione cellulare, una crescita in eccesso di cellule nell'organo bersaglio, nel nostro caso il polmone. Avendo l'individuo bisogno di respirare meglio, di assorbire più aria delle cellule tumorali proliferano negli alveoli polmonari con il compito di catturare più ossigeno. Negli alveoli polmonari deputati all'incameramento dell'ossigeno cioè cresce un tessuto supplementare, delle cellule tumorali, dei noduli rotondi con la funzione di catturare una maggiore quantità d'aria. Il compito delle cellule tumorali nei polmoni è quindi quello di incamerare più ossigeno per permettere all'individuo di sfuggire alla morte. Anche nel tumore ai polmoni - come in tutti i tumori - quindi non c'è niente di maligno di degenerativo, nessuna cellula impazzita. Il polmone si dilata per permettere all'individuo di sfuggire alla morte ingerendo una maggiore quantità d'aria. Il tumore continua a crescere fino a quando l'individuo teme per la sua vita, fino a quando è spaventato dall'idea della morte. Mentre, al contrario, il tumore smette di crescere, si arresta quando l'individuo supera il suo conflitto, quando vince la paura di morire. Una volta superato il suo conflitto l'individuo non ha più bisogno di ingerire più aria e quindi il suo tumore diventa superfluo, non più necessario. Arrivati a questo punto il cervello dà l'ordine ai micobatteri della tubercolosi di smantellare, di distruggere il tumore, il tessuto di polmone cresciuto in eccesso. Il tessuto demolito dai batteri viene poi espulso dalla bocca provocando tosse con catarro. L'espettorazione contiene anche muchi frammisti a pus e potrebbe contenere anche sangue. Questo processo di GUARIGIONE - l'espettorazione del tessuto polmonare demolito dai batteri - la medicina ufficiale lo chiama "tubecolosi polmonare". Tutti i tumori - come abbiamo visto anche nel tumore al seno e nel tumore allo stomaco - vengono smantellati, demoliti dall'azione dei batteri quando non sono più necessari. E con il tumore ai polmoni questa legge non cambia. "La secrezione tubercolare , escreta attraverso l'espettorato, è ricca di proteine. Se la fase di guarigione è lunga e intensa, la carenza di proteine potrebbe essere fatale. La morte, tuttavia, non è causata dall infezione della tubercolosi, ma piuttosto dall'esaurimento delle proteine (per questo motivo, la tubercolosi era precedentemente chiamata "consumo", tisi).
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| oggi come ieri : farse gonfiate |
Questo è esattamente ciò che accadde durante l' epidemia di tubercolosi polmonare del 1919 detta Spagnola dopo che milioni di persone avevano risolto i conflitti subiti durante quattro anni di guerra. La fine della guerra ha avviato una guarigione di massa. A causa dell'estrema povertà causata dalle crisi economiche mondiali seguite alla prima guerra mondiale, le persone affette da tubercolosi non hanno ricevuto il cibo ricco di proteine necessario per la guarigione. Solo coloro che potevano permettersi un'alimentazione adeguata erano in grado di sopravvivere. I poveri non avevano possibilità". Non fu quindi un presunto virus nella cosiddetta "pandemia" chiamata SPAGNOLA che portò alla morte milioni di persone alla fine della prima guerra mondiale ma la mancata guarigione dal tumore dovuta, nelle masse povere, ad una adeguata alimentazione ricca di proteine. Eh si! la cosidetta malefica elite di quattro bottegai arricchiti, sa che la paura di morire per tramite di un virus invisibile svilupperà nelle masse spaventate dal presunto VIRUS, un cancro ai polmoni. E questo è quello che effettivamente succederà a tutta quella gente terrorizzate dal coronavirus una volta che si sentirà al sicuro o che la finta pandemia avrà fine.
SEMPRE E SOLO LA PAURA
La vera unica origine delle malattie, tutte le malattie, sta in un unica, sola e terribile parola che si fa emozione : la paura . dal raff...
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