lunedì 10 febbraio 2025

LA BALLA DEL SISTEMA IMMUNITARIO

 

C'e' qualcuno che ha mai visto il sistema immunitario, questo fantomatioco scudo che dovrebbe proteggerci in circostanze di pericolo per la nostra salute? ? non dico  in terreno corporeo,  dove per il virus si e' stati costretti a ricorrere a elaborazioni computerizzate del tutto arbitrarie e falsate degli ancor visibili batteri tramite microscopi, ma perlomeno in vitro magari con la forma appunto di un bello scudo tipo quello di Achille?  In verita' si tratta di una invenzione  non meno falsa e ipergonfiata tipo quella dei virus, difatti  l'invenzione di un Sistema Immunitario era diventata necessaria dopo aver scoperto che il terzo postulato di Kock (le malattie sono causate dai microbi) non è dimostrabile. Ad oggi non si vuole ammettere che la teoria della infezione è sbagliata

Ricordiamo tutti quando da bambini si succhiava e si mangiava avidamente il ghiaccio dai cui blocchi i pezzi spaccati dall'accetta del ghiacciaiolo finivano in terra tra terra, polvere, formiche???? Ci ha mai preso qualche infezione? Mai e poi mai, anzi era proprio quel mettere mani, bocca tra lo sporco che ti preservava da qualsivoglia infezione, ti eri rifornito di microbi, necessari, indispensabili per mantenere un corpo in salute.
La cricca Pasteur - Kock (, poi Rockfeller, AMA, Big Pharma) furono costretti ad inventarsi di sana pianta l'esistenza di un sistema immunitario (mai prima d'allora visto da nessuno e da nessuno considerato) davanti alle obiezioni di valenti scienziati i quali - davanti all'affermazione di Pasteur e di Kock che sono i microbi a causare la malattia - ribatterono che ciò non poteva essere vero perchè anche le persone sane sono piene di microbi, di batteri. Davanti a questa giusta obiezione la cricca di Pasteur si difese inventandosi l'esistenza del sistema immunitario.
In sostanza Pasteur ribatté che se le persone sane non si ammalavano è perchè avevano un sistema immunitario forte, un sistema immunitario che fungeva da barriera insormontabile contro l'assalto dei microbi, mentre al contrario le persone che si ammalavano si ammalavano perchè non avevano un sistema immunitario abbastanza forte da proteggerle dall'assalto dei microbi. Diciamo che
il Sistema Immunitario è una balla ed anche una truffa, così com'è una balla e una truffa la Teoria dei Germi, ovvero la panzana che che siano i microbi a farci ammalare. Non esiste sistema immunitario che ti protegge dalle malattie, per il semplice fatto che le malattie non sono un male, esse originariamente erano utili all'animale - trasformando il suo corpo, i suoi organi e tessuti - per far fronte a pericoli o a situazioni eccezionali che l'individuo non sapeva come fronteggiare o risolvere. La malattia cioè potenziando, migliorando, rendendo più efficienti organi e tessuti del tuo corpo ti permetteva di superare determinate situazioni eccezionali o di grave pericolo. In natura l'individuo ha solo il suo corpo per rispondere alle sfide dell'ambiente.
La malattia - che nella prima fase, come ha ampiamente dimostrato Hamer, è sempre indolore per permetterti di affrontare al meglio la situazione eccezionale o di pericolo (mentre lotti non noti che qualcuno ti ha accoltellato) - trasformando il tuo corpo (dilatando i bronchi per avere più ossigeno, ulcerando le arterie coronarie per pompare più sangue nei muscoli, trasformando il pancreas per immettere più zuccheri nel tuo organismo, oppure nel caso del tumore allo stomaco secernendo più acido cloridrico per demolire il boccone indigesto, ecc) - la malattia ti permetteva di superare una situazione che altrimenti tu, con le forze che attingi dallo stato di normale salute, non avresti saputo come superare. Come dice il dottor Hamer " in situazioni di eccezionale emergenza o di pericolo il corpo funziona in maniera accelerata", e cioè squilibrata, anormale. Questa è la malattia. Una risorsa che la natura mette a tua disposizione per superare lo stato di pericolo. Quando tu poi hai superato la situazione di eccezionale pericolo si entra nella secondo fase della malattia, che è sempre una fase di guarigione e di riparazione. È in questa fase che hai la febbre e che senti dolore. Febbre e dolore che ti stanno portando alla guarigione.
In sintesi: secondo il dottor Hamer l'individuo reagisce ai pericoli e agli attacchi del mondo esterno non immunizzandosi o non ammalandosi (attraverso la difesa approntata da un presunto sistema immunitario, come vorrebbe la medicina ufficiale) ma AMMALANDOSI e cioè trasformando, alterando, potenziando funzioni e cambiando dimensioni di organi e tessuti del proprio corpo . Provate a leggere qualsiasi trattato di medicina sul SISTEMA IMMUNITARIO, suggerisce il
mio amico Claudio Trupiano nel suo eccezionale saggio "Grazie Dottor Hamer " ribadito dalla sua continuazione "Grazie ancora Dottor Hamer" , con un certo piacere apprendiamo dell'esistenza di un ottimo e programmato sistema, pronto a difenderci, con vere e proprie armate di soldati, dagli intrusi che attaccano il nostro corpo. Così si legge che dal midollo partono efficienti strutture di difesa: leucociti, linfociti T, B, granulociti vari, ecc.
Ma il compiacimento e la soddisfazione di essere difesi lasciano presto il posto a uno stato di rassegnato sconforto, quando si cerca di definire un fenomeno inspiegabile per la Medicina Ufficiale: questo esercito di difesa, all'improvviso, senza una ragione plausibile, decide di diventare nemico del nostro corpo e quegli stessi soldati, preposti alla difesa, si rivoltano contro di noi. La patologia quindi viene qualificata con l'aggettivo, valido per tutte quelle similari, di MALATTIA AUTOIMMUNE. E' come se il Ministro dell'Interno(il medico) dicesse: "Non capisco perchè, senza motivo, carabinieri e poliziotti (virus e batteri) impazziscono e cominciano a sparare sui cittadini (il nostro corpo)" Infatti, a parte i generici richiami a fattori ambientali, allo stress, alla cattiva alimentazione e all'onnipresente fumo di sigarette, non si comprende il motivo di questa destabilizzazione funzionale dell'organismo. Tanto meno ha una risposta la domanda perchè succede ad alcuni e ad altri no. Risultato finale: come pazienti ci sentiamo impotenti e restiamo con lo sguardo triste, pronti ad ascoltare quanti soldati dobbiamo acquistare per aumentare le nostre difese in previsione della prossima battaglia. Nel frattempo abbiamo solo l'imbarazzo della scelta delle molteplici proposte del circo mediatico farmaceutico, che fanno a gara per farci assumere l'ultimo ritrovato che fa alzare il sistema immunitario. Se uno ha capito il senso del discorso fatto da Claudio Trupiano questo qualcuno dovrebbe aver capito che senza il concetto del sistema immunitario, senza il concetto delle malattie autoimmuni inventato dalla medicina ufficiale tutto il mercato basato sui farmaci e sui vaccini di Big Pharma non avrebbe ragione di esistere e cadrebbe rovinosamente. È con la bufala del sistema immunitario debole o compromesso, del sistema immunitario che non fa più il suo dovere o che si rivolta contro di noi che Big Pharma ha potuto costruire tutto il suo mercato dei vaccini e le sue vergognose campagne vaccinali di cui abbiamo avuto i tristi esempi degli ultimi anni a proposito della colossale balla del coronavirus: infatti dopo aver elogiato l'efficienza di un presunto sistema immunitario che ci proteggerebbe dalle malattie non si manca mai di sottolineare che per le condizioni ambientali velenose in cui viviamo, per i cibi tossici che mangiamo, per la vita stressante che conduciamo e per il fatto che la maggior parte della popolazione è composta da anziani con un sistema immunitario ormai debole e compromesso e da bambini con un sistema immunitario in formazione, ci vengono a dire che tutti abbiamo un sistema immunitario ormai non funzionante, non all'altezza e quindi che tutti, ma proprio tutti avremmo bisogno di aiuti esterni per sconfiggere o proteggerci dalle malattie. tutti avremmo cioè bisogno di comprare degli anticorpi, dei soldati da schierare a difesa del nostro territorio, del nostro corpo. E con ciò il sistema del farmaco mentre sembrava che con il concetto di sistema immunitario ci volessero allontanare dalla medicina ufficiale e dalle sue pratiche in realtà ci avvicina, ci getta nelle braccia della medicina ufficiale. Infatti non bisogna mai dimenticare che la medicina ufficiale si basa, è fondata sul concetto di sistema immunitario. Cadendo questo cadrebbe tutta la sua teoria e la sua pratica, la sua prassi terapeutica fasulla. Come dice il dottor Hamer, in situazioni di eccezionale pericolo o di emergenza il corpo funziona in maniera ACCELLERATA, squilibrata; tu non vinceresti le tue sfide se il tuo corpo in fase di lotta, di combattimento funzionasse come in una normale fase di riposo: nella lotta hai bisogno di più sangue, di più ossigeno, di più zuccheri per far fronte alla situazione, per vincere o superare il pericolo. Hai bisogno che i tuoi bronchi e i tuoi polmoni si dilatino, che il cuore batta più forte e pompi più sangue, che ossa e muscoli siano più forti, più efficienti, ecc. Tutte le alterazioni e trasformazioni del tuo corpo quindi vengono in tuo soccorso per aiutarti a superare la fase di pericolo e di emergenza.
Se questa fase di emergenza durasse il tempo di un normale combattimento - come avviene agli animali in natura - gli squilibri e le alterazioni del tuo corpo non avrebbero nessuna conseguenza per il tuo stato di salute. Tu non ti accorgeresti neppure delle alterazioni e delle trasformazioni del tuo corpo. La fase di ristabilimento e di ricostruzione, di ritorno alla situazione normale per ossa, muscoli, cuore, polmoni avverrebbe in un non nulla, nello spazio di un attimo e senza nessuna conseguenze per il tuo stato di salute. Durante la notte o durante lo stato di riposo avverrebbe il ritorno allo stato normale degli organi del tuo corpo impegnati nella lotta o nel conflitto recuperando le energie sprecate nella fase di lotta.
Il problema sorge soltanto quando il tuo stato di lotta e di conflitto dura a lungo, in maniera permanente: in questo caso il ritorno alla normalità di organi e tessuti del tuo corpo potrebbe essere più doloroso. E questo perchè tante sono le energie che sono state sprecate nella lotta, perchè grandi sono state le trasformazioni dei tuoi organi e tessuti per far fronte alla nuova situazione createsi. Secondo quanto insegnatoci dal dottor Hamer la malattia ha due fasi: nella prima fase si ha - per permetterci di far fronte con successo alla situazione di pericolo o di eccezionale emergenza creatisi - l'alterazione o la trasformazione dei nostri organi e tessuti (crescita cellulare, perdita cellulare, paralisi, ecc). Questa fase è sempre indolore. Essa serve a migliorare, a potenziare o a trasformare - per permetterci di affrontare con successo la nuova situazione anormale o di pericolo nel frattempo creatisi - la struttura dei nostri organi e tessuti. La seconda fase - che avviene quando abbiamo superato il nostro conflitto esistenziale - è la fase di riparazione, di ricostruzione e di reintegro dei nostri organi e tessuti. È la fase del ritorno alla normalità. Risolto il conflitto il nostro corpo non ha più bisogno di funzionare in maniera accellerata o alterata. Gli organi e tessuti che nella prima fase si erano alterati per permetterci di risolvere il conflitto vengono riportati al loro stato di normalità. Questa seconda fase è la fase che la fasulla Medicina Ufficiale chiama malattia. Malattia che in realtà è una fase di guarigione e di reintegro, di ritorno alla normalità. Questa fase è accompagnata da dolori, da febbre, da debolezza, da infezioni, ecc. Tutti sintomi di guarigione. Ed è in questa fase che operano i microbi, non per farci ammalare ma per aiutarci a guarire (per smantellare i tumori o per aiutare a ricostruire i tessuti danneggiati o ulcerati. Quello che si deve capire - lo ripetiamo - è che il nostro organismo fa quello che gli diciamo di fare: se la realtà esterna per noi è insopportabile (non la vogliamo vedere) la retina dei nostri occhi ci rimanderà un'immagine sfocata e annebbiata della realtà (miopia). Se una persona o un fatto di vita ci sono rimasti sullo stomaco e non riusciamo a digerirli, a mandarli giu il nostro cervello ordinerà la proliferazione di un tumore nello stomaco (tumore che ha una capacità digestiva anche dieci volte superiore alle cellule normali) per farci digerire o mandare giù ciò che ci è rimasto sullo stomaco (il nostro cervello non distingue fra l'indigeriblitá di un pezzo di cibo, di una situazione di vita o di una persona). Se vogliamo sfidare o ci vogliamo opporre con successo ad una persona il nostro organismo produrrà più zuccheri (diabete) per contrastare con successo tale persona. La maggior quantità di zuccheri ci darà più forza per resistere o per opporci con successo a chi ci tormenta o ci sfida, ecc. Quindi nella malattia non c'è nessun processo degenerativo, nessun impazzimento delle nostre cellule, nessun indebolimento del nostro presunto sistema immunitario: il nostro organismo "ammalandosi" sta facendo né più e né meno ciò che gli abbiamo chiesto di fare.
Secondo la truffaldina medicina ufficiale le malattie autoimmuni sarebbero patologie caratterizzate da una reazione scorretta ed abnorme del nostro presunto sistema immunitario che - non si sa per quale motivo - attaccherebbe e distruggerebbe i tessuti (ossa, muscoli, ecc) sani del nostro organismo riconoscendoli come estranei per errore. In realtà noi sappiamo - da tutta la storia dell'evoluzione - che gli animali trasformano di continuo il loro corpo per adattarlo all'ambiente in cui si trovano a vivere. Gli animali potenziano, aumentano alcune parti del loro corpo oppure fanno in modo che alcune parti del loro corpo si atrofizzino, riducano le loro dimensioni fino a farle scomparire. Gli animali in natura di continuo affinano il loro corpo per rispondere con successo alle sfide dell'ambiente. Ma questa trasformazione del corpo degli animali avviene mediante quei meccanismi biologici che la fasulla medicina ufficiale chiama abnormi, e cioè facendo perdita cellulare (atrofia, ulcera, necrosi) o aumento, crescita cellulare (tumori). Per adattare il corpo dell'animale all'ambiente, alle sfide per l'esistenza la natura "attacca", distrugge alcuni organi o tessuti, li atrofizza. Oppure li potenzia aumentando le loro dimensioni: quando alcuni organi o tessuti non sono più necessari per la lotta per l'esistenza la natura li atrofizza, li fa scomparire. Quando invece c'è bisogno di un organo o di un tessuto la natura li fa comparire dal nulla ovvero li potenzia, li affina (denti, artigli, corna, ecc.). Senza quelli che la truffaldina medicina chiama attacchi "AUTOIMMUNI" non ci sarebbe stata evoluzione sulla terra, non ci sarebbe stata differenziazione fra gli animali, tutto sarebbe stato eternamente identico, lo stesso. Quello che si è verificato nel corso di tutta la storia dell'evoluzione continua a ripetersi immutato quotidianamente nel corpo degli animali: essi giornalmente, di continuo hanno bisogno che il loro corpo si trasformi per rispondere al meglio alle sfide dell'ambiente. E così quando sono insoddisfatti del loro corpo, quando si svalutano. il loro corpo fa perdita cellulare, si atrofizza si ulcera - attacca se stesso, secondo la medicina ufficiale (presunte malattie autoimmuni) - per essere ricostruito più forte, più grande e più resistente di prima. Distruggendo o rimaneggiando alcune parti del loro corpo gli animali creano una nuova base su cui la natura crea, costruisce organi e tessuti più grandi e più forti (così come succede a qualsiasi atleta il quale con l'allenamento rompe, lesiona i suoi muscoli per vederseli ricostruire più grandi e più forti di prima nei momenti di riposo). Sono processi del tutto logici e sensati: quando l'individuo si mostra insoddisfatto del suo corpo (come un atleta durante l'allenamento) la natura lo smonta - attraverso una perdita cellulare - per ricostruirlo più grande e più forte di prima. Il nostro corpo non impazzisce, non attacca o distrugge se stesso: il nostro corpo si trasforma di continuo per adattarsi all'ambiente circostante, per rispondere al meglio alle sfide dell'ambiente. Non c'è nessun attacco autoimmune, nessun impazzimento delle nostre cellule: se un organo o un tessuto (ossa, muscoli) del nostro corpo va trasformato esso si riduce o aumenta le sue dimensioni, fa perdita cellulare o aumento cellulare, a seconda delle esigenze dell'individuo. Il nostro corpo è uno strumento vivo che risponde continuamente all'ambiente, che assume questa o quella conformazione a seconda delle convenienze dell'individuo.

mercoledì 5 febbraio 2025

ANNUNAKI DI RITORNO

Incontrare un Annunaki, uno di quegli esseri che ci avrebbero creati? Come , dove, quando? Be’ c’è da chiederlo? In un sogno ovviamente! nel dominio di quell’immaginario che si e’ fatto simbolico e ci restituisce una realta’ piu’ complessa di quello che supponevamo, o meglio di chi supponeva che il dominio della realta’ fosse la razionalita’, scambiando la razionalita’ per la coscienza.  Eh si! torna ricorrente il mio disprezzo per Hegel e per tutti i suoi seguaci  a cominciare da Marx ma comprendente anche quei ronzini del pensiero che qualcuno ha denominato “economisti :  - Adam Smith, Ricardo, Malthus, Stuart Mill, etc e poi chi piu’ ne ha piu’ ne metta con le dovute eccezioni che vanno da Schopenauer e Nietzsche fino a Freud, Jung, Lacan, Matte’ Blanco, Martin Heidegger  e una serie di pensatori decisamente fuori le righe come Julius Evola,  Julian Jaynes e Rich Geerd Hamer che si sono dedicati ad una specifica sfaccettatura della complessita’ umana. Ma eccoci al cospetto di questo annunaki nello scenario tutto rarefatto del simbolico dell’inconscio di cui il sogno si fa interprete; ci sono su in cielo  piu’ lune e spirali di varia grandezza, pianeti anche con anelli tipo Saturno e l’Annunaki sembra disposto a chiacchierare. “eh si ! serviva che tra gli animali piu’ evoluti ci mettessimo quel certo qualcosa in piu’ che li facesse svettare nella scala della
biologia :
  “esseri simili a noi? “ preciso’ l’Annunaki “be’ non proprio, come vedi noi siamo esseri di totale energia e non c’è nulla di biologico in noi che non prenda, appunto,  la esplicazione di tale energia, eppure ci rendemmo conto appena sbarcati nel vostro pianeta che la nostra energia non sarebbe bastata se volevamo appropriarci di tutto quell’oro che ci consente di funzionare. Nel nostro pianeta Nabiru, l’oro era bello che esaurito da perlomeno 20.000 dei vostri anni che per noi  sono l’equivalente di un paio di mesi. Be’ debbo dire che  avete lavorato bene bene per noi e noi vi abbiamo ricompensati con quella che avete chiamato “eta’ dell’oro” che non e’ durata solo qualche migliaia ma oltre centomila anni , ecco quello che per noi sono stati l’equivalenti di una missione di poco piu’ di un annetto. Quando siamo partiti abbiamo lasciato che quella parte del cervello degli umani  che avevamo occupato per impartire le nostre disposizioni si facesse libera e cominciasse a svilupparsi autonomamente sul meccanismo della metafora e della metonimia, gli assi portanti di un linguaggio che difatti con indubbia velocita’ che forse non avevamo previsto si e’ costituita per analogia: un analogo di quell’Io che finche’ c’era  la nostra presenza era rimasto ancorato alle nostre disposizioni e ai nostri comandamenti che dovevano essere percepiti con esclusivita’ non solo un udire  ma un  ob/audire , una obbidienza cieca, indiscussa, assoluta come si conviene ad un rapporto tra dio e uomo, L’avete chiamata coscienza , ma non vi siete resi conto che essa era in tutto e per tutti dipendente dai meccanismi di formazione di un linguaggio articolato. Io sono l’unico ad essere tornato dopo questi tremila anni e così per curiosita’ ho voluto controllare che cosa avete fatto di questo analogo io, o coscienza come l’avete chiamata voi e come ho detto prima sono rimasto davvero sorpreso : da citta’ e armi di offesa rudimentali  agli sviluppi invero inusitati degli ultimi centocinquanta anni, per noi Annunaki una inezia, questione di secondi, ma per voi, in effetti un cambiamentodavvero epocale. Ci piacevano gli esseri umani,proprio tanto , specie quando erano molto giovani
appena ragazzini e ragazzine,  anche se da un punto di vista lavorativo rendevano poco Diciamo che il massimo della efficienza la raggiungevano sui 13, 14 anni  con una punta sui 25, ma dopo i 35 si deterioravano in fretta ed ecco perche' consentivamo solo ad un esigua minoranza di arrivare ai quaranta  - tra l'altro non erano in genere neppure piu' belli e attraenti, il tempo e la vecchiaia li facevanosempre piu' sgraziati e brutti e quindi non servivano neppure piu' per il piacere " "
ah perche' li utilizzavate anche per il piacere ? " chiedevo nel sogno "Eccome !...  era dopo il lavoro di estrazione dell'oro  che dava vigore alla nostra linfa, il fattore piu' ricercato, quello che dava  distrazione in un compito altrimenti molto noioso , pero' tranquilli avevavamo fatto in moto che non ci fosse tra noi e loro possibile procreazione . Ora facendo ritorno, ho notato invece che si sono raggiunte eta' davvero disgustose  altre che la famosa "onta degli -anta"  sia maschi che femmine arrivano sconciamente sugli ottanta e non e' improbabile di vederli raggiungere i 90 anni e addiirittura superare i cent'anni " anche questo lo chiamano progresso, però grosso modo io personalmente sono d'accordo con te. non amo la vecchiaia che e' portatrice di inefficienza, malattia, isolamento, sofferenza e tutto al massimo livello" Subito dopo l'Annunaki riprese a parlarmi " Sai..." mi disse " c'era chi come me pensava di fare un secondo individuo molto piu' evoluto e davvero simile e noi, invulnerabile, immortale, che non invecchiasse, un qualcuno di cui ho riscontarato sono piene vostre leggende, storie, quasi a suffragio del fatto di questo essere umano che e' molto molto imperfetto e tanto fallace, sopratutto da quando non c'è piu' nessuno a guidarlo, pero' poi non se ne e' fatto niente e se non fosse stato un puro caso che abbia fatto ritorno non avrei idea del disastro che abbiamo combinato. Ho visto che qualcuno si e' reso conto della piega catastrofica presa da quello che chiamate progresso e ha anche cercato di esprimerlo in scritti, molto poco in pratica, ma oggi al punto cui siamo pervenuti bisogna davvero che si faccia qualcosa ed ecco spiegato il motivo in cui sto a discutere con te, ovviamente aggirando la coscienza, ma rifacendomi al simbolico del registro dell'inconscio eh si quello scoperto e studiato da quel vostro medico viennese  sul principiare dello scorso secolo, ma anche quello che aveva avvertito un Nietzsche, un Schopenauer e di poi persone come Guenon, Evola, Heidegger, Jung, Lacan, Matte' Blanco, Hamer  e Jaynes

mercoledì 29 gennaio 2025

BIOGRAFIA SENTITA

 

Marcello Fulcanulli era nato nella ridente cittadina di Salo’ sul Garda ai tempi in cui era ancora la capitale della Repubblica di Salò, cittadina in cui il padre si era trasferito con la giovane moglie che era di Mantova  da quando aveva entusiasticamente aderito alla RSI, da ex tenente del R.Esercito Italiano corpo degli alpini per venire inquadrato come Capitano della X MAS. Lui il padre era nato nel dicembre 1919 a Mantova e aveva fatto la Grecia appunto come Sottotenente della Divisione Pusteria guadagnandosi una medaglia d’argento al v.m. sul campo nel marzo 1941 propostagli direttamente dal gen. Gastone Gambara che lo aveva visto operare in una ardita manovra contro delle posizioni rialzate dei Greci durante l’offensiva da lui condotta . Era stato poi in Croazia e Slovenia nel 42-43 e si era ritrovato agli ordini del Gen. Gambara che comandava il Cd’A di Lubiana. Promosso tenente nel gennaio 1942, con il passaggio nell’Esercito della RSI era stato promosso Capitano sempre su proposta del Gen, Gambara che era il Capo di S.M. del nuovo Stato. Non era voluto andare a fare istruzione in Germania colle 4 divisioni che vi erano state inviate ed era invece passato nello S.M. del suo pigmalione , ma dopo le dimissioni di questi, aveva chiesto ed ottenuto di passare alla X MAX di Junio Valerio Borghese di cui era divenuto uno degli ufficiali piu’ efficienti, meritandosi una seconda medaglia d’argento , una croce al v.m e una croce di ferro tedesca di 1^ classe  ed infine nel gennaio 1945 una settimana dopo la nascita del figlio  la promozione per m.g. a Maggiore.
Cte di un vasto settore contro i partigiani era diventato la loro bestia nera e nel febbraio era stato insignito della medaglia d’oro al v.m. Sul finire di marzo
  gli era stato fatto un vile attentato nel quale aveva trovato la morte. I suoi funerali erano stati fatti a a Salo’ e il governo del Reich tedesco aveva concesso la croce di ferro con fronde di quercuìia e brillanti alla memoria. Lui terminata la guerra era tornato con la madre a Mantova dai nonni materni  quindi cresciuto nella memoria di questo padre eroe al netto opposto di quelli che venivano spacciati dal sistema repubblicano schiavo del capitalismo bottegaio dello spirito anglosassone e statunitense. Ovvio e naturale che doveva risultare sempre diverso : giovanissimo era saltato sulle ginocchia del Principe Junio Valerio Borghese e anche del Mllo Rodolfo Graziani, gli era stata data la tessera d’onore del MSI appena compiuti 6 anni e comunque per far fronte al mondo a li opposto fin dalla prima elementare, anzi ancor prima,  dato che aveva imparato a leggere e scrivere a neppure 5 anni, si erna mostrato un portento a scuola, in tutte le materie persino l’educazione fisica. Aveva frequentato la palestra di ginnastica di Mantova, poi quella di Judo e di karate’ e erano tutti nove e dieci i voti a scuola.  Folgore all’esame di ammissione di passaggio cioe’ al ginnasio nel 1955 dove aveva avuto tutti dieci  e piena
conferma al ginnasio dove era diventato una vera meraviglia in latino per poi al
 IV anche in greco , quindi la filosofia, le letteratura, la Fisica, la matematica era davvero una marcia trionfale. Sui 15 anni poi dopo un viaggio in svizzera con permanenza ad Interlaken  era stato iniziato alla psicoanalisi da un vecchissimo professore ospite dello stesso albergo (Luglio 1960) e si era dedicato anima e corpo al nuovo scibile raggiungendo in breve tempo vette davvero impensabili. Militante del MSI era pero’ piu’ favorevole alle correnti piu’ elitarie di Pino Rauti e Borghese  che a quelle di compromesso di Michelini e Almirante con il 1961 aveva cominciato a avere i primi rapporti sessuali nel suo circondario Mantovano . Nel luglio 1963 aveva brillantemente conseguito la maturita’ classica e incredibilmente si era iscritto in fisica dove da un po’ di tempo si era andato interessando alla fisica quantistica in particolare nell’accezione della equazione del collasso della funzione d’onda di Schrodinger

giovedì 23 gennaio 2025

COLLASSO D'ONDA E REALTA' COMPLESSA

 

Cerchiamo di supporre che una funzione d'onda nel suo collasso riesca a comporre diverse realta' contemporaneamente. Per farlo ci sara' bisogno di alcune premesse, diciamo così, metodologiche:  la Funzione d’onda è un numero complesso, ovvero caratterizzato da una parte reale e da una parte immaginaria con la peculiarità quest’ultima di essere restituita alla sua parte reale previa moltiplicazione per il suo coniugato ovvero il numero negativo cambiato di segno, che però perde la sua implicazione razionale, assorbendo anche l’irrazionale e quindi andando a comprendere il simbolico che come hanno osservato parecchi filosofi e psicoanalisti (Freud, Lacan, ma con più precisa formulazione Mattè Blanco) è la modalità di funzionamento dell’inconscio o Es, come forse più correttamente dovremmo denominarlo (alla Groddeck) . Va notato difatti che questo allargamento al simbolico dei numeri complessi consente di interpretare le funzioni d’onda al massimo come le intendeva Heisenberg ovvero “tendenze” a trovare il sistema di riferimento in una certa posizione ad un dato istante; ma ecco che sorge subito il problema che tali funzioni d’onda in quanto esperienze senzienti non possono essere valutate perchè le tendenze così riflesse nella coniugazione di un negativo con un positivo
sono equiparate al reale, ma un reale che accoglie nella sua accezione non più solo il razionale ma anche l’irrazionale, per cui con buona pace di Hegel, la realtà partecipa, deve partecipare, di quell’irrazionale che va comporre il simbolico. Dobbiamo a questo punto pervenire all’ipotesi davvero geniale cui è pervenuto Hakwing : la funzione d’onda di un grande oggetto come un pianeta e persino dell’intero universo può essere paragonata alla funzione d’onda o tendenza riflessa di un qualcosa di abbastanza familiare : un gruppo in una città; ecco dato che siamo in questo periodo in cui ciò tende ad avvenire frequentemente stante la situazione distopica che impone a gente ancora dotata di intelletto e ragione di radunarsi per protestare e manifestare il proprio dissenso a tutte le imposizioni liberticide e di terrorismo mediatico sanitario di una sorta di
individui che fanno leva sulle più ancestrali paure dell’umanità – terrore della malattia, senso di conformismo e uniformità di massa, dipendenza dai cosidetti media che oramai stravolgono impunemente qualsiasi informazione – Il gruppo che andiamo a prendere in esame è giustappunto quello, molto determinato e molto attuale, di tali persone che, potremmo anche immaginare che  tendono a radunarsi in un dato punto della città a forte impatto emozionale, ecco ad esempio a Roma Piazza del Popolo, piazza della Bocca della Verità, a Parigi Place de la Concorde, a Vienna la Hofburg, a Londra Trafalgar Square, per diffondere con maggiore forza le loro intenzioni ….la funzione d’onda è questa tendenza a trovarsi in un dato punto in un dato tempo, analogamente la funzione d’onda per un insieme di pianeti è la tendenza a raggrupparsi in una certa zona dell’Universo che potrebbe avere anche essa una determinata caratteristica di opportunità: la descrizione della tendenza a trovarsi in un certo posto e in un certo istante è appunto la funzione d’onda che altro non è che la tendenza di una certa circostanza a verificarsi , quando viene coniugata con la riflessione del segno cambiato (quindi una simmetria) che ci dice dove è più probabile trovare le proprietà consensuali di un oggetto, di una persona, di un elettrone, di una particella, di un pianeta, di una folla, e alla fin fine dell’intero universo. Ecco è proprio su questo ultimo passaggio che Stephen Hawking ha compiuto il suo vero “balzo” intellettuale,  ha sostituendo l’entità più piccola – la particella o anche il flusso con quella più vasta: 
l’Universo intero. Invece di pensare ad una particella o ad un flusso la cui funzione si estende ovunque , ha pensato ad un Universo dove la funzione d’onda è dappertutto. Il ragionamento si presta quindi a dilatarsi ulteriormente andando a comprendere non più un solo Universo , ma una pluralità di Universi, tutti con un loro inizio e quindi una loro origine; se a questo punto ci disponiamo, facendo leva su di una buona dose di fantasia e quindi di quel connubio tra razionale, irrazionale, ed anche scorrendo i ben noti registri del  reale, dell'immaginario e del simbolico, ecco che possiamo pervenire ad un racconto di volta in volta diverso, dove tutti i cammini che si possono scegliere portano ognuno ad un integrale  ben calcolato sotto un aspetto davvero infinitesimale, perche' coniugandosi con il possibile, l'infinito diventa davvero una sorta di possibilita' di racconti sempre cangianti .  Lo abbiamo fatto con lo spazio , immaginando persone che si radunano in un dato posto per manifestare contro certe imposizioni, possiamo farlo anche con il racconto della storia immaginando di cambiare alcuni eventi base si da percorrere differenti cammini e quindi comporre diversi integrali, per una sorta di simmetria tra tutti i cammini molto simile a quella dei multiuniversi delle ipotesi di Hawking e degli altri fisici che si sono occupati di tale eventualita' . A livello microscopico, la materia appare composta da particelle, come abbiamo visto con l’esperimento della Doppia Fenditura  diventano onde , che in realtà risultano aggregati di cariche energetiche. Ad una dimensione di analisi crescente, queste particelle si presentano composte da energia e quindi il costituente primo della materia si può ipotizzare come  stringhe di energia  che vibrano ad una determinata frequenza o lunghezza d’onda caratteristica. Gli infiniti universi paralleli potrebbero coesistere nello stesso continuum di dimensioni, vibrando a frequenze differenti. Il numero di dimensioni necessarie è indipendente dal numero di universi, ed è quello richiesto per definire una stringa (al momento 11 dimensioni). Questi universi potrebbero estendersi da un minimo di 4 a tutte le dimensioni in cui è definibile una stringa. Se occupano 4 dimensioni, queste sono il continuo spazio-temporale: nel nostro spazio-tempo, coesisterebbero un numero infinito o meno di universi paralleli di stringhe, che vibrano entro un range di lunghezze d'onda/frequenze caratteristico per ogni universo. Coesistendo nelle stesse nostre 4 dimensioni, tali universi sarebbero soggetti a leggi con significato fisico analogo a quelle del nostro universo. La novità di questa teoria è che gli infiniti universi non vivono in , e non necessita di postulare l'esistenza di più di 4 
dimensioni di spazio-tempo. Ciò che consente di definire una pluralità di universi indipendenti non è un gruppo di 4 o più dimensioni per ogni universo, ma l'intervallo di lunghezze d'onda caratteristico. L'intervallo teorico di frequenze/lunghezze d'onda per le vibrazioni di una stringa determina anche il numero finito/infinito di universi paralleli definibili - ovviamente sulla base di questi studi più o meno fantastici ma con un sostrato di plausibilità dovuto alla lusinga di calcoli matematici  trasferiti nella categoria  dell’immaginario/simbolico dovuto alla coniugazione di numeri complessi ecco  che ciascuno di noi può immettere nel calcolo infinitesimale serissimo ed accreditato da quel pop o di scienziati e filosofi,  le proprie fantasie che sono della stessa materia dei sogni ovvero quell’equivalente di materia oscura che  compone il simbolico e quindi il funzionamento dell’inconscio o ES, suscettibile anche questi di appropriarsi dell’epiteto di Super. Le indicazioni di simili esperienze sono molteplici e costellano tutta la storia della letteratura e della creazione artistica: dalla poesia  alla prosa, alla pittura, alla scultura, all’architettura e  con forse maggiore frequenza  nell’ultima delle arti la settima ovvero il cinema. Quanti film abbiamo visto con la trama del cambiamento alternativo, del salto di stato: Frank Capra, Ernest Lubitsh, Billy Wilder, Ingmar Bergman, Louis Bunuel? Uno degli ultimi che si è impresso nell’immaginario con una certa forza anche per il particolare fascinodella protagonista  Gaynor Paltrow, è “Slinding doors”
dove un quotidiano banalissimo evento determina  due  differenti destini della stessa persona che viaggiano appunto su due universi  paralleli, ma  su contesti di cui uno è alternativo all’altro proprio in virtù di quell’evento banale.  Quanti eventi più o meno banali abbiamo riconsiderato nella nostra vita “ah se non avessi fatto questo, ma invece quello? Oppure il canonico “non ti avessi mai incontrato! La mia vita sarebbe stata tutt’altra cosa!” Abbiamo detto che le fantasie, così come tutti i processi creativi artistici e letterari sono della stessa materia dei sogni e in passato abbiamo ipotizzato che un sogno da svegli guidato alla maniera di Desoille, magari riveduto e corretto, potrebbe essere equiparato al collasso dell’equazione d’onda  così come supposto da Schrodinger  e portare ad un nuovo integrale sui cammini di Feynman, quindi pervenire a qualche cosa di inusitato che merita ovviamente l’epiteto di “Super”  sia che si voglia così considerare l’inconscio che appunto si nutre del simbolico dei sogni, ma anche di tutti gli altri meccanismi di rappresentazione : così la simmetria che guida il suo funzionamento diventa super e le stringhe che si compongono di quell’energia vibrante che potrebbe dare origine al tutto,  diventano Super anche esse.

lunedì 6 gennaio 2025

GIORNI UGUALI 1969-2025

 

Ho letto che il calendario di quest’anno 2025 e’ lo stesso di quello del 1969, stesso inizio  di mercoledi’ , stessa domenica  5 gennaio che a ricordare quella del 1969 fu davvero epica, in linea col folgorante inizio dell’anno che era poi quello in cui uomini e donne non si sarebbero guardati piu’ in faccia . Passo immantinentemente dalla prima alla terza persona perche’ non voglio incedere nel troppo soggettivo e ricorrero’ alla terza persona in merito a questo mio conoscente che quel 1969 lo aveva iniziato alla grande. Non
bastava la ragazzetta sedicenne vicina di casa con la quale era stato alla festa di capodanno da degli amici e la aveva pomiciata ben bene baciandola, succhiandole il collo ma non andando oltre,ora  in quella domenica 5 gennaio avevano con l’amico Raul rimorchiato due svedesi, una molto bella l’altra così così,  con le quali erano finiti in una festa a casa di amici che stava dalle parti della Pineta Sacchetti.  Per l'occasione lui guidava il 124 coupe' giallo positano  dove le due ragazzette stavano dietro piuttosto scomode e comunque appena nella casa era iniziata la lotta tra lui e Raul per accaparrarsi la piu' bella. non era lotta facile perche' Raul era un tipo niente male, moro corvino , alto piu' di lui quindi sul metro e novanta e sopratutto ci sapeva fare con le donne , in particolare con i rimorchi dato che era 
 solito stazionare a Fontana di Trevi appunto per acchiappare le straniere di passaggio, con tanto di discorsi preparati e confezionati in inglese proprio per questo scopo. Ordunque sfida fatta di attimi, di un certo sguardo da cogliere subitaneo  e fatta
anche di canzoni appropriaate, così quando la padrona di casa  che non era una proprio di primo pelo, aveva messo "Hei Paula" un disco dei primi anni sessanta, la quintessenza per un ballo come si deve in quanto a strusciate, abbracci, e momento catartico del bacio,  era schizzato dalla sedia e l'aveva sottratta a Raul proprio sul filo di lana. il momento magico era scoccato e si erano quindi appartai in un angolo della casa verso il balconme socchiuso, pomiciando davvero forte tant'è che la padrona di casa li aveva invitati a scendere giu' in macchina dove avrebbero goduto di maggiore intimita' . Tutto questo questo acchiappo folgorante delle bellissima svedese era avvenuto appunto in quella domenica sere del 5 gennaio 1969 e ispiratore quasi d'obbligo dell'impresa era stato Gigi Rizzi, si proprio lui, quello della
estate scorsa conquistatore di Brigitte Bardot, mito vivente che il giormìno prima sabato 4 aveva conosciuto allo Scarabocchio e a sua ferma convinzione lo aveva per così dire guidato nell'impresa di accaparrarsi la bella svedese, vincendo la gara con un molto piu' consumato "acchiappafemmine" . 
Gigi Rizzi anche prima della Bardot  era uno che si era fatto belleszze da sturbo: Patrizia Gallieni, Anna Mucci, Isa Stoppi, la modella che il fotografo Avedon definì più bella del modo, «con due laghi al posto degli occhi»... Nel ’67 aveva inaugurato con Piroddi il Number One,  a Parigi aveva il lasciapassare da Regine Zilberger, la signora del New Jimmi’s, dove fece il debutto in compagnia di Natalie Delon: ai tavoli accanto a lui c’erano Aristotele Onassis con la Callas e Porfirio Rubirosa (il play boy piu' celebrato della generazione anni cinquanta e primi sessanta), con Odile Rodin. Se andava a
Londra le tappe erano Annabel’s e il Dolly’s: 
serate con Polansky e Sharon Tate, compagna del momento Fiona Lewis, mentre Piroddi stava con Jaqueline Bisset. Poi tra un Cristal e un Dom Perignon il giovanotto si giocava una fortuna nelle infernali puntate di chemin de fer. Conoscere personalmente questo mito vivente era stato sconvolgente e difatti ad appena ventiquattro ore di distanza ecco il primo risultato, una svedese veramente da sturbo, certo lui Gigi oltre alla Bardot poteva vantare amicizie strette con Natalie la ex moglie di Alain Delon, con Marisa Berenson, una modella franco tedesca dal fascino aristocratico e irraggiungibile. Diciamo pero' che la  
La love story con Brigitte Bardot fu la consacrazione, un qualcosa di pazzesco, una bomba: un giovane italiano si sostituiva a Gunther Sachs, playboy miliardario erede della dinastia Von Opel, l’uomo che lanciava rose rosse dall’elicottero per annunciare alla Bardot il suo arrivo. Gigi ballava il flamenco sul tavolo con sfacciata esuberanza, girava a piedi nudi, giocava con le carte e con le donne. Quando la Bardot lo invitò alla Madrague e mandò una Rolls Royce nel suo albergo a ritirare gli abiti di ricambio, aveva appena 24 anni. Per tre mesi diventò l’uomo più invidiato del mondo ed ora che la storia era finita e di mesi ne erano passati sei, questo mito si rinverdiva per lui 

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martedì 24 dicembre 2024

LA MISERIA DEL GLOBALISMO

 

NEL GLOBALISMO NON RISIEDE IL FUTURO DELL’UOMO, MA LA SUA ESTINZIONE.  Coloro difatti che si ritengono fieri difensori della democrazia appellandosi all’eroismo partigiano, liberatore dal Nazifascismo, non si rendono conto che oggi stanno diventando o sono già diventati gli strumenti di un potere autoritario e dittatoriale molto più esteso e feroce dello stesso Nazifascismo. E’ qualcosa che pare inconcepibile, ma i fatti parlano sempre più chiaro in tal senso. Il tentativo di dittatura sanitaria perpetrato quattro anni fa in tutto il mondo e in Italia con particolare virulenza, con la scusa di proteggerrci da una inesistente pandemia è stato solo un assaggio della miseria globalista che ci aspetta se tante persone continueranno a credere che il nemico incombente sia il razzismo tradizionale dei “bianchi” nei confronti dei “neri”, il “sessismo” degli uomini nei confronti delle donne o l’omofobia nei confronti delle differenti identità sessuali. Questi problemi esistono ma non sono i primi all’ordine del giorno; anzi vengono strumentalizzati abilmente dalle forze oscure che operano nel mondo per distogliere l’attenzione dalla principale minaccia oggi incombente. Il razzismo del terzo millennio è rappresentato dagli ideali eugenetici transumanisti coltivati dai promotori delle vaccinazioni forzate di massa,: per trovare alcuni dei promotori di tale operazione basta rifarsi alla foto che apre il presente scritto, ma forse il piu' subdolo, falso e pericoloso artefice di tale azione contro l'umanita' resta lo squallido multimiliardario Bill Gates, onorato, riverito e finanziato anche con i nostri soldi e non a caso ricevuto con tutti gli onori dalle nostre massime cariche istituzionali
Le azioni di queste pseudo elites rappresentano quella che è l’evoluzione del Nazismo; difatti non si tratta più di ricercare il nemico in una razza ritenuta inferiore, ma di crearne una in laboratorio: manipolando il codice genetico degli esseri umani tramite i vaccini di ultima generazione e al tempo stesso inoculando nei loro corpi nanotecnologie atte a renderli automi perennemente controllati e costretti ad obbedire al regime vigente, pena l’annullamento della loro identità ridotta a bioritmi virtuosi o viziosi, premiati o puniti da remoto come crediti o come debiti. Questa non è fantascienza, bensì quanto contenuto nel brevetto depositato da Bill Gates con il numero di protocollo 060606. Per ottenere questo ambizioso risultato gli eredi del Nazismo hanno trovato alleati essenziali negli eredi del Comunismo. Questa alleanza Nazicomunista anche se non proprio inedita nella Storia, rappresenta idealmente un’intesa spirituale tra hitlerismo e stalinismo. Il termine “globalismo” non indica altro che l’obiettivo di estendere al mondo intero ciò che si è preparato nel laboratorio cinese: che non è il virus di Wuhan, ma piuttosto il sistema dei crediti sociali, necessari per mantenere il diritto di esistere. Di fronte a tutto questo, se si vuole oggi battersi per la Libertà, bisogna di necessità schierarsi dalla parte dei movimenti cosidetti sovranisti: non per isolarsi in un tronfio orgoglio autocratico di stampo fascista, ma per salvare le identità dei popoli e la sovranità degli individui contro la tirannia neoliberista/consumista/comunista filo-cinese, che vede alleate le élites della finanza globale, tutti i partiti di area sinistrorsa (qui da noi PD e Movimento 5 Stelle sono interamente proni al progetto diabolico appena descritto) . E’ per questo che gli uomini liberi, di fronte al pericolo di un’eugenetica rovesciata (non più volta alla selezione di una razza superiore ma alla creazione di una razza inferiore, automatizzata, robotizzata, del tuto simile ad una macchina) ) non vedono più un senso di attualità nella contrapposizione storica tra destra e sinistra. Il globalismo tecnocratico è una caricatura deforme e disumana del cosmopolitismo autentico, che si realizza nell’accordo tra i cuori degli uomini - siamo circondati da false notizie : il giornalismo e i mass media, sono arrivati davvero alla menzogna di non ritorno, oramai totalmente inaffidabile. Quello che mi secca è che spesso e volentieri, anche le notizie apparentemente buone, sono dei falsi, per cui non si sa proprio come raccapezzarsi ; personalmente ho cominciato da cultore di storia a rimarcare tale fatto e precisamente dalla campagna di Napoleone Bonaparte in Italia nel 1796/97. Ho scritto su tale argomento una serie di articoli che ho titolato "Recitare una parte" dove si
prendono in esame le prime battaglie di Dego, Cairo Montenotte, Ceva e sopratutto quella del Ponte di Lodi dove Napoleone asseriva che proprio da tale battaglia aveva avuto per la prima volta la consapevolezza della sua grandezza. In verità se non era per Massena e anche in quella successiva di Arcole per Massena e Augerau, lui addirittura finiva prigioniero dato che maldestramente quando aveva preso un tricolore e slanciatosi per incitare i soldati era finito in un fosso a ridosso del ponte. E' con Napoleone che si dà inizio a questo sistematico uso della menzogna e di fare del mondo un immenso teatro dove il ruolo dell'individuo è solo quello di recitare una parte che altri, il potere costituito o costituendo, gli assegna.
Dato che siamo in tema di raccordo, mi raccordo appunto con un altro interessante articolo di Francesco Carraro altro amico e mentore che prende a tema la mia amata PNL, quella pero' degli inizi  di Bandler e Grinder  anni 1981-85, dove nume ispiratore e' quel Milton Erickson universalmente riconosciuto come il piu' grande terapeuta del 

mondo  con il suo famoso "Milton Model" ovvero , la cancellazione, la performativa perduta, la ricerca transderivazionale.  Partiamo dalle “cancellazioni” - cosi' definisce Milton quei pezzi di informazione omessi (involontariamente o dolosamente) da un discorso, così da renderlo più "povero" e più facilmente fraintendibile. Una tipica cancellazione, è quella costituita dal cosiddetto “comparativo mancante”. Significa utilizzare un comparativo relativo (ad es. “meglio”, “più”, “meno”, ecc.) a cui manca il termine di paragone. Se dico che “è meglio” fare o non fare, dire o non dire, scegliere o non scegliere una certa cosa, una certa parola, una certa strada, ma non specifico rispetto a cosa “è meglio”, sono incappato in quella peculiare violazione che la PNL cataloga sotto la specie di cui stiamo trattando: il comparativo mancante, appunto. Lo stesso ovviamente può valere per avverbi come “più” o “meno” oppure “peggio” o per aggettivi comparativi come “migliore di” o “peggiore di” o per superlativi assoluti come “il migliore” o “il peggiore”. Tutti gli elementi linguistici in grado di evocare un confronto devono metterci in allarme, da un punto di vista comunicazionale , rispetto alla “pietra di paragone”. Se quest’ultima non c’è, ci troviamo davanti a un “comparativo mancante” anche se sarebbe più corretto definirlo “comparativo carente”; per la precisione, carente del suo termine di paragone. Accade spesso, nel linguaggio comune, di imbattersi in una affermazione “monca”. Per esempio: “Bisogna migliorare questa situazione”. Al che andrebbe replicato: “Va bene, ma migliorarla rispetto a cosa?”. Oppure: “Ti stai comportando sempre peggio”. E qui si potrebbe rispondere: “Peggio in che senso? Rispetto a chi, o a cosa?”. se si dice "CI VUOLE PIU' EUROPA (e molti sopratutto di quella che un tempo era la sinistra , lo dicono) ecco in questo caso dovremmo chiederci – e chiedere a chi ci rivolge tale esortazione – di essere più preciso: più Europa in che senso? “Più” rispetto a quale Paese dell’Unione? Oppure “più” rispetto a quale livello (ritenuto evidentemente scarso)? E soprattutto, quando finirà l’era del “Ci vuole più Europa?”. Ci sarà un momento in cui questa “Europa” sarà bastevole, sufficiente, adeguata per le aspettative di chi ne chiede sempre di più? La potenza di questo slogan sta, ancora una volta, nella sua assoluta genericità e la prova di quanto esso sia radicato nel dibattito pubblico italiano è la nascita di un partito i cui fondatori hanno scelto proprio questo nome, e il corrispondente suo programma, qualunque esso sia: “PIÙ EUROPA”. Di fronte ai comparativi mancanti dobbiamo esigere dettagli, precisazioni, dati, statistiche, argomentazioni. Se siamo arrivati dove siamo arrivati – e cioè a una quasi estinzione di quella entità nazionale che risponde al nome di Repubblica italiana – è proprio per questa ragione: abbiamo accettato per troppo tempo, senza fiatare e senza reagire, di farci raccontare il tema dell’unificazione attraverso un linguaggio povero e mistificante come quello indagato, in PNL, dal filtro del metamodello. Infatti, nel processo di unificazione europea è stato fatto ampio uso del “Milton Model” anche rispetto al comparativo mancante. Ci riferiamo – ormai dovrebbe essere chiaro – al deliberato impiego di un linguaggio impoverente (proprio perché generico, quindi a-specifico, e pertanto fortemente suggestivo e manipolatorio). Non dobbiamo mai sottovalutare l’importanza del linguaggio. Il linguaggio è lo strumento attraverso il quale noi filtriamo il mondo, lo raccontiamo a noi stessi e agli altri, e ce lo facciamo raccontare. Un uso distorsivo del linguaggio può essere frutto non solo di negligenza e insipienza del soggetto comunicante, ma anche – come abbiamo già più volte sottolineato – di una scelta strategica di chi (magari dietro le quinte dei media generalisti) ha deciso di imporci una certa road map della Storia, oltre che una ben precisa “mappa del mondo”. Proprio il concetto di “mappa del mondo”, in PNL, riveste un ruolo cruciale. Ma che cos’è la mappa del mondo, in fin dei conti? È il modo singolare e irripetibile, proprio di ciascuna persona, di raffigurarsi la vita, le cose, gli eventi, gli ambienti, gli altri. Significa, né più né meno, che non esiste solo “un” mondo. Esistono tanti mondi quante sono le teste degli abitanti di questo pianeta. Ciascuno vede la realtà attraverso la “griglia” dei suoi cinque sensi,(i famosi sistemi rappresentazionali dettagliati nei precedenti libri di PNL di Bandler e Grinder La Struttura della magia, La metamorfosi terapeutica, PNL e Ipnosi e trasformazione) e un pò tutto delle sue esperienze, dei suoi valori, dei suoi interessi, delle sue credenze, del suo patrimonio culturale e linguistico, e quindi anche del bagaglio semantico e sintattico di cui dispone. La mappa del mondo è fondamentale perché, in verità “la realtà non esiste”.e questo lo diceva sopratutto Paul Watzlavitch uno dei principali protagonisti del
famoso Gruppo di Pragmatica della Comunicazione di Palo Alto, che ovviamente era strettamente collegato sia a Milton Erickson che alla PNL Non c’è un solo mondo, una sola realtà. Ci sono, piuttosto, tanti “mondi” e tante “realtà” quante sono le mappe delle persone: vale a dire, in definitiva, quante sono le teste pensanti sparse per il globo.
Per capire meglio questo fondamentale concetto, Carraro cita un esempio calzante: l’esito dell’ultima finale di un mondiale di calcio. Anno 2018: Francia batte Croazia 4-1. Nella mappa del mondo di un tifoso, diciamo pure di un ultrà transalpino, questa non è solo una finale, è un “trionfo”, una “goduria”, un “giorno memorabile”. Per un supporter croato potrebbe essere invece un “dramma”, una “tragedia nazionale”. Oppure, per un altro spettatore di Zagabria non così coinvolto, magari meno estremista e più equilibrato, potrebbe trattarsi di una “straordinaria impresa” della nazionale di calcio di Modric e compagni. Da come guardi il mondo, tutto dipende. Lo cantava qualche anno fa Jarabe de Palo ed è la sintesi perfetta di questo concetto della PNL. Ora, se le mappe sono tante quante le persone, è anche vero che – lavorando adeguatamente con i sistemi di comunicazione di massa, attingendo alla forza evocativa dei simboli e a quella del linguaggio – è possibile creare, letteralmente, delle mappe collettive sulle quali convergano le “adesioni” e il “consenso” di migliaia, o addirittura di milioni, di persone. Ed ecco perché oggi va tanto di moda la parola “storytelling”, soprattutto in politica.
Lo storytelling è il “racconto”, il modo in cui il mondo ti viene “narrato”. Cioè il modo in cui si può intenzionalmente generare una nuova mappa collettiva, e qui io ho citato un mio studio giustappunto sulla prima campagna d'Italia condotta dal Generale Napoleone Bonaparte, come accennato completamente falsa e costruita a tavolino e con l'impiego di manipolazioni a livello di comunicazioni di massa, vittorie inesistenti, o perlomeno inconsistenti, tipo Cairo Montenotte, Ceva, Lodi, Arcole, veri e propri abbagli del giovane generale, fatte passare per epocali vittorie e semmai dovute al provvidenziale intervento di Generali più esperti del Bonaparte tipo Massena o Augereau o Serurier.) Per questa ragione, i detentori del potere politico, economico, finanziario sono così attenti all’uso dei media e della comunicazione, oggi anche anche digitale. Sanno benissimo che conta molto più dei nudi fatti (ma esistono davvero, poi, i “nudi fatti”?) il racconto di essi; cioè il “rivestimento” linguistico posato sul corpo spoglio di quei poveri fatti. Con lo scopo, magari, di trasformarli in una interpretazione funzionale agli obbiettivi di chi governa il mondo.
Già Nietzsche, alla fine dell’Ottocento, sosteneva che non esistono fatti, ma solo interpretazioni. Anche in questo, oltre che nella sua visione nichilista della società e dell’uomo, il filosofo tedesco è stato un precursore dell’epoca corrente. Tornando all’espressione “Ci vuole più Europa” e al comparativo mancante, si tratta di una straordinaria forma di contaminazione della nostra esperienza soggettiva, quindi della nostra personale mappa del mondo. Ricordiamoci che il linguaggio generico e poco preciso infarcito di generalizzazioni, distorsioni, cancellazioni (quindi, il “Milton Model”) determina, sempre e comunque, l’impoverimento della mappa del mondo di una persona ed è quindi un riduttore di complessità. Il che può tradursi in un considerevole aumento delle libertà individuali se lo strumento è usato da un bravo psicoterapeuta nei confronti del proprio paziente; ma anche in una drastica diminuzione di libertà collettive se esso è impiegato con finalità manipolatorie in altri settori del vivere. Se ci abituiamo a pensare per slogan, ad accettare gli slogan, a cantilenare gli slogan anche in ambito politico (“Ci vuole più Europa”, “Ce lo chiede l’Europa”, eccetera eccetera) così come facciamo con le pubblicità (“Non ci sono paragoni”, “Persone oltre alle cose”, eccetera eccetera) allora ci predisponiamo a essere manipolati. Il comparativo mancante, nel caso di specie, è veramente tutto. Quest’ultima, nel caso non lo aveste notato, è per esempio una generalizzazione. Ed è anche una cancellazione sotto forma di comparativo mancante. Ho scritto che il comparativo mancante è veramente tutto: ma perché mai – repetita juvant – il comparativo mancante è veramente tutto? Dovremmo chiedercelo. E, ancora: rispetto a che cosa esso “è tutto”? Accettiamo la sfida delle domande di precisione appena formulate e proviamo a rispondere. Intanto, il comparativo mancante è tutto perché è precisamente quanto servirebbe per capire (e invece manca). Insomma, la mutilazione contenuta nell’esortativo (“Ci vuole più Europa...”) è il fattore dirimente: la parte taciuta del monito potrebbe fungere da pietra di paragone rispetto a quell’Europa che ci incitano a chiedere in dosi sempre più massicce. “Ci vuole più Europa...”: riempite i puntini. Come comparativo mancante potremmo inserire, tanto per esser chiari, “... piuttosto che Italia”. Già messa così, la frase è più esplicita e ci suscita anche una resistenza, o addirittura una ripugnanza, ben maggiore. Molti di noi sono disposti ad accettare l’idea che “ci vuole più Europa” proprio perché non gli è mai stato detto (e non si sono mai chiesti) rispetto a cosa “ci vuole più Europa”. È uno slogan che non impegna, che va bene con tutto, come i vestiti delle mezze stagioni, a tinta neutra. Abbatte i nostri sacrosanti pre-giudizi e consente all’europeismo di farsi strada nel modo in cui si è sempre fatto, tradizionalmente, strada: all’insaputa, o quasi, del cittadino elettore e quindi decisore e pertanto titolare della cosa pubblica .Occhio: quello di procedere “all’insaputa” non è altro che lo stratagemma del cavalcare il mare senza che il cielo se ne accorga.(anche qui un ulteriore seguace della Scuola di Palo Alto il nostro Giorgio Nardone, che pone tale espressione a titolo di un suo famoso saggio incentrato sugli stratagemmi di una terapia sistemica breve, che però possono essere indifferentemente usati anche per la nostra rovina )
Ancora una volta, torniamo alla filosofia di fondo degli stratagemmi e di qualsiasi tecnica di manipolazione. Si tratta sempre di strumenti miscelati e utilizzati insieme. L’uno rafforza gli altri e tutti si rafforzano a vicenda.
Riassumendo, anche il comparativo mancante è un’arma a doppio taglio. La usiamo inconsapevolmente nei nostri discorsi di tutti i giorni, senza grossi problemi, ma ci viene poi ritorta contro come strumento di “educazione civica europea” o, meglio, di “formazione” di una nuova massa di cittadini filoeuropeisti. Io ritengo che sia fondamentale cominciare a farsi domande, ad essere più precisi nelle modalità di formazione delle domande e nelle risposte che se ne ottengono, si da non essere costretti a trovarci a fare i conti con una mappa che non è la nostra. E con un mondo che non avremmo mai voluto, se ce lo avessero chiesto. e con questo ringrazio anche Francesco Carraro per i preziosi concetti che mi hanno richiamato i miei primi studi di PNL. E' quanto mai ovvio che quanto detto in quest'ultimo riferimento può essere tranquillamente applicato un pò in tutto quello che stanno cercando di farci accettare : un virus che non ammazza nessuno, o perlomeno ammazza come ammazzava una influenza e altre patologie in tutti i precedenti anni, una pandemia senza alcuna percentuale di diffusione se non quella di giudicare ammalati i sani (invenzione del termine asintomatico) , l'imposizione di un terrorismo sanitario fondato sulla paura di questi temini inesistenti per farci accettare vaccini e procedure di reclusione e di catalogazione per renderci per davvero tutti simili ai più famosi romanzi distopici di Orwell, Huxley, Breadbury, Dick e ridurre allo stato di anomalia colui che si oppone a tale stato - il famoso I am Legend di Matheson - ovvero in un mondo di tutti vampiri, l'anomalia sono Io.
OLTRE AL ROMANZO A LIVELLO DI PERCEZIONE IO SONO RIMASTO PARTICOLARMENTE COLPITO DA UN FILM CON VINCENT PRICE INTITOLATO l'ULTIMO UOMO SULLA TERRA CHE, TRATTO APPUNTO DA TALE ROMANZO, ESPRIME CON PARTICOLARE INTENSITA' IL SENSO DI DESOLAZIONE E SCONFORTO DI UNA ATMOSFERA DOVE NON C'E' PIU' UMANITA'

giovedì 5 dicembre 2024

LO SPAZIO TRA NUMERI E' UNA METAFISICA

 

Come dice Guenon che sul problema di una metafisica connessa al  concetto di numero, ovvero il calcolo infinitesimale,  si occupo' volentieri  in ispecie nel libro  qui riportato "per lo spirito antico fra 1 e 3 esisteva un solo numero, per quello  moderno ve ne e’ una quantita’ indefinita, che  con l’introduzione dei numeri immaginari (radice quadrata di un numero negativo = i)  si amplifica il continuo lineare nella forma trascendente di un corpo numerico (totalita di una quantita di elementi della stessa specie), in cui  ogni sezione rappresenta una superficie  numerica,  quindi  di fatto decretando la fine di  ogni possibilita'  di rappresentabilità’ del mondo antico.  Su tutto il dominio dei numeri complessi entro il quale tali superfici restano applicabili, si basa la teoria delle funzioni che rappresenta finalmente la matematica  occidentale nella sua purezza, in quanto essa comprende e risolve in se tutti i domini particolari. Solo a tal punto questa matematica si rende perfettamente applicabile all’immagine della fisica occidentale allo stesso modo che la matematica antica rappresento' l’esatta controparte di quel mondo di singoli oggetti plastici di cui la fisica statica da Leucippo ad Archimede si era occupata teoricamentee meccanicamente. Il secolo classico di questa matematica barocca come antitesi allo stile ionico è il diciassettesimo secolo, che dalle scoperte decisive di Newton e Leibniz, giustappunto del calcolo infinitesimale, attraverso Eulero, Laplace, Lagrange e d’Alembert conduce a Gauss. L’ascesa di questa possente creazione spirituale avvenne come in un miracolo. Si credeva appena cio’ che si vedeva. .Cosi tutto il significato del pensiero numerico occidentale si condensa nel problema classico del limite della matematica faustiana costituente la chiave di quell’arduo concetto dell’infinito — dall’infinito faustiano che e' ben distinto dall’ infinita del sentimento arabo e indu’ del mondo. Si tratta della teoria del valore-limite presso a un numero che puo essere concepito come serie indefinita, come curva o come funzione. Questo valore-limite e la precisa antitesi del valore-limite antico, finora altrimenti chiamato, cheveniva discusso nel problema-limite classico della quadratura del circolo. Fino al diciottesimo secolo, dei pregiudizi euclidei popolari hanno nascosto il senso vero del principio del differenziale. Anche ad applicare in modo prudente il concetto, a prima vista naturale, dell’ infinitamente piccolo, in esso continua a sussistere qualcosa dell'antica costanza, eppero  una apparenza di una grandezza, anche se un Euclide non l'avrebbe ne conosciuta ne riconosciuta come tale. Lo  zero e una costante, un numero intero nel continuolineare fra + 1 e -1 , e le ricerche analitiche di Eulero sono state pregiudicate dal fatto che egli, come molti dopo di lui, ha trattato i differenziali come zero. Solo il concetto, definitivamente chiarito da Cauchy, del valore-limite va a eliminare questo residuo dell'antico sentimento del numero e a costituire il calcolo infinitesimale in un sistema senza contraddizioni. Solo il passaggio dalla ≪ grandezza infinitamente piccola ≫ al ≪ valore-limite inferiore ad ogni possibile grandezza finita ≫ porta alla concezione di una variabile che oscilla al disotto di ogni grandezza finita diversa dallo zero, dunque anche quando essa non abbia piu il minimo carattere di una grandezza. In questa formulazione definitiva, il valore-limite non e piu per nulla cio’ a cui ci si avvicina, ma il  ravvicinarsi in se stesso, il processo, l’operazione.
Non e’ uno stato, ma un andamentoUn concetto su tutti è individuato dall’autore per mettere in luce le incongruenze epistemologiche: quello di infinito. Per Guénon il concetto metafisico di infinito è spesso confuso con quello, più eminentemente matematico, di indefinito. L’infinito è un concetto metafisico che indica ciò che non ha limiti, che non lascia alcunché fuori di sé e che non ha contraddizioni in sé: è il “Tuttouniversale”. Ogni tipo di utilizzo e di interpretazione differente è di per se improprio e foriero di imprecisioni e illogicità. Se il “Tutto universale” è ciò che tutto contiene senza lasciare spazio fuori di sé ed è ciò che non può essere diviso perché non esistono limiti di riferimento(non ci sono determinazioni quantitative che possano definirlo),l’associazione del concetto di infinito alla matematica è impropria: “concepire l’Infinito quantitativamente non significa soltanto limitarlo, ma concepirlo altresì come suscettibile di aumento o diminuzione, il che non è meno assurdo”. Meno assurda da gestire e da utilizzare in campo matematico è la nozione di indefinito: “mentre il finito presuppone necessariamente l’Infinito - poiché quest’ultimo comprende e avviluppa tutte le possibilità -, l’indefinito procede invece dal finito, di cui non è in realtà che uno sviluppo e alquale di conseguenza è sempre riconducibile” . L’esempio portato all’attenzione del lettore è la serie indefinita dei numeri che si forma aggiungendo un’unità all’ultimo numero della serie disponibile. Anche nella suddivisione numerica tra il numero 1e il numero 2, secondo Guénon, non c’è spazio per l’infinito poiché tra i due numeri si può trovare solo una quantità indefinita di frazioni che stanno sempre all’interno di un intervallo finito e non nell’Infinito. .
Ciò che sembra essere importante per Guénon è poter dimostrare che non è il calcolo in sé, al quale egli riconosce una certa utilità, il problema, quanto la differenza tra la scienza tradizionale e la scienza da lui definita profana. La scienza profana è definita analitica, limitata all’analisi del particolare, delle apparenze esterne. È quella scienza che ha prodotto il moderno agnosticismo:“poiché, essendovi cose che non possono essere conosciute se non sinteticamente, chi procede soltanto con l’analisi è indotto perciò stesso a dichiararle “inconoscibili” - e in questo modo infatti lo sono -, al pari di chi, limitandosi a una visione analitica dell’indefinito, può crederlo assolutamente inesauribile, mentre in realtà lo è solo analiticamente”. Altra cosa è la conoscenza globale che solo la scienza tradizionale può fornire con il suo metodo sintetico: dalla legge generale al particolare contingente. Solo la conoscenza sintetica dei princìpi può aprire la strada alla vera conoscenza. Da quei princìpi si potrà sempre calcolare uno qualsiasi dei fenomeni che ci appaiono. Ed è qui che si svela il senso di un libello che più che essere pedante vorrebbe essere da stimolo per una nuova considerazione della scienza. Quello che pensava Guénon era di fornire un esempio che potesse riconsegnare alla scienza tutto il suo spettro di indagine e non solo la limitata
apertura del quantitativo.
Si apprende di un anacronismo nella critica di Guénon al calcolo ideato da Leibniz: il filosofo tedesco non aveva a disposizione i concetti di limite e di funzione di cui disponiamo oggi ed è forse per questo che le sue spiegazioni furono ambigue in alcuni punti e produssero discussioni e critiche. La moderna scienza non è del tutto estranea alle più antiche intuizioni metafisiche, anzi, proprio per questa sua eredità, la scienza permette un accesso alla conoscenza del reale che ci circonda.

 

 

L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO

  Trovo sul serio che tra simbolismo  dell'inconscio  e simmetria della fisica quantistica  ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...