Indimenticabile quel novembre 1963 come d’altronde erano stati i mesi precedenti, perlomeno a partire da marzo. Una crescita eccezionale, direi proprio straordinaria : fisicamente quell’area dell’emisfero destro corrispondente a quella di Wernicke e anche a quella di Broca, i 5 cm. di aumento di statura da 1,73 a 1,78 in soli due mesi (marzo-maggio) che ora nel novembre avevano raggiunto l’1,80 , la kippe lunga alle parallele, il sesso, pratico ed estatico nel contempo, della ragazzetta di via Arco di Parma, e quindi il correlato psichico con quell’intuizione super sviluppata, la profondita’ di ragionamento e la capacita’ espositiva che avevano avuto cotanto collaudo con probabilmente il piu’ grande filosofo vivente. La uccisione di Kennedy l’aveva presa con sincero rammarico ….per carita’ non e’ che Kennedy rappresentasse il suo ideale, ma era un promettente compromesso e chi lo aveva ucciso non rappresentava certo gli ideali della tradizione, di uno spirito non bottegaio, anzi diciamo che erano sempre loro i soliti noti, la gente al soldo del capitale economico e finanziario i Rotschild, i Rockfeller, i Morgan, i Carnegie i grandi bottegai che erano passati a pensare e ad agire piu’ in grande, un super, anzi un iper mercato di bottegacce e gli immancabili garzoni come umili esecutori, i politici tipo l’erede appunto di Kennedy ovvero Lyndon Johnson. In proposito si era andato convincendo che dietro gli esecutori materiali del delitto, ci fossero proprio loro e sai perche’ ? perche’ Kennedy che era partito dalle loro fila, se ne era ad un certo punto distaccato, inalberatosi subito dopo i fatti del blocco navale di Cuba nell’ottobre del ’62, nella sensazione di essere entrato a far parte della storia e quindi trascendente le miseriucce dei cabotaggi sociali di qualche miliardario da strapazzo . Nella sordida etica bottegaia, Kennedy era un traditore della sua classe sociale e quindi andava tolto di mezzo: Questo ragionamento lo aveva ripetuto a Evola essendo stato riinvitato in casa sua questa volta senza altri partecipanti e in una terza convocazione, poco prima di Natale, dove si era invece lasciato erudire sul concetto di Imperium e Stato organico. Quello che invece non era riuscito a ripetere era stata la visita alla ragazzetta veneta di via Arco di Parma dato che era tornata al suo paese a ridosso del Piave. La sostituta non gli era piaciuta affatto dato che era stata, anche li’ sulla porta, sgarbata e sbrigativa.Niente sesso in pratica dunque, da aggiungere al suo particolare “dolce stil nuovo”, era ancora un po’ troppo imbranatello per conquistare ragazzette compagne di scuola e ad una festa da ballo dove era stato invitato dal solito Graziano erano tutte parecchio piu’ grandi e non lo filavano di pezzo. Diciamo che si andava rifacendo colle letture, ancora qualche approfondimento su Freud il saggio sul narcisismo, psicologia delle folle ma soprattutto prima approccio con lo sconvolgente “Al di la’ del principio del piacere “ dove veniva postulata la pulsione di morte che era un altro di quei concetti che lo avrebbe seguito a vita. Romanzi di Oscar Wilde, Stevenson e Poe e immancabile una sistematica lettura di “Rivolta contro il mondo moderno” del suo quasi pigmalione intellettuale Evola, con la possibilita’ di confronto de visu di alcune argomentazioni ; a scuola la pagella del primo trimestre era stata una folgore, tutti nove e persino due dieci, i professori erano rimasti strabiliati “eh bhe sono anche ripetente!” si era quasi giustificato, dato che non gli andava per niente di passare da secchione. Per le vacanze di natale aveva se possibile accentuato le sue letture, che stante la oramai acquisita nuova e piu’ precisa applicazione mentale, si andavano facendo sempre piu’ profonde e complesse, come era stato ad esempio per il calcolo infinitesimale o per la psicoanalisi; non solo ma anche scolasticamente andava saccheggiando con le sue frequenti incursioni i libri dei compagni piu’ grandi, tra cui erano sia quel Graziano che gli aveva propiziato l’andata in via Arco di Parma, sia quello fascista che lo aveva invece presentato a Evola. Di solito andava a fare le sue spese libresche da Maraldi a fronte delle Mura Vaticane e per natale, si era regalato un testo sulla teoria delle relativita’ di Einstein . Sempre Graziano lo aveva invitato alla festa di fine anno a via Taranto a san Giovanni, anche lì pero rien a faire per conquistare qualcuna (rimaneva troppo impacciato, poco intraprendente) sicche’ con l’entrata nel 1964 al di la’ dei successi nello studio e nel culturale in genere, e malgrado la prestanza fisica non indifferente grazie alla ginnastica e il raggiungimento della misura di 1,81, in merito al sesso rimaneva solo con quell’esperienza della puttana di via Arco di Parma, esperienza attenzione davvero sotto tutela stante la preparazione dell’amico “ Non ci so proprio fare” si doleva con l’amico “la cosa che mi piace piu’ di tutte e’ l’unica cosa che non mi riesce. Si chiudeva così il 1963 con un tantino di melanconia rappresentata da Walter Molino sulla Domenica del Corriere in merito alla scomparsa di due grandi protagonisti di quei primi tre anni del decennio, di cui lui partecipava in parte, forse perche’ malgrado tutto non la fine, ma l’inizio per lui presentava carenze proprio nel campo che piu’ gli premeva Con la lettura e la comprensione delle due teorie della relativita’ ristretta e generale inizia e approfondisce la passione per la fisica quantistica.Oltre a Einstein prendeva in esame Bohr ed Heisenberg e la figura di Pauli, altro premio nobel per la fisica che racchiudeva una inusitata collaborazione con il rivale di Freud nello scibile della conoscenza della mente umana e quindi dell’inconscio : Carl Gustav Jung. A fine gennaio c'è il Festival di Sanremo, per la verita' lui non l'aveva piu' visto dal '59 quando aveva vinto il suo preferito Domenico Modugno con Piove (ciao, ciao bambina) , ma giusto giusto era stato richiamato dalle sue letture dalla nonna che gli aveva urlato "corri, corri vieni a vedere che c'è un cantante che ti somiglia come una goccia d'acqua!"In effetti bisognava convenirne, la somiglianza era davvero impressionante e detto per inciso la canzone che cantava in coppia con Frankie Laine un cantante folk che a lui era sempre piaceva moltissimo, era davvero stupenda e lui la interpretava con voce calda, suadente, un po' alla Elvis. a quel punto si era interessato alla competizione ovviamente tifando per il suo sosia e ci era rimasto maluccio quando lo avevano privato della certa vittoria, perche' ammalatosi alla gola aveva cantato in ampex. Bobby Solo, così si faceva chiamare il cantante, al secolo Roberto Satti che aveva tre anni piu' di lui lo intese, sulla suggestione dei suoi sempre piu' approfonditi studi di fisica quantistica un po' come il suo doppio, un qualcosa simile a elettroni che sparata attraverso una doppia fenditura produceva rappresentazioni differenti, ora particelle, ora onde.
sembra una modalità di coniugazione spazio/temporale laddove ci si muove tra futuro anteriore e calcolo infinitesimale ove limiti, derivate e integrali sono proiezioni di numeri negativi (ovvero numeri immaginari)
martedì 25 ottobre 2022
domenica 23 ottobre 2022
FEMMININO COME IMMAGINARIO CONIUGATO (2)
Era da pochissimo che si era iscritto al MSI aderendo proprio alla corrente di Almirante, e fu con lui che attacco’ discorso, ma poco dopo ecco che si trovo’ a misurarsi proprio col grande filosofo che aveva da ridire sulla sua passione per la psicoanalisi, mentre giudicava interessanti le sue dissertazioni sul calcolo infinitesimale, asserendo che a suo tempo anche il suo amico Rene’ Guenon aveva scritto un piccolo saggio giustappunto sul calcolo infinitesimale . “diventa interessante…” ebbe l’ardire di ribattere al filosofo “…quando si usano proiezioni di numeri negativi, come la radice quadrata che fa diventare tali numeri immaginari , ovvero “-1”, meno uno sotto radice quadrata mi diventa “1i” e lo posso usare tranquillamente in limite e derivate su tutto il reale che si apre alle possibilita’ dell’immaginario, Bhe discorsi simili da parte di un quindicenne studente ginnasiale fanno la loro impressione e difatti era entrato nella discussione il principe egiziano compagno della nipote del Maresciallo Graziani “non posso credere che stai ancora tra i banchi del ginnasio, vieni da noi che ti faccio presentare direttamente alla Maturita’ “ aveva detto guardando subito dopo la austera compagna “eh Amalia che ne dici ? sarebbe una bella pubblicita’ per noi, questo ragazzo con qualche diritta nostra spopola agli esami !” “Ah be’ senz’altro” rispose quella “ma ho paura che non ci siano i requisiti di eta’ , non credo che sia posssibile dare la maturita’ a 16 anni” “Be’ questo lo vedremo dopo….. per l’intanto tu pensaci “ fece l’omone tornando a parlare con lui “ ovviamente ti faremmo un prezzo speciale, come minimo la meta’ della retta ordinaria” Un po’ infastidito da questa interruzione Evola riprese la parola e comincio’ a tessere le lodi della sua concezione dell’Impero contrapposta a quella dei nazionalismi e della mentalita’ bottegaia che originava a suo parere dal prevalere dell’individualismo dell’Umanesimo di meta’ del trecento sulla tradizionale concezione spirituale e della tradizione del medioevo e si era accentuata con la Rivoluzione Industriale di meta’ del XVIII secolo.A quel punto il ragazzo aveva i numeri per , se non replicare, perlomeno convenire con il ragionamento evoliano, numeri che traeva da quel famoso libro avuto in dono dal medico del santo Spirito dove si parlava del Mistero delle Cattedrali e della emblematica figura di Fulcanelli.
Anche lui aveva la medesima sensazione che non solo l’Umanesimo, ma anche il Rinascimento fosse stato in realta’ una involuzione e non una evoluzione per lo spirito umano, un qualcosa che poggiava su di uno sfrenato individualismo veicolato pero’ dal fattore commerciale e mercantilista, be’ si insomma si poteva tranquillamente far riferimento alla teoria delle eta’ del mondo contenuta nelle Opere e i giorni di Esiodo, di cui Evola era una assertore piu’ che convinto. Per un bel po’ il dibattito si svolse su questa tematica, facendosi davvero interessante a tratti anche sconvolgente, specie quando Evola comincio’ anche a menzionare il ciclo finale del processo, che gli Indu’ indicavano con il Kali Yuga, e ancora di piu’ quando arrivo’ a mettere in ballo l’Illuminismo per lui davvero il punto piu’ basso del processo di mercantilismo della societa’ umana, che propizio’ la stagione delle esecrabili rivoluzioni pilotate giustappunto dalla classe emergente della borghesia quella che piu’ si era andata correlando al denaro e allo scambio nel mercato del mondo: unico valore concesso nel mondo moderno , niente piu’ valori che ancora nel medioevo si scambiavano all’ombra della coralita’ delle cattedrali, ma giustappunto un solo valore , quello di scambio. “Dai che stiamo andando proprio alla grande”, pensava l’amico del terzo liceo che lo aveva portato a quel consesso “indirettamente sto facendo un figurone” Tutto si manteneva sui binari della conversabilita', senza scossoni finche’ proprio Evola non arrivo’ a parlare del principio femminile e del sesso, ecco allora che ll ragazzo con tutto il bagaglio di fantasia e desiderio che risaliva alla prima infanzia in episodi particolari come quello delle stringhe dei sandali alla schiava di Ltizia la ragazzetta amica di famiglia, che si avvolgeva al piede e polpaccio nella sua casa di via Sebastiano Veniero, o la canzone Musetto appiccicata alla bellissima laura li’ nei giardinetti sotto casa di Via Nicolo’ , ancora i piedi pure della intrigante Lucietta o della Vittoria di Mondello in quella gita in barca e le scene del film Lolita di Kubrick dove un James Mason era assorbito nel dare lo smalto alle unghie dei piedi di Sue Lyon , appena prima dell’incidente del marzo con il risveglio improvviso del commento del saggio La Gradiva,Tutto questo e molto altro subiva una sorta di trasformazione con la folgorante messa in pratica di appena due giorni prima per mezzo della super compiacente puttana di via Arco di Parma - la proiezione del negativo o perlomeno del mancato del desiderio , aveva in termini operativi del passaggio dal registro dell’immaginario a quello della realta’ sortito una sorta di effetto coniugato : il segno meno era stato perduto nel processo e il piacere con tanto dii ripetuto esaudimento si era sostituito al desiderio. Fuor di ogni calcolo piu’ o meno infinitesimale , il corpo della ragazzetta in ogni sua componente, i piedi, le cosce, la vagina, le tette, il culo, i capelli, il volto, la bocca enfatizzato anche dall’odore, dal sapore di lei , dal suo comportamento e gestualita’, come lo aveva fatto venire dentro di lei, come gli aveva preso il cazzo e gli aveva permesso di sprizzargli il seme in bocca che lei aveva interamente bevuto; tutto questo e anche altro erano andati a costituire una nuova entusiastica sensibilita’ e convinzione, laddove il femminile assurgeva a vero e proprio fondamento dell’estasi. Ecco perche’ ora a sentir parlare così negativamente del femminile, come di un qualcosa di inferiore, di aberrante, di rinuncia alla virilita’, gli pareva cosa troppo grossa per non replicare veementemente. Un conto era criticare l’eguaglianza, la massificazione, il socialismo e anche l’illuminismo prodromo culturale dalla Rivoluzione francese e il riferimento alla mentalita’ bottegaia venuta su con l’Umanesimo, un conto era ora prendersela con il femminile, che anzi a suo modo di vedere era quello della Cavalleria, del Dolce Stil Novo e di Dante, il maggior esegeta dell’Impero come lo stesso Evola, ma soprattutto Guenon avevano sempre riconosciuto, ovvero l’esaltazione e non il vituperio del principio femminile, come motivo di esaltazione e di compimento proprio per il “vir” e non per l’”homo”. Bisogna dire che lo stesso Evola aveva faticato a contenere la irruenza di una esposizione così entusiastica, ma anche profonda e dettagliata, facendo tremare l’amico che lo aveva portato in quel consesso, ma che stiamone pur certi la presenza di chi aveva portato, non era passata inosservata.
sabato 22 ottobre 2022
PIANI BASSI E PIANI ALTI (1)
A salire i larghi gradini del Palazzo di Corso Vittorio Emanuele a Roma è un ragazzetto di quindici anni e mezzo, alto sul metro e ottanta, aitante e con un fisico sportivo, difatti frequentava la palestra di ginnastica Borgo Prati dove alla parallele, agli anelli e sulla sbarra era da appena un mese entrato in tempi di kippe, ovvero quel movimento ginnico che consente di passare da uno stato di sospensione a quello di appoggio. La prestanza fisica sviluppatasi dopo un brutto incidente del marzo di quello stesso anno, ha avuto una stretta correlazione con un eccezionale incremento delle facolta’ intellettuali specie sotto il profilo dell’intuizione e dell’arditezza di pensiero e di ragionamento, dovuta, a detta di un giovane medico dell’Ospedale Santo Spirito, ove il nostro amico . era stato ricoverato per 65 giorni (5 marzo-10 maggio) al tipo di lesione riportatta all’emisfero destro del cervello. Il fatto e’ che tale giovane medico perseguiva delle strane idee sulla medicina che si rifacevano un po' alla psicoanalisi e non solo quella freudiana, ma anche a personaggi come Whilem Reich, George Groddeck, Jacques lacan, un po’ alla cultura indù dello Yoga e del serpente della Kundalini, il tutto come riassunto in una miscellanea condita di paradossali teorie della fisica quantistica (effetto doppia fenditura, effetto farfalla, entenglement, equazione d’onda e suo collasso ) e anche di antichissimi retaggi rifacentesi all’alchimia , al Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli, alle teorie di Horbiger. Per farla breve questo Dottore all’atto delle dimissioni del ragazzo, invece di pillole o iniezioni aveva donato al ragazzo un pacchetto di libri: uno sulla interpretazione di Freud ad un saggetto di uno sconosciuto scrittore tale Jensen titolato La Gradiva, un secondo dello stesso Freud : Totem e Tabu’ (qui capirai molte curiose predilezioni e idee fisse del tuo passato , gli aveva detto ) quindi una copia de Le matin des magiciennes di Pauwles e Bergier e infine una sorta di biografia scritta da lui stesso su Whilem Reich con particolare riferimento alla teoria dell’Orgone. Ebbene quei pochi ma pregnatissimi saggi erano divenuti in quell’estate del ’63 una sorta di vademecum per il giovane ragazzo che si andava rimettendo e che giorno dopo giorno andava familiarizzandosi con quella sua incredibile accentuazione della intuizione mentale e anche delle capacita’ di apprendimento. Si era anche ritrovato cresciuto di ben 5 cm, da 1,73 a 1,78 e frequentando lo stadio della Farnesina aveva strabiliato tutti quanti riuscendo ad ottenere eccezionali risultati nel salto con l’asta sfruttando come nessun altro la flessibilita’ delle nuove aste in fiberglass che nell’agosto erano arrivate sperimentalmente anche in Italia. Con il riinizio della scuola aveva dovuto riiscriversi al V ginnasio che non aveva fatto a tempo a sostenere gli esami di licenza ginnasiale e invece di continuare con il salto con l’asta si era iscritto alla palestra Borgo Prati in via Tacito, dove dopo appena una settimana di esercizi, paffete aveva fatto la sua prima kippe lunga alle parallele. Questa inusitata crescita di un po’ tutte le capacita’ fisiche e mentali lo aveva anche portato ad abbracciare idee alquanto corrispondenti ad una persona che toccava con mano una sua indubbia eccezionalita’ - cosi’ anche un po’ in linea con uno dei libri che gli aveva fatto dono il medico del Santo Spirito, quello de Il mattino dei maghi, si era andato a focalizzare su di una cultura cosidetta “di destra” e proprio in tale direzione erano andate le sue nuove letture dopo che i quattro libri avuto in dono avevano le pagine che andavano sfarinandosi per il troppo uso e la marea di appunti di cui andavano riempiendosi, “Così parlo’ Zaratustra” di Nietzsche, La crisi del mondo moderno di Guenon, e anche il sequitur di un altro testo di Freud : Lutto e melanconia. I gradini davano su ampi pianerottoli dove si affacciavano massicce porte e l’amico del terzo liceo che lo precedeva continuava a spiegargli i motivi per i quali lo stava conducendo dal ben noto filosofo “hai colpito tutti a scuola per le tue conoscenze e idee così simili alle nostre sicche’ ho pensato che un confronto con un pensatore del calibro di Evola, sarebbe stato di grande interesse”. Era un ragazzo sui vent’anni che faceva parte della Associazione Giovane Italia fiancheggiante il MSI ed anche del Gruppo Caravella riservato agli Universitari, ma al quale lui che aveva perso la maturita’ nel luglio precedente proprio a causa delle sue idee troppo contrastanti coi professori di sinistra della commissione, vi era stato ammesso di dovere. Aveva conosciuto il filosofo proprio subito dopo la bocciatura e nell’estate piu’ volte ammesso a seguirne delle lezioni in casa sua , sicche’ dopo aver avuto modo di parlare con il nostro eroe, decisamente colpito, aveva cominciato a parlarne allo stesso Evola “e’ un ragazzetto davvero in gamba” gli aveva detto “di una intelligenza davvero straordinaria ed anche con una cultura che ha risvolti invero interessantissimi, conosce le teorie di Horbiger, cita Nietzsche, parla delle Cattedrali di Fulcanelli” Quel pomeriggio poi era in programma una riunione davvero particolare : c’era difatti il Comandante Junio Valerio Borghese , famoso per la sua X MAS , medaglia d’oro al valor militare, Giorgio Almirante deputato rampante della corrente piu’ oltranzista del MSI, Pino Rauti pure lui oltranzista ma sotto un profilo piu’ culturale ed ifine c’era Amelia Graziani nipote del Maresciallo Rodolfo Graziani, donna volitiva e particolarmente sagace che si accompagnava ad un suo amante alto più di due metri, un principe egiziano in esilio con il quale conduceva una Scuola di recupero anni scolastici. L’amico del terzo liceo contava sia di fare buona figura con il grande filosofo ma anche con tali personaggi, portando alla riunione un ragazzetto di neppure sedici anni, ma così preparato e ben orientato verso una sana cultura di destra, per nulla influenzato dalla dilagante cultura sinistrorsa: il nostro eroe pero’ stante le sue idee non aveva impressionato compagni piu’ grandi per una sorta di associazione ideologica, ma, e in questo erano stati colpiti anche professori pdersino di liceo e non di ginnasio quale frequentava ancora lui. Quasi stordita era rimasta ad esempio la sua professoressa di matematica quando si era resa conto che lui andava perseguendo degli arditissimi esercizi di calcolo infinitesimale per passare da uno status ad un flusso che applicava a vari campi di conoscenza , ma anche di comportamento umano, quali la danza, la musica, utilizzando proiezioni di numeri negativi ovvero radici quadrate che davano luogo ai cosidetti numeri immaginari : ovvio che in questo si lasciava andare a balzi non indifferenti anche nello stretto specifico degli studi scolastici, ad esempio proprio sul calcolo infinitesimale aveva approfondito la figura di Leibniz fino a convenire con la sua cosidetta “vis viva” piu’ adatta a cogliere il cambiamento tra stato e flusso focalizzando un punto di vista interno piuttosto che uno esterno come sosteneva Newton. Molte ragazze, anche loro piu’ grandicelle mostravano particolare interesse verso tale genietto in erba di cui tutti oramai parlavano e questo lo aveva notato un compagno pure lui del terzo liceo che della cultura in se’, ed anche della politica, se ne fotteva della bella…. “ma l’hai notato “ gli aveva detto un bel giorno “ che tutte queste squinzie, colla scusa della filosofia, te le potresti fare alla grande !?” - “ma che dici? Cosa dovrei fare?” - Ti ho visto come ti pavoneggi col tuo Freud, con i tuoi numeri immaginari, non mi dire che non li metti in pratica?” – “non li metto in pratica come?” Oh cristo sarai un genio, ma sei anche bell’imbranato eh!?” –“ Quindi parli parli, ma vai in bianco?” Diciamo che questo secondo terzoliceale era invece un draghetto nel darsi da fare colle fanciulle, e aveva al suo attivo un nutrito carnet di conquiste, diciotto anni quasi diciannove prima esperienza sessuale a 13, un discreto incremento di occasioni con l’acquisto di una Fiat 500 Giannini con sedili ribaltabili e anche un discreto numero di puttane ma ben selezionate. “Non mi dire che non l’hai mai fatto” gli aveva fatto a bruciapelo passeggiando per la via Giulia all’uscita da scuola “be’…” “ Ho capito, bè ringrazia il cielo che c’e’ il tuo amico Graziano !” La puttana che riceveva in via Arco di Parma al n.7/a, era una veneta di ventitre’ anni, nome non accreditato Jolanda, piu’ che bella e relativamente economica, stante fisico, aspetto e capacita’,con le sue 8 mila lire a prestazione....."dai le ho parlato di te e non ti fara' storie per l'eta', vai tranquillo" . Eccolo quindi, esattamente due giorni prima di quella salita per i gradini del Palazzo di Corso Vittorio, bussare a quel piano terra indipendente del n. 7/a di Via Arco di Parma. Di certo non poteva immaginare non solo il piacere, ma sopratutto il trasporto provato con la puttana veneta, che di certo come tale non si era portata, ma anzi eccezionalmente appassionatasi del suo giovane cliente gli aveva riservato un trattamento, che sarebbe stato motivo del suo contrasto con il filosofo Julius Evola quel pomeriggio del 21 novembre 1963
martedì 18 ottobre 2022
ECCEZIONI NON DEL TUTTO ACCREDITATE
Eh si! ci sono anche una serie di rivolte, sommosse, rivoluzioni e rivolunzioncine di cui la matrice massonica e’ meno evidente, come ho detto ad esempio a proposito della rivolta del sette e mezzo a Palermo o di quella dei Fasci siciliani del 1894, anzi forse del tutto inesistente e alcune volte addirittura antitetica. Se ad esempio nel processo di unificazione dell’Italia, l'intromissione della Massoneria e’ fin troppo palese, non altrettanto puo’ essere rimarcato per quello della Germania, dove una classe di potere egemonica ha poco o nulla a che spartire con la mentalita’ commerciale e bottegaia dell’Inghilterra e dei Paesi ad essa correlati - l’Italia tra le prime in Europa, ma anche gli Stati Uniti, specie quelli che si affermeranno dopo la vittoria della coalizione nordista – sono state dei banchi di prova in quel decennio sessanta dell'influenza massonica . ma non la Germania che ancora fa mostra di una sorta di retaggio guerriero, ovvero “l’eta’ dei guerrieri” alla Esiodo, così le folgoranti vittorie militari, il piglio della sua classe militare, la valenzia della nazione battistrada la Prussia, di cui lo stesso cancelliere Bismarck non disdegna di rivestire spesso fogge militari. Su tale falsariga e’ l’Impero austriaco che nel 1867 diviene austro-Ungarico, anche se sotto tutela prussiana che l’ha battuta in guerra a Sadowa l’anno precedente . L’odio, la repulsione della Massoneria e della loro patria bottegaia per questi retaggi di spirito guerriero nelle nazioni d’Europa centrale, che a tratti e con accezioni assai spesso contrastanti, si dilata anche all’Impero russo e’ feroce e attraversa tutto il XIX secolo con una vera e propria esplosione deflagrante nel 1914: in tale anno difatti la Massoneria non perdera’ occasione per operare un deciso salto di livello, non piu’ con una rivolta, neppure piu’ con una rivoluzione, ma con una guerra mondiale di proporzioni ed entita’ quali non si erano mai viste in tutta la storia dell’umanita’.Si ! qui lo dico e qui lo affermo: e’ la massoneria la vera sobillatrice dell’ordine costituito in quell’estate del 1914, la massoneria che si serve della piu’ bottegaia delle nazioni che e’ pronta a riversare tutta la sua influenza commerciale nei campi di battaglia, e trascina abilmente i suoi razzaffonati alleati sfruttando abilmente certe discrasie spesso e volentieri di vecchia data : uno spirito di revanche della cocente sconfitta di Sedan del 1870 per la Francia, la Russia puntando sulla sua eterna rivalita’ con gli imperi teutonico e aburgico, e ultima, un po’ per il colletto, una Italietta di scarsa affidabilita’ sia per i suoi voltafaccia sia visti i suoi non esaltanti precedenti militari (la sconfitta del ’66, la farsa della presa di Roma nel ‘70 e anche una debacle coloniale addirittura in una battaglia campale contro gli abissini nel 1896 ). I Guerrieri teutonici si rivelano però ossi duri da spolpare e solo per una serie di disgraziate circostanze non colgono specie nei primi mesi di guerra quella folgorante vittoria che probabilmente avrebbe decretato il fallimento di tutta la bottega ed allora ecco ricorrere all’aiuto oltre oceano degli apprendisti nuovi capi bottega . Mai come in quel 1917, dopo tre anni di logoranti battaglie e milioni di morti, i Maestri Massoni debbono essersi compiaciuti della scelta dei loro antenati di favorire l’indipendenza degli Stati Uniti d’America, una nuova entita’ staccata dalla madre patria, ma sempre unita da vincoli piu’ forti di quelli nazionali: sara’ infatti la scesa in campo degli americani a far pendere la bilancia dalla parte della Intesa di Inghilterra, Francia e Italia , anche se deprivata dell’alleato russo a causa di una rivoluzione. Rivoluzione di febbraio e soprattutto Rivoluzione di ottobre cosidetta bolscevica, per la quale non mi sento di attribuirle una matrice massone, ma anzi questa volta organizzata proprio dalla parte avversa, la parte riconducibile ai “Guerrieri” desiderosi con ogni mezzo di staccare dalla contesa pezzi della coalizione nemica. Sono d’accordo che la Massoneria soprattutto di etnia ebraica era contrarissima al potere dello Zar e da parecchi anni fomentava rivolte contro la Russia favorendo altresì altre nazioni contro di essa, come ad esempio con la guerra russo-giapponese, pero’ nel 1914 aveva per ragioni di stato e di opportunita’ strategica dovuto accettarne l’alleanza nel conflitto. L’atavico odio della massoneria ovvero di quella borghesia sempre piu’ elitaria in senso mercantile e commerciale, contro la concezione stessa dell’Impero che vedeva in tale istituzione solo un ostacolo al suo spirito mercantile e commerciale legato al profitto, doveva per il momento scendere a patti e operare un distinguo, pero’ quando nel 1917 l’Alta Finanza Germanica su commissione dello Stato maggiore tedesco comincio’ a finanziare la rivoluzione in seno alla Russia, molto probabilmente l’Alta Finanza Inglese ed ebrea si mantenne neutrale, dedicando la sua attivita’ a favorire il pronto intervento nel conflitto degli USA ovviamente dalla loro parte: è una tesi questa non condivisa dall’autore dell’accennato libro” Rivelazioni non autorizzate”, Marco Pizzuti, che anche per la Rivoluzione Bolscevica da’ gli stessi finanziatori e organizzatori, prendendo a sostegno il fatto che per la appena precedente rivoluzione di febbraio il suo protagonista Alexander Kerensky fosse sia un ebreo che un massone . Ma a mio parere un conto e’ la rivoluzione di Kerensky che aveva tratti socialdemocratici e quindi in linea con l’interesse commerciale ed economico dei Paesi dell’Intesa e soprattutto dell’alta finanza ebrea pilotata sempre dalla massoneria , un conto e’ la rivoluzione d’ottobre che da subito aveva fatto mostra di quei caratteri di estremismo esasperato , che lasciava intendere chiaramente che mai piu’ una rivoluzione capitanata da un fanatico ideologo e demagogo come Lenin avrebbe continuato la guerra a fianco di Paesi capitalisti . E’ difatti cosa fin troppo nota che Lenin prigioniero dei tedeschi per le sue attivita’ sediziose in germania non solo venne liberato, ma fu fatto viaggiare su un vagone blindato di un treno protetto da truppe tedesche con meta esclusiva la frontiera russa, proprio per sobillare con tutta la sua consumata abilita’ la rivoluzione e favorire un esito estremo che portasse alla defezione della Russia dalla guerra.Un po’ la stessa musica per il secondo grande protagonista della rivoluzione d’ottobre Leone Trotsky, che viveva a New Jork in quanto espulso dalla germania e che la comunita’ Germanica d’America fece imbarcare segretamente per San Pietroburgo nel marzo 1917. Il mio parere e’ che se la massoneria di cui sembra che sia Lenin che Trotzsky facevano parte, aveva investito su tali personaggi era piu’ una questione di anni passati, per intenderci ai tempi della guerra Russo Giapponese, dell’ammutinamento della corazzata Potemkin, ma in quel 1917 la palla di un simile complotto era passata all’alta finanza germanica su commissione dello Stato Maggiore germanico, che diede avvio appunto alla operazione di favorire una rivoluzione con il movente specifico di far defezionare dal novero dei nemici una componente di primissimo piano. Facciamo una ulteriore riflessione: le cose della vita, specie quando ci sono in gioco grandi interessi, non sono mai bianco e nero, ma hanno una varieta’ illimitata di grigi, così anche io penso che la massoneria, l’alta finanza internazionale quasi tutta di etnia ebraica , abbiano avuto parte in complotti di ogni genere soprattutto nel favorire quello spirito falsamente democratico, larvatamente buonista, apparentemente propenso alla emancipazione delle masse, che specie ai giorni d’oggi e’ diventato dominante: ovvero un po’ l’aggiornamento del “pecunia non olet” dell'Imperatore Vespasiano ovvero il denaro non puzza, questo significa che da qualunque parte vengano i profitti, saranno sempre ben accetti, il danaro non ha odore e non ha personalita’, piu’ aperta sara’ la societa’ e tollerante di tutte le posizioni, anche le piu’ estreme, piu’ ampio sara’ il consumo e quindi il guadagno; ecco quindi la spiegazione del perche’ sia Massoneria che l’alta finanza e i notabili ebrei, abbiano sempre caldeggiato emancipazione e le idee liberali e perseguito, o meglio fatto perseguire da pensatori prezzolati le piu’ avanzate e cosidette progressiste, idee e movimenti di totale apertura ad ogni istanza come uno dei piu’ famosi ronzini di tale tendenza karl Popper ha cercato di condensare nel suo ignobile saggio “La societa’ aperta e i suoi nemici” un testo che non a caso e’ divenuto una sorta di bibbia e di manuale d’uso delle lobbies internazionali di industrialismo e consumismo esasperato in questi primi decenni del terzo millennio, grazie anche al suo allievo George Soros, che proprio grazie alla farsa di una presunta pandemia, all’inganno e alla manipolazione perpetrata con un impiego massiccio di danaro e la mobilitazione della quasi totalita’ dei mass media , è a tutt’oggi in primissimo piano nel tentativo di asservire in maniera totale l’umanita’ ai principi di un iper capitalismo che ha gettato ogni maschera e si è finalmente congiunto con la faccia fino a poco fa tenuta oscura della sua stessa medaglia, quella del socialismo progressista, giustappunto di una societa’ aperta dove ogni diversita’ venga appianata in nome del feticcio del consumo globalizzato, ma pilotato da ristrettissime elites
lunedì 17 ottobre 2022
LA MASSONERIA E L'ITALIA
Nei precedenti articoli si è tanto parlato di massoneria a proposito di rivoluzioni e si e' anche fatto qualche veloce cenno all'esplicarsi di essa nel nostro Paese: in questo articolo focalizziamo l'attenzione giustappunto alle vicende italiane e vedremo che tutto quello che i libri di storia ed anche la comune accezione piu' o meno accreditata, ci hanno propinato e' solo una lunga congerie di menzogne. Probabilmente le nostre logge massoniche non hanno la stessa rilevanza e neppure lo stesso prestigio di quelle inglesi e probabilmente neppure di quelle francesi o americane, pero’ la Massoneria ha recitato anche da noi e da tempo immemorabile la sua ingombrante influenza. Non sto parlando di Logge piu’ o meno deviate tipo la P2 di Licio Gelli degli anni settanta del novecento, ma della massoneria piu’ rinomata, quella inglese di cui le nostre confraternite sono state sempre delle derivate con un altissimo grado di sudditanza. Chi fu a finanziare la campagna sia pure rovinosa di Carlo Alberto nel 1848 contro l’Austria? C’è da chiederlo? Un esponente della potentissima famiglie ebrea e massone dei Rotschild : il potere imperiale austriaco così come quello, sia pure nella meta’ ottocento ancora frammentato, della Germania, sono stati sempre visti come il fumo negli occhi dalla Massoneria: di certo per quel rifarsi ancora a quello spirito dell’Impero e per quel non volersi sottomettere al volere anche pseudo etico del denaro come collante di tutto. Se difatti leggiamo le pagine dei Buddendrock di Thomas Mann e vediamo la figura dei commercianti tedeschi, noteremo che hanno delle caratteristiche molto differenti dai loro colleghi anglosassoni : accanto al denaro vi sono altri elementi tipo la signorilita’ l’onore, il decoro…insomma in qualche maniera siamo ancora in una accezione di eta’ dei guerrieri e solo con una certa riluttanza la etnia germanica e mitteleuropea e’ scesa a patti con lo spirito bottegaio tipico dell’ascesa dei mercanti . Insomma lo abbiamo detto anche Giulio Cesare indulgeva alla potenza del denaro, ma fino ad un certo punto, lui non sarebbe mai divenuto un Crasso e così un prussiano, un bavarese, un austriaco non sarebbe mai divenuto un inglese. La monarchia francese era stata come abbiamo visto eliminata e anche se dopo la rivoluzione era tornata in una accezione molto piu osservante del potere economico, tant’e’ che quando il Re Carlo X aveva manifestato tratti non in linea con le direttive del potere massone ecco che era stato fatto fuori nella solita maniera con rivolte tipo rivoluzione e al potere era salito quel Philippe Egalite’ che era stato favorevole alla decapitazione di Luigi XVI ed era un maestro massone di antichissima data. Cosi’ Napoleone III che doveva arrivare al potere prima come Presidente di una nuova Republica nel 1848 e poi come Imperatore ricalcando il suo famoso zio. E comunque i Rorschild tornarono a piu’ riprese nel finanziare il velleitario Regno di Sardegna specie quando al suo governo era salito il conte Cavour un docile esecutore delle loro direttive.Così finanziarono per intero la ridicola spedizione in Crimea nel 1855 a favore di inglesi e francesi nella famosa guerra di Sebastopoli, per poi ammettere il piccolo Stato al congresso di Plombiers e stringere quindi la discussa e pochissimo onorevole alleanza con la Francia di Napoleone III. L’Imperatore francese ci mise faccia e proprie truppe in cambio di Nizza e la Savoia , ma a tessere le fila dell’intera operazione fu ancora una volta la Massoneria inglese, che smise di appoggiare l’intera campagna solo dopo la carneficina della battaglia di Solferino tra Francesi e austriaci e non certo dopo la scaramuccia di San Martino con protagonisti i savoiardi dove solo nella nostra storia nazionale si mettono insieme le due localita’ quasi si fosse trattato di una stessa battaglia: meglio molto meglio finanziare la scalcinata spedizione dei mille capitanata dal noto brigante internazionale Giuseppe Garibaldi per la conquista di uno Stato da burla dove il capitale inglese controllava praticamente tutte le leve del potere economico, ma anche militare, come ben si vide in tutte le fasi di tale campagna, dallo sbarco delle due navi di garibaldini di cui una si incaglio’ nel porto di Messina e solo l’intervento di una fregata inglese impedi’ che la flotta borbonica potesse profittare dell’occasione “ se una palla borbonica sfiora le vele di questa nave” fece sapere il comandante della fregata “voi siete in guerra con Sua Mesta’ la regina Vittoria” Stessa storia nella prima battaglia campale tra garibaldini ed esercito borbonico nella piana di Calatafimi. Il Gen. Landi che era stato comprato con piastre d’oro turche , aveva assicurato che appena uno solo dei garibaldini avesse raggiunto il settimo terrazzamento della collina a fronte di Calatafimi, avrebbe ordinato la ritirata dell’intero esercito borbonico . Purtroppo questo settimo terrazzamento sembrava maledetto, perche’ non un solo uomo di tutta la compagine garibaldina riusciva a raggiungere tale obietttivo concordato per la ritirata dell’avversario e questo non perche’ ci fosse un qualche fuoco di interdizione, ma proprio per la fatica di superare i diversi terrazzamento. Forse poteva riuscire qualcuno degli scavezzacolli arruolati dal duo RosolinoPilo-Giovanni Corrao, nelle famose bande, poi denominate “picciotti” ragazzi giovani e forti foraggiati da una sorta di proto mafia, che però Garibaldi aveva disposto che attaccassero di lato, ripeto giovani forti e svelti di mano,probabilmente anche di gambe, ma totalmente digiuni di guerra e combattimenti, che malauguratamente per loro, si ritrovarono contro un reparto di uno dei pochissimi ufficiali che forse per il suo basso grado non era stato comprato, il Maggiore Sforza, il quale ordino’ il fuoco disperdendoli all’istante, Fu probabilmente a quel punto che Garibaldi pronuncio’ il suo famoso “Bixio qui si fa l’Italia o si muore “Nino Bixio e’ stato spacciato per un generale indomito e coraggiosissimo; in effetti lo era , ma era anche un individuo collerico, severissimo coi sottoposti e anche sanguinario - sembra che durante il viaggio da Quarto avesse sparato in faccia ad un suo ufficiale che non lo aveva prontamente ubbidiito e non e’ un caso se pochi mesi dopo gli inglesi pretesero che fosse lui a guidare la repressione per dei fatti incresciosi accaduti a Bronte una cittadina sotto giurisdizione inglese (la ducea di Bronte di proprieta’ degli eredi dell’Ammiraglio.Nelson ) dove la rabbia contadina sperando in una improbabile liberazione da servitù millenarie aveva ucciso alcuni notabili e proclamato la annessione delle terre – comunque sia, li’ a Calatafimi Bixio era comandante in seconda e dipendevano da lui i Colonnelli dei tre settori centrali a fronte della collina, senza dubbio le parole di Garibaldi dovettero spingerlo ad usare parole molto piu’ forti verso i suoi subalterni non scevre di tremende minacce, sicche’ in uno di questi settori finalmente un trafelato colonnello Sirtori raggiunse il fatidico settimo terrazzamento: come da copione scatto’ l’ordine di ritirata del comandante borbonico Gen. Landi che aveva bellamente ignorato le richieste del maggiore Sforza di passare al contrattaco dopo lo sbandamento dei picciotti delle colonne laterali, Testimoni oculari, ovviamente ignorati o messi a tecere, riferirono che i soldati borboni piangevano all’idea di ritirarsi, imprecando contro i loro generali che impedivano loro di cogliere una sicura vittoria. Stesso copione per le fasi successive della campagna, che i libri di storia continuano a dirci gloriosa, ma che fu invece dall’inizio alla fine una campagna sotto tutela della massoneria inglese che aveva tra l’altro in Sicilia tutta una serie di grandi famiglie di imprenditori, con le mani in pasta in vari settori commerciali: l’estrazione dello zolfo, la commercializzazione del sale, tutta una serie di tonnare con locali e macchinari atti alla pesca e alla conservazione e inscatolartura del tonno con relativa spedizione in Inghilterra e persino negli Stati Uniti, grandi coltivazione di terreni agricoli con uliveti e vite a scopo di diffusione di olio e vini e financo la produzione di uno speciale liquore fatto con uve della zona di Marsala, particolarmante gradito dagli anglosassoni in quanto molto simile allo Cherry : stiamo parlando degli Ingham, dei Woodhouse, dei Whitaker, i famosi “principi sotto il vulcano”, che da numerosi anni (piu' di sessanta, al seguito della donazione del re Ferdinando III Borbone, della Ducea di Bronte all’ammiraglio Orazio Nelson per ricompensarlo del soffocamento della Repubblica Partenopea) si erano trasferiti e stabiliti in Sicilia e avevano avviato le diversificate attivita’ di cui fatto cenno. Furono proprio questi “ principi “tutti strettamente implicati nella Massoneria che cominciarono a lamentarsi con la Madre Patria dell’intrusione della famiglia reale dei Borbone nei loro affari, gia’ negli anni subito dopo il ’48: probabilmente e’ proprio da tali lamentele che comincio’ da parte del Governo inglese una vera e propria campagna denigratoria del regno delle Due Sicilie che ebbe il suo clou nel 1851 in due lettere scritta dal politico inglese William Gladstone ad un suo collega parlamentare George Hamilton Gordon, dove c’era quell’espressione “la negazione di dio eretta a sistema di governo” riferita appunto al Governo borbonico, che fece il giro del mondo e il suo eco non si del tutto spento neppure ai nostri giorni: era una frase che in realta’ si riferiva al sistema carcerario, ma non e’ questo il fatto importante, il fatto davvero importante e’, che come qualche anno dopo lo stesso Gladstone in visita a Napoli oramai facente parte del regno d’Italia, ammise, che tale frase fu abilmente sfruttata dal leader liberale John Temple conosciuto come Lord Palmerson, che tra l’altro gli aveva anche commissionato la stesura delle due lettere, per orchestrare una gigantesca campagna denigratoria del Regno delle Due Sicilie.Per la cronaca Gladstone era stato si a Napoli nel 1850, ma non aveva visitato alcun carcere e si era invece limitato a riferire delle livorose impressioni dei liberali napoletani a seguito dei fatti del ’48. Superflo sottolineare che tutti e tre i personaggi protagonisti di questa ante litteram “fake news” erano influenti Maestri Massoni.
I Principi sotto il Vulcano furono costanti interlocutori e consigliori (e detto per inciso qualcosa di piu’) durante la campagna di Sicilia, di Garibaldi e di tutto il suo Stato maggiore : Bixio, Sirtori, Crispi, La Masa, Turr, Corrao facevano la spola tra il Palazzo delle Aquile dove aveva sede il comando rivoluzionario e i sontuosi palazzi dove risiedevano i nobili inglesi e non a caso parlavano tutti fluentemente l’inglese, Vi e’ poi il giallo della cassa segreta con tutta la documentazione finanziaria della spedizione, di cui chi scrive è in grado di fornire una versione di prima mano, in quanto conoscente e amico di Stanislavo Nievo scrittore e regista televisivo, nonche autore del libro “Il prato in fondo al mare” dove si racconta del tragico naufragio con il piroscafo Ercole e del suo antenato lo scrittore Ippolito Nievo, in quel 1860 Tenente Colonnello responsabile dell’Intendenza militare, che giustappunto trasportava nel piroscafo tale cassa con non solo le riserve auree e di valuta dell’impresa, ma con anche tutta la documentazione finanziaria, che se non si fosse inabissata con il piroscafo e l'equipaggio tra cui lo stesso Ippolito Nievo, si sarebbe potuto risalire a chi realmente finanziò
l’Impresa. I misteri di Sicilia e le probabili ingerenze massoniche non finiscono con la conquista del regno delle Due Sicilie da parte di Garibaldi e quindi il passaggio tramite plebisciti al Regno d’Italia sotto sua Maesta’ Vittorio Emanuele II e Capo del governo il più ossequioso dei cavalier serventi della Massoneria Inglese Camillo Benso di Cavour: uno dei piu’ valenti sottoposti di Garibaldi il Colonnello e poi Generale, promosso sul campo Generale, Giovanni Corrao, l’amico intimo del concittadino palermitano Rosolino Pilo, tornato Colonnello con il passaggio dal cosidetto Esercito Meridionale all’Esercito Regio del nuovo Regno, non era durato a lungo nei ranghi dell’Esercito regolare e aveva fatto ritorno tra le fine garibaldine nel ’62 combattendo ad Aspromonte dove Garibaldi fu ferito dalle truppe Regie del Col. Pallavicini (episodio riportato nel film Il Gattopardo di Luchino Visconti con Ivo Garrani nella parte del Colonnello).
sabato 15 ottobre 2022
LE RIVOLUZIONI PILOTATE DALLA MASSONERIA
Se dunque la piu’ famosa delle rivoluzioni fu solo una farsa, come d’altronde tutte le piu’ strombazzate pandemie della storia, non diversamente avvenne per gli altri pseudo cambiamenti socio/politici passati alla storia come rivoluzioni o anche guerre, mettendoci magari l’epiteto di “indipendenza”, di “successione” , di “secessione”, oppure dandogli un nominativo piu’ colorito, trasferito da qualche oggetto o luogo del contesto: “ guerra delle tre rose, guerra del te’, guerra dell’oppio, rivolta dei garofani , rivoluzione d’ottobre , rivoluzione delle camicie nere, marcia del sale, primavera di Praga….e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta. Massimo comun denominatore di tutti questi sconvolgimenti, la assoluta falsita’ rispetto a quello che dovrebbe essere un raccontato obiettivo e veritiero sulla storia e questo come abbiamo visto non proprio da sempre, ma in ispecie con l’avvento nella storia del mondo dell’eta’ dei mercanti, o bottegai ovvero con il prog
ressivo affermarsi di una classe sociale , la borghesia che pone alla base del suo stesso essere e di ogni possibile giudizio di valore : il denaro, il mercato, lo scambio. Ci si potrebbe domandare : ma perche’ prima nell’eta’ dei guerrieri ancora in auge non avveniva lo stesso? Il denaro non aveva questa rilevante importanza? Un Crasso non era l’uomo piu’ ricco di Roma e per questo aveva accesso alle cariche piu’ prestigiose della Repubblica? E poi la stessa differenza fra patrizi e plebei non era, tutto sommato, ascrivibile a questioni di censo? … “Cesare il popolo chiede sesterzi” dice una simpatica freddura… “no vado dritto” risponde il condottiero, mostrando così anche a livello di barzelletta che tutto sommato l’andare diritto, ovvero per una strada che non comporti alcuna deviazione, alcuna sterzata dal cammino del grande interesse dello Stato, può anche essere contemplata, ma il sesterzio o “se-sterzo” non sara’ mai il cammino principale. Ecco mettiamoci un Feynman ante-ante litteram alle prese con il suo integrale sui cammini e questo tragitto diritto, senza sterzate del piu’ grande degli antichi romani : quale credete che sarebbe stato quello piu’ rispondente alle migliori opportunita’???? In sostanza il denaro diviene sempre piu’ importante con il corso del tempo ma in eta’ dell’argento e quindi dei guerrieri resta sempre in auge la famosa risposta di di Marco Furio Camillo al “Vai victis” di Brenno : “non auro, sed ferro, reuperanda patria est” ; così e’ anche nel periodo medioevale, con le Cattedrali, con la Cavalleria, in un Poema come la Divina Commedia di Dante Alighieri, con personaggi come Federico II, ma così non sara’ più con l’Umanesimo impostosi come nuova modalita’ di essere al mondo, grazie alla grande pandemia del 1348 e ad una sensibilita’ fondata su di un egoistico individualismo dove può fare enorme breccia la paura e un codice di rappresentazione della realta’ fondato su di una convenzione riduttiva desunta da un codice non verificabile, come quello di un immaginario classico. Abbiamo trattato al dettaglio della piu’ famosa pandemia quella del 1348 e della piu’ famosa rivoluzione quella francese del 1789, ma questo non significa che ce ne furono altre e non solo successivamente come ben sappiamo, ma anche in precedenza : ad esempio in merito della peste, vi fu quella di Atene del 480 a.c. , il cui Tucidide che la descrisse avanzo’ alcuni temi che possono anticipare alcuni elementi di raccordo con le epidemie successive, soprattutto in merito alla questioni delle origini della pestilenza, ovvero un lungo assedio della citta, situazione igienico sanitaria al collasso, sporcizia, assembramento, e, determinante la paura come collante di tutte le manifestazioni degenerative sia fisiche, che psichiche. In quanto alle Rivoluzioni, vi fu quella inglese di Cromwell e vi fu anche una rivoluzione non sociopolitica, ma forse molto piu’ caratterizzante nel profondo della struttura sociale ed anche economica: la Rivoluzione Industriale di meta’ del settecento, non a caso di primogenitura anglosassone , proprio in quanto altamente rappresentante dello spirito commerciale della emergente classe borghese , che come abbiamo avuto modo di osservare ha una peculiarita’ originaria sia nella appartenenza ad una determinata frangia della popolazione mondiale : gli ebrei, sia una localizzazione nazionale in una specifica nazione l’Inghilterra che aveva giustappunto scelto il commercio e il denaro come elementi di connubio con la propria tradizione – un qualcosa, attenzione che nessuna altra nazione, specie in termini di vertice aveva mai operato, facendo oggetto di scambio il proprio lignaggio aristocratico con non meglio precisati meriti di censo, in relazione al quale si poteva annoverare la spregiudicatezza ma anche vere e propri portamenti banditeschi e criminali. Non e’ una caso che la epocale e famosissima rivoluzione francese ebbe una sorta di antefatto proprio in casa britannica, o meglio non proprio in casa, diciamo in una dependance suburbana quale potevano essere le Colonie Americane. Mi spiego perche’ non ho considerato come precedente della Rivoluzione francese, la Rivoluzione inglese con alla testa Oliver Cromwell di oltre centocinquanta anni prima, con tutto che ci fu il fattore comune dell’esecuzione di un Re legittimo: perche allora la borghesia commerciale inglese non aveva ancora dato avvio alla ricostituzione della Massoneria, con la Gran Loggia d’Inghilterra , che avvenne solo nel 1717 con costituzione ratificata solo nel 1723; quindi a rigore non possiamo trovare gli inquietanti paralleli che appunto solo con la rivoluzione delle Colonie Americane denominata Guerra d’Indipendenza e con la premessa strutturale della Rivoluzione Industriale e l’avvento dell’era delle macchine, possiamo considerare un effettivo precedente.V’e’ una premessa da considerare e tutto oggi, specie con quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni di questo secondo decennio del terzo millennio, ci induce a prendere in assoluta, imprescindibile considerazione, proprio parlando di cio’ che attiene quella famosa revisione totale del racconto della storia. Il “Nulla e’ mai successo davvero” di cui abbiamo argomentato a piu’ riprese a proposito del racconto che ci e’ stato fatto della storia, si fa un vero e proprio “ Principium individuationis” tanto più informante e praticamente assoluto, quanto si avvicina ai nostri giorni “el pueblo unido jemas sara’ vencido” ci hanno ripetuto con slogan e anche in musica, le sinistre ipocrite, costantemente nel libro paga delle diverse lobbies ipercapitaliste - “il popolo unito giammai sara’ battuto !” ebbene io dico e suffragato da tanto di documentazione storica di tutti i tempi, il netto contrario: “giammai e’ successo che il popolo unito abbia vinto checchessia” se puo’ sembrare che abbia qualche volta vinto , ecco come nella rivoluzione francese e nel suo precedente della guerra d’Indipendenza delle Colonie americane. oppure chessò durante il cosidetto Risorgimento Italiano, o nella Rivoluzione bolscevica, nella celeberrima Marcia su Roma delle Camicie Nere, o ancora nel crollo del comunismo sovietico, persino in fenomenucci meno rilevanti tipo le Brigate Rosse con il celeberrimo rapimento di Moro o Mani Pulite degli anni novanta in Italia, e’ stato sempre e solo sotto commissione e strettamente pilotato da chi di dovere . Sorvolo di parlare di oggi dove la falsissima e gonfiatissima pandemia di un ridicolo coronavirus ha fatto da battistrada a una guerra contro l’avversario di sempre degli amerivani (eredi della bottegaia inghilterra e torniamo al nostro imputato piu’ rilevante : la massoneria : Come dice Marco Pizzuti nel suo libro “Rivelazioni non autorizzate” libro da cui ho attinto molte informazioni qui riportate : “Le Rivoluzioni per avere successo devono poter contare essenzialmente su due fattori : una struttura organizzata che si ponga alla loro guida e i fondi necessari per realizzarle – nessuna ribellione allo status quo può durare a lungo se non e’ stata prima ben congegnata e poi generosamente finanziata da qualcuno” ; Così e’ stato per la Rivoluzione francese e così per tutte le cosidette rivoluzioni ante e post cedenti, ma ecco, con buona pace degli Inti Illimani non c’è stato mai alcun Pueblo Unido che abbia avuto successo in alcunche’. La guerra d’Indipendenza americana, che magari per noi europei non sara’ cosi’ significativa e sconvolgente come quella francese, rappresenta pero’ il caso piu’ probante per valutare come l’influenza di pochi cosidetti eletti sia sufficiente per imprimere un diverso corso alla storia. C’è anche da aggiungere che siamo nella prima emanazione di effettivo potere della confraternita massone, ovvero di quella borghesia commerciale emergente, che in Inghilterra stava divenendo piu’ potente della stessa Casa reale e dello Stato da lei rappresentato; favorire nella fattispecie della colonia americana una societa’ ancora non consolidata, si da poterle imprimere il proprio sugello distintivo , un sugello a carattere eminentemente commerciale, addirittura al di sopra dell’autorita’ statale, poteva rappresentare davvero una escalation di potere assoluto al di la’ di ogni legge e di ogni convenzione, vieppiu’ rafforzato dal fatto di favorire non una compagine sociale gia’ strutturata, ma in fieri , con lo status addirittura di colonia, una colonia che nelle intenzioni dei finanziatori e ideatori della rivolta, doveva rappresentare una longa manus della propria influenza e con un potenziale di implicazioni praticamente illimitato. Da qui deriva il fatto della massiccia presenza di uomini della Massoneria in tutte le fasi della guerra , presenza che si avvaleva anche di figure autocne ovvero massoni americani, accreditati dalla madre patria inglese giustappunto ad assolvere ai compiti prestabiliti. Si hanno prove certe dell’esistenza di logge massoniche in territorio americano gia’ dal 1720 e queste cominiarono a diffondersi anche nelle file dell’esercito di occupazione inglese, in ispecie tra ufficiali di alto grado, tantè che intorno alla seconda meta’ del secolo mentre le Logge americane andavano proliferando come i funghi , i legami di confraternita tra le truppe regolari britanniche e i loro colleghi coloniali si consolidavano velocemente. In questo contesto, generali di ambo le formazioni come Ligoner, Amherst, Putnam, Cornwallis, Hove, Nixon, Wooster, Washintong , Montgomery erano tutti, anzitutto massoni. In quanto al tipo di guerra che scoppio’ tra queste due, diciamo così fazioni , ma in realta’ univoca compagine, non fu tanto vinta dai coloni americani quanto persa dagli inglesi, perche’ così doveva essere in partenza, così era stato stabilito in precedenza e nessuno, quale che fosse la fazione cui apparteneneva , aveva la benche’ minima possibilita’ , e diciamolo, anche nessuna voglia, di cambiare i termini della partita. Ecco perche’ dobbiamo bandire ogni disquisizione militare da questa cosidetta guerra; nessuna tattica e nessuna strategia possono spiegare il perche’ della debacle dell’esercito inglese rispetto a non meglio precisate bande di coloni, che tra l’altro non utilizzavano neppure tecniche di guerriglia proprie di popoli quando sono in netta deficienza strutturale e organizzativa, sfruttando magari paludi, foreste, terreni accidentati ; la maggior parte delle battaglie si svolse infatti nei canoni delle classiche battaglie di campo europee, con assedi, scontri frontali, manovre, ma con un qualcosa di artefatto, di farsa, come di un copione gia’ stabilito e c’è anche da aggiungere che mai l’esercito britannico si trovo’ di fronte un popolo coalizzato contro di esso: la maggior parte dei coloni rimase legata alla madre patria inglese e furono davvero pochi coloro che si schierarono con gli indipendisti – pochi, ma come detto, ben determinati e con una ideologia dominante che fungeva da collante, giustappunto la Massoneria. Massoni erano tutti i comandanti militari inglesi e nel corso di tutta la guerra si portarono tutti allo stesso modo ovvero mettendo in atto una serie davvero incredibile di sabotaggi e di inspiegabili rese, che permise agli insorti di vincere con estrema facilita’ – un qualcosa che a noi italiani ricorda molto la celeberrima Impresa dei Mille dove l’esercito borbonico si fece ripetutamente battere da un gruppuscolo di scalmanati e da un Generale che neppure conosceva la differenza tra tattica e strategia, solo perche’ i suoi comandanti avevano gia’ contrattato la resa dei loro reparti, non tanto con il governo centrale rappresentato da Cavour e dal re Sabaudo Vittorio Emanuele II, quanto con le opportune Logge inglesi che avevano organizzato la spedizione con i finanziamenti di uno delle piu’ eminenti famiglie massoni e anche ebree : i Rotschild. Con il continuo affermarsi della prassi massone di accrescimento di potere tramite il denaro, cominciano anche ad emergere in seno alla Massoneria personaggi specifici, quali appunto i membri della famiglia Rotschild
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