domenica 5 marzo 2023

LA NAZIONE BOTTEGAIA

 

E’ proprio Schmitt, lo scrittore, filosofo, giurista, geo-politico che, con questa farsa della pandemia e anche con l’ipocrita condanna occidentale della guerra di Putin contro l’Ucraina e’ andato ad occupare un posto di tutto rilievo nel mio panorama culturale di alternativa al racconto attuale della storia, che nel suo libello “Terra e mare “ del 1942 parla di una conquista britannica del mare e la definisce la linea fondamentale del primo ordinamento spaziale/planetario (sua definizione) la cui essenza risiede nel netto contrasto fra potenze dedite alla terra e potenze dedite al mare:  che cosa e’ un ordinamento spaziale/planetario secondo la definizione del grande giurista? La risposta e’ presto data nelle righe dell’accennato libello: e’ un qualcosa di estremamente piu’ importante di una guerra, diciamo che puo ‘ essere equiparata ad una grande riviouzione tipo quella di Copernico, tipo la rivoluzione francese o quella bolscevica, forse addirittura di piu’ perche’ nella portata delle poste in gioco vi sono  ordinamento sociale, usi e costumi, addirittura scelta di civilta’  “l’uomo ha del suo spazio una determinata coscienza, soggetta a continue mutazioni, perfino in una medesima epoca  nella prassi del quotidiano , l’ambiente del singolo  e’ predeterminato in maniera diversa a secondo dell’attivita’ svolta; l’abitante di una grande citta’ ha una visione del mondo  assai diversa da quellla di un contadino e ancor piu’ da quella di un marinaio, le differenze di concezione spaziale poi si fanno davvero abissali quando entrano in gioco intere popolazioni  e differenti epoche storiche,alla fin fine  afferma  Schmitt  ad ogni trasformazione  storica,  fa  di riflesso obbligato  un mutamento della concezione dello spazio. Possiamo dunque affermare che con la conquista del mare iniziata con il XVI secolo su iniziativa e prassi della Regina Elisabetta, anche lei detta “la grande” come tanti altri felloni che hanno cavalcato il corso della storia, l’Inghilterra si fa protagonista di quel famoso nuovo ordinamento spaziale/planetario. La vittoria sulla Invencible Armada di Spagna nella battaglia di Gravelinda del 1588 ad opera dell'ex pirata Francis Drake ratifico' il nuovo corso : un ex criminale che guida la flotta inglese.  L’ordinamento della terra difatti consiste nella delimitazione di territori e suddivisione in stati, al contrario il mare e’ libero, senza confini quasi senza limiti, nominalmente appartenente a tutti (anche a ex-criminali)
  e a nessuno nel contempo,
  ma ecco che dal ‘500 all’improvviso appartiene ad uno solo : all’Inghilterra appunto. Ci fa notare Schmitt che solo alla luce  di questa conquista del mare  e della radicale separazione con l’elemento terricolo che rimarra’ appannaggio dei popoli continentali d’Europa , anzi non  dei popoli, ma dei diversi stati nazionali con elementi spesso e volentieri di profonda ostilita’ tra di  loro e che verranno sfruttati a beneficio dell’Inghilterra per affermare la sua superiorita’, si comprendono tutta una serie  di frasi, formule, principi che personaggi inglesi si compiacciono di citare: cosi’ la massima sir Walter Raleigh  “chi domina il mare, domina il commercio del mondo e a  chi domina il commercio del mondo, appartengono tutti i tesori del mondo e il mondo stesso. Non potrebbe essere affermata con maggiore enfasi  l’esaltazione del principio mercantile, ovvero il passaggio dall’eta’ dei guerrieri o dell’argento,  all’eta’ del bronzo o giustappunto dei mercanti, secondo le ben note suddivisioni di Esiodo e di tutti i piu’ antichi racconti dell’intera umanita’. Vale quindi l’assioma che ogni commercio se mondiale deve essere marittimo, fluido, proprio come l’elemento dove esso si svolge, senza confini, senza limiti, libero ma solo finche’ in esso non venga esercitata quella superiorita’ che giustappunto costituira’ la stessa essenza del popolo inglese.  E’ a partire dalla conquista britannica del mare rafforzatasi in maniera dirompente con la rivoluzione industriale di meta’ del secolo XVIII, che si configura la possibilita’ di una supremazia mondiale su basi del tutto differenti da quella che si era verificata nei secoli precedenti con i grandi Imperi  terricoli, tipo la Persia, quello Macedone,  quello di Roma e quello dei tentativi di recupero dell’Impero Romano; per il tipo di guerra terrestre o anche marittima ma svolta secondo meccanismi terrestri (i famosi rostri romani per l’arrembaggio e’  sostanzialmente un conflitto di tipo tradizionale trasferito  sulle tolde delle navi , ma dal XVI secolo la situazione muta, la diffusione della navigazione a vela e soprattutto l’artiglieria posizionata a bordo delle navi cambiano radicalmente il tipo di guerra, niente piu’ arrembaaggi, ma lotta a distanza, abilita’ di manovra e precisione di tiro dei cannoni ecco il vero specifico della guerra marittima, parimenti la guerra terrestre era stata sempre un rapporto tra Stati: da entrambi le parti in conflitto ci sono potenze militari organizzate statalmente con gli eserciti che si scontrano in batrtaglie campali, ma  come nemici si fronteggiano solo  le truppe impegnate nello scontro, mentre la popolazione civile rimane  esclusa  dalle ostilita’, la guerra marittima specie dopo che vengono aggiunte ad essa le applicazione tecnologiche esperite dalla Rivoluzione industriale di meta’ del settecento come abbiamo gia rilevato sopra, diventa guerra totale assoluta dove non si distingue piu’ il militare dal civile  e anzi tende a coinvolgere anche il neutrale colpevole solo di  mantenere relazioni commerciali con il nemico: diciamo  che sempre più nel panorama mondiale  si affaccia una piccola isola situata ai margini del
continente europeo
  che volgendo le spalle alla terraferma ha sviluppato quasi esclusivamente una modalita’ di guerra radicalmente diversa, fondata anche sui blocchi che le navi possono effettuare appunto ai commerci e quindi affamare chiunque abbia a che fare anche marginalmente con il concetto di nemico la popolazione nemica che gioco forza si vede parte integrante del conflitto, questa e’ la guerra che abbiamo cominciato a conoscere soprattutto in quest’ultimo secolo e che informa oramai l’essenza stessa della guerra moderna. Da notare  che dopo tale separazione tra terra e mare e l’opposizione tra tali elementi si era trasformate in prassi operativa, sostenuta da uno spregiudicato impiego della tecnologia, si e’ cercato di dare una impalcatura teorica  a tale assunto sostenendo una serie di teorie, principi e sistemi piu’ o meno scientifici che hanno finito  per convincere un po’ tutti della ragionevolezza quasi etica  di tale concetto, senza pero’ tenere conto  del dato originario che ha ingenerato tutto questo : ovvero  la conquista britannica del mare che ha fatto di tale fattore  il centro di un impero mondiale  fondato non piu’ sulla potenza militare, sulla superiorita’ in truppe e armamenti, insomma quello che erano stati un tempo  i grandi imperi terrestri dell’eta’ dei guerrieri,  ma sostanzialmente sulla diffusione di quell’elemento fluido, mobile che e’ il commercio, il mercato e quindi il fattore economico e farne il perno della sua supremazia. Diciamola tutta Napoleone sara’ stato enormemente gonfiato come generale e stratega, le sue vittorie per la piu’ parte favorite o da una bella dose di fortuna (Ceva, Arcole, Marengo, Wagram) e anche da provvidenziali sottoposti che ripararono a suoi errori piu’ strategici che
tattici (Massena, Augerau, Desaix, Lannes, Soult), pero’ in quanto a frasi adatte all’occasione era davvero incomparabile : quel suo “dio me l’ha data e guai a chi me la tocca” o quel suo saper prendere i soldati “io vi condurrò nelle pianure piu’ fertili del mlondo , la dove i fiumi riluccicano come scimitarre d’oro” e anche saper come riprendere i suoi Generali “Duca di Rivoli’ non siete piu’ Massena?” sono
  delle pietre miliari forse le piu’ vere della sua carriera , ebbene fu Napoleone a definire l’Inghilterra “la nazione bottegaia “ Contro Napoleone giustappunto si ritorce la potenza marittima dell'Inghilterra che a Capo Trafalgar distrugge qualsiasi velleita' di competere nell'elemento mare con la sua flotta e quindi rinunziare a qualsivoglia progetto di invasione dell'isola. Si inaugura così un periodo di relativa non belligeranza tra potenze di mare e potenze di terra, che si fara' ancora piu' pronunciato dopo la sconfitta del Corso a Waterloo, dove l'inghilterra scende in campo anche con il suo esercito per rintuzzare le  intemperanze del principio terrestre troppo gonfiatosi con le velleita' di un singolo. Nel periodo della Santa Alleanza dominato dall'Austria di Metternich si stabilisce quasi un patto : alla terra cioe' al suo piu' illustre rappresentante il principe di  Metternich il compito di impedire il regurgito della idea rivoluzionaria come emersa in Francia, e con i suoi pericolosi sviluppi, all'Inghilterra l'incontrastato dominio marittimo per consolidare il suo Impero. L'idillio dura fino al 1848 quando oramai l'Impero inglese e' al suo acme e tornano le istanze di rivolgersi ora alla terra ferma, non per conquiste territoriali, quelle sono faccende che nel territorio europeo non interessano punto alla perfida albione. quello che le interessa e' seminare zizzania proprio all'interno delle potenze di terra, tra i forzati e spessissimo arbitrari  confini nazionali. Lo fa abilmente sempre dietro le quinte quasi mai in prima persona, cosi si mettono in moto gli esecutori piu' biechi dei principi economici suffragati sempre piu' da impianti teorici e pseudo culturali, si serve o forse e' lei come entita' politica che serve a tali soggetti non a caso conformati sotto lo status di sette o Logge, tipo quella massonica che si richiama ad astratti e fumosi principi di Libera Muratoria arbitrariamente dedotti da un passato molto poco verificabile, quello della costruzione da parte di Salomone e del suo Architetto Hiram del famoso Tempio di Salomone, proprio come 
 trecento cinquanta anni prima era stato fatto dai mercanti di allora (fiorentini, romani, veneziani genovesi, olandesi) per imporre un nuovo ordine sociale e anche estetico al troppo poco flessibile mondo gotico con l'invenzione di un codice arbitrariamente definito classico da utilizzare come sorta di riduzione a elementi prestabiliti per normare tutte o quasi le possibilita' del fare costruttivo con l'avallo di quanto di piu' ardito avesse  allora da offrire la tecnologia : lo strumento della prospettiva.  Questo e' in sintesi il vero senso del Rinascimento, ma  l'aggravante e elemento che lo fa dannatamente simile alla nostra epoca e' che, il potere emergente per riuscire nell'intento di cambiare il mondo per i propri fini si sia servito come elemento di rottura di una grande supposta pandemia,  all'epoca una affezione dermatologica (peste bubbonica) oggi una banale influenza entrambi malattie normalmente insignificanti, promosse a veri e propri flagelli in grado di innescare paura nelle masse rozze e ignoranti, ieri come oggi, senza nessuna differenza

sabato 4 febbraio 2023

GLI INSETTI E LE MANFRINE DEI BOTTEGAI

 

A partire da questo 2023 le larve di verme della farina minore (Alphitobius diaperinus) potranno essere commercializzate in tutti i Paesi membri dell'Unione europea e saranno vendute surgelate, in pasta oppure essiccate: nemmeno il tempo di arrivare sugli scaffali dei supermercati, tuttavia, che scatta già il casus, con riprovazioni accorate, indignazione, ma anche qualche adesione, non a caso sempre da parte dei soliti noti/idioti pseudo buonisti e iper democratici, che si riempiono la bocca con parole coniate a bella posta dal vocabolario della ipocrita sinistra, molte prese a prestito dall’idioma made in English/USA, ma qualcuna anche autoctona tipo quel termine “sostenibile” che gia’ uno degli antesignani servi della mentalita’ neoliberista dei bottegai al potere, Enrico Berlinguer l’uomo dei reiterati fallimenti, quello che non ne ha azzeccata una,  assurto a modello carismatico del sinistrismo democratico, molto poco comunista , ma tantissimo consumista e neo liberista,  aveva utilizzato  per caratterizzare uno sviluppo che doveva rivelarsi una ennesima sua “toppata”.
 L'Alphitobius diaperinus, ovvero il verme che si forma per deterioramento della farina minore  è il quarto insetto a cui la Commissione europea ha dato il benestare  di entrare nelle tavole dei cittadini, dopo le larve gialle, la locusta migratoria e i grilli. Come fatto cenno precedentemente una decisione che ha creato forte dibattito tra chi continua a sostenere la tesi secondo cui mangiare insetti aiuterebbe a combattere l'inquinamento ambientale e a sfamare più persone in modo "sostenibile" appunto (eh si gli insegnamenti degli incompetenti e falliti sono duri a morire) e chi ritiene che si tratti di un vero e proprio orrore alimentare, anzi diciamola tutta : una vera e propria schifezza. Ma proprio questa secondo tipo di reazione , che specie in un paese come il nostro (e comunque stante la tradizione culinaria io ci metterei anche la Francia, la Spagna, la Grecia e perche’ no anche le ottime tradizioni in tal senso dell’Ungheria, della Boemia, un po’ di tutta l’area balcanica ) induce a nutrire qualche dubbio. Possibile che le multinazionali della UE  si dispongano ad una commercializzazione di prodotti così  controversi, con obiettivamente poco riscontro negli usi e nelle abitudini alimentari  di una buona maggioranza delle popolazioni europee? C’e’ un filmato che viene  diffuso in questi giorni sui social  che mostra una fabbrica di questi pseudo imprenditori che gia’ sono avviati  in una simile operazione, ma la cosa da piu’ di falso di “un bollettino di guerra napoleonico”, si diceva un tempo, oggi diremmo meglio:  di un articolo di Repubblica, o della Stampa o anche del Corriere della Sera, di un Tg della Tv pubblica o privata che sia, di una dichiarazione di tragica emergenza da parte di un politico o ancora peggio di un pseudo esperto  virologo,
che appare a mo’ di spot pubblicitario. Ed anche le varie fabbriche che richiamano appunto quel vocabolo alla Berlinguer "sostenibile"  anche loro sembrano piuttosto farlocche.   Perche’ i miei appunti e assai spesso degli articoli di altri personaggi ovviamente di valore, non vadino perduti o comunque non finiscano nel dimenticatoio di qualche vecchio notes o di un social che accavalla i cosidetti post con velocita’ quasi galattica, ho preso l’abitudine di trasferirli su uno dei miei blog, magari non il principale, sicche’ per quanto possa essere prolifica tale abitudine, ci sara’ sempre un ordine e una notevole facilita’ di reperimento.
Così nel presente caso, ho riportato larghi tratti di un articolo dell’ottimo giornalista e opinionista Giorgio Bianchi, che e’ molto piu’ esperto e piu’ addetto ai lavori di me
 di me in numerose faccende, specie quelle agro-alimentari. Ebbene Giorgio Bianchi in merito a questa faccenda della commercializzazione di insetti e schifezze varie si chiede  “Davvero pensate che le grandi multinazionali alimentari “alleveranno insetti” e li venderanno, congelate, in pasta o essiccate?  Non avete idea dei costi di un simile processo; io SI ... e anche LORO!”  Tutta questa manfrina e can can sulla commercializzazione di insetti, serve a ben altro e l’ottimo Giorgio Bianchi ce lo spiega al dettaglio :  “Per lavoro ho avuto a che fare con diversi produttori di pasta, i quali mi hanno spiegato come funzionano i meccanismi di approvvigionamento.Se una partita di grano proveniente dal Canada mostra muffe e funghi
quel grano DOVREBBE essere distrutto e non utilizzato per impieghi alimentari. Un doppio costo: perdita della materia prima e smaltimento del rifiuto. Ed allora cosa fanno? Mischiano il grano con altro, fino a raggiungere una “soglia” di “accettabilità”; chiaramente, diversi enti oscuri si impegnano a “ritoccare” i limiti di legge, così da facilitare l’operazione. CHIARO? 
Ora, per favore, vogliate comprendere che qui siamo di fronte allo stesso meccanismo: grandi partite di farina per uso alimentare SVILUPPA I VERMI (che poi divengono farfalle); a chi non è successo di vederlo in casa propria? Invece di scartare la farina come “prodotto non idoneo all’uso alimentare umano”, s’inventano l’arricchimento proteico! In buona sostanza, vogliono rifilarvi un prodotto marcio, compromesso e inutilizzabile, che le leggi fino a ieri  imponevano di non impiegare e smaltire come rifiuto. Come lo fanno? Decidendo, PER LEGGE, che quella merda è “arricchimento proteico”!!! E voi … giù a discutere di grilli e cavallette! Poi, quando fra qualche mese si vedrà che … niente cavallette e grilli negli scaffali, qualche tonto esulterà pure, dicendo “abbiamo vinto noi”. In verità, vi starete già MANGIANDO QUELLA MERDA, ma nelle merendine, nel pane, nella pasta e in ogni altro prodotto che includa le farine”

In buona sostanza quello che sostiene Bianchi e’ che si tratta solamente di una questione di gradualita’ : prima c’erano delle leggi che in qualche modo ci salvaguardavano, imponendo standard  di tolleranza, con il via libera della UE, ci sara’ piena  liberta’ di commercializzare farine,  prodotti marci, deteriorati e quant’altro,  spacciandoli per arricchimento proteico. Questa è la storia di grilli,  cavallette e vermi che e’ una ulteriore conferma di come i “soliti noti” che eccellono sempre per quel furbastro della mentalita’ bottegaia , manipolano con grandissima facilità le masse ovvero “i soliti idioti” che al contrario, in settecento anni di subordinazione al principio economico della bottega e dei suoi prodotti buoni, ma anche cattivi, addirittura guasti, non hanno mai mostrato particolare capacità intellettiva e di discernimento. Oggi come ieri, niente di nuovo sotto il sole : bottegai furbastri con i loro garzoni, masse di creduloni irretite da menzogna e tenute a bada con la paura, come e’ successo nel 1348 , nel 1528, nel 1630, nel 1919 ed appena ieri nel 2020 : false grandi pandemie utilizzate come volano per far passare le peggiori malefatte  del sistema detto “economia di mercato “

 

lunedì 9 gennaio 2023

STRINGA DI SUPERTRADIZIONE

 

La stringa e’ nel giungere alla meta’ del secolo (1850) perfettamente aderente con la reale con l’unica eccezione di quell “effetto farfalla” dovuto  a questo nuovo pretendente al trono di trenta anni  messosi particolarmente in luce nei due anni di contenimento della spinta eversiva (1848-49) fomentata dai soliti bottegai e e loro perfide associazioni massoni intessute di usurai ebrei come summa di perfidia e manipolazione e ora si pone alla testa di un movimento di maggiore lealta' verso la Russia con il manifesto proposito di contrastare le mire della bottegaia inghilterra e i suoi squallidi alleati. C'è da dire che  la sua figura e' quanto mai popolare in tutto l'Impero ed anche piu' di un paese come l'Italia del Sud, la Toscana , la Romagna ed anche la Prussia lo vede con grande simpatia: piace quell’abitudine a dialogare, a ragionare, uno dei suoi punti forti difatti e’ quello che lui non tende a prendersela tanto coi rivoltosi, colle idee rivoluzionarie, coi cosidetti prìncipi dell’89, no niente affatto!  lui ha perfettamente inteso che dietro di questi facinorosi ci sono sempre interessi commerciali e quella squallida mentalita’ bottegaia della nazione inglese e dei grandi usurai ebrei, che hanno dato corpo alla nefanda associazione della Massoneria. Queste cose ha cominciato a pubblicare dal nuovo decennio "cinquanta"  in patria, in Boemia, anche in Italia e Francia e i suoi articoli finiscono anche in Inghilterra e negli USA. E’ un trentenne nobile imparentato cogli Asburgo anche se in verita' solo con la Arciduchessa Sophia , ma Metternich ha fatto in modo che restasse una sorta di ambiguita' sulla sua origine adducendo la sua nascita ad una anticipazione dei diritti sessuali su di lei  del futuro sposo Francesco Carlo fratello dell'Imperatore:   brillante carico d’onori, ma anche un pensatore di primo ordine, ammira molto Leibniz , Hume e Kant mentre detesta Hegel di cui scrive anche parecchi saggi contro, e ha modo anche di avvertire la prima presenza della farneticante teoria di Carlo Marx di cui aveva denunciato subito la sua dipendenza da Hegel (articolo del 19 aprile 1852 su un giornale tedesco e poi riportato in numerose altre testate in tutta Europa). Si reca spesso a visitare il vecchio  Metternich traendo da lui parecchi preziosissimi consigli e indicazioni. Abbiamo visto come  l'inizio della crisi in Crimea aveva accellerato  la decisione  di dedicarsi totalmente alla politica.  viene nominato Sottosegretario al Ministero della Guerra nel governo Buol Schauenstein, con il quale e' tuttavia profondamente in disaccordo, come d'altronde con il fratellastro Imperatore . Il nostro andava perseguendo una sua idea di fronteggiare l'Inghilterra e i suoi accoliti del momento, facendo leva sul principio degli Imperi teutonici e continentali in stretto raccordo con l'Impero Russo, proprio come formazione geopolitica legata all'elemento solido della terra e perr questo si era molto aperto nei confronti della Prussia si era strettamente correlato alla Prussia, ovviamente in funzione pro Russia, La situazione andava facendosi sempre piu’ trubola, in tal senso erano saltate fuori le illazioni di Metternich sulla legittimita' del titolo di Imperatore, cui faceva seguito un irrigidimento sia di Franz Joseph che del Primo ministro  nei suoi confronti.  nei primi mesi del 1854 sembro' prevalere l'istanza di appoggiare Francia e Inghilterra  specie quando queste dichiararono guerra alla Russia, ed ecco che allora lui facendo leva sull’elemento militare riusci’ a  far naufragare tale eventualita’ (31 marzo 1854). Il Buol si dimise (6 aprile 1854) .  Franz Joseph, su pressione della madre Sophia che negli ultimi tempi andava passando dalla parte del primogenito, per scongiurare una crisi dinastica  incarico’ il nostro di assumere il Governo (8 aprile), ma  a questi punto forte  vennero fuori tutte le macchinazioni della massoneria, che lo accusò di essere un nemico personale dell’Inghilterra, e cerco' di screditarne l'immagine tirando fuori la sua origine boema e non asburgica, sicche' la nomina venne per il momento sospesa. allora lui  fece un aut aut “o guerra con la Russia in onore agli aiuti da questa avuti 5 anni prima e contro lo spudorato mercantilismo dell’Inghilterra o lui non avrebbe accettato il mandato “ Erano questi i giorni del fiabesco matrimonio tra l’Imperatore e Sissi  che fecero così da contorno non troppo romantico alle nozze dato che il 17 aprile Franz Joseph ritiro' l’incarico ufficiale di assumere il Governo che cerco' di dare ad altri favorevoli al partito del non intervento da alcuna parte.  Proprio i giorni di festa del matrimonio  procrastinarono un pochino le decisioni ufficiali (23-24 aprile 1854); ma il 3 maggio arrivo' la notizia dell'adesione della Prussia al partito della guerra a fianco degli Imperi eurorussi e quindi forzo' la mano alla parte pro intervento di cui anche l'arciduchessa Sophia oramai si era convinta sopratutto in virtu' della maggiore decisivita' e spessore del figlio primogenito, per cui fini' anche lei per accettare la  soluzione di rivedere la nomina imperiale mettendo una  clausola temporale legata all'estrema emergenza della situazione che richiedeva ai vertici del potere una persona maggiormente esperta e matura  (i 31  anni di Roman in confronto ai 24 di Franz) e quindi proponeva una sorta di nomina internale, ovvero un  tempo  fissato in un anno (9 maggio 1854) per risolvere la crisi con un pronto intervento. L'11 maggio due giorni dopo Roman venne nominato Imperatore ad interim   assumendo anche la nominato di Capo del Governo e quindi il 14  maggio 1854 dichiaro’ congiuntamente alla  Prussia,  guerra a Francia e Inghilterra e anche alla Turchia (4 maggio 1854).  Le operazioni militari erano concentrate prevalentemente nell’assedio Franco-Inglese-Turco a Sebastopoli piu’ vari scontri navali e terrestri in Bulgaria, ma il contingente austro/prussiano comincio’ a sbarcare in Crimea nell’estate  e prese parte alla battaglia sul Fiume Alma  riuscendo a mantenere le forze nemiche lontano da Sebastopoli . Lui stesso si reco’ al fronte ed ebbe parte notevole nella preparazione del piano di battaglia che arrivo’ a non concludere granche’ per stabilire quindi una ferrea difesa di Sebastopoli che avrebbe avuto il compito di sfiancare i contingenti alleati. Cosi’ si fece e furono altresì concordate ed effettuate assieme ai russi massicce offensive che in effetti finirono per demoralizzare il nemico e a dismettere l’assedio  e pervenire ad una difesa invero molto molto efficace . A quel punto sconfortata l’Inghilterra fece pressione a che intervenisse nel conflitto anche il regno di Sardegna, riprendendo quindi le operazioni e un nuovo piu’ intenso assedio col nuovo anno  “ecco quello che , a detta del nostro amico bisognava proprio scongiurare , una ripresa dell’assedio da parte di francia e Inghilterra, ma procedere con una grande offensiva terrestre che facesse piazza pulita di tutte le forze terrestri in Crimea e circondario. Poco importa se non c’era il dominio dei mari, senza le  truppe francesi verso le quali sarebbe stata indirizzato il massimo sforzo congiunto di tutti e tre i Paesi , l’Inghilterra se ne poteva spasseggiar colle sue barchette, così il nuovo piano di battaglia al quale lui diede un impulso preponderante anche sotto uno stretto profilo militare porto’ giustappunto ad una grossa lezione all’armata francese di Napoleone III e a costringere gli inglesi a ritirarsi sulle navi. Si combatte’ così a due riprese sul fiume Cernaia (29-31 gennaio 1855) (10-17 febbraio 1855) costringendo quindi gli alleati a cessare ogni pressione su Sebastopoli, e a questo punto la guerra poteva dirsi vinta. Pieno trionfo del nostro che veniva  riconfermato con trionfo a capo del governo e procrastinato il ruolo ad Imperatore di un altro anno (11 maggio 1856) 
Ecco ora si che la nuova stringa in supersimmetria e’ perfettamente operante. L’  Inghilterra torna con le pive nel sacco, ma c’è Napoleone III letteralmente fuori da se dalla rabbia, La situazione e’ invece lusinghiera per austria,  russia e soprattutto Prussia che ha dato grandi prove di capacita’ militari e tramite anche  il suo emergente politico Ottone di Bismark,  ambirebbe alla riunificazione di tutti i territori germanici . Ci riuscira’ e come andra’ il mondo con questo smacco del potere bottegaio per eccellenza? Una conferenza per la pace e la sistemazione futura d’europa e’ indetta a Praga per l’ottobre di quello stesso 1855, presieduta da lui Roman con consulente straordinario l'ottantaduenne Principe di Metternich  Va per l’intanto tenuto presente che il fermo ritorno ad un conservatorismo della tradizione, che rivede come suo nume tutelare il Principe di Metternich e viene pertanto osannato dalle stato anzi dall’Impero  grato e riconoscente. La riduzione del tempo di guerra ha comportato molta meno esasperazione tecnologica , il che porta quel 1855 a fare da riferimento di fermo per perlomeno altri 4 anni : ovvero per svolgere tutto il 55 ci vorranno non  10 mesi  ma 4 anni (1855-56-57-58-59 = 1855). Dicevamo della rabbia di Napoleone III e la sua indole sbruffona e ciarlonesca;  questi malgrado  la batosta subita  non cessa di fare la voce grossa specie contro la Prussia mettendosi di traverso ad ogni sua aspirazione unitaria;  l’Inghilterra e’ consapevole di poterlo usare a piacimento per i suoi fini e ci aggiunge anche il Re di Savoia Vittorio Emanuele II, altra figura cialtronesca da miles gloriosus  col suo viscido primo ministro il lacche’ dei Rotschild, Cavour, di cui ovviamente inghilterra e massoneria assecondano anzi fomentano le ambizioni di mettersi a capo dell'intera nazione italiana 
 La grande crisi della Crimea e’ quindi voltata in una stringa simmetrica, ma radicalmente opposta a quella reale non immaginaria, quindi favorevole alle forze della tradizione e non a quelle dei bottegai. 

domenica 8 gennaio 2023

DA METTERNICH AL MULTIUNIVERSO

 

Sono numerose le stringhe che potrebbero comporre una serie piu’ o meno infinita di nuovi universi secondo la famosa teoria dei multiuniversi, ognuno a secondo del pensiero soggettivo del desiderante, bramoso di riallacciare il senso della tradizione di Evola dell’uomo differenziato in un tradizionalismo senza tradizione e quindi un conservatore nel registro di un insieme reale si, ma con registro immaginario (proiezioni di un calcolo infinitesimale . Non quindi uno solo di “cavalcare la tigre” ma molteplici, anzi infiniti, proprio infinitesimali, salire sul groppone del bestione e restrarci fino all’imprimere la propria direzione alle sue zampe, una direzione sempre rivolta all’indietro, conseguenza del proprio spirito re-azionario. Si possono così tracciare infiniti multiuniversi, che nel caso di uno spirito reazionario come si addice ad un uomo ben differenziato in tale tradizione che non ha tuttavia questa grande tradizione, rimanendo ancorati al domimio dell’analogo io, cioe’ la coscienza e quindi agli unici periodi che possiamo intellegire e raccontarci qualcosa con sufficiente precisione, i periodi, o meglio le eta’ dell’argento e del bronzo, dei guerrieri e dei mercanti, mentre e’ scontato che e’ meglio non dire niente della cosidetta eta’ del ferro, per lo squallore insito nel piu’ miserevole degli stati ovvero quello dei servi, corrispondenti nella cultura indu’ al buio Kali’ Yuga, cosi’ come e’ altrettanto scontato non dire nulla della Mitica eta’ dell’oro, o eta’ degli dei, non per discrezione, ma per effettiva impossibilita’ di farlo, stante a livello neuronale, la non ancora acquisita coscienza (analogo io). Rifarsi pertanto al Mito e’ impossibile razionalmente, proprio perche ì non si sa dove si andra’ a parare sotto il profilo narrativo (e’ notorio che il mito e’ contro la storia, ma non e’ in verita’ tanto un essere contro, quanto proprio un non essere storia, ma qualcos’altro, proprio quel che si e’ sempre detto sull’essere e sul non essere: il non essere non e’ essere, e’ non essere , cioe’ un qualcosa d’altro che noi non abbiamo gli strumenti per conoscere nella realta’, ma solo immaginare in un registro reale d’accordo, ma creato a bella posta da noi e per noi: la scelta in questa sede e’ abbastanza antica , ma non proprio primigenia, anzi da’ per assodata tutta l’era dei guerrieri o dell’argento venuta fuori appunto con la coscienza (grosso modo 3000/3200 anni fa ed anche una bella fetta di quella dei mercanti (dalla pandemia di meta’ del XIV secolo fino alla meta’ del XIX secolo cioe’ un lasso di mezzo millennio ). Sul perche ‘ di tale scelta giocano a favore una serie di circostanze incredibilmente favorevoli quali l’emergere di un uomo davvero eccezionale il Principe Klemens di Metternich che non solo era riuscito a battere sotto ogni aspetto l’infame creatura gonfiata dalla rivoluzione frencese Napoleone Bonaparte e grosso modo erede dei suoi esecrabili principi, ma anche a imbrigliare la antesignana bottegaissima Inghilterra che aveva dovuto fare buon viso a cattiva sorte contro il proliferare dell’anomalia bonapartista e quindi decidere di ergerglisi frontalmente affiancandosi ad alleati che normalmente avrebbe combattuto in quanto atavici nemici del suo spirito mercantile (Austria, Russia, Prussia, un po’ come succedera’ ancora nel 1942 con l’alleanza con l’Unione Sovietica ): Così giocoforza fuori gioco nelle beghe europee, l’Inghilterra aveva mollato la sua subdola presa continentale per seguire con quasi esclusivita’ la sua vocazione talassocratica (vedi il famoso saggio di Smith Terra Mare) e Metternich insigne rappresentante dello spirito tradizionalista e conservatore europeo aveva potuto stabilire delle regole che sarebbero durate con grande beneficio per la storia dell’umanita’ per qusi quarant’anni. Grande grandissimo uomo, come ho piu’ volte ribadito “il piu’ grande di tutti” perlomeno dall’inizio della abominevole eta’ dei mercanti. Ma purtroppo ecco che l’interesse sulla terra ferma torna ad impadronirsi dei bottegai e fomentano una serie di rivolte che andranno per un residuo di fortuna tutte male, ma che propiziano la uscita di Metternich dalla scena dei giochi europei anche per il superare dei suoi limiti della estrema vecchiezza (75 anni nel 1848) un po’ come avverra’ per il comandante militare, quello che per davvero aveva sbaragliato Napoleone in una prima decisiva battaglia campale a Lipsia (1813) e cioe’ Il MARESCIALLO  Radetzsky, ancora piu’ vecchio (cl.1767) che riesce tuttavia ancora a cogliere folgoranti vittorie contro il velleitario e cialtronesco Regno di Sardegna : Santa Lucia, Custoza 1848, Novara 1849. La situazione di crisi per il momento viene superata anche se si era  dovuto vincere la guerra contro i Piemontesi e alcuni comuni italiani (Radetzsky), domare le rivolte in Boemia (Wiching Graetz) e sconfiggere con l’aiuto dell’Impero Russo la rivolta Ungherese, con un personaggio particolare il fratellastro maggiore e segreto di Franz Joseph, ovvero Roman  nato da una relazione nel 1823  della giovanissima principessa Sophia con un principe Boemo di Praga , tenuto nascosto e presto sposata con il fratello dell'Imperatore d'Austria. Cresciuto dal nonno in Praga  dato che il padre era misteriosamente morto in un incidente di caccia nel 1825  l'imperatore Ferdinando era al corrente della storia della cognata e aveva sempre seguito le
vicende del ragazzo, della sua crescita, colpito dalla sua indole fiera coraggiosa e intelligentissimo, cosa che era altresì di grande orgoglio della madre segreta. Questi era entrato a 16 anni nell'esercito asburgico come cadetto (1839)  due anni dopo a 18 era Capitano, quindi nel 1845  a 22 Colonnello:  nel 1848  giungeva come Major General in aiuto a Radetzsky dopo la ritirata nel Quadrilatero e si distingueva nella battaglia di Santa Lucia alla quale partecipava anche il fratellastro Francesco Giuseppe. riceveva l'Ordine di Maria Teresa, la medaglia d'oro al valore e il titolo nobiliare di Principe di Praga    Portando al trono il figlio ufficiale Franz Joseph nel dicembre 1848, Sophia cerco' di portare su le azioni di quel primo figlio segreto affidandogli la direzione della  campagna d'Ungheria  al termine della quale verra' nominato Feldmaresciallo.   
Gli anni cinquanta dell’ottocento senza Metternich e con l’Inghilterra in affannoso regurgito delle sue mire telluriche, si fanno pericolosissimi; Von Schwarzenberg che aveva assunto il potere dopo la caduta di Metternich riusci ‘ a tenere le cose ma alla sua morte nel 1852 divenne Capo del Governo von Buol-Schauenstein che era uno dei suoi più fidati collaboratori , che pero’ operava piu’ come Ministro degli Esteri che un vero e proprio Primo Ministro. Questi si ritrovo’ investito dalle tensioni nell’area balcanica  che sfoceranno nella Guerra di Crimea  quando la Francia fomentata con abilita’ dall’Inghilterra che sfrutto’ la faciloneria e la vanagloria di Napoleone III, si convinse a dichiarare congiuntamente guerra alla Russia. La situazione dell’Impero asburgico era quanto mai delicata perche’ la Russia l’aveva aiutata  ai tempi della rivolta dell’Ungheria e quindi questa si aspettava che l’austria prendesse le sue difese: in effetti  come tale l'Imperatore si trovava in debito personale con lo Zar di Russia, però, il controllo dell'area danubiana dei balcani (grosso modo la Romania)  da parte della Russia rappresentava un indubbia spina nel fianco dell’Impero. Buol-Schauenstein tentò di temporeggiare cercando di mediare tra le due parti belligeranti una soluzione che venisse utile anche alla politica austriaca, cercando spasmodicamentre di tenere l’Impero  fuori dal conflitto . Questa politica  all'atto pratico, però, non solo non risolse  i problemi internazionali ed anzi il Primo Ministro venne tacciato di opportunismo da ambo le parti, ma il suo indecisionismo  stava finendo per lasciare l’Impero sempre piu’ isolato: Nicola I era sicuro di essere appoggiato, almeno diplomaticamente, dall'Austria e dalla Prussia e, nello stesso tempo, non considerava reali i pericoli di una mobilitazione delle flotte di Francia e Gran Bretagna. Egli continuò così ad alimentare la crisi e il 2 luglio 1853 il suo esercito occupo’ e i principati danubiani di Moldavia e Valacchia  vassalli dell'Impero ottomano. L'esercito turco ripiegò senza combattere fino al Danubio. Irritate Francia e Inghilterra tra il 22 e il 23 settembre decisero che le loro flotte avrebbero attraversato lo stretto dei  Dardanelli. A questo punto, il 4 ottobre, la Turchia, che si sentiva sempre più spalleggiata dalle due potenze occidentali, dichiarò guerra alla Russia. Quattro giorni dopo il governo inglese respinse il progetto diplomatico che il Ministro austriaco cercava di far accettare ai belligeranti e ordinò alla sua flotta di raggiungere Costantinopoli. Quando le navi inglesi e francesi arrivarono nel porto della capitale ottomana la Turchia ruppe gli indugi e attaccò, il 23 ottobre, i russi sul Danubio. Oramai era guerra aperta e piu’ che mai bisognava decidere da che parte stare, non si poteva continuare a restare in bilico. Ed e’ appunto a questo punto che ci voleva un uomo della tempra di Metternich, uno che sapesse prendere decisioni e che assicurasse un altro quarantennio di pace e soprattutto di non ingerenza alla bottegaia Inghilterra, un personaggio che da lui prendesse esempio e forza, magari ecco a lui legato anche da vincoli di stima, affetto, amicizia. Oramai  ottantenne, Metternich poteva in pratica da un punto di vista di politica attiva fare ben poco, ma avrebbe avuto ancora parecchi anni per consigliare, per infondere sempre nuovo spirito alle azioni di questo  personaggio particolare che proprio in concomitanza con il precipitare delle azioni in Crimea si era sempre piu' interessato alla situazione politica,  facendosi eleggere al Consiglio di Stato e promuovendo il ritorno di Metternich in virtu' di un pronto intervento a favore della Russia  promuovendo una azione che  ora andremo a costruire proprio mettendo sotto radice quadrata quei numeri negativi che sembrano far pendere le vicende del mondo dalla parte degli odiosi bottegai e cialtroni di ventura tipo il sedicente nipote di Napoleone, che si e’ autoproclamato terzo  o lo squallido lacche’ della massoneria inglese e degli usurai dei Rotschild, il primo ministro sabaudo Camillo Benso di Cavour. Roman si fa sempre piu promotore di un intervento a favore della Russia, sopratutto per ricambiare l'aiuto del 1849 contro l'Ungheria di cui lui sa piu' di tutti, ma piu' che altro e' straconvinto della necessita' di contrastare la subdola perfidia dell'inghilterra che cerca sempre di seminare zizzania per perseguire i suoi sporchi interessi di nazione bottegaia. Roman e' un grande militare, ma è anche un intellettuale, un filosofo, seguace di Leibniz, di Kant, ma non di Hegel,  e ha delle idee che verranno sviluppate cent'anni dopo dal geo politico tedesco Carl Schmitt su potenze di mare e potenze di terra. scrive anche un libello appunto contro lo spirito bottegaio anglosassone  che ha un grande successo  (dic. 1853) . Gran donnaiolo non e' sposato , ma proprio in quel dicembre Metternich riprende la questione della elezione a Imperatore di Franz Joseph ravvisandone alcune viziature e per la prima volta propone il cambio con appunto Roman, stante il carattere indeciso e non risolutore del fratellastro, adducendo la nascita fuori del matrimonio di Roman , ma ascrivibile sempre ad un asburgo e non ad un nobile di Praga. Un bel romanzotto degno di una soap opera per far accettare un cambiamento di ruolo che vede il ritorno a 80 anni suonati dell'influenza di metternich 

mercoledì 4 gennaio 2023

IL SIMBOLO D'ORO

 

L’argento si addice ai sonnambuli dice un antico adagio e difatti ha una associazione piuttosto marcata con tutto ciò che a fare con la luna, la notte, e quel culto delle dee lunari che hanno a che fare con la notte : d’argento e’ anche la pallottola che può uccidere il lupo mannaro, ovvero un altro figlio della notte, magari in una accezione un tantino più truculenta, possiamo anche dire orrorifica: l’argento è ben lungi dall’avere quelle peculiarità di non corruttibilità dell’oro e quindi anche quel riferimento giammai preciso e circostanziato. L’argento se non continuamente pulito  annerisce e si deteriora, abbisogna quindi di continua attenzione, proprio come il complesso delle civiltà che cominciando a scrivere la storia con la comparsa dell’analogo io e quindi la messa in situazione di sé stessi, ovvero la coscienza,  nell’ambiente. Si ha storia quando si hanno successi, ma anche insuccessi e vere e proprie cadute; i guerrieri lottano ma non è detto che sempre vincano, entra in gioco il principio  del "kairòs",
ovvero quello spazio/tempo che i greci antichi denominavano “opportuno” ponendo una equivalenza con la figura dell’arco con frecce e il bersaglio che deve essere colpito, previo un attento calcolo delle numerose componenti che decidono del risultato (forza muscolare e grado di tensione del tirare la corda,  temperatura atmosferica e influenza dei venti, tipo di freccia e tipo anche dello stesso arco, etc.)Tutti coloro che si sono prodotti ad una riesamina di questa età dell’argento, contemporanei  come colui che ne ha indicato il primo manifestarsi ovvero Omero, e a seguire Erodoto, Tucidide, fino ad arrivare agli storici di professione con più o meno evidenti influenze filosofiche, psicologiche, artistiche, sociali, economiche, ne hanno, con crescente precisione indicato spazi, tempo, località, durata : dall’ancora indefinito spazio tempo dell’Iliade ancora sotto influenza della mente bicamerale (una modalita' di organizzazione cerebrale,  scoperta e proposta dallo psichiatara Julian Jaynes  (1976) non ricollocabile alla formazione di uno spazio mentale analogale del comportamento quale risulta a tutti gli effettti la tanto decantata "coscienza"), al molto più circostanziato scenario dell’Odissea con l’affievolirsi della potenza delle voci allucinatorie bicamerali,  previa moltiplicazione di àuguri, dei che prendono le sembianze di umani, ritualità per avere accesso a indicazioni (tutte cose assolutamente non presenti nell’Iliade dove la comunicazione tra  voce allucinatoria e portamento umano era sempre diretta)  fino ai dettagliatissimi eventi di grandi battaglie Termopili, Maratona, Salamina, Alessandro Magno e quindi la lunga epopea di Roma, dove il leggendario dei primi Re si precisa in una vera e propria cronaca coi tempi della Repubblica e dell’Impero. Così avviene anche nelle altre grandi culture e civiltà di un passato lontano si, ma non mitico,  quella Cinese, quella Indiana, Mongola, delle piu’ diverse etnie, con però una precisazione : andando avanti col tempo il dettaglio, diciamo così storicistico tende a diminuire; forse per quella associazione con l’argento che è un metallo che richiede cura, attenzione per non  annerire, ma il dettaglio dei tempi, chessò dei Grandi tragici,  delle guerre puniche dei Romani, di Scipione, di Mario e Silla, di Cesare, di Tacito e anche della prime invasioni barbariche  viene meno e  questa è la più palese manifestazione che si va passando ad una nuova e diversa Era,  alle prime affermazioni di un diverso metallo e di una diversa categoria di rappresentanti :  il bronzo e i mercanti . Ecco in questo allungato passaggio epocale,  tutta la precisione, il dettaglio di tutti gli storici contemporanei  agli eventi ma anche successivi  tende a diminuire, specie da un punto di vista non specialistico – sapevamo tutto di Augusto e le famiglie romane, di Marc’Aurelio, di Costantino e sua madre Elena,  sappiamo molto meno  del succedersi delle invasioni barbariche nell’Impero Romano;  la stessa data della  caduta dell’Impero 476 d.c. è un qualcosa di arbitrario, abbastanza forzatamente  attribuita alla deposizione dell’ultimo imperatore  Romolo Augustolo da parte di Odoacre, con varie e diverse tesi da parte di studiosi successivi che però attenzione cominciano solo con l’Umanesimo nel ‘300,  ovvero con la definitiva messa in ombra di quel Medio Evo anche inteso come periodo di declino e la deteriore attribuzione dell’epiteto di “secoli bui”
E' piuttosto noto che tale attributo di "secoli bui" attribuita ai secoli dal V al XIV e' oggetto in tempi recenti di profonda revisione, ma è un qualcosa rimasto allo stadio di addetti ai lavori o tutt'al più a pensatori di estrema destra più reazionaria che conservatrice ovvero come Guenon, Fulcanelli, Evola, Pound, Mircea Eliade,  uniti dalla fermissima idea che in merito alla storia umana si debba parlare più di involuzione che di evoluzione, sicchè molto poco propensi ad accettare l'assioma che il Medio evo abbia rappresentato una epoca di  decadenza. Ora tutti questi studiosi sono sempre stati molto avversati dalla nuova classe di potere, venuta fuori dalla fine dell'età dell'argento e dall'affermarsi di quella del bronzo, ovvero dei mercanti: una concezione a ben vedere  che ha finito per condizionare anche il senso e opinione comuni praticamente, anzi forse con maggiore forza , nei tempi recentissimi, in ispecie gli odierni  del secondo decennio del terzo millennio caratterizzati dalle menzogne più spudorate e dal tentativo, giustappunto dei pochissimi al potere (un potere eminentemente mercantile, addirittura bottegaio sia pure in accezioni ultra moderne come le tecnologie informatiche e digitali   e il supporto di una larga fetta di opinione pubblica disposta a  dar man forte in cambio di briciole di potere o di danaro, dai quali in precedenza erano sempre stati tenuti estranei) di dominare con la paura, l’inganno, il raggiro l’intera totalità della umanità. Esiodo, le diverse concezioni sulle diverse Età del mondo, non ci danno ragguagli atti a stabilire un distinguo soprattutto temporale : abbiamo visto la assoluta indeterminazione dell’età dell’oro, ma anche quella  dell’argento, sia pure scandita con un certo grado di precisione soprattutto cronachistico (battaglie, ordinamenti sociali, letteratura, poesia, arte, filosofia etc) manca di ragguagli  referenziali : quando comincia l’età dei guerrieri? E quando finisce ? quando l’argento annerisce e quando viene ripulito e torna ad un certo splendore? Quando vi è il puntuale trapasso nel metallo più vile : il bronzo? Anche in questo possiamo avanzare ipotesi, teorie, spesso illazioni:  quel famoso indefinitissimo 476  d.C potrebbe essere preso a fine e dell’una e inizio dell’altro, ma le ingerenze di un principio mercantile possono essere recuperate in numerosi tratti della storia dei guerrieri : l’oro di Brenno il suo “Vae Victis” e la celeberrima frase di Furio Camillo “non auro sed ferro patria recuperando est” , i sesterzi su cui fondavano le loro carriere personaggi altolocati come gli Scipioni o  Cornelio Silla, una figura sia pure non della rilevanza di un Cesare  come Crasso e su fino alle grandi proprietà e fortune di intere famiglie delle classi senatoriali ma anche equestri, quindi l’istituzione chiesastica sempre più ricca e possessore di beni , l’inizio delle fortune di proto mercanti, usurai ebrei, associazioni di mestieri, le controverse origini della Massoneria (Maestri Muratori) : eppure a tale dilagante interesse economico  che magari possiamo ritrovare una origine ancora più lontana in quel cadere in disuso della pratica del “Potlac” , ovvero il cosidetto sacrificio sacro che consisteva nel distruggere la parte dell’accumulo di merci, derrate e anche denaro, considerata la “parte maledetta” dalle comunità simboliche (che avevano a cuore il simbolo ovvero ciò che ri-mette insieme i veri valori di una comunità) e invece ambitissima e anzi messa a profitto, dalle comunità diaboliche come già società tipo la romana , che facevano dell’accumulo, ovvero la parte maledetta,  elemento di divisione e di supremazia: non ancora l’unica e la più importante, ma tuttavia non priva di relativa importanza. In questo dilatatissimo quadro eppure si collocano eventi come il ripristino dell’Impero Romano denominato “Sacro” ad opera di Carlo Magno proprio all’inizio del IX secolo, le  celeberrime Lotte per le Investiture tra Impero e Papato, figure come il Barbarossa  che resta però sconfitto da una Lega dei Comuni Lombardi che ha molto a che vedere e fare con quella mentalità mercantile e bottegaia che finirà per prevalere , come Federico II lo “Stupor Mundi “ acerrimo nemico del Papato, un’opera letteraria come la Divina Commedia di Dante Alighieri che non accetta compromessi con il mercantilismo ….questi sono tutti fatti , persone, opere,  contemplate nei cicli delle Eta’ del mondo come  sorta di eccezioni, denominata “età degli eroi” senza attribuzioni di metallo, che ricercavano un ritorno alla tradizione, all’antico , alla spiritualità contro la materialità, come d’altronde  avviene lo stesso nel mondo dell’arte grazie allo svilupparsi dello stile Gotico  e alla sua applicazione da parte di tutta la cittadinanza alla coralità delle Cattedrali. Sono queste le eccezioni che costituiscono come una variante al dominio di una classe che fonda invece il suo potere sul mercato, sul movimento di merci e soprattutto di danaro come avviene ad esempio con Filippo il Bello e la sua azione contro il Papato ed anche contro l’Ordine dei Templari soppresso e sterminato  per motivi strettamente economici. Commercianti, banchieri come i Chigi, i Medici ascendono al dominio di città e Stati, divengono cardinali e papi, esempio lampante di come l’interesse mercantile va prendendo piede su tutto, superando nel nome del denaro e dell’opulenza anche le tradizionali differenze aristocratiche: con la Rivoluzione Industriale la Età dei mercanti ha la sua più vistosa e definitiva  affermazione, in quanto riesce a sottrarre alla Religione il suo elemento più informante: la credenza escatologica con relativa paura del castigo divino, e lo fa espropriando l’uomo della sua stessa essenza: l’umanità. Umanità  che viene trasferita ad una macchina e come una macchina si può costruire, cambiare , assemblare, distruggere. Con l’avvento della macchina ora anche le idee, la stessa verità non ha più valore assoluto: tutto si fabbrica e tutto  si distrugge, soprattutto tutto si vende, tutto deve essere comprato. Rivoluzioni (americana, francese) sommosse, idee politiche, aspirazioni personaggi, non soggiacciono più ad alcuna obiettività, sono tutte farse, messe in scena con copioni prestabiliti, come ad esempio la vicenda di un mediocre militare Napoleone Bonaparte grazie a menzogne e farse,  viene elevato al rango di genio militare, o una filosofia banale come l’idealismo hegeliano contrabbandata come  summa del pensiero filosofico (tra l’altro Hegel aveva più volte detto che vedendo Napoleone subito dopo la battaglia di Jena  lo aveva gratificato dell’epiteto di “spirito della storia” e anche se nella sua concezione lo spirito, come giustamente ha osservato Kojevè,  si intesse con la fine o morte della storia, resta l’abbaglio di chi ha creduto in una colossale farsa) .).   Mercanti e bottegai  hanno dominato anche questi ultimi due secoli sia pure con qualche battuta d'arresto, quale ad esempio la  sconfitta di Napoleone e delle esiziali idee della Rivoluzione francese, grazie a persone come De Maistre,  Metternich, Radetzsky, in parte Bismark, L'Imperatore Francesco Giuseppe  ed ancora piu' recentemente  personaggi come  John Maynard Keynes, Julius Evola , Rene' Guenon,  Ezra Pound, Enrico Mattei, John Fitzgerald Kennedy, Donald Trump, Vladimir Putin, Aleksander Dubgin, Alain De Benoist  e pochi altri, hanno rappresentato e rappresentano le istanze congiunte di "guerrieri ed eroi" fornendo una sorta di modello per tutti coloro che non vogliono essere ridotti allo stato di servi , ovvero l'ultima età quella del ferro, cui i soliti mercanti, con il supporto delle più bieche idee contrabbandate da sedicenti filosofi come Popper e messe in pratica dal suo allievo Soros,  vorrebbero portare il grosso dell'umanità.  Il senso di tutto questo discorso indica pero' che il ritorno ai "guerrieri" posto,  da molti degli illustri uomini d'azione e pensatori, come obiettivo di una ripresa della tradizione  e di fare barricata contro il consumismo/comunismo dei principi ma anche delle prassi dei cosidetti mercanti ha un che di impreciso e anche di relativo, in quanto quel riferimento all'eta' dell'argento, non e' poi cosi' garante di ottimale ritorno : l' argento si addice ai sonnambuli, lo si e' detto, cioe' a coloro che sono apparentemente svegli, ma sono in realta' ancora  addormentati. E qual'e' il sonno tra il  dogmatico e il generatore di mostri,  che potrebbe abbagliarci tutti e impedirci una linea di "re-azione ". Una delle leggi piu' ricorrenti nella storia dell'umanita' e' quella del paradosso: paradosso e controparadosso hanno spesso avuto una parte di assoluto rilievo nelle vicende che compongono la storia, ebbene non potrebbe essere che questi meccanismi abbiano cominciato ad intessere la vita umana solo a partire da un certo momento ? Un certo momento assolutamente imprecisato sia come inizio, sia come precedente di funzionamento dell'essere umano, che paradossalmente possiamo solo accennare, porre come possibilita' ma anche come impossibilita' della nostra condotta, della nostra volizione, del nostro ragionamento: Torna l'esempio delle infinite possibilita' dell'integrale sui cammini di Feynman e la  valutazione per integrare una certa area di esperienza e conoscenza. Quindi questa sorta di sonno non sonno, questo sonnambulismo, comincia con l'argento ed il bronzo che viene dopo ne e' solo una volgarizzazione: Detto in altri termini quindi, e' la coscienza ( il meccanismo neuronale della coscienza derivato dal linguaggio e costruito sulla condensazione di continui significati analogali metaforici, di cui l'ultimo e' quello che riguarda il proprio io)  il sonno profondo da cui ci si sveglia solo apparentemente, ma che conserva sempre un intrinseco torpore, il torpore che così qualcuno ha chiamato "eta' dell'oro o degli dei" ma qualcun altro con altrettanta imprecisione e fumosita' ha denominato "inconscio" . Eta' dell'oro e inconscio, da qualunque parte vengano le sue denominazioni, Esiodo o Zoroastro, i Mudra Yuga, Freud o Jung, Lacan o Matte' Blanco, Heidegger o Schrodinger, hanno quei caratteri di inconoscibilita' spazio/temporale che ne fanno il vero e unico grande quesito della ragione umana. Ed e' anche da questa inconoscibilita' da questa assoluta  imprecisione che deriva l'istanza di uno dei piu grandi filosofi di ogni tempo Julius Evola che ha parlato di uomo differenziato, uomo differenziato rispetto sopratutto ad una tradizione che non si trova nel mondo reale, per il semplice fatto che non c'e' mai stata alcuna vera tradizione che non abbia fatto riferimento proprio a tutto quell'imprecisato a tutto quell'inconoscibile che da sempre ha caratterizzato la coscienza e quindi anche l'unica forma di conoscenza umana. 
I guerrieri sbagliavano, i mercanti hanno sbagliato ancora di piu', il Cavalcare la tigre che Evola indicava come compito dell'uomo differenziato nella tradizione significa rifuggire dall'ultimo bieco anfratto in cui la coscienza sta riducendo l'essenza umana (l'eta' dei servi o del ferro, neppure piu' un metallo puro, ma una lega, una commistione) e rifarsi proprio a quel non-essere che in quanto tale non ha  rappresentazione se non in meccanismi alternativi alla coscienza, sempre reperibili in assenza di coscienza : sogni, lapsus, atti mancati, fantasie, immaginari, tutto l'armamentario disvelato da Freud ma gia' perseguito da molti : sciamani, auguri, sibille, artisti, financo malati mentali, al quale ci si puo' accostare solo perseguendo il registro dell'immaginario che porta al Simbolico 

sabato 31 dicembre 2022

RIFLESSIONI AGGIUNTE SU TERRA/MARE

 

Riporto qui un articolo del blog principale effettuando qualche variazione e qualche aggiunta  sul tema Terra/mare affrontato da Carl Schmitt nel suo saggio /racconto del 1942. In termini di pura dialettica, una dialettica non pero’ della spocchia arroganza sistemica di quella di un Hegel o di un Marx, ho sempre considerato il saggio di Schmitt uno studio estremamente stimolante e rispondente alla vicenda storica, arbitrariamente tenuto sotto un certo silenzio dalla dominante mentalita’ bottegaia proprio in quanto spaventata dalle implicazioni di rispondenza storica contenute da una matrice non allineata al suo carro,  ed ecco anche perche’ mi ha altresi'  intrigato la rilettura che ne fanno altri due  studiosi non allineati  Alain De Benoist e Julien Freund, che approfittano della distinzione geo-socio-politica di Schmitt per denunciare la forte messa alle corde dell'elemento terra, quale perseguito dalla post modernizzazione attuale di stampo americano erede a tutto tondo di quello spirito bottegaio , ovvero commercio, mercato, denaro, dell'Inghilterra, giustappunto rappresentante dell'elemento mare .  Oggi che siamo pervenuti all'ultimo capitolo di questa offensiva marina contro la terra (lo abbiamo visto con questi recenti mesi di pseudo pandemia , ovvero un qualcosa di totalmente inventato con il supporto dei Media praticamente da sempre al servizio della bottega e del suo mezzo di scambio, il denaro) , bisogna noi gente della tradizione,  noi gente di terra  che ancora non hanno perso il bene della ragione e non si sono fatti irretire dal mostro piu' terrificante  esorcizzato dagli abissi dell'ignoranza-la Paura, dobbiamo re-agire,  recuperare il RE-AZIONARIO, il che comporta di riuscire a comprendere la natura di un «processo di imposizione», ripetiamolo, capitalistico e della «messa a regime della ragione» che vuole obbligatoriamente «sopprime i limiti che permettono le distinzioni». Il dominio del denaro, dell’omogeneizzazione, dell’intercambiabilità generalizzata degli uomini e delle cose, caldeggiato dalle potenze del mare che Carl Schmitt, individuò minuziosamente.  Carl Schmitt inizia il suo saggio ricordando le fondamenta esistenziali dell'uomo: esso è un essere di terra che calca il suolo, che dal terreno ricava la sua visione, il suo punto di vista. L'uomo, dunque, nomina Terra l'astro sul quale vive, per quanto la superficie del pianeta sia perlopiù coperto d'acqua. Dei tradizionali quattro elementi  (acqua, terra, fuoco, aria), è la terra l'elemento destinato a determinare l'esistenza dell'uomo. Tuttavia, nelle più profonde memorie, l'uomo riconosce nel mare la causa prima di ogni vita. Basti pensare a Afrodite   dea della bellezza, nata dalle onde del mare; oppure al filosofo Talete , che identifica il principio di tutte le cose ) l'archè)nell'acqua. . Va notato pero' che l'uomo non si esaurisce nel proprio ambiente: esso, a differenza dell'animale e della pianta (la cui esistenza è determinata dall'ambiente), può salvarsi e elevarsi a una nuova vita; può, addirittura, scegliere l'elemento al quale dedicare la nuova forma complessiva della sua esistenza storica, nel quale si organizza (può, ad esempio, passare da un'esistenza terranea a una marittima). "La storia del mondo è storia di lotta di potenze marinare contro potenze di terra e di potenze di terra contro potenze marinare". Dai tempi più remoti questa opposizione elementare è osservabile e, ancora nel XIX  si usava caratterizzare le tensioni dell'epoca tra Russia e Inghilterra come lo scontro tra un orso e una balena. ICabalisti medioevali parlavano della storia del mondo come di una lotta tra Leviatano e Behemoth, dove questi ostruisce le vie di respirazione: ed   è questa la rappresentazione  del Blocco Navale  con cui una potenza marinara taglia i rifornimenti al paese avversario per affamarlo.La storia umana è lotta tra terra e mare. A partire dagli antichi greci, passando per Roma , civiltà di terra in lotta con la potenza marinara di Cartagine, fino a pervenire a Venezia, che per cinquecento anni dominò il mare. Tuttavia, con il dispiegarsi del Nuovo Mondo, ci si rende conto della limitatezza di un potere che, come quello di Venezia, si estende soltanto sul Mediterranei . Il filosofo tedesco Ernst Kapp  ha stabilito la sequenza degli imperi dal punto di vista dell'acqua. Egli distingue tre stadi di sviluppo cronologico: Potamia, età talattica, cultura oceanica.

·       Potamia: cultura fluviale d'oriente (Tigri e Eufrate, Nilo - assiri, babilonesi, egiziani);

·       Età talattica: cultura dei mari interni e del bacino del Mediterraneo (antichità greca e medioevo mediterraneo);

·       Cultura oceanica: scoperta dell'america e circumnavigazione del globo terracqueo.

Venezia, anche dopo la scoperta del nuovo mondo, è rimasta arroccata sullo stadio talattico. La pratica festiva dello "Sposalizio col mare"  dimostra come questa repubblica marinara non si sentisse identica all'elemento acqua ma, anzi, dovesse rabbonire un elemento a lei estraneo. La tecnica navale della repubblica di Venezia rimase inalterata fino al suo declino (1797): conobbe solo la navigazione a remi, mentre la navigazione a vela permetteva di solcare gli Oceani Nella battaglia navale di stile antico, le navi cozzano l'una contro l'altra e si cerca di andare all'arrembaggio : si tratta, dunque, di una battaglia terrestre sull'elemento acqua, una battaglia corpo corpo  (fu cosi' con l'invenzione dei rostri che Roma riusci' a vincere anche sull'elemento mare i Cartaginesi, trasformando la guerra navale in guerra terrestre). La lotta marina vera e propria si avrà con l'introduzione dell'artiglieria, ovvero i cannoni sulle navi. Nel suo suggestivo e esaltante saggio/racconto, (non dimentichiamo che che lo stile era quello didascalico rivolto alla figlia) Schmitt esamina anche i protagonisti dell'una e dell'altra fazione, ed  ecco infatti apparire la balena (Leviatano), e i suoi cacciatori, che ingaggiano una lotta mortale, all'ultimo sangue  Il più grande e più potente animale d'acqua del mondo, è un mammifero  e respira con i polmoni; tuttavia, per l'elemento in cui vive, la balena deve essere considerata un pesce  E i suoi cacciatori non erano semplici pescatori  ma proprio cacciatori in grande stile; perlomeno al principio. Con lo sviluppo delle navi a motore, dei cannoni con arpioni, la battaglia si fece impari, la pesca pelagica divenne uno sterminio fatto di granate, macchine elettriche, cannoni. Prima di cio' la lotta tra balena e balenieri  era una lotta mortalmente pericolosa tra due esseri viventi che, senza essere propriamente pesci, si muovevano nell'elemento mare. Ogni strumento di cui si serviva l'uomo era mosso dalla semplice forza muscolare: i remi, òa scialuppa, la fiocina, la vela. L'uomo cercava di sconfiggere la balena, che poteva distruggerne l'imbarcazione in un istante, con l'astuzia. Senza  il pesce-balena i pescatori sarebbero rimasti lungo le coste; grazie alla balena vennero scoperte le correnti e il passaggio a nord. La balena e il cacciatore di balena hanno disvelato il globo terrestre, indipendentemente da Colombo e gli altri grandi viaggiatori  e dagli altri cercatori d'oro.

Terra e mare di Carl Schmitt rappresenta uno dei più rilevanti tentativi contemporanei di trovare una chiave di lettura alternativa per la storia del mondo. In questo caso, la dialettica tra terra e mare, interna alla strutturazione geopolitica del globo terrestre e simboleggiata dalla lotta tra le figure antagoniste del Behemot (allegoria della Terra) e del Leviatano (allegoria del Mare), due mitici mostri presenti nell’Antico Testamento, che qui individuano la differenza reale e concreta di civiltà statali radicate nella terra o tese alla conquista del mare. Schmitt delinea una concezione dualistica per spiegare l’assetto politico mondiale, strutturata in base ad una bipartizione tra civiltà di terra, o continentali, protese verso l’interno e quasi del tutto prive di tradizioni marinare, come per es. il Sacro Romano Impero Germanico, e civiltà di mare, che hanno visto nel mare più una risorsa e una possibilità di sviluppo che un rischio, come l’antica Atene o l’Inghilterra elisabettiana.
La tensione dinamica tra Terra e Mare è comunque soltanto il punto d’avvio di una riflessione che si definisce e si precisa sul ruolo della conquista del mare sulla storia universale, mediante lo sviluppo dell’arte nautica e la scoperta di nuovi mari e nuove terre, scoperta che ha avuto sempre notevoli ripercussioni sulla struttura morfologica del Nomos della Terra, ovvero il tipo di assetto giuridico e politico generale dell’intero pianeta. Terra e mare rivela la tentazione schmittiana di concepire la geopolitica al di fuori della tradizionale dialettica tra gli Stati, contemplata nella sua teoria dei Grandi Spazi, che vanno intesi come raggruppamenti territoriali più vasti delle singole entità statuali. Infatti, per Schmitt lo schema dello stato-nazione è insufficiente a spiegare fenomeni che solo nella loro correlazione con la storia del conflitto tra civiltà acquistano un significato pieno e profondo. .

domenica 11 dicembre 2022

LA TRADIZIONE NON "EX-SISTE", MA "IN-SISTE"

 


Ho piu’ volte ribadito che il mio ritorno di interesse nella politica ha un correlato in quello che abbiamo passato in questi ultimi mesi, per la precisione dal marzo 2020. Era difatti dal 1964 e dalla sconfitta di Barry Goldwater negli USA, che avevo totalmente dismesso ogni interesse nella politica, l’anno precedente c’era stato l’omicidio di Kennedy che mi aveva molto impressionato, poi pero’ avevo riacquistato una certa verve , ma solo in una accezione di veder realizzate certe profonde aspirazioni conservatrici e decisamente reazionaria. Tale era il mio intendimento in quel periodo, pero’ c’e’ da dire cosi a ritroso, che vi era tutto sommato radicata l’idea di fondo che i veri giochi alla fin fine si facevano solo negli USA.  Certo non gli USA iper consumistici piu’ che degni eredi della bottegaia inghilterra, magari ecco quelli di un certo spirito pionieristico alla Nuova frontiera kennedyana o magari alla Camelot della stanza ovale, pero’ sempre circoscritti allo spirito americano.
L’Europa non mi suscitava alcuna emozione e meno che mai l’Italia dove il sinistrismo era imperante e i pochi che non ne facevano parte o erano pensatori profondissimi tipo Evola che pero’ se ne stava rintanato sulla sedia a rotelle  nella sua casa di Corso Vittorio Emanuele dove di tanto in tanto andavo a trovarlo per bearmi della sua sapienza o erano davvero troppo velleitari e un po’ alteri tipo il principe Junio Valerio Borghese, anche lui habitue’ di quella casa , oppure o  poco realistici come Pino Rauti o troppo come un giovane  Almirante che puntava a estromettere Michelini dalla segreteria del MSI. Goldwater era dunque l’unica possibilita’  ed era marcata Yankee, uno Yankee che poteva pero’ essere la chiave di volta per un cambiamento epocale nel Paese piu’ potente del mondo e quindi di conseguenza anche per noi;  un po’ quel ruolo
che doveva assumere oltre mezzo secolo dopo Donald Trump che sulle prime, quando nel 2016 era divenuto Presidente degli USA,  io non avevo affatto compreso, per via di quell’ancora mio persistente pronunciato  disinteresse  per tutto cio’ che atteneva la politica sia nazionale che internazionale Basti pensare che era dal 1964 che non avevo mai piu’ letto un quotidiano, mai e poi mai guardato il telegiornale o una di quelle trasmissioni di politica (l’ultima era stata Tribuna Politica e tra gli invitati figuravano Togliatti, Nenni, Segni e di scorcio giustappunto Michelini o il rampante Almirante, ma nell’ambito di un partitino di si e no 5 milioni di voti ). La mia passione e anche speranza per Trump  era iniziata quando gia’ si consumavano gli ultimi mesi della sua Presidenza insidiata da inganni,  truffe, falsificazioni  e vere e proprie commedie messe in atto dai media di stampo democratico con il collaudato  supporto di brigantaggio manipolatorio di un sordido personaggio come George Soros, il multimiliardario speculatore finanziario, il cui  scopo nella vita e’ stato quello di tradurre in pratica le miserabili teorie di “Societa’ aperta” del suo maestro Karl Popper. La mia estraneita’ a tutto il mondo politico, ripeto sia nazionale che internazionale, era tale che a mala pena conoscevo personaggi come Obama, o Putin, o Sarkozy piu’ che altro perche’ si era sposato Carla Bruni; del tutto sconosciuti gente come Macron, Trudeau, la Merkel e non diversamente la mia competenza era piu’ vasta in campo nazionale : un Renzi lo conoscevo  solo perche’ somigliava come una goccia d’acqua e non solo come aspetto  a quel comico inglese, e quindi mi ero registrato alcune sue macchiette tipo quella con il telefonino in presenza di ministri e politici stranieri e nelle sue esilaranti performances di dialoghi in inglese, sbagliavo Landini con Salvini, mai sentito nominare Conte di cui l’aspetto mi si paleso’ solo con l’inizio della farsa della pandemia e lo stesso dicasi per la stragrande maggioranza dei non esaltanti attori del panorama politico . Comunque sia per tagliare la testa al toro ero ferocemente conservatore di una tradizione che magari era gia’ allora poco presente, da ragazzino-ragazzo (15, 16 anni dopo lo sconvolgimento drammatico del marzo 1963) sono stato indifferente e abulico della politica  per piu’ di mezzo secolo, sono tornato alle idee di un tempo rafforzate da una forte cultura soprattutto filosofica a causa di una vistosa e pesantissima discrasia nel corpo della civilta’ occidentale che ha visto un inusitato sviluppo della menzogna, della manipolazione, dell’inganno e soprattutto di una feroce volonta’ di pochi multimiliardari, ma con il sussidio di molti servi (politici, mass media, pseudo intellettuali, ancora piu’ pseudo scienziati e artisti), di deprivarci della liberta’ - non una “liberta’ da…” che e’ la liberta’ propugnata dal modernismo e dalla societa’ aperta (esempio classico l’immondo libro di Popper denominato appunto La Societa’ Aperta che e’ anche il nome della Multisocieta’ del suo allievo  George Soros, che persegue il fine  per passare dalla teoria alla pratica di questa intenzione) teorizzata dal  teorico del liberalismo John Stuart Mill  come liberta’ da obblighi  sociali, politici, ideologici, morali,  che ha anche una sua nominalizzazione specifica “Liberty” per distinguerla  da una “liberta’ per….” che invece si riferisce all’essenza spirituale dell’uomo, alla metafisica che lo stesso Stuart Mill  denominava sprezzantemente  “Freedom”   considerata vuota di sostanza e del tutto inferiore alla liberty che e’ a ben vedere la quintessenza di tutto il male del mondo e il motivo dell’abisso in cui siamo precipitati dando libero sfogo alle peggiori tendenze dell’uomo come d’altra parte ha ben individuato un pensatore che la scienza economica accredita come suo indiscusso campione John Maynard Keynes 
“Quando l’accumulazione di ricchezza non rivestirà più un significato sociale importante, interverranno profondi mutamenti nel codice morale. Dovremo saperci liberare di molti dei princìpi pseudomorali che ci hanno superstiziosamente angosciati per due secoli, e per i quali abbiamo esaltato come massime virtù le qualità umane più spiacevoli. Dovremo avere il coraggio di assegnare alla motivazione «denaro» il suo vero valore. L’amore per il denaro come possesso, e distinto dall’amore per il denaro come mezzo per godere i piaceri della vita, sarà riconosciuto per quello che è: una passione morbosa, un po’ ripugnante, una di quelle propensioni a metà criminali e metà patologiche che di solito si consegnano con un brivido allo specialista di malattie mentali.”
Il mio essere conservatore, ieri come oggi, conservatore anzi ricercatore di una tradizione che non si ravvede, ha quindi la filosofia di fondo di dire un secco "NO" al denaro, al liberalismo, al modernismo, e questo tanto piu' ai giorni d'oggi in cui non v'e' nella realta' alcuna tradizione su cui far leva - un po' a somiglianza dell'uomo "differenziato" di Evola nel suo saggio "Cavalcare la tigre" . Decisamente mi sento di riprendere in toto quella qualifica di uomo differenziato nel senso di riferimento ad una tradizione che non ex-siste, ma in-siste e si esprime nella piu' totale adesione al principio della assoluta negativita' del mondo moderno e della sua espressione piu' rivoltante : un mondo rappresentato dall'interesse individuale e dallo scambio di unico valore : il denaro






L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO

  Trovo sul serio che tra simbolismo  dell'inconscio  e simmetria della fisica quantistica  ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...