sabato 11 ottobre 2025

RACCONTO DI EFFETTO FARFALLLA

 

4,94 di Penty Nikula 
A Roma in quella estate io e Paolo avevamo  ripreso a frequentare lo stadio della Farnesina ed anche quello dell’Acqua Acetosa dove il fratello Piero si allenava con il salto con l’asta su misure parecchio al di sopra dei 4 metri, e ci impartiva lezioni per saltare anche noi . C’era pero’ la novita’ di una scoperta negli USA di un nuovo materiale per le aste, il fiberglass che le rendeva oltre modo flessibili, aveva letteralmente subissato la vecchia asta di alluminio, facendo ottenere risultati vertiginosamente piu’ rilevanti. Il vecchio record di 4,94 del ’62 di Penty Nikula era stato letteralmente  stracciato, si erano raggiunti e ampiamente superati i 5 metri  da parte di piu’ atleti, solo che Piero con tutti quei muscoli e la sua forza straordinaria che ne avevano fatto una promessa con l’asta di alluminio, non riusciva ad adattarsi al nuovo mezzo non riuscendo  a sfruttarne le possibilita’, sicche’ era sceso di parecchio dal novero degli atleti competitivi e papabili per le Olimpiadi di Tokio. Anche io e Paolo avevamo risentito di tale novita’ e un po’ risentito verso le novita’ del progresso che ribaltavano gli eventi della vita, mi ero rivolto ad una  specialita’ che a rigore non dovrebbe risentire di invenzioni e nuove scoperte : la ginnastica artistica, quella di Alberto Braglia e del coevo Menichelli che giusto giusto era amico di Piero e che avevo conosciuto personalmente. Proprio lui mi consiglio’ di andare alla Borgo Prati che stava in via Virgilio nel quartiere Prati e

fui subito affascinato dall’atmosfera di antico che ivi si respirava – l’unico inconveniente di quello sport era che col mio metro e settantotto ero gia’ troppo alto, per cui non dovevo aspettarmi grandi risultati. In merito agli studi mio padre spingeva fortemente perche’ mi iscrivessi a ragioneria, dato che era rimasto dell’idea, suffragata dalle due bocciature consecutive in seconda media, che, come lui,  fossi un temperamento poco incline allo studio e quindi conveniva che scegliessi un corso di studi veloce che assicurasse un diploma senza bisogno di frequentare l’universita’. Decisamente non aveva colto il radicale cambiamento che aveva trasformato il mio io nel giro dell’ultimo mezzo anno. I libri di Freud,  le sempre piu’ approfondite letture storiche, (mi ero tra l’altro abbonato a Storia Illustrata), addirittura l’approccio a testi di filosofia tipo Così parlo’ Zaratustra di Nietzsche e le indicazioni del libro del mattino dei maghi, mi avevano portato ad una notevole struttura culturale in grado anche di stupire piu’ di una persona : Inteso quindi che mi sarei iscritto al ginnasio, ma intanto su quel finire di settembre arrivava una notizia da Palermo che ci informava che al ritorno dal suo viaggio per le americhe, Enzo il marito di mia nonna aveva trovato un ammanco di 100 milioni che un suo socio il ragioniere Pipitone  gli aveva carpito. “Proprio un Imbecille Enzo” aveva commentato mio padre “ neppure ad un fratello si lascia apertura in bianco di un socio al capitale della societa’ , capirai quel furfante di Pipitone con lui a fare il ganzo sulla nave, non gli e’ sembrato vero di far man bassa” La situazione per lui e Lucia  si era così fatta d’improvviso trubola, tanto che rischiava non solo la bancarotta, ma anche l’arresto, tant’è che era li’ li’ per prendere la risoluzione di espatriare in Argentina; Anche la situazione familiare di Roma era assai trubola per via dei continui litigi tra mio padre e mia madre e si andava avanti in un contesto sempre piu’ pesante e pieno di tensione. Necessario quindi stare il meno possibile a casa : la scuola che avevo insistito per  iscrivermi al piu’ prestigioso liceo ginnasio di Roma il Tasso in via Sicilia e assolutamente non ero voluto andare al Lucrezio Caro che era a poche decine di metri da casa “preferisco prendere il 3 ogni mattina e scendere a piazza Fiume, ma essere allievo del Tasso”, quindi l’iscrizione alla palestra Borgo Prati per i corsi di ginnastica  subito alle prese con parallele, anelli, sbarra e una parola magica : la “kippe”  che indicava quel passaggio dallo  stato di sospensione a quello di appoggio e che nei primi tentativi di quell’ottobre erano destinati miseramente a fallire nel miraggio futuro di un’entrata nei “tempi di kippe” coi primi giorni di scuola avevo valutato la differenza tra gruppi di sinistra  che rompevano le palle e gruppi di destra che invero mi erano
Dal Vajont all'iscrizione al MSI
sempre piu’ congeniali, sicche’ in occasione della tragedia del Vajont laddove mi presentai alla Presidenza per essere inviato nelle squadre di soccorso e non fui filato di pezzo, fui invece blandito ed esaltato dal comitato provinciale del MSI ove un certo Giovanni fece la proposta per la direzione del partito di inviare una squadra . Ovviamente fu questo il momento di iscrivermi al MSI  (11 ottobre 1963) e anche alla  organizzazione giovanile Giovane Italia ove ebbi subito il distintivo giallo di fiduciario  con l’incarico di trovare altri compagni per tale missione, che arrivo’ sul tavolo di Michelini, ma che anche quella finì in un nulla di fatto. La cosa pero’ aveva fatto effetto anche per via del fatto che il mio impegno nel reclutare adepti era stato notato da un professore comunista che aveva denunciato la cosa al Preside e così mi era stato intimato di consegnare le schede con i nomi dei reclutati, cosa che ovviamente mi rifiutai di fare rimediandovi una sospensione di 5 giorni, Fui quindi portato nella redazione del Secolo d’Italia dove il giorno dopo uscì in prima pagina un articolo con il titolo “Intemperanze di un preside matto”. A seguito di tale  fu deciso su proposta di Giovanni e avallo di Giorgio Almirante di nominarmi Dirigente  dell’associazione Giovane Italia distintivo nero . Una carriera invero napoleonica nel Partito che faceva morire d’invidia il povero Marco Fiorellino che aveva ancora il distintivo bianco. Ed allora eccomi qui studente del IV ginnasio al liceo Tasso, sempre piu’ esperto in psicoanalisi anche se ancora limitata al solo Freud , allievo della palestra di ginnastica Borgo Prati, sveglio e anche smaliziato, interessato a molteplici scibili, con interessi persino nella fisica quantistica  e con letture piuttosto  profonde anche nel campo letterario:  Il Faust di Goethe, Gordon Pym di Poe, Moby Dick di Melville, impegno oramai scelto in politica (MSI e Giovane Italia)  e quel tantino di pre-esperienza in cose di sesso. , e questo fantastico 1963 ancora in pieno corso. Nella classe di IV D  del Tasso mi ero messo in evidenza per i fatti del Vajont e poi per quell’alterco con il professore comunista e il Preside con tanto di articolo sul giornale, laddove i sinistri della scuola mi avevano gia’ schedato come pericoloso fascista, ma io non me ne davo pena , anzi agivo con sempre una certa spavalderia che poi era stata suffragata da un profitto decisamente elevato in ispecie in latino nel nuovo insegnamento del Greco e in italiano matematica e ovviamente educazione fisica dove potevo trasporre i miei progressi nella palestra di Borgo Prati. Occhieggiavo le ragazzette, ma non quelle della mia classe che erano tutte bruttine, ma in quelle delle altre sezioni e anche del liceo dove ce ne erano decisamente piu’ attraenti. Mi iscrissi qiuindi al CAI e anche al corso di roccia che andai alla palestra del Monte Morra in quel fine di ottobre, il lunedi’ successivo al cinema Palestrina
andai a vedere sul  finire del mese un film con Toto’  Il Comandante che mi colpi’ parecchio per le vicende di un colonnello che andava in pensione, e la vacuita’ delle cose della vita: Ma ecco un avvenimento che doveva cambiare anche, anzi soprattutto,  in concreto la vita : il 2 novembre, giorno dei morti   tornando dal cimitero dove ero andato sempre in compagnia con mia nonna Concetta che era la persona con la quale mi trovavo meglio,  dato che con mio padre da quando avevo scoperto che mi ero iscritto al MSI quasi non mi parlava piu’ e con mia madre non avevo mai avuto questo gran dialogo, si decise di giocarci 6 mila lire al lotto, tre sue e tre mie che erano quelle che mi restavano di un regalo di 10 mila lire  di zia Olga; le puntai  su una terno secco su tutte le ruote, mentre mia nonna aveva utilizzato le sue   tremila sempre su un terno  su tutte ma che comprendeva l’ ambo. Mentre stavo facendo la puntata, sentii come una vocina in dialetto napoletano che sul refrain di “ohi vita,  ohi vita mia, cioe’ “O surdato ‘nnammmurato”  mi faceva “aggiungi un quarto numero e mettilo qui a Napoli” Come preso da un irresistibile impulso mi frugai nelle tasche e constai che potevo raggranellare a monete una da cinquecento, quattro da cento e due da cinquanta, altre 1000 lire : fu un attimo ai tre numeri 13 , 88 e 80  ci aggiunsi il 4 e feci al botteghino  “quaterna secca su napoli”   “Mario abbiamo vinto, abbiamo vinto!” urlava festante in quell’ora di pranzo,  che era andata apposta fino dal giornalaio mia nonna Concetta sventolando la pagina del Messaggero, difatti che sia lei che io avevamo preso il terno, ma lei non aveva captato che io avevo aggiunto quella giocata altre mille lire della quaterna secca su Napoli e a Napoli la estrazione totale riportava “13, 80, 4, 75 , 88”….ovvero acchiappo di una quaterna secca ovvero una vincita di 80 milioni 
Ottanta dico ottanta milioni che facevano divenire le vincite del terno delle vere bazzecole , con ottanta milioni si poteva fare non dico tutto, ma di certo per quel che concerneva i miei desideri, be’…., praticamente tutto. In primis e in questo condividevo appieno i sentimenti di mi nonna, andare via dall’odiosa casa del villaggio Olimpico e fare ritorno a via Nicolo’ Gran fervore in casa  quella domenica  3 novembre 1963, con mio padre che subito parlava di investire parte in azioni, parte in obbligazioni e non so cosa altra diavoleria, ma io fui subito perentorio : INNANZI TUTTO :  SI COMPRA LA CASA A VIA NICOLO’ V  

venerdì 10 ottobre 2025

RACCONTO DI FUTURO ANTERIORE

Cominciano gli esami e io mi ritrovo  per via delle mie recenti conoscenze psicoanalitiche in grande vantaggio mostrando un vero e proprio talento per far capitare il discorso anche su temi diversi al punto dove voglio io e dove posso far sfoggio delle mie, chiamiamole così, competenze. Cosi’ mi sono trovato a parlare dell’orda paterna e del sogno di Leonardo e i professori sono rimasti belli che spiazzati. Tra gli scritti e gli orali ero riuscito a far tornare Elianna  a “ripassare” e non mi ero limitato a baciarla, ma nel farlo avevo fatto scendere le mani sulle cosce arrivando alle mutandine  e solo allora lei mi aveva fermato, ma non era stata un fermata  capolinea, perche era bastato cambiare la marcia, o meglio riprenderla con maggiore  intensita’, diciamo un po’ una doppia debraiata, perche quel solido limite di stoffa venisse ampiamente superato.  Era
proprio li’ a Palermo che Garibaldi urlava , “nino dov’e’ Pilo, voglio o’ pilo!” e al “pilo” non al patriota che era caduto ucciso, ma a o’pilo vero quello  che stava lì tra le cosce della fanciulla inebriandomi i sensi ancor piu’ di quello che stava in un’altra attaccatura del corpo , le ascelle  e che aveva avuto modo di assaporare poco prima, dato che il caldo aveva fatto si che lei alzasse il braccio e ne mostrasse  il sudore che imperlava i peli ;  c’era stato di piu’ del giorno del suo compleanno, ma anche se il limite delle mitandine era stato oltrepassato per  arrivare al tocco dei peli pubici, di piu’ non era riuscito ad andare , probabilmente cio’ era stato dovuto anche alla reciproca inesperienza e al terrore di lei di fare qualcosa di irreparabile . una terza volta proprio alla vigilia degli orali per entrambi , replicai di sana pianta quello che avevo fatto le due precedenti volte , ma lei questa volta resa anche piu’ sicura dal fatto che essendo mercoledi’ mia nonna alle cinque era andata dal parrucchiere e quindi eravamo soli in casa, si lascio’ spogliare tutta nuda  e quindi altrettanto feci io, con tutto quello che ne segui' che pero' non arrivo' all'atto completo, anzi per la verita' non arrivo' neppure a indentrarsi oltre il famoso limite dei morbidi peli. Alla grande l’esame orale sia nelle materie classiche, merito  delle citazioni da libri di Freud, sia  in quelle scientifiche  per un mio accenno al calcolo infinitesimale di cui avevo letto, pensa un po’ sul
Readers Digest che comperava sempre Enzo il 2° marito di mia nonna, dove si faceva il punto  sulle diverse concezioni di Leibniz e Newton e anche  ai numeri immaginari  di cui quello stesso articolo parlava,  come proiezioni dei negativi, che aveva catturato il mio interesse. Considerando il fatto che ero privatista e che portavo due anni , la media del sette e mezzo con una eclatante 9 in storia e 8 in matematica , poteva considerarsi un piu’ che lusinghiero successo . Ora finalmente sarei potuto tornare a Roma anche se avrei dovuto aspettare qualche giorno,  che il 1 luglio Enzo aveva la partenza da Napoli  in un mercantile come Commissario di bordo, incarico che gli aveva procurato zio Bino marito della sorella di Lucia, Anna che era un importante politico, assessore della Regione Sicilia.  Nei pochi giorni a disposizione mi adoperai freneticamente  per rivedere Elianna, che era anche lei stata promossa ma con tutti sei, ma purtoppo non essendoci piu’ niente da ripassare , cadeva ogni speranza di farla salire su da me. Cercai quindi di godermi un po’ i bagni a Mondello e magari occhieggiare altre ragazze  tipo Vittoria Natoli, o Marcella Cosentino  che erano conoscenze degli amici Vittorio Gagliardi e Mario Fecarotta, senza pero’ concludere granche’. Postale Campania Felix per Napoli, quindi partenza di Enzo e vai rieccoci a Roma da Paolo  e Marco che cerca di convincerci a iscriverci al MSI. Le mie idee erano senza dubbia destrorse, amavo il passato e quindi la monarchia, mentre sul fascismo non avevo molte simpatie , soprattutto non avevo simpatie per Mussolini che mi sembrava un voltagabbana e decisamente un personaggio tracotante e presuntuoso. Pero’ avevo simpatie per Italo Balbo che era stato commilitone  di nonno Mario negli alpini e anche nelle  fiamme verdi dei reparti d’assalto alpini . Tornato a Roma continuavo a dedicarmi alle letture  di Freud
ma anche di testi storici e persino  esoterici come “il mattino dei maghi” dei francesi Pauwless e Bergier che va annoverato come un altro di quei libri costitutivi della mia personalita’. Da tale saggio cominciai a interessarmi di fisica quantistica  come modalita’ pero’ filosofica dell’essere . Volli andare a vedere John Kennedy che era in visita in Italia e lo incrociai in via di Porta Fabbrica  mentre la sua macchina stava imboccando l’entrata al Vaticano e per poco non mi investi’, al che mentre con un balzo all’indietro evitai la vettura,  vidi chiaramente la manina di Kennedy che mi salutava,  al quale risposi entusiasta . La simpatia per  Kennedy era l’unica cosa che mi accomunava a mio padre Lucio che si definiva socialista di Nenni, ma anche molto simpatizzante per il PCI di Togliatti, partito e persona cui andavano atavicamente tutta la mia piu’ fiera avversione. Ancora non erano scaturite le feroci litigate , ma gia’ era chiaro a quale fazione politica andassero le mie preferenze : ero

anti egualitario, per nulla democratico , fissato per la storia , per la tradizione, odiatore del progresso e del tecnicismo ad esso connesso, nazionalista anche se ancora molto fumosamente , ma malgrado tutto Marco proprio non ci riusciva a farmi aderire al MSI. In quella estate che passai a Roma, con una piccola pausa per andare a Napoli al matrimonio della cugina Alba, continuai a leggere che era piu’ simile ad uno studiare e anche con  molto impegno, che ad una lettura di evasione , e arrivai al fatidico AL di la’ del principio del piacere ovviamente dell’oramai strabattuto Freud che letteralmente mi sconvolse ancor piu’ della Gradiva e della teoria dell’Orda Paterna di Totem e tabu’ : una pulsione di morte sottesa a tutta la materia vivente come coazione a ripetere di un ritorno donde siamo venuti - roba da capogiro e da
 perderla del tutto la testa, qui con Freud, con questo libro che avevo trovato da Maraldi subito dopo ferragosto del 1963, raggiungevo proprio l’apice della mia formazione, quella che sarebbe rimasta costitutiva di tutta la mia esistenza affiancandosi alle esperienze che dal marzo avevo cominciato a sperimentare sulla pelle. C’era di che pensare e di farsi convinti che quel 1963 si configurasse come l’anno piu’ pregnante non solo di tutta la vita fino allora, superando di gran lunga il 1959, ma anche di tutta quella che sarebbe dovuta venire , davvero un anno di FUTURO ANTERIORE, e che ancora aveva un bel po' di tempo prima di concludersi, con chissa' quali altre vicende  da annoverare al racconto .

mercoledì 8 ottobre 2025

RACCONTO DI COLLASSO D'ONDA

be’ si mi debbo riportare a quel marzo del 1963, in quel di Palermo dove il pomeriggio ero solito andare al cineme per godermi uno dei miei adorati film dell’orrore con Vincent Price attore che mi coinvolgeva in una maniera  parallela a tutto il gran parlare di mia nonna Lucia su mio nonno Mario  classe 1888 colonnello degli alpini di cui dall’ottobre precedente,  e cioe’ da quando mi ero trasferito a Palermo per fare il salto e conseguire la licenza media,  mi rimpinzava la mente di suggestioni, atmosfere, ricordi, episodi e quant’altro . Vincent Price  infatti somigliava molto a mio nonno che con quel suo aspetto imponente , i baffi e una certa espressione trasognata che potevo cogliere dalle poche foto che mi rimanevano di lui o forse chissa’ da quella comunanza tutta permeata di inconscio cui erano legati i miei primissimi ricordi . Cinematograficanmente parlando i film della Hammer del regista Corman,  giustappunto con interprete quasi fisso Vincent Price,  avevano avuto una sorta di precedente e parallelo, anzi
probabilmente superiore, interesse nel film di Stanley Kubrick Lolita  per via della sua protagonista Sue Lyon che pur non essendo canonicamente il mio tipo di fascinazione femminile, così biondina un po’ slavatella, chissa’ per quale motivo, senza dubbio legato alla modalita’ di talento particolare di come l’aveva presentata il suo autore, si era andata dall’ottobre del 1962 a  fissare nel mio immaginario erotico femminile in maniera dirompente; non solo ero andato a vedere e rivedere il film numerose volte , ma avevo comperato il libro di Vladimir Nabokov da cui era stata tratta la trama, leggendolo da cima a fondo  e mi ero andato affascinando ad ogni passo  cercando poi il raccordo alle scene del film : James Mason- Humbert Humbert che metteva lo smalto sui piedi di Sue Lyon  l’apparire di lei nel giardino con la musichetta di Lolita ya ya, il perfido Peter Sellers-Quilty  e caricando il tutto con la musichetta di Lolita ya ya di cui  ovviamente avevo subito acquistato il 45 giri. Così ci eravamo affacciati al 1963 e quindi all’entrata nei 15 anni, con una pausa per le vacanze natalizie  passata a Napoli e poi a Roma rivedendo il mio caro amico Paolo Letizia. Diciamo che l’onda procede tranquilla , un po’ l’onda di D’Annunzio che sciaborda, ma ancora non arriva al collasso ed io continuavo così questa vita un po’ noiosetta  vivacizzata solo dal vissuto nei film , Corman, Lolita, ma anche alcune pieces che mi avevano davvero entusiasmato Il Sorpasso con Gassman e Trintignat , Agente 007 licenza di uccidere e poi le canzoni: oltre Lolita ya ya, anciora il Tous les garcons et le filles di Francoise Hardy,  Speedy Gonzales cantata da Pat Boone ma anche nella versione di Peppino di Capri, il Re dei pagliacci di Neil Sedaka, Alla mia eta’ e Come te non c’è nessuno di Rita Pavone  a ridosso di oramai quello che doveva accadermi nel marzo 1963 mentre guardavo il film I racconti del terrore  in particolare l’episodio del barile di Ammontillado  con Vincent Price e Peter Lorre , al cinema teatro Politeama dove cominciai a sentirmi male; male forte all’uscita dal cinema mentre cominciava ad imbrunire,  superata la piazza mi avvio per la via  Liberta’ lungo il basso muretto con la cancellata ed il malore si fa spasmodico, non riesco neppure piu’ a camminare, debbo sedermi sul muretto e tenermi sulle sbarre di ferro per non cadere “come faro’ ad arrivare a casa , se financo il raggiungere la fine del marciapiede mi sembra una impresa impossibile. Non so quanto tempo passo’, di certo la sera si era fatta ormai buia con il cielo color inchiostro, e tutto lo scenario era ravvivato dalle strisce dei fari delle automobili nelle due direzioni bianche e rosse  e dalle insegne dei negozi accese.  Come feci non so,  ma alla fine arrivai in vista del portone  che era chiuso, quindi eravamo oltre le otto, quasi certamente le nove, tant’è che appena riuscii ad arrivare al terzo piano e suonare il campanello , mia nonna gia’ stava strillandomi contro quando si accorse del mio stato .  “Cristo quarantuno e mezzo di febbre “ Cosa diamine puo’ essere?” Chiama subito il dr.Zappulla ! “Amico di famiglia sebbene la ora tarda il dottor Zappulla si presento’ di li’ ad una mezzoretta ma io quasi non lo avvertii perche mi ero addormentato e riuscivo solo a produrre gemini . La diagnosi che arrivo’ solo nella mattinata seguente dopo che lui mi aveva prelevato un campione di sangue  fu davvero curiosa : Parotite, ovvero orecchioni, si proprio quelli che aveva il mio vecchio amico Nino prima ancora che divenne tale e cioe’ prima del 1953, quando girava con un panno avvolto a nodo sopra la testa …. “e come diavolo li hai presi gli orecchioni “ mi fece mia nonna  “che poi mi pare siano una malattia di bambini non di giovanotti come te ?” A scuola non era possibile perche essendo un istituto privato per riparazione anni scolastici , si era solo in 5 me compreso, altri due maschi e due femmine tutti , che ci presentavamo per la licenza media e nessuno di loro aveva minimamente a che fare con una malattia simile . Be’ certo all’epoca non solo non conoscevo Hamer e le sue 5 leggi biologiche di correlazione tra mente e corpo  o Groddeck e la psicosomatica che correlava i sintomi corporei al vissuto , ma ero del tutto ignaro di qualsiasi rudimento di medicina, pero’ c’era stato un precedente nell’ottobre del 1959 in cui  avevo avuto dei sintomi spaventosi tutti di immaginazione, niente di reale, che mi avevano pero’  terrorizzato di avere la tubercolosi Donde era venuta quella misteriosa affezione  che senza neppure la presenza di malattia conclamata mi aveva fatto dimagrire in una maniera impressionante, mi impediva di mangiare, letteralmente mi irretiva la stessa vita facendomi svegliare nella paura che di certo non sarei arrivato alla sera . Passai mesi di inferno, tutti immersi in questa paura della malattia che allento’ la sua presa solo con l’arrivo dell’estate e in particolare nel corso di una vacanza in Svizzera , dove nella cittadina di Interlaken incontrai un vecchio professore svizzero coltissimo e ossequiato dal personale dell’albergo, che oltre a Parlarmi dell’origine di Frankestein  proprio li’ in Svizzera vicino Ginevra nella Villa Diodati , mi disse alcune frasi che di getto innescarono una veloce guarigione cosi’ come era stata veloce la affezione, immaginaria  o reale che fosse. Del tutto inconsciamente mi venne di stabilire una sorta  di nesso tra quella fantasia e la presente sintomatologia che pero’ questa volta aveva una nosografia precisa : orecchioni con tanto di gonfiore prima da una parte e poi dall’altra della mascella che mi conferiva un aspetto davvero da film dell’orrore . Non era una nozione precisa, ma anzi lasciava ampio margine alla fantasia, al mistero e anche a quell’orrorifico di cui ero sempre piu’ interessato. Le componenti restavano sempre oscure, che cosa poteva essere successo in quel recente paeriodo si da indurre delle reazioni così appariscenti. Lo vedi non avevo nessuna nozione di medicina, non parliamo di psicosomatica  o di qualsiasi illazione sull’interrelazione tra mente e corpo, pero’ avvertivo,  così come sensazione che c’era qualcosa di misterioso , di inquietante  sotteso allo stato di affezione, che qualche giorno dopo si incanalo’ in maniera dirompente anzi direi travolgente sulla  figura di mio nonno innescata da un fascicolo a puntate, sul settimanale Oggi, della Storia degli alpini, scritta dal giornalista 
Silvio Bertoldi  di cui mia nonna ci mise per così dire il carico da dieci, chiedendomi “Bertoldi come?” “Silvio perche?” feci di rimando “perche’” rispose prontamente “potrebbe essere parente di un commilitone  nell’altra guerra di tuo nonno,  Eugenio Bertoldi che abitava a Napoli e credo ancora ci abiti, dato che aveva uno studio di avvocato” Davvero? “ risposi interessatissimo “ si lo incontrammo al raduno degli alpini che quell’anno, mi pare il ’32  si tenne a Napoli e ci frequentammo per parecchio tempo, la figlia aveva l’eta’ di Rita (sorella minore di nonna Lucia, cl.1923) e diventarono amiche  avevano fatto la guerra insieme nello stesso battaglione e anzi raccontava sempre che tuo nonno lo salvo’  che era rimasto sospeso in un costolone di roccia mentre sotto stavano passando gli austriaci, tirandolo su di forza  con un unico  movimento del braccio, capirai Mario aveva una forza incredibile, faceva l’estensore con 5 molle, era un vecchio canottiere e anche un campione di ginnastica . La febbre era scesa precipitosamente così come improvvisamente era apparsa,  ma non erano cessati gli effetti soprattutto estetici della malattia , e non era cessata la fascinazione verso la figura di mio nonno così come si evinceva dai ricordi di nonna Lucia, che anzi complici quei fascicoli degli alpini ( ero riuscito a far recuperare dal giornalaio che conoscevo bene  i due numeri precedenti del settimanale  Oggi contenenti i primi due , mentre  il quarto e ultimo usciva  mi pare il giovedi successivo all’inizio della malattia ) si era accentuata in maniera parossistica indirizzando tutto il mio interesse verso qualsiasi aspetto della sua vita. Mi era successa qualcosa di simile, ma con molta meno veemenza , nel 1959 con Elvis Presley , grosso modo nello stesso periodo in cui si era presentata quella fissazione con la tubercolosi , il che rendeva il tutto piuttosto trubolo, anche per un ragazzino di neppure 15 anni, che pero’ si sentiva in qualche modo come coinvolto in qualche cosa di ….be’ proprio misterioso no, ma insomma di un tantino inquietante, si. “Come mai mi succedono queste cose?” si questo, ricordo bene, me lo andavo chiedendo mentre misuravo il gonfiore  che si era spostato all’altra mascella . Nella forzata permanenza a casa  di questi trubolissimi orecchioni e’ ovvio che i racconti di mia nonna su mio nonno si andavano facendo  sempre piu’ approfonditi: i raduni del Corpo cui non mancavamai, oltre a Bertoldi altri commilitoni come lo scrittore Paolo 
Monelli,  il Generale Gastone Gambara che avrebbe ritrovato a Lubiana nel ’43, l’alpino Antonio Valsecchi  che forse era l’unica persona al mondo che da  vivente si era visto dedicare un monumento per aver lanciato un masso ai nemici, durante la guerra di Libia nel 1912, quindi   il richiamo al battaglione Saluzzo  dove c’era stata anche lei Lucia tra bagne caude e Barbera, le lettere dall’Etiopia dove era con la Pusteria con il grado di 1° capitano, poi la Libia da Maggiore e il comando dei Presidi avanzati di Giado e Gadames, li’ erano andate anche lei Lucia e mio padre Lucio  bambino  , l’incontro con l’antico commilitone Italo Balbo divenuto Governatore nonche’ Maresciallo dell’Aria, la Sahariana, gli stivaloni gialli, la mantelle e poi metti a tutto questo l’appropriata Colonna Sonora :  canzoni , canzoni e ancora canzoni  dal Capitan de la compagnia a Ti ricordi la sera dei baci, Di qua’ di la’ del ponte, Dove sei stato mio bell’alpino, canzoni cheUn cambiamento di personalita’ così profondo  non aveva alcun riscontro ne’ eguale , pero’ a ben vedere non era tanto un cambiamento cioe’ un nuovo stato, quanto il ritorno ad un precedente stato che non ricordavo con la coscienza, ma che sembrava iscritto in un qualcosa di molto ma molto piu’ profondo e che si manifestava con sensazioni, anzi vere e proprie emozioni estatiche..., un qualcosa che le parole non potevano descrivere. Così mi ero rimesso in piedi e sgonfiatasi anche l’altra parte del volto, ero anche timidamente uscito per la citta’. Prima destinazione la libreria  Ciuni in via Maqueda e quelle piccoline in locali angusti  su per il Cassaro verso la Cattedrale, per cercare libri e notizie sugli argomenti che ruotavano attorno ai tempi del mio fortissimo referente : la Grande Guerra, l’era Umbertina, il ricordo del Cuore,
le uniformi militari, ed anche la grande stagione della   canzone napoletana, il Cafe’ Chantant, il tutto per differita,  attraverso una attribuzione familiar nominalistica. Si sa pero’ cercando cercando si incontrano anche cose che magari non erano previste e che magari scuotono il sistema della personalita’ solo apparentemente unilaterale,  così ecco una vecchia edizione de Il Piacere di D’annunzio che mescola le cose, mette quell’attrazione che si era  provata per la Lolita piu’ di Kubrick che di Nabokov , e l’appiccica al pieno del periodo da te referenziato  :
1889 appena un anno dopo la nascita di nonno Mario, di poi la canzone “O surdato ‘nnammurato ” che Lucia aveva assicurato essere la canzone preferita  di nonno Mario . Come vedi si abbisognava sempre di dare una colonna sonora alle emozioni. Ci si rimette fisicamente e si prende in esame anche quella forza,  ricorrente nei racconti di nonna Lucia, ma piu’ di due molle nell’estensore non si tendono, e intanto sempre piu’ serpeggia quella attrazione verso il femminile che si misura in concreto nell’invito ad una festa da ballo assieme a Vittorio Gagliardi   dove ci sono picciottedde belle fresche e profumate, e  dove la bruttina Rita Pavone canta Alla mia eta’  che appena fuori si corre a comperare il 45 giri . Un ritorno a roma per Pasqua dove si rendono partecipi gli amici Paolo Letizia e Marco Fiorellino di quel nuovo stato  che ha nel secondo un correlato nell’adesione al Movimento Sociale in quanto c’è stata in lui una adesione appassionata al fascismo di Mussolini, propiziata da un vicino di casa  che conosce bene anche lui il signor Tedeschi ragazzo del ’99 che aveva fatto laGrande Guerra  e anche la Marcia su Roma
dove aveva la tenda vicina a quella del Comandante Costanzo Ciano medaglia d’oro. Incetta di foto di nonno Mario anche accaparrate nella visita in casa di zia Olga a via Novara da cui si traggono altre notizie, foto subito fatte riprodurre da Luxardo   con negativo su lastra, in primis quella da Sergente sul cucuzzolo della montagna targata 1915  che aveva accompagnato tutta la sua infanzia e poi quella a ritratto con il cappello con la penna bianca  ed anche una carpita a zia Olga con l’uniforme di Sottotenenete ottobre 1915 e il 5 del reggimento ben netto sull’aquila argentea. Dallo stracciarolo biondo di cui aveva parlato Lucia per cercare di recuperare il cappello che era
stato venduto assieme a tanti altri cimeli alla morte  e poi in visita alla tomba al Verano dove erano cadute la lettera M e la cifra dell’uno, sicche’ si poteva leggere solo “.ario  .888” La realta’ e’ sempre diversa, molto piu’ deficitario della fantasia . Ritorno a palermo e impegno per la stretta finale dell’esame di licenza assolutamente indispensabile se si vogliono continuare gli studi e a questo punto lo desidero spasmodicamente per diventare anche io ufficiale degli alpini , un po’ come la foto quasi preparatoria che faccio a Villa Glory cercando di scimmiottare quella del 15. A Maggio a Palermo e’ gia’ estate e lo si vede anche dall’abbigliamento delle ragazze che incede a sandali senza calze, magliette leggere, gonne appena un tantino piu’ corte del solito ;  a Mondello c’è chi fa i bagni e io non me la mando  a dire… e a proposito anche nel fisico il cambiamento e’ notevole e fortemente lusinghiero, mi ritrovo misurandomi dietro la porta ben 5 centimetri piu’ alto, dall’1,73 del  marzo,  all’1,78 di quei primi di maggio e in piu’ fisico asciuttissimo , vita sottile e il peso di 65 chili, per una visione d’assieme decisamente  accattivante: niente piu’ faccia tonda, niente fianchetti debordanti, gambe affusolate, detta papale papale e in dialetto palermitano:  "un picciotto troppo toco". Solita incetta di libri, perlopiu’ a carattere storico, con una forte crescita culturale, ma come detto cercando qua e la’ capita spesso di imbattersi in qualcosa di diverso , una strada che non era ancora stata battuta. Si ritrova un pomeriggio alle prese con dei libri che aveva comperato a Napoli  nelle librerie di Port’Alba e tra questi ce ne era uno che non ricordava il perche’ della scelta,
riportava il titolo “ Delirio e sogni nella Gradiva di W. Jensen” e sopra il nome dell’autore  che curiosamente era spezzato “Sigm.” cui faceva seguito il cognome Freud  “forse ho pensato che questo sigm. possa essere Sigmund e allora potrebbe essere il famoso Sigmund Freud…”  mi dissi , che ovviamente non avevo mai letto, ma conoscevo solo di nome :  un medico che aveva scoperto qualcosa di molto grosso a livello mentale, ma di piu’ non avrei saputo dire. Non so come non so perchè, mi misi a leggere questo volumetto stampato su carta grezza e con la dicitura Casa Editrice V.Edilson-Napoli, che saranno state le quattro del pomeriggio e alle otto ora di cena ancora non riuscivo a staccarmi dalle sue pagine ...  “e’ in tavola, vieni” gridava Lucia “ un secondo, appena un secondo” ribattei cercando di ultimare quella lettura che letteralmente mi andava ammaliando. Il famoso Sigmund Freud che avevo sempre pensato essere un autore per addetti ai lavori, difficilissimo da capire,  aveva spiegato con una assoluta naturalezza e grande semplicita’ la fascinazione per i piedi femminili nella fattispecie ascritta ad una statua antica in un movimento particolare del camminare, cosa che avevo provato in molteplici occasioni : di realta’ come nel piede e  le stringhe  dei sandali alla schiava della bellissima Laura a via Nicolo’ o nella molto piu’ grande e fascinosa  Letizia su nella sua casa in via Sebastiano Veniero , dove le medesime stringhe se le era avvinte al piede e al polpaccio,  sopra la mia  coscia  facendomi  letteralmente uscire di testa, malgrado i miei  9 anni ;  o anche nel virtuale cinematografico di cui le recenti scene di Sue Lyon in Lolita che ho accennato. Ulteriore Sensazione di svolta se non epocale, certamente personale, mai un libro mi aveva fatto compenetrare in tal modo e questo Sigmund Freud era davvero una qualcosa di straordinario per come aveva descritto quella mia  antica, direi quasi archetipa  fascinazione , tant’è che l’indomani andai alla ricerca di qualche altro suo  libro  e c’è da dire la fortuna aiuta non solo gli audaci, ma anche chi cerca perche’ giusto giusto mi imbattei in un altro saggio che rappresentava un’altra faccia del mio cammino conoscitivo davvero costitutiva : TOTEM E TABU’, dove  prendeva di petto il peccato originale,
 quello per cui fui allontanato dai corsi di catechismo  per la prima comunione nientemeno nel lontano 1956 subito dopo la famosa nevicata,  e lo spiegava  con la solita maestria e semplicita’  dissolvendo in pochi minuti uno dei miei piu’ grandi arcani di conoscenza : Il peccato originale come uccisione del padre a mo' dei gruppi di animali per sostituire l'elemento dominante  . “Minchia se me lo leggo questo Sigmund Freud, mi sa che arrivo a capire tutto di me stesso anche della tubercolosi e degli orecchioni !” e così eccomi in quel maggio e giugno oramai ad un pugno di giorni dagli esami che andavo a sostenere alla scuola Giovanni Verga in via Maqueda  alle prese oltre che con le materie scolastiche anche con il rileggere Totem e Tabu’ quindi Il sogno d’infanzia di Leonardo, il motto di spirito e la psicopatologia della vita quotidiana  e approcciare l’interpretazione dei sogni che invero trovavo pesantuccio e poco abbordabile.  Nove Giugno compleanno dei 15 anni,  ero riuscito ad invitare per dei ripassi,  la compagna di studi Elianna, magrolina, un anno in meno di me che gia’ in classe lì nell’istituto che era in fondo alla via Liberta’ quasi alla Statua,  le mettevo sempre il braccio sulla spalla e mai lei lo aveva tolto. Mi aveva portato un regalino e poi ci eravamo messi a ripassare matematica e
scienze, di li’ a poco il braccio era tornato sopra la sua spalla ma questa volta le prospettive erano che  che sarebbero potute essere altro …mi ero andato allenando a baciare facendolo sulla mia mano perche’ avevo paura che potessi sbagliare dato che non l’avevo mai fatto e così  quando le nostre labbra arrivarono maledette vicine, proprio questione di millimetri, non ebbi esitazione e lo feci…be’ guarda non voglio dire, ma azzarderei ….con una certa maestria! La venne a prendere la madre verso le sette  e io ero pazzo di gioia perche avevo baciato,  e con tanto di lingua,  una ragazzetta. C’era un modo migliore di festeggiare i 15 anni?????    Lucia  cantava ricordandone ogni strofa come quelle   napoletane  e io imparavo  velocemente .

martedì 7 ottobre 2025

I MOSTRI NON SONO SCOMPARSI

 

E' un periodo invero curioso questo che e’ succeduto  al punto piu’ basso mai toccato dall’umanita’ (intendo ovviamente il clou della farsa pandemica con il suo correlato di nefandezze:  il blocco sociale, i passaporti per accedere a determinati servizi e non solo, il cosidetto green pass (l’uso del lessico inglese-statunitense per tutte queste imposizioni e restrizioni, rende il tutto ancora piu’ odioso e discriminatorio), l'incitamento alla delazione,  poliziotti ed eserciti equiparati a carcerieri e carnefici , e imperante,  lei il solito mostro sempre piu’ perseguito, sempre piu’ osannato, sempre piu’ giustificato : la paura.

l'eroe piu' fulgido
 Paura ancestrale, ingiustificata, gonfiata, millantata, elevata a sistema del vivere sociale.) Sono sincero , io intorno al secondo anno di questa farsa, diciamo grosso modo
  sul finire del 2021, pensavo proprio che la partita fosse perduta e che i vari “dottor No della Spectre” piu’ o meno incarnati in personaggi reali fin troppo somiglianti alla finzione, ovvero i vari Soros, Schwab, Gates, Rotschild e persino i nostri inquietanti  anche se pur sempre sorta di “Zaccaria diavolo di terza categoria”, Conte, Draghi, Speranza, avessero oramai partita vinta . “Hanno vinto loro!  non c’è partita, troppa paura da parte della massa, troppo pochi quelli che vedono le cose con chiarezza, ma ti guardi intorno ? mettono la museruola in spiaggia, dentro la macchina, igienizzano con gli spray i cartelli della spesa” un mio caro amico d’infanzia Paolo  mi contraddiceva 
non sono d’accordo e sai perche’, lo hai detto tu i dr.No della Spectre  non sono uno, sono parecchi e non sono coesi : d’accordo tu mi dirai che non si intravede nessun James Bond, ma gli interessi di tutti questi magnati, di questi signori della finanza e dei mercati, sopratutto arbitri della sanita’ attraverso farmaci e vaccini, sono assai spesso contrastanti e finiranno per non sapere bene cosa fare di miliardi di docili automi che a ben guardare  non consumeranno piu’,non avranno piu’ proprieta’, ne’ casa, ne’ niente,  come dice uno dei loro campioni quello che e’ il Direttore del World Economic Forum  - Non avrai piu’ niente e sarai felice-  quindi in sostanza non vivranno neppure piu’,  ùma si limiteranno solo ad obbedire, come i politici e persino gli spot della Coca Cola, continuano ad ammansirci.” “ho capito la tua obiezione” gli rispondevo  : “se la gente non consuma, come faranno a sfruttarla tramite il Mercato? ” In effetti , penso proprio che Paolo avesse ragione e che gia’ a meta del 2022 l’obiettivo di ridurre l’umanita’ ad una grande, sconfinata massa di automi senza piu’ desideri, ambizioni, gioie, niente di niente, ma solo irretita dalla paura di un morbo del tutto inesistente e vincolata da una vita di totali automatismi proprio come descritto dai racconti distopici di Orwell, Huxley e compagni  che a, qualche cosa dovesse far palesare a tali signori, che forse era stato fatto il passo piu’ lungo della gamba e  che si  proprio lui quell’osannato,impersonale, implacabile Mercato si fosse erto lui in prima, diciamo così, 
 multipersona per stabilire il principio che se non c’è piu’ una massa che compra, scambia, consuma, insomma se non c’è piu’ lui, il
  Mercato che ci fai dell’obbedienza di una umanita’ annichilita dalla paura ? Ah !ecco dato che il progetto della perfida elite e’ fallito, ci si dovrebbe aspettare una reazione, insomma una specie di periodo del Terrore alla Robespierre  per tutti quelli che hanno asservito quel subdolo disegno,  un po’anzi  molto piu’ in grande di quello che accadde dopo la guerra qui da noi in Italia a proposito del fascismo,  la cui minaccia  di epurazione  nei riguardi dei responsabili rimase  una pia illusione dello sparuto gruppo del Partito d’Azione capeggiato da quelFerruccio Parri che fu il primo Capo del Governo di dopo la guerra e per screditarne l’impatto fu  fatto passare da ingenuccio sprovveduto con tanto di storpiatura del
 
 nome in “Fessuccio”. Stessa identica musica  con quasi 80 anni di distanza, anzi, come dicevo forse un tantino un po’ peggio : allora perlomeno i pezzi da novanta,  i Mussolini, i Grandi, i Graziani scomparvero dalla scena pubblica per non essere mai piu’ riciclati , rimasero è vero le le leve di secondo piano, diciamo magari quelli che non si erano troppo compromessi con fez ed orbaci, ma mai piu’ ostentando i loro orpelli piu’ rappresentativi (così i vari Fanfani, Ingrao,  piu’ lo stuolo quasi al  completo di intellettuali e artisti), oggi neppure per idea: tutti i piu’ biechi responsabili del terrore sanitario, politici ma anche cosidetti esperti da spot pubblicitario, non solo sono sempre al loro posto, lautamente pagati, serviti e riveriti addirittura omaggiati e continuano a sputare veleno, distinguendosi sempre tristemente come uccelli del malaugurio “verra’ un virus mille volte piu’ letale del covid! ….Non si salvera’ nessuno! Ci vorranno vaccini a profusione” … e altre balle del genere. Uno strano periodo, dove tutto sembra coesistere:  idiozia ed apparente recupero della ragione, ma chi finira’ per prevalere? La cosa peggiore e’ che tutto rimanga tale e quale, ovvero i vari Speranza, Prodi, Draghi, Bassetti, Pregliasco  continuino imperterriti a spargere le loro geremiadi dando di gomito a chi si e’ ricreduto e persino a chi anche in piena cattivita’
non ha ceduto a ricatti 
 (Sgarbi, Cunial, Montesano, Borgonuovo, Orsini, Citro,  etc..) Una prova evidente di tale abominio e' stato il recente esempio della cosidetta Flotilla tra l'altro effettuato riesumando la inquietante figura di quella Greta che per il suo ghigno  somiglia alla bambola assassina del film,   che e' servito da pretesto qui da noi in Italia per innescare disordini e pestaggi con le forze
dell'ordine, sulla copertura dello sciopero generale indetto dalla CGIL e  da quel suo segretario,  sordido personaggio che e' stato non solo favorevole ai vaccini nei tempi bui della farsa pandemica, ma anche propugnatore dell'obbligo alla vaccinazione per l'intera popolazione  e ancor peggio la notizia di oggi 7 ottobre 2025 che ha visto, sia pure per un solo voto  ratificata l'impunita' in quanto parlamentare del Parlamento Europeo di una responsabile  di reati comuni in  una nazione purtroppo membro della infame UE. Eh si bisogna ammetterlo , malgrado la ridda di notizie facvorevoli alla liberta' alla giustizia, alla fredenzione delle malefatte della civilta' bottegaia di questo 2025, le azioni folgoranti di Trump e di Putin, in Francia la crisi sempre piu' profonda del servo di Soros , Macron  qui da noi in Italia le ripetute vittorie della destra, gli strascichi di nefandezza della sinistra e del potere turbocapitalista e globalista che in questo frangente li utilizza, continuano a sporcare la nostra visione di un mondo al futuro anteriore 

domenica 5 ottobre 2025

LE SINAPSI TRA DISTOPIA E RITORNO ALLA RAGIONE

 

FARSA E PAURA INDOTTA 
Le sinapsi , quanto sono cambiate le sinapsi dei nostri cervelli in questi pochi anni dal 2020 ad oggi  che hanno attraversato la piu ' feroce delle distopie distopia e il relativo ritorno alla normalita' ?  Non parlo solo di cose esterne, abitudini, comportamenti, convinzioni…. no! Parlo proprio di processi neuronali, sinapsi che si sono dovute sostituire con drammatica urgenza, e che hanno profondamente modificato cultura e conoscenza stesse, prese sia nei particolari che sulle generali  e che sono state sottoposte  ad un vero e proprio processo di revisione con tanto di ribaltamento. Una "res ex-tensa", per dirla alla Kant,  che ha fortemente e irreversibilmente condizionato una "res in-tensa", fino a produrre, di fatto e di pensiero, una nuova entita’ di ragion-amento.  La prima a passare a questa sorta di vaglio indotto e’ stata la cosidetta scienza, in particolare la medicina di cui si e’ toccato con mano l’inconsistenza e la sostanziale presupponenza e arbitrarita’ vieppiu’ aggravata dall’essere usata come strumento di paura e di controllo sociale da parte di una minoranza elitaria che si e'  servita di un unico valore quello dello scambio

 commerciale fra mercati che ha come suo referente il danaro; un qualcosa che l’aveva ben definito Manzoni descrivendo una precedente epidemia  quella del 1630 per lo scenario del suo famoso romanzo “I Promessi Sposi” : Cabala ordita per far bottega del pubblico spavento”  Mentalità bottegaia dunque per capire matrice e movente di quanto il sociale umano va assimilando nel suo presunto evolversi, che corrisponde piuttosto ad un continuo inesorabile passaggio dal bene al male, dal perfetto, o quasi, ben precisato da tutte le antiche storie della tradizione delle civilta’ del mondo (nelle nostre contrade occidentali il Mito delle Quattro Età  oro, argento, bronzo, ferro, in un costante deterioramento del vissuto, cui corrispondono i quattro Yuga della  cultura indiana), Comunque sia non una evoluzione, ma una involuzione, un declino, una continua perdita di valori; si va da quella Eta' dell'Oro rappresentata dagli Dei , a quella dell'Argento dei Guerrieri, al Bronzo dei Mercanti, che io preferisco chiamare "Bottegai" e che sarebbe quella corrispondente  alla Pandemia del 1348 e nella quale ci troviamo ancora sia pure  in un ulteriore declino  che caratterizza la Eta' del ferro che non e’ piu’ neppure un metallo puro, ma una lega , una mistura che informa la socialita’dei Servi, ovvero la quintessenza della decadenza e dell’abominio; i suoi prodromi sono la rivoluzione industriale di meta' del XVIII secolo e tutte le relative emanazioni dovute al sempre maggiore  tecnicismo 

 e alla concentrazione dell'unico valore  dominante nel pianeta  : il danaro e la sua diffusione come valore di scambio, nelle mani di pochi oligarchi che come si sta dimostrando oggi, secondo decennio del terzo millennio, sono quanto mai intenzionati  a fare di questi due fattori (strapotere economico e finanziario piu' virtuale che reale e esasperato tecnicismo a livello informatico/digitale) gli elementi su cui fondare il loro dominio sull'intero pianeta, che quindi sprofonderebbe dal bronzo al ferro, da mercanti evolutisi in magnati,  ma sempre piu' concentrati e ridotti di numero, ad una pletora di stragrande maggioranza ubbidiente ai loro voleri, appunto in stato di servitu'. Per la verità c'è un terzo fattore da considerare, che non ha la caratteristiche di estrema modernita' dei due precedenti, ma anzi e' da riferirsi ad un qualcosa di quanto mai antico, atavico addirittura, correlato alla specificita' umana : la Paura. E' proprio attraverso la paura che tutte le classe dominanti di ogni epoca hanno fatto leva per tener soggiogate le masse, sempre i medesimi meccanismi  accentuatisi con il passaggio dai Guerrieri ai Mercanti, ovvero dall'eta' dell'argento a quella del bronzo, come si dimostra dall'estrema virulenza con la quale e' stato perseguito il trapasso dalla coralita' medioevale, rappresentato dalla somma esperienziale delle Cattedrali, all'individualismo  sfrenato della riproduzione dei codici, tipo quello pochissimo verificato dei classici antichi, tramite il tecnicismo della prospettiva, che inaugura sostanzialmente quella riproducibilita' delle esperienze che diverra' 
 assoluta  e permeante di ogni aspetto del sociale nel XX secolo.
Come giustamente osserva Walter Benjamin nel suo "l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilita' tecnica" la  paura piu' assoluta e' stata sempre quella che riguarda la propria fisicita', ovvero un qualcosa che la minaccia, che la corrode, e cosa c'e' piu' della malattia che ha tali caratteristiche ? La malattia distrugge a
l salute e porta con facilita' alla morte, dunque e' sempre stata la maggiore fonte di frattura della sicurezza umana, ovvio quindi che le classi di potere abbiano sempre fatto incetta di tale fattore, magari moltiplicandolo a dismisura, diffondendola dappertutto, anche come semplice flatus vocis, non piu' semplice malattia, ma epidemia  e addirittura pandemia , ovvero che riguarda tutto e tutti. Così gia' ai tempi della peste di Atene del 480 a,v. ovvero ancora in eta dei guerrieri e dell'argento laddove Tucidide rimarcava che non era la pestilenza ad uccidere gli ateniesi, ma la paura, paura opportunamente diffusa  dai suoi nemici. Così, come fatto cenno, in quella del 1348 sfruttando i disagi e la miseria di continui stati di guerra e anche quella di una grande carestia degli anni precedenti che aveva spopolato le campagne e fatto inurbare le citta' fino al collasso, favorendo infezioni per sporcizia e comunanza (la celeberrima peste bubbonica non mortale pero', in quanto interessante solo affezioni dermatologiche dovute appunto a carenze igieniche e sovrappopolazione in contesti limitati) , in verita' la peste passata alla storia come falcidia di intere citta' e popolazioni, fu quella aerea, cioe' riguardante i polmoni e l'apparato respiratorio,che e' spiccicata a quella spacciata, ai 
giorni nostri come covid - e questo come fanotare l'unico vero medico apparso dopo Ippocrate, Rick Geerd Hamer:  perche' le 
affezioni polmonari e bronchiali sono in stretta dipendenza di uno stato di paura. Così a Roma nel famoso Sacco del 1527 operato dai Lanzichenecchi, dopo uno stato di grande disagio e indigenza - fase  attiva simpaticotonica  dell'affezione secondo le Leggi di Hamer- puntuale la fase  vagotonica di riparazione o passiva, ovvero la malattia in tutta la sua virulenza per riparare appunto un grande stato di paura. 
Lo stesso dicasi per tutte le altre epidemie e pandemie, sempre a monte uno stato di estremo disagio, miseria, guerra, assedi, cattivita' e quindi paura messa subdolamente in atto da chi persegue determinati scopi di dominio. Ieri come oggi, sempre il medesimo meccanismo

venerdì 3 ottobre 2025

PROIEZIONE DI MANCANZA E REALTA'

 

Anunnaki di ritorno. Eh si uno di loro aveva fatto  ritorno  qui sulla Terra :  nel nostro tempo erano passati oltre tremila anni, ma nel suo appena  tre, e giusto giusto mi era capitato in sorte di incontrarlo proprio a me, un canonico accenno di  serata della celeberrima  Nottola che vola al fare del tramonto, in zona montana di quelle suggestive piu’ che mai . Per carita’ niente astronavi, navicelle spaziali o quant’altro di fantascientifico, ma solo una energia che neppure si distingueva dal contesto spazio temporale di quel frangente. Anche io come la nottola ero sul fare del tramonto coi miei 77 anni che ne avevano viste parecchie e quasi tutte in negativo e quindi avevo un bel po’ di rimostranze da fare “ah e cosi’ tu sei uno di quello che ha combinato questo pasticcio, ma bene , beh ti sei guardato intorno, hai visto che casino, altro che il “mondo in Mi settima” di Celentano…. specie con l’entrata in questo terzo millennio abbiamo veramente passato ogni limite, disastro su tutta la linea, senza se e senza ma, ed anche il trionfo di Trump e il suo ritorno alla Presidenza degli USA , diciamo che non e’ stato così folgorante come  sulle prime avevo sperato – i bottegai come li chiamo io o come li chiama Fusaro, i turbo capitalisti  sembra tornando alla carica e con una rabbia un livore che e’ tipico di chi ha compreso di aver fallito la propria grande occasione, e guarda un po’ chi hanno fatto scendere subito in campo?  i piu’ inossidabili del servi:  comunisti, socialisti, coi diversi e vari nomi che oggi si sono dati, ma sempre loro : garzoni con tutta la frustrazione e l’invidia di chi non riesce a diventare padrone della bottega, come li
Fenomenologia dello Spirito : il Conflitto Servo-Padrone 
aveva illusi quel cialtrone di Hegel nel suo Fenomenologia dello Spirito con l’esegesi del conflitto servo-padrone. Eh si , di questo sono convinto Hegel ha illuso i poveracci addirittura piu’ di Marx anche perche’ ovviamente era piu’ navigato col arzigogolare col cervello e e’ riusciuto piu’ di ogni altro a fare accettare le regole del gioco, cioe’ quelle  della  bottega , ovvero il denaro come unico mezzo e fonte di scambio e quindi la bottega , i mercati, il commercio e in ultimo quasi la patente di scienza per quell’altro imbecille di Adam Smith che ci aveva anche messo quella fantomatica “mano invisibile”. Tutti cialtroni:  Hegel, Marx, Smith e vari accoliti che ancora nessuno e’ riuscito a bandire dalla faccia della terra.” -  Centrato il problema
nevvero signor Anunnaki ? d’accordo non l’ho dedotto ne’ dallo sguardo, ne’ dal linguaggio del corpo per il semplice fatto che qui tra noi, su questo pizzo di montagna e a sera inoltrata non ci sono ne’ occhi, ne’ corpi e neppure altri segnali di riconoscimento, per intenderci i famosi sistemi rappresentazionali della Programmazione Neuro linguistica di Bandler e Grinder, ma solo energia, energia pura, impalpabile, ma sempre presente, sempre in azione come le corde tirate di un violino o di un pianoforte come, be’ ne vogliamo parlare? -  delle stringhe scoperte da Veneziano nel 1968 e perfezionate dai vari Witten, Greene, Pensrose e persino il povero Hakwings con quell’epiteto sempre accattivante di “super” che ti rassicura sulla importanza e anche sull’efficacia;  chi di noi vecchietti non si ricorda lo slogan della “supercortemaggiore, la potente benzina italiana” e c’era di mezzo anche una ruggente tigre che fa sempre una certa impressione.
Bisogna che, questo solo,  fors’anche spaesato Anunnaki si renda conto che lui e i sui compari non hanno fatto le cose al meglio e magari faccia qualcosa  qui e ora,  per rimediare al malfatto , io gli
posso citare l’integrale sui cammini di Feynman e qualche cosa  sulla possibilita’ di prendere qualche altra direzione che apre il mondo delle opportunita’ e anche quella dei cosidetti Multiversi, studiati da Everett e anche da fisici del calibro del gia’ citato Hakwings che ne propose delle espressioni davvero affascinanti. Insomma a livello di comunicazione energetica piu’ o meno viaggiante su stringhe come corde di violino, vorrei sapere dal mio baldo Anunnaki se intende adoperarsi per cercare di farci uscire dall’impasse e magari approntarci per quel famoso ritorno all’eta’ dell’oro, ammesso che una eta’ dell’oro sia effettivamente esistita per l’umanita’ ma con modalita’ del tutto differente di organizzazione cerebrale, ovvero quella teorizzata dallo studioso americano Julian Jaynes nel suo saggio “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, dove e’ ovvio,  quelle famose voci degli dei  che costituivano l’essenza della mente bicamerale, ovvero un cervello diviso in due,  una parte metaforica cioe’ di condensazione di termini deputata al linguaggio articolato e una parte metonimica  di trascinamento di significanti deputata al recepimento di tutte quelle prescrizioni per sbrigarsela nell’adattamento al contesto e ad un ambiente quasi sempre non accogliente, erano in realta’ le voci di un ammaestramento continuo di chissa’ quali tempi, altro che biblici (si possono ipotizzare decine e decine di migliaia di anni e non una facezia come la coscienza che e’ vecchia di non piu’ di tremila anni ed e’ palesemente un derivato del linguaggio, in quanto costituita come una metafora, per analogia, appunto un “analogo io” ) Ma perche’ c’è da chiedersi gli Anunnaki hanno fatto un ibrido così pronunciato? Perche’ creare degli esseri che non erano piu’ animali, ma nel contempo non erano ancora qualcosa che poteva ambire ad una presenza appagante su di un pianeta di questo nostro universo. Be’ la risposta e’ sottesa perche’ non avevano bisogno di interlocutori e meno che mai avevano in mente di creare una razza padrona del mondo, loro avevano solo bisogno di degli schiavetti ubbidienti (i soliti servi , spaccati come i comunisti di oggi , servi della bottega e di un padronato che li ha sempre usati stilando le regole di un gioco a conduzione obbligata , ovvero il mercato, il commercio, l’economia e unico strumento ammesso il denaro  ) Niente di nuovo sotto il sole dunque,  neppure considerando le possibili centinaia di migliaia d’anni . ora pero’ c’è questa possibilita’ di integrare qualche nuovo cammino, per dirla alla Feynman con uno di quelli che potrebbe davvero sentirsi  maledettamente in colpa per il pasticcio che ha contribuito a creare. Eh gia’ , perche ‘un conto e’ creare dei servi che ti servivano per estrarre oro o comunque per  lavorare per te, come le varie teorie su di loro cercano di spiegare,  ed un conto e’ fregarsene della bella  una volta ottenuto quello che volevi e lasciare  questa moltitudine di diseredati in giro per il mondo a lamentarsi perchè le voci, quelle voci che nei migliaia di anni li avevano sempre guidati, e che loro avevano identificato come dei,  ora non si sentono piu’; una sorta di geremiade comune a tutta le civilta’ umane “perche gli dei non ci parlano piu’, perche’ gli dei ci hanno abbandonato? ” Defraudato nell’impianto metonimico delle voci allucinatorie che risiedeva nell’emisfero destro, il povero cervello umano doveva per forza di cose far leva sull’altro emisfero quello sinistro, preposto alla condensazione dei termini per addivenire sempre ad una maggiore varieta’ linguistica, ovvero quello metaforico , fino a costituire una metafora di se stesso in situazione al contesto, cioe’ ad una coscienza di se’ in situazione, ovvero un analogo io in grado di sostituirsi alle voci che oramai nessuna situazione riusciva a innescare . ecco quindi la coscienza come derivato del linguaggio e quindi come analogo io in grado di mettere se stesso in situazione e decidere sul da farsi in relazione ai veri cimenti dell’essere al mondo. Solo che la coscienza questo “analogo io”,  o “metafora me”  non ha  niente di divino e niente della consumata esperienza degli anunnaki, compie numerosi errori  e uno dei peggiori errori e’ considerare il prossimo,  l’altro, quello che non fa parte del proprio gruppo, piu’ o meno ristretto, il proprio
nemico. Avendo a che fare con una intelligenza senza dubbio superiore mi ci provo a riferirgli  le mie due carte preferite per svolgere un discorso sulla natura umana, partendo da quella che per me e’ la base originaria di ogni sapere: la scoperta di freud dell’inconscio  : la prima e’  Matte' Blanco e il suo inconscio come insiemi infiniti, che per molti versi somiglia moltissimo a quel collasso dell'equazione d'onda della formula di Schrodinger , con tanto di gatto vivo o morto che vi fa da corollario,  la seconda e' Lacan con il suo “inconscio strutturato come un linguaggio” e quindi la sua convinzione di fare dell’essere umano un animale in preda al linguaggio,  quindi a mo' di sillogismo, un essere determinato dall’inconscio. E se l’inconscio che Lacan chiama Altro, ovvero senza piu’  dimensione individuale ma, come il linguaggio, una dimensione   transindividuale,  fosse da attribuire giustappunto agli Anunnaki? Anunnaki che non sono un qualcosa di simile a se’, ma appunto Altro una sorta di luogo; “luogo di dispiegamento della parola”, altro da sè. Da questo assunto deriverebbe la esteriorità del simbolico rispetto all’essere umano che  è la nozione stessa di inconscio a cui pertanto si potrebbe raccordare una figura altamente simbolica e profondamente altra  come il ri-apparire di un anunnaki e quindi la possibilita’ di integrare qualcosa di Altro.  Ricostruendo tutta la nostra  storia al di fuori delle lusinghe narcisistiche dell’autobiografia, il soggetto riordina le contingenze passate attribuendo loro il senso di necessità future. (anche qui : Futuro Anteriore) Connettendo passato e futuro la storia si fa progetto senza scadere nel delirio onnipotente. Il tempo del soggetto è dunque il futuro anteriore, quel “sarà stato” che scandisce la terapia. Solo attraverso l’esaustione di tutte le impossibilità il soggetto accede a quei pochi gradi di libertà con i quali può esercitare il suo residuo potere. Ma il soggetto non è mai tale senza il riconoscimento dell’Altro, al quale pertanto sospende la sua stessa esistenza in un gioco incrociato di domande dove, al tempo stesso, si realizza e si smarrisce. Spetta all’Altro significativo e significante fornire una risposta. Il soggetto riceve il senso della sua domanda dalla risposta che gli perviene. Così facendo, smarrisce il bisogno e si aliena nella sfilata delle domande che chiedono solo di non essere fraintese. Il peggior pericolo è che venga interpretata la richiesta come richiesta di cose. Ciò che l’essere umano desidera, al di là delle infinite domande, è di essere riconosciuto come soggetto di un desiderio. Dunque “l’essere umano non si costituisce come una sostanza autofondata o attraverso una facoltà di sintesi, ma dipende nel suo essere dal riconoscimento dell’Altro, dal “desiderio dell’Altro”. Non c’è una identità soggettiva che si costituisce per maturazione, per sviluppo psico-biologico di una potenzialità programmata esistente a priori. Il soggetto non è un seme che contiene già in sé la sua evoluzione; è piuttosto costituito, attraversato dall’Altro, innanzitutto dal desiderio dell’Altro: ed esso sarà, e diventerà, come l’esperienza clinica ci insegna, ciò che è stato per il desiderio dell’Altro.”Secondo Lacan sul piano simbolico, che è il luogo dove si attua il legame tra la coazione a ripetere, la memoria e l’accesso al linguaggio, si svolgerebbe una continua dialettica tra bisogno e desiderio che, ripetendo in modo allucinatorio l’esperienza passata, ritrova l’oggetto perduto sul piano fantasmatico e cerca una realizzazione. La dinamica del desiderio è guidata dalla “logica della mancanza”, che si manifesta sia in modo negativo sul “registro” reale, come compromesso, nel sintomo, sia in modo positivo sul “registro” dell’immaginario onirico.Pertanto la verità non si può cercare nè svelare per intero. Se si dà è solo nella forma del compromesso, del dire a metà. . La domanda, che non riceve risposta, rimette il sapere al suo posto, nel luogo dell’Altro. Solo da questa dimensione si può formulare la questione della verità sottesa alla propria domanda ed espressa dal sintomo. E’ vero che sempre Lacan dice che il sintomo per eccellenza e’ l’io, ma appunto incontrando casualmente o diciamo fortunosamente l’Altro come Anunnaki che rappresenta il desiderio del simbolo potremo avviare quella proiezione di mancanza , proprio come un numero immaginario “i” e rifare a ritroso il commino e integrarlo in una accezione che non presenti l’attuale devastazione

L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO

  Trovo sul serio che tra simbolismo  dell'inconscio  e simmetria della fisica quantistica  ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...