La stringa e’ nel giungere alla meta’ del secolo (1850) perfettamente aderente con la reale con l’unica eccezione di quell “effetto farfalla” dovuto a questo nuovo pretendente al trono di trenta anni messosi particolarmente in luce nei due anni di contenimento della spinta eversiva (1848-49) fomentata dai soliti bottegai e e loro perfide associazioni massoni intessute di usurai ebrei come summa di perfidia e manipolazione e ora si pone alla testa di un movimento di maggiore lealta' verso la Russia con il manifesto proposito di contrastare le mire della bottegaia inghilterra e i suoi squallidi alleati. C'è da dire che la sua figura e' quanto mai popolare in tutto l'Impero ed anche piu' di un paese come l'Italia del Sud, la Toscana , la Romagna ed anche la Prussia lo vede con grande simpatia: piace quell’abitudine a dialogare, a ragionare, uno dei suoi punti forti difatti e’ quello che lui non tende a prendersela tanto coi rivoltosi, colle idee rivoluzionarie, coi cosidetti prìncipi dell’89, no niente affatto! lui ha perfettamente inteso che dietro di questi facinorosi ci sono sempre interessi commerciali e quella squallida mentalita’ bottegaia della nazione inglese e dei grandi usurai ebrei, che hanno dato corpo alla nefanda associazione della Massoneria. Queste cose ha cominciato a pubblicare dal nuovo decennio "cinquanta" in patria, in Boemia, anche in Italia e Francia e i suoi articoli finiscono anche in Inghilterra e negli USA. E’ un trentenne nobile imparentato cogli Asburgo anche se in verita' solo con la Arciduchessa Sophia , ma Metternich ha fatto in modo che restasse una sorta di ambiguita' sulla sua origine adducendo la sua nascita ad una anticipazione dei diritti sessuali su di lei del futuro sposo Francesco Carlo fratello dell'Imperatore: brillante carico d’onori, ma anche un pensatore di primo ordine, ammira molto Leibniz , Hume e Kant mentre detesta Hegel di cui scrive anche parecchi saggi contro, e ha modo anche di avvertire la prima presenza della farneticante teoria di Carlo Marx di cui aveva denunciato subito la sua dipendenza da Hegel (articolo del 19 aprile 1852 su un giornale tedesco e poi riportato in numerose altre testate in tutta Europa). Si reca spesso a visitare il vecchio Metternich traendo da lui parecchi preziosissimi consigli e indicazioni. Abbiamo visto come l'inizio della crisi in Crimea aveva accellerato la decisione di dedicarsi totalmente alla politica. viene nominato Sottosegretario al Ministero della Guerra nel governo Buol Schauenstein, con il quale e' tuttavia profondamente in disaccordo, come d'altronde con il fratellastro Imperatore . Il nostro andava perseguendo una sua idea di fronteggiare l'Inghilterra e i suoi accoliti del momento, facendo leva sul principio degli Imperi teutonici e continentali in stretto raccordo con l'Impero Russo, proprio come formazione geopolitica legata all'elemento solido della terra e perr questo si era molto aperto nei confronti della Prussia si era strettamente correlato alla Prussia, ovviamente in funzione pro Russia, La situazione andava facendosi sempre piu’ trubola, in tal senso erano saltate fuori le illazioni di Metternich sulla legittimita' del titolo di Imperatore, cui faceva seguito un irrigidimento sia di Franz Joseph che del Primo ministro nei suoi confronti. nei primi mesi del 1854 sembro' prevalere l'istanza di appoggiare Francia e Inghilterra specie quando queste dichiararono guerra alla Russia, ed ecco che allora lui facendo leva sull’elemento militare riusci’ a far naufragare tale eventualita’ (31 marzo 1854). Il Buol si dimise (6 aprile 1854) . Franz Joseph, su pressione della madre Sophia che negli ultimi tempi andava passando dalla parte del primogenito, per scongiurare una crisi dinastica incarico’ il nostro di assumere il Governo (8 aprile), ma a questi punto forte vennero fuori tutte le macchinazioni della massoneria, che lo accusò di essere un nemico personale dell’Inghilterra, e cerco' di screditarne l'immagine tirando fuori la sua origine boema e non asburgica, sicche' la nomina venne per il momento sospesa. allora lui fece un aut aut “o guerra con la Russia in onore agli aiuti da questa avuti 5 anni prima e contro lo spudorato mercantilismo dell’Inghilterra o lui non avrebbe accettato il mandato “ Erano questi i giorni del fiabesco matrimonio tra l’Imperatore e Sissi che fecero così da contorno non troppo romantico alle nozze dato che il 17 aprile Franz Joseph ritiro' l’incarico ufficiale di assumere il Governo che cerco' di dare ad altri favorevoli al partito del non intervento da alcuna parte. Proprio i giorni di festa del matrimonio procrastinarono un pochino le decisioni ufficiali (23-24 aprile 1854); ma il 3 maggio arrivo' la notizia dell'adesione della Prussia al partito della guerra a fianco degli Imperi eurorussi e quindi forzo' la mano alla parte pro intervento di cui anche l'arciduchessa Sophia oramai si era convinta sopratutto in virtu' della maggiore decisivita' e spessore del figlio primogenito, per cui fini' anche lei per accettare la soluzione di rivedere la nomina imperiale mettendo una clausola temporale legata all'estrema emergenza della situazione che richiedeva ai vertici del potere una persona maggiormente esperta e matura (i 31 anni di Roman in confronto ai 24 di Franz) e quindi proponeva una sorta di nomina internale, ovvero un tempo fissato in un anno (9 maggio 1854) per risolvere la crisi con un pronto intervento. L'11 maggio due giorni dopo Roman venne nominato Imperatore ad interim assumendo anche la nominato di Capo del Governo e quindi il 14 maggio 1854 dichiaro’ congiuntamente alla Prussia, guerra a Francia e Inghilterra e anche alla Turchia (4 maggio 1854). Le operazioni militari erano concentrate prevalentemente nell’assedio Franco-Inglese-Turco a Sebastopoli piu’ vari scontri navali e terrestri in Bulgaria, ma il contingente austro/prussiano comincio’ a sbarcare in Crimea nell’estate e prese parte alla battaglia sul Fiume Alma riuscendo a mantenere le forze nemiche lontano da Sebastopoli . Lui stesso si reco’ al fronte ed ebbe parte notevole nella preparazione del piano di battaglia che arrivo’ a non concludere granche’ per stabilire quindi una ferrea difesa di Sebastopoli che avrebbe avuto il compito di sfiancare i contingenti alleati. Cosi’ si fece e furono altresì concordate ed effettuate assieme ai russi massicce offensive che in effetti finirono per demoralizzare il nemico e a dismettere l’assedio e pervenire ad una difesa invero molto molto efficace . A quel punto sconfortata l’Inghilterra fece pressione a che intervenisse nel conflitto anche il regno di Sardegna, riprendendo quindi le operazioni e un nuovo piu’ intenso assedio col nuovo anno “ecco quello che , a detta del nostro amico bisognava proprio scongiurare , una ripresa dell’assedio da parte di francia e Inghilterra, ma procedere con una grande offensiva terrestre che facesse piazza pulita di tutte le forze terrestri in Crimea e circondario. Poco importa se non c’era il dominio dei mari, senza le truppe francesi verso le quali sarebbe stata indirizzato il massimo sforzo congiunto di tutti e tre i Paesi , l’Inghilterra se ne poteva spasseggiar colle sue barchette, così il nuovo piano di battaglia al quale lui diede un impulso preponderante anche sotto uno stretto profilo militare porto’ giustappunto ad una grossa lezione all’armata francese di Napoleone III e a costringere gli inglesi a ritirarsi sulle navi. Si combatte’ così a due riprese sul fiume Cernaia (29-31 gennaio 1855) (10-17 febbraio 1855) costringendo quindi gli alleati a cessare ogni pressione su Sebastopoli, e a questo punto la guerra poteva dirsi vinta. Pieno trionfo del nostro che veniva riconfermato con trionfo a capo del governo e procrastinato il ruolo ad Imperatore di un altro anno (11 maggio 1856)
sembra una modalità di coniugazione spazio/temporale laddove ci si muove tra futuro anteriore e calcolo infinitesimale ove limiti, derivate e integrali sono proiezioni di numeri negativi (ovvero numeri immaginari)
lunedì 9 gennaio 2023
STRINGA DI SUPERTRADIZIONE
domenica 8 gennaio 2023
DA METTERNICH AL MULTIUNIVERSO
Sono numerose le stringhe che potrebbero comporre una serie piu’ o meno infinita di nuovi universi secondo la famosa teoria dei multiuniversi, ognuno a secondo del pensiero soggettivo del desiderante, bramoso di riallacciare il senso della tradizione di Evola dell’uomo differenziato in un tradizionalismo senza tradizione e quindi un conservatore nel registro di un insieme reale si, ma con registro immaginario (proiezioni di un calcolo infinitesimale . Non quindi uno solo di “cavalcare la tigre” ma molteplici, anzi infiniti, proprio infinitesimali, salire sul groppone del bestione e restrarci fino all’imprimere la propria direzione alle sue zampe, una direzione sempre rivolta all’indietro, conseguenza del proprio spirito re-azionario. Si possono così tracciare infiniti multiuniversi, che nel caso di uno spirito reazionario come si addice ad un uomo ben differenziato in tale tradizione che non ha tuttavia questa grande tradizione, rimanendo ancorati al domimio dell’analogo io, cioe’ la coscienza e quindi agli unici periodi che possiamo intellegire e raccontarci qualcosa con sufficiente precisione, i periodi, o meglio le eta’ dell’argento e del bronzo, dei guerrieri e dei mercanti, mentre e’ scontato che e’ meglio non dire niente della cosidetta eta’ del ferro, per lo squallore insito nel piu’ miserevole degli stati ovvero quello dei servi, corrispondenti nella cultura indu’ al buio Kali’ Yuga, cosi’ come e’ altrettanto scontato non dire nulla della Mitica eta’ dell’oro, o eta’ degli dei, non per discrezione, ma per effettiva impossibilita’ di farlo, stante a livello neuronale, la non ancora acquisita coscienza (analogo io). Rifarsi pertanto al Mito e’ impossibile razionalmente, proprio perche ì non si sa dove si andra’ a parare sotto il profilo narrativo (e’ notorio che il mito e’ contro la storia, ma non e’ in verita’ tanto un essere contro, quanto proprio un non essere storia, ma qualcos’altro, proprio quel che si e’ sempre detto sull’essere e sul non essere: il non essere non e’ essere, e’ non essere , cioe’ un qualcosa d’altro che noi non abbiamo gli strumenti per conoscere nella realta’, ma solo immaginare in un registro reale d’accordo, ma creato a bella posta da noi e per noi: la scelta in questa sede e’ abbastanza antica , ma non proprio primigenia, anzi da’ per assodata tutta l’era dei guerrieri o dell’argento venuta fuori appunto con la coscienza (grosso modo 3000/3200 anni fa ed anche una bella fetta di quella dei mercanti (dalla pandemia di meta’ del XIV secolo fino alla meta’ del XIX secolo cioe’ un lasso di mezzo millennio ). Sul perche ‘ di tale scelta giocano a favore una serie di circostanze incredibilmente favorevoli quali l’emergere di un uomo davvero eccezionale il Principe Klemens di Metternich che non solo era riuscito a battere sotto ogni aspetto l’infame creatura gonfiata dalla rivoluzione frencese Napoleone Bonaparte e grosso modo erede dei suoi esecrabili principi, ma anche a imbrigliare la antesignana bottegaissima Inghilterra che aveva dovuto fare buon viso a cattiva sorte contro il proliferare dell’anomalia bonapartista e quindi decidere di ergerglisi frontalmente affiancandosi ad alleati che normalmente avrebbe combattuto in quanto atavici nemici del suo spirito mercantile (Austria, Russia, Prussia, un po’ come succedera’ ancora nel 1942 con l’alleanza con l’Unione Sovietica ): Così giocoforza fuori gioco nelle beghe europee, l’Inghilterra aveva mollato la sua subdola presa continentale per seguire con quasi esclusivita’ la sua vocazione talassocratica (vedi il famoso saggio di Smith Terra Mare) e Metternich insigne rappresentante dello spirito tradizionalista e conservatore europeo aveva potuto stabilire delle regole che sarebbero durate con grande beneficio per la storia dell’umanita’ per qusi quarant’anni. Grande grandissimo uomo, come ho piu’ volte ribadito “il piu’ grande di tutti” perlomeno dall’inizio della abominevole eta’ dei mercanti. Ma purtroppo ecco che l’interesse sulla terra ferma torna ad impadronirsi dei bottegai e fomentano una serie di rivolte che andranno per un residuo di fortuna tutte male, ma che propiziano la uscita di Metternich dalla scena dei giochi europei anche per il superare dei suoi limiti della estrema vecchiezza (75 anni nel 1848) un po’ come avverra’ per il comandante militare, quello che per davvero aveva sbaragliato Napoleone in una prima decisiva battaglia campale a Lipsia (1813) e cioe’ Il MARESCIALLO Radetzsky, ancora piu’ vecchio (cl.1767) che riesce tuttavia ancora a cogliere folgoranti vittorie contro il velleitario e cialtronesco Regno di Sardegna : Santa Lucia, Custoza 1848, Novara 1849. La situazione di crisi per il momento viene superata anche se si era dovuto vincere la guerra contro i Piemontesi e alcuni comuni italiani (Radetzsky), domare le rivolte in Boemia (Wiching Graetz) e sconfiggere con l’aiuto dell’Impero Russo la rivolta Ungherese, con un personaggio particolare il fratellastro maggiore e segreto di Franz Joseph, ovvero Roman nato da una relazione nel 1823 della giovanissima principessa Sophia con un principe Boemo di Praga , tenuto nascosto e presto sposata con il fratello dell'Imperatore d'Austria. Cresciuto dal nonno in Praga dato che il padre era misteriosamente morto in un incidente di caccia nel 1825 l'imperatore Ferdinando era al corrente della storia della cognata e aveva sempre seguito le vicende del ragazzo, della sua crescita, colpito dalla sua indole fiera coraggiosa e intelligentissimo, cosa che era altresì di grande orgoglio della madre segreta. Questi era entrato a 16 anni nell'esercito asburgico come cadetto (1839) due anni dopo a 18 era Capitano, quindi nel 1845 a 22 Colonnello: nel 1848 giungeva come Major General in aiuto a Radetzsky dopo la ritirata nel Quadrilatero e si distingueva nella battaglia di Santa Lucia alla quale partecipava anche il fratellastro Francesco Giuseppe. riceveva l'Ordine di Maria Teresa, la medaglia d'oro al valore e il titolo nobiliare di Principe di Praga Portando al trono il figlio ufficiale Franz Joseph nel dicembre 1848, Sophia cerco' di portare su le azioni di quel primo figlio segreto affidandogli la direzione della campagna d'Ungheria al termine della quale verra' nominato Feldmaresciallo.
mercoledì 4 gennaio 2023
IL SIMBOLO D'ORO
L’argento si addice ai sonnambuli dice un antico adagio e difatti ha una associazione piuttosto marcata con tutto ciò che a fare con la luna, la notte, e quel culto delle dee lunari che hanno a che fare con la notte : d’argento e’ anche la pallottola che può uccidere il lupo mannaro, ovvero un altro figlio della notte, magari in una accezione un tantino più truculenta, possiamo anche dire orrorifica: l’argento è ben lungi dall’avere quelle peculiarità di non corruttibilità dell’oro e quindi anche quel riferimento giammai preciso e circostanziato. L’argento se non continuamente pulito annerisce e si deteriora, abbisogna quindi di continua attenzione, proprio come il complesso delle civiltà che cominciando a scrivere la storia con la comparsa dell’analogo io e quindi la messa in situazione di sé stessi, ovvero la coscienza, nell’ambiente. Si ha storia quando si hanno successi, ma anche insuccessi e vere e proprie cadute; i guerrieri lottano ma non è detto che sempre vincano, entra in gioco il principio del "kairòs",ovvero quello spazio/tempo che i greci antichi denominavano “opportuno” ponendo una equivalenza con la figura dell’arco con frecce e il bersaglio che deve essere colpito, previo un attento calcolo delle numerose componenti che decidono del risultato (forza muscolare e grado di tensione del tirare la corda, temperatura atmosferica e influenza dei venti, tipo di freccia e tipo anche dello stesso arco, etc.)Tutti coloro che si sono prodotti ad una riesamina di questa età dell’argento, contemporanei come colui che ne ha indicato il primo manifestarsi ovvero Omero, e a seguire Erodoto, Tucidide, fino ad arrivare agli storici di professione con più o meno evidenti influenze filosofiche, psicologiche, artistiche, sociali, economiche, ne hanno, con crescente precisione indicato spazi, tempo, località, durata : dall’ancora indefinito spazio tempo dell’Iliade ancora sotto influenza della mente bicamerale (una modalita' di organizzazione cerebrale, scoperta e proposta dallo psichiatara Julian Jaynes (1976) non ricollocabile alla formazione di uno spazio mentale analogale del comportamento quale risulta a tutti gli effettti la tanto decantata "coscienza"), al molto più circostanziato scenario dell’Odissea con l’affievolirsi della potenza delle voci allucinatorie bicamerali, previa moltiplicazione di àuguri, dei che prendono le sembianze di umani, ritualità per avere accesso a indicazioni (tutte cose assolutamente non presenti nell’Iliade dove la comunicazione tra voce allucinatoria e portamento umano era sempre diretta) fino ai dettagliatissimi eventi di grandi battaglie Termopili, Maratona, Salamina, Alessandro Magno e quindi la lunga epopea di Roma, dove il leggendario dei primi Re si precisa in una vera e propria cronaca coi tempi della Repubblica e dell’Impero. Così avviene anche nelle altre grandi culture e civiltà di un passato lontano si, ma non mitico, quella Cinese, quella Indiana, Mongola, delle piu’ diverse etnie, con però una precisazione : andando avanti col tempo il dettaglio, diciamo così storicistico tende a diminuire; forse per quella associazione con l’argento che è un metallo che richiede cura, attenzione per non annerire, ma il dettaglio dei tempi, chessò dei Grandi tragici, delle guerre puniche dei Romani, di Scipione, di Mario e Silla, di Cesare, di Tacito e anche della prime invasioni barbariche viene meno e questa è la più palese manifestazione che si va passando ad una nuova e diversa Era, alle prime affermazioni di un diverso metallo e di una diversa categoria di rappresentanti : il bronzo e i mercanti . Ecco in questo allungato passaggio epocale, tutta la precisione, il dettaglio di tutti gli storici contemporanei agli eventi ma anche successivi tende a diminuire, specie da un punto di vista non specialistico – sapevamo tutto di Augusto e le famiglie romane, di Marc’Aurelio, di Costantino e sua madre Elena, sappiamo molto meno del succedersi delle invasioni barbariche nell’Impero Romano; la stessa data della caduta dell’Impero 476 d.c. è un qualcosa di arbitrario, abbastanza forzatamente attribuita alla deposizione dell’ultimo imperatore Romolo Augustolo da parte di Odoacre, con varie e diverse tesi da parte di studiosi successivi che però attenzione cominciano solo con l’Umanesimo nel ‘300, ovvero con la definitiva messa in ombra di quel Medio Evo anche inteso come periodo di declino e la deteriore attribuzione dell’epiteto di “secoli bui” E' piuttosto noto che tale attributo di "secoli bui" attribuita ai secoli dal V al XIV e' oggetto in tempi recenti di profonda revisione, ma è un qualcosa rimasto allo stadio di addetti ai lavori o tutt'al più a pensatori di estrema destra più reazionaria che conservatrice ovvero come Guenon, Fulcanelli, Evola, Pound, Mircea Eliade, uniti dalla fermissima idea che in merito alla storia umana si debba parlare più di involuzione che di evoluzione, sicchè molto poco propensi ad accettare l'assioma che il Medio evo abbia rappresentato una epoca di decadenza. Ora tutti questi studiosi sono sempre stati molto avversati dalla nuova classe di potere, venuta fuori dalla fine dell'età dell'argento e dall'affermarsi di quella del bronzo, ovvero dei mercanti: una concezione a ben vedere che ha finito per condizionare anche il senso e opinione comuni praticamente, anzi forse con maggiore forza , nei tempi recentissimi, in ispecie gli odierni del secondo decennio del terzo millennio caratterizzati dalle menzogne più spudorate e dal tentativo, giustappunto dei pochissimi al potere (un potere eminentemente mercantile, addirittura bottegaio sia pure in accezioni ultra moderne come le tecnologie informatiche e digitali e il supporto di una larga fetta di opinione pubblica disposta a dar man forte in cambio di briciole di potere o di danaro, dai quali in precedenza erano sempre stati tenuti estranei) di dominare con la paura, l’inganno, il raggiro l’intera totalità della umanità. Esiodo, le diverse concezioni sulle diverse Età del mondo, non ci danno ragguagli atti a stabilire un distinguo soprattutto temporale : abbiamo visto la assoluta indeterminazione dell’età dell’oro, ma anche quella dell’argento, sia pure scandita con un certo grado di precisione soprattutto cronachistico (battaglie, ordinamenti sociali, letteratura, poesia, arte, filosofia etc) manca di ragguagli referenziali : quando comincia l’età dei guerrieri? E quando finisce ? quando l’argento annerisce e quando viene ripulito e torna ad un certo splendore? Quando vi è il puntuale trapasso nel metallo più vile : il bronzo? Anche in questo possiamo avanzare ipotesi, teorie, spesso illazioni: quel famoso indefinitissimo 476 d.C potrebbe essere preso a fine e dell’una e inizio dell’altro, ma le ingerenze di un principio mercantile possono essere recuperate in numerosi tratti della storia dei guerrieri : l’oro di Brenno il suo “Vae Victis” e la celeberrima frase di Furio Camillo “non auro sed ferro patria recuperando est” , i sesterzi su cui fondavano le loro carriere personaggi altolocati come gli Scipioni o Cornelio Silla, una figura sia pure non della rilevanza di un Cesare come Crasso e su fino alle grandi proprietà e fortune di intere famiglie delle classi senatoriali ma anche equestri, quindi l’istituzione chiesastica sempre più ricca e possessore di beni , l’inizio delle fortune di proto mercanti, usurai ebrei, associazioni di mestieri, le controverse origini della Massoneria (Maestri Muratori) : eppure a tale dilagante interesse economico che magari possiamo ritrovare una origine ancora più lontana in quel cadere in disuso della pratica del “Potlac” , ovvero il cosidetto sacrificio sacro che consisteva nel distruggere la parte dell’accumulo di merci, derrate e anche denaro, considerata la “parte maledetta” dalle comunità simboliche (che avevano a cuore il simbolo ovvero ciò che ri-mette insieme i veri valori di una comunità) e invece ambitissima e anzi messa a profitto, dalle comunità diaboliche come già società tipo la romana , che facevano dell’accumulo, ovvero la parte maledetta, elemento di divisione e di supremazia: non ancora l’unica e la più importante, ma tuttavia non priva di relativa importanza. In questo dilatatissimo quadro eppure si collocano eventi come il ripristino dell’Impero Romano denominato “Sacro” ad opera di Carlo Magno proprio all’inizio del IX secolo, le celeberrime Lotte per le Investiture tra Impero e Papato, figure come il Barbarossa che resta però sconfitto da una Lega dei Comuni Lombardi che ha molto a che vedere e fare con quella mentalità mercantile e bottegaia che finirà per prevalere , come Federico II lo “Stupor Mundi “ acerrimo nemico del Papato, un’opera letteraria come la Divina Commedia di Dante Alighieri che non accetta compromessi con il mercantilismo ….questi sono tutti fatti , persone, opere, contemplate nei cicli delle Eta’ del mondo come sorta di eccezioni, denominata “età degli eroi” senza attribuzioni di metallo, che ricercavano un ritorno alla tradizione, all’antico , alla spiritualità contro la materialità, come d’altronde avviene lo stesso nel mondo dell’arte grazie allo svilupparsi dello stile Gotico e alla sua applicazione da parte di tutta la cittadinanza alla coralità delle Cattedrali. Sono queste le eccezioni che costituiscono come una variante al dominio di una classe che fonda invece il suo potere sul mercato, sul movimento di merci e soprattutto di danaro come avviene ad esempio con Filippo il Bello e la sua azione contro il Papato ed anche contro l’Ordine dei Templari soppresso e sterminato per motivi strettamente economici. Commercianti, banchieri come i Chigi, i Medici ascendono al dominio di città e Stati, divengono cardinali e papi, esempio lampante di come l’interesse mercantile va prendendo piede su tutto, superando nel nome del denaro e dell’opulenza anche le tradizionali differenze aristocratiche: con la Rivoluzione Industriale la Età dei mercanti ha la sua più vistosa e definitiva affermazione, in quanto riesce a sottrarre alla Religione il suo elemento più informante: la credenza escatologica con relativa paura del castigo divino, e lo fa espropriando l’uomo della sua stessa essenza: l’umanità. Umanità che viene trasferita ad una macchina e come una macchina si può costruire, cambiare , assemblare, distruggere. Con l’avvento della macchina ora anche le idee, la stessa verità non ha più valore assoluto: tutto si fabbrica e tutto si distrugge, soprattutto tutto si vende, tutto deve essere comprato. Rivoluzioni (americana, francese) sommosse, idee politiche, aspirazioni personaggi, non soggiacciono più ad alcuna obiettività, sono tutte farse, messe in scena con copioni prestabiliti, come ad esempio la vicenda di un mediocre militare Napoleone Bonaparte grazie a menzogne e farse, viene elevato al rango di genio militare, o una filosofia banale come l’idealismo hegeliano contrabbandata come summa del pensiero filosofico (tra l’altro Hegel aveva più volte detto che vedendo Napoleone subito dopo la battaglia di Jena lo aveva gratificato dell’epiteto di “spirito della storia” e anche se nella sua concezione lo spirito, come giustamente ha osservato Kojevè, si intesse con la fine o morte della storia, resta l’abbaglio di chi ha creduto in una colossale farsa) .). Mercanti e bottegai hanno dominato anche questi ultimi due secoli sia pure con qualche battuta d'arresto, quale ad esempio la sconfitta di Napoleone e delle esiziali idee della Rivoluzione francese, grazie a persone come De Maistre, Metternich, Radetzsky, in parte Bismark, L'Imperatore Francesco Giuseppe ed ancora piu' recentemente personaggi come John Maynard Keynes, Julius Evola , Rene' Guenon, Ezra Pound, Enrico Mattei, John Fitzgerald Kennedy, Donald Trump, Vladimir Putin, Aleksander Dubgin, Alain De Benoist e pochi altri, hanno rappresentato e rappresentano le istanze congiunte di "guerrieri ed eroi" fornendo una sorta di modello per tutti coloro che non vogliono essere ridotti allo stato di servi , ovvero l'ultima età quella del ferro, cui i soliti mercanti, con il supporto delle più bieche idee contrabbandate da sedicenti filosofi come Popper e messe in pratica dal suo allievo Soros, vorrebbero portare il grosso dell'umanità. Il senso di tutto questo discorso indica pero' che il ritorno ai "guerrieri" posto, da molti degli illustri uomini d'azione e pensatori, come obiettivo di una ripresa della tradizione e di fare barricata contro il consumismo/comunismo dei principi ma anche delle prassi dei cosidetti mercanti ha un che di impreciso e anche di relativo, in quanto quel riferimento all'eta' dell'argento, non e' poi cosi' garante di ottimale ritorno : l' argento si addice ai sonnambuli, lo si e' detto, cioe' a coloro che sono apparentemente svegli, ma sono in realta' ancora addormentati. E qual'e' il sonno tra il dogmatico e il generatore di mostri, che potrebbe abbagliarci tutti e impedirci una linea di "re-azione ". Una delle leggi piu' ricorrenti nella storia dell'umanita' e' quella del paradosso: paradosso e controparadosso hanno spesso avuto una parte di assoluto rilievo nelle vicende che compongono la storia, ebbene non potrebbe essere che questi meccanismi abbiano cominciato ad intessere la vita umana solo a partire da un certo momento ? Un certo momento assolutamente imprecisato sia come inizio, sia come precedente di funzionamento dell'essere umano, che paradossalmente possiamo solo accennare, porre come possibilita' ma anche come impossibilita' della nostra condotta, della nostra volizione, del nostro ragionamento: Torna l'esempio delle infinite possibilita' dell'integrale sui cammini di Feynman e la valutazione per integrare una certa area di esperienza e conoscenza. Quindi questa sorta di sonno non sonno, questo sonnambulismo, comincia con l'argento ed il bronzo che viene dopo ne e' solo una volgarizzazione: Detto in altri termini quindi, e' la coscienza ( il meccanismo neuronale della coscienza derivato dal linguaggio e costruito sulla condensazione di continui significati analogali metaforici, di cui l'ultimo e' quello che riguarda il proprio io) il sonno profondo da cui ci si sveglia solo apparentemente, ma che conserva sempre un intrinseco torpore, il torpore che così qualcuno ha chiamato "eta' dell'oro o degli dei" ma qualcun altro con altrettanta imprecisione e fumosita' ha denominato "inconscio" . Eta' dell'oro e inconscio, da qualunque parte vengano le sue denominazioni, Esiodo o Zoroastro, i Mudra Yuga, Freud o Jung, Lacan o Matte' Blanco, Heidegger o Schrodinger, hanno quei caratteri di inconoscibilita' spazio/temporale che ne fanno il vero e unico grande quesito della ragione umana. Ed e' anche da questa inconoscibilita' da questa assoluta imprecisione che deriva l'istanza di uno dei piu grandi filosofi di ogni tempo Julius Evola che ha parlato di uomo differenziato, uomo differenziato rispetto sopratutto ad una tradizione che non si trova nel mondo reale, per il semplice fatto che non c'e' mai stata alcuna vera tradizione che non abbia fatto riferimento proprio a tutto quell'imprecisato a tutto quell'inconoscibile che da sempre ha caratterizzato la coscienza e quindi anche l'unica forma di conoscenza umana. I guerrieri sbagliavano, i mercanti hanno sbagliato ancora di piu', il Cavalcare la tigre che Evola indicava come compito dell'uomo differenziato nella tradizione significa rifuggire dall'ultimo bieco anfratto in cui la coscienza sta riducendo l'essenza umana (l'eta' dei servi o del ferro, neppure piu' un metallo puro, ma una lega, una commistione) e rifarsi proprio a quel non-essere che in quanto tale non ha rappresentazione se non in meccanismi alternativi alla coscienza, sempre reperibili in assenza di coscienza : sogni, lapsus, atti mancati, fantasie, immaginari, tutto l'armamentario disvelato da Freud ma gia' perseguito da molti : sciamani, auguri, sibille, artisti, financo malati mentali, al quale ci si puo' accostare solo perseguendo il registro dell'immaginario che porta al Simbolico
sabato 31 dicembre 2022
RIFLESSIONI AGGIUNTE SU TERRA/MARE
Riporto qui un articolo del blog principale effettuando qualche variazione e qualche aggiunta sul tema Terra/mare affrontato da Carl Schmitt nel suo saggio /racconto del 1942. In termini di pura dialettica, una dialettica non pero’ della spocchia arroganza sistemica di quella di un Hegel o di un Marx, ho sempre considerato il saggio di Schmitt uno studio estremamente stimolante e rispondente alla vicenda storica, arbitrariamente tenuto sotto un certo silenzio dalla dominante mentalita’ bottegaia proprio in quanto spaventata dalle implicazioni di rispondenza storica contenute da una matrice non allineata al suo carro, ed ecco anche perche’ mi ha altresi' intrigato la rilettura che ne fanno altri due studiosi non allineati Alain De Benoist e Julien Freund, che approfittano della distinzione geo-socio-politica di Schmitt per denunciare la forte messa alle corde dell'elemento terra, quale perseguito dalla post modernizzazione attuale di stampo americano erede a tutto tondo di quello spirito bottegaio , ovvero commercio, mercato, denaro, dell'Inghilterra, giustappunto rappresentante dell'elemento mare . Oggi che siamo pervenuti all'ultimo capitolo di questa offensiva marina contro la terra (lo abbiamo visto con questi recenti mesi di pseudo pandemia , ovvero un qualcosa di totalmente inventato con il supporto dei Media praticamente da sempre al servizio della bottega e del suo mezzo di scambio, il denaro) , bisogna noi gente della tradizione, noi gente di terra che ancora non hanno perso il bene della ragione e non si sono fatti irretire dal mostro piu' terrificante esorcizzato dagli abissi dell'ignoranza-la Paura, dobbiamo re-agire, recuperare il RE-AZIONARIO, il che comporta di riuscire a comprendere la natura di un «processo di imposizione», ripetiamolo, capitalistico e della «messa a regime della ragione» che vuole obbligatoriamente «sopprime i limiti che permettono le distinzioni». Il dominio del denaro, dell’omogeneizzazione, dell’intercambiabilità generalizzata degli uomini e delle cose, caldeggiato dalle potenze del mare che Carl Schmitt, individuò minuziosamente. Carl Schmitt inizia il suo saggio ricordando le fondamenta esistenziali dell'uomo: esso è un essere di terra che calca il suolo, che dal terreno ricava la sua visione, il suo punto di vista. L'uomo, dunque, nomina Terra l'astro sul quale vive, per quanto la superficie del pianeta sia perlopiù coperto d'acqua. Dei tradizionali quattro elementi (acqua, terra, fuoco, aria), è la terra l'elemento destinato a determinare l'esistenza dell'uomo. Tuttavia, nelle più profonde memorie, l'uomo riconosce nel mare la causa prima di ogni vita. Basti pensare a Afrodite dea della bellezza, nata dalle onde del mare; oppure al filosofo Talete , che identifica il principio di tutte le cose ) l'archè)nell'acqua. . Va notato pero' che l'uomo non si esaurisce nel proprio ambiente: esso, a differenza dell'animale e della pianta (la cui esistenza è determinata dall'ambiente), può salvarsi e elevarsi a una nuova vita; può, addirittura, scegliere l'elemento al quale dedicare la nuova forma complessiva della sua esistenza storica, nel quale si organizza (può, ad esempio, passare da un'esistenza terranea a una marittima). "La storia del mondo è storia di lotta di potenze marinare contro potenze di terra e di potenze di terra contro potenze marinare". Dai tempi più remoti questa opposizione elementare è osservabile e, ancora nel XIX si usava caratterizzare le tensioni dell'epoca tra Russia e Inghilterra come lo scontro tra un orso e una balena. ICabalisti medioevali parlavano della storia del mondo come di una lotta tra Leviatano e Behemoth, dove questi ostruisce le vie di respirazione: ed è questa la rappresentazione del Blocco Navale con cui una potenza marinara taglia i rifornimenti al paese avversario per affamarlo.La storia umana è lotta tra terra e mare. A partire dagli antichi greci, passando per Roma , civiltà di terra in lotta con la potenza marinara di Cartagine, fino a pervenire a Venezia, che per cinquecento anni dominò il mare. Tuttavia, con il dispiegarsi del Nuovo Mondo, ci si rende conto della limitatezza di un potere che, come quello di Venezia, si estende soltanto sul Mediterranei . Il filosofo tedesco Ernst Kapp ha stabilito la sequenza degli imperi dal punto di vista dell'acqua. Egli distingue tre stadi di sviluppo cronologico: Potamia, età talattica, cultura oceanica.
·
Potamia: cultura fluviale d'oriente (Tigri e Eufrate, Nilo -
assiri, babilonesi, egiziani);
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Età talattica: cultura dei mari interni e del bacino del
Mediterraneo (antichità greca e medioevo mediterraneo);
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Cultura oceanica: scoperta dell'america e circumnavigazione del
globo terracqueo.
Venezia, anche dopo la scoperta del nuovo mondo, è rimasta arroccata sullo stadio talattico. La pratica festiva dello "Sposalizio col mare" dimostra come questa repubblica marinara non si sentisse identica all'elemento acqua ma, anzi, dovesse rabbonire un elemento a lei estraneo. La tecnica navale della repubblica di Venezia rimase inalterata fino al suo declino (1797): conobbe solo la navigazione a remi, mentre la navigazione a vela permetteva di solcare gli Oceani Nella battaglia navale di stile antico, le navi cozzano l'una contro l'altra e si cerca di andare all'arrembaggio : si tratta, dunque, di una battaglia terrestre sull'elemento acqua, una battaglia corpo corpo (fu cosi' con l'invenzione dei rostri che Roma riusci' a vincere anche sull'elemento mare i Cartaginesi, trasformando la guerra navale in guerra terrestre). La lotta marina vera e propria si avrà con l'introduzione dell'artiglieria, ovvero i cannoni sulle navi. Nel suo suggestivo e esaltante saggio/racconto, (non dimentichiamo che che lo stile era quello didascalico rivolto alla figlia) Schmitt esamina anche i protagonisti dell'una e dell'altra fazione, ed ecco infatti apparire la balena (Leviatano), e i suoi cacciatori, che ingaggiano una lotta mortale, all'ultimo sangue Il più grande e più potente animale d'acqua del mondo, è un mammifero e respira con i polmoni; tuttavia, per l'elemento in cui vive, la balena deve essere considerata un pesce E i suoi cacciatori non erano semplici pescatori ma proprio cacciatori in grande stile; perlomeno al principio. Con lo sviluppo delle navi a motore, dei cannoni con arpioni, la battaglia si fece impari, la pesca pelagica divenne uno sterminio fatto di granate, macchine elettriche, cannoni. Prima di cio' la lotta tra balena e balenieri era una lotta mortalmente pericolosa tra due esseri viventi che, senza essere propriamente pesci, si muovevano nell'elemento mare. Ogni strumento di cui si serviva l'uomo era mosso dalla semplice forza muscolare: i remi, òa scialuppa, la fiocina, la vela. L'uomo cercava di sconfiggere la balena, che poteva distruggerne l'imbarcazione in un istante, con l'astuzia. Senza il pesce-balena i pescatori sarebbero rimasti lungo le coste; grazie alla balena vennero scoperte le correnti e il passaggio a nord. La balena e il cacciatore di balena hanno disvelato il globo terrestre, indipendentemente da Colombo e gli altri grandi viaggiatori e dagli altri cercatori d'oro.Terra e mare di Carl Schmitt rappresenta uno dei più rilevanti tentativi contemporanei di trovare una chiave di lettura alternativa per la storia del mondo. In questo caso, la dialettica tra terra e mare, interna alla strutturazione geopolitica del globo terrestre e simboleggiata dalla lotta tra le figure antagoniste del Behemot (allegoria della Terra) e del Leviatano (allegoria del Mare), due mitici mostri presenti nell’Antico Testamento, che qui individuano la differenza reale e concreta di civiltà statali radicate nella terra o tese alla conquista del mare. Schmitt delinea una concezione dualistica per spiegare l’assetto politico mondiale, strutturata in base ad una bipartizione tra civiltà di terra, o continentali, protese verso l’interno e quasi del tutto prive di tradizioni marinare, come per es. il Sacro Romano Impero Germanico, e civiltà di mare, che hanno visto nel mare più una risorsa e una possibilità di sviluppo che un rischio, come l’antica Atene o l’Inghilterra elisabettiana.
La tensione dinamica tra Terra e Mare è comunque soltanto il punto d’avvio di una riflessione che si definisce e si precisa sul ruolo della conquista del mare sulla storia universale, mediante lo sviluppo dell’arte nautica e la scoperta di nuovi mari e nuove terre, scoperta che ha avuto sempre notevoli ripercussioni sulla struttura morfologica del Nomos della Terra, ovvero il tipo di assetto giuridico e politico generale dell’intero pianeta. Terra e mare rivela la tentazione schmittiana di concepire la geopolitica al di fuori della tradizionale dialettica tra gli Stati, contemplata nella sua teoria dei Grandi Spazi, che vanno intesi come raggruppamenti territoriali più vasti delle singole entità statuali. Infatti, per Schmitt lo schema dello stato-nazione è insufficiente a spiegare fenomeni che solo nella loro correlazione con la storia del conflitto tra civiltà acquistano un significato pieno e profondo. .
domenica 11 dicembre 2022
LA TRADIZIONE NON "EX-SISTE", MA "IN-SISTE"
Il mio essere conservatore, ieri come oggi, conservatore anzi ricercatore di una tradizione che non si ravvede, ha quindi la filosofia di fondo di dire un secco "NO" al denaro, al liberalismo, al modernismo, e questo tanto piu' ai giorni d'oggi in cui non v'e' nella realta' alcuna tradizione su cui far leva - un po' a somiglianza dell'uomo "differenziato" di Evola nel suo saggio "Cavalcare la tigre" . Decisamente mi sento di riprendere in toto quella qualifica di uomo differenziato nel senso di riferimento ad una tradizione che non ex-siste, ma in-siste e si esprime nella piu' totale adesione al principio della assoluta negativita' del mondo moderno e della sua espressione piu' rivoltante : un mondo rappresentato dall'interesse individuale e dallo scambio di unico valore : il denaro martedì 1 novembre 2022
FLUSSIONE 64-65 (i)
Napoli natale 1964 partecipe di tutte le tradizioni del natale napoletano, il capitone, i presepi di San Gregorio Armeno, le zeppole, ma anche ovviamente la pizza Margherita da Brandi, quella fritta delle “Figliole” a Forcella, quindi la colossale Tombuliata colla zia Adele che neppure li nominava i numeri, ma solo il loro significato smorfiato “Ecchilla eh, ecchilla….” Ma che numero e’? e che c’entra la signora Pollio?” chiedeva alla cugina “ non ti preoccupare tu metti il fagiolo sul 78!” e poi alla vista del fidanzato della figlia piu’ grande “ segna il 71” gli ordinava la cugina. Un paio di giorni piu’ tardi Rita la sorella più piccola della nonna Lucia nella tarda mattinata del 27 era tornata a casa tutta eccitata “non hai idea chi ho incontrato da Mario/ Daniele a comperare la mozzarella ? “ aveva detto rivolta alla sorella “il signor Bertoldi, te lo ricordi?” “ma certo l’amico di Mario, avevano fatto la guerra insieme negli alpini e si erano trovati qui a napoli al raduno che si teneva a napoli nel 1929, c’ero anche io e si andò tutti a mangiare la pizza, poi venne spesso a trovarci a Licola all’Opera Combattenti , so che lui si era trasferito subito dopo il ’18 qui a Napoli dove aveva aperto uno studio di avvocato “ “e ce l’ha ancora anche se mi ha detto che sono anni che è andato in pensione “”scusate, scusate” era intervenuto lui, ma state parlando di quel Bertoldi che era anche lui ufficiale al battaglione Monte Suello e che nonno Mario salvò dalla cattura nemica sollevandolo di peso da una roccia cui era rimasto abbarbicato mentre gli austriaci passavano di sotto???? “ “ Si proprio lui “fece Rita” e mi ha detto che lo hanno fatto Colonnello della Riserva e Presidente dell’Associazione alpini di Napoli, anzi” aggiunse rivolgendosi alla sorella”quando ha sentito che tu e Lucio siete qui a Napoli , mi ha dato il suo telefono e mi ha detto di farci sentire e magari andare a trovarlo, che anche sua moglie e sua figlia avrebbero piacere di rivedervi. Detto fatto Lucia, sotto sua insistente pressione si era attaccata al telefono e per le cinque di quel 27 dicembre 1964 eccoli tutti e quattro Lucia, Lucio, Rita e lui appropinquarsi verso la non distante casa di Bertoldi. Pomeriggio davvero epico nella accezione personal/soggettiva del nostro amico che con il cappellaccio a falde larghissime che il vecchio alpino commilitone del nonno gli aveva calcato sulla testa trangugiava, accaldato e sudato, i continui bicchieroni di vino intercalati da “bevi bocia, bevi” cui anche quello fin troppo volentieri indugiava, eludendo così i divieti della moglie. Era stato rispolverato l’episodio del salvataggio sul costolone “capirai” aveva fatto Bertoldi, “tuo nonno era di una forza straordinaria, ricordo che per tenersi in forma faceva l’estensore con 5 molle, e mai meno di 50 flessioni sulle braccia, mi aveva afferrato qui per il polso e mi aveva sollevato come un fuscello “, quindi la figura dell'eroico comandante del battaglione il Capitano Corrado Venini, caduto sulla Borcola nei primi giorni della Straf-Expedition, e che il nonno aveva vegliato ricevendone una incarnazione dellal canzone Il Testamento del Capitano . Ai racconti del Pasubio, del Grappa faceva risconto la radio accesa che trasmetteva in diretta i risultati delle elezioni per la Presidenza della Repubblica “Fanfani, Moro, Leone, Fanfani, Saragat, Saragat, Merzagora, Saragat, Saragat, Saragat “ Bisogna dire che anche se non si interessava più di politica , ne’ Italiana, né estera , però ecco il Presidente uscente che aveva sostituito Segni: Cesare Merzagora gli piaceva non poco mentre quel “saràcaz” come l’aveva definito Bertoldi non prometteva nulla di male, ma neppure nulla di buono. Pomeriggio che era scivolato alla grande in serata, epico come detta, senza dubbio esaltante per lui, ma anche per gli altri parenti, stante la serie di episodi invero esilaranti: tutto quel sudare sotto il cappellacio d’alpino, rosso come il vino che era costretto a trangugiare e anche rosso come i segni di rossetto sulla penna bianca che indicavano i baci delle ragazze, la radio sottofondo coi nomi dei politici, mentre si ricordava il Grappa, la morte del Capitano Corrado Venini, la terribile Borcola e la severità del generale Andrea Graziani comandante della 44^ divisione a difesa degli altopiani. Napulè , fortuna mia” dice una vecchia canzone e tale appariva napoli in quel fine anno, ma ecco che ci si appropinquava la fine dell’anno che si sa a napoli ha una valenza davvero particolare, si certo, per via dei celeberrimi “botti”,ma anche per la altrettanto famosa festa di capodanno, da dove i botti si sarebbero sentiti e osservati. C’erano tre cugine tutte preoccupate che lui dovesse passare a casa o in una festa organizzata da loro troppo più grandicelle e con fidanzati ancora più vecchi, giustappunto l’ultimo dell’anno. Così era spuntata fuori una amica della cugina Annamaria (quella della spiegazione dei numeri a tombola che era anche la piu’ giovane cioe’ del ‘45) che aveva una sua amica coetanea Cristina, molto spigliata e caruccia che si era da poco lasciata con il fidanzato. Annamaria ci aveva parlato tre giorni prima e all’improvviso si ricordo’ che le aveva detto che si, si era lasciata con il fidanzato, ma alla festa di capodanno ci sarebbe andata lo stesso, incurante del fatto che ci sarebbe stato anche lui “l’ideale” le aveva esternato “ sarebbe portarsi qualcuno di ganzo, un bel ragazzo, per far rodere l’ex fidanzato dall’invidia” “ Un lampo ed eccola Annamaria in quel qui e ora del 31 dicembre, precipitarsi al telefono “Ho quel che fa per te “ “ mio cugino di Roma, d’accordo e’ un po' piccolo ha 17 anni “ le aveva detto, tirando appena sei mesi sulla vera eta’., “ma guarda che è un ficaccione di niente: alto oltre 1,80, fisico d’eccezione ed è intelligentissimo, un pozzo di scienza e di cultura” Eccolo così proiettato con appena un po’ di negativo (i famosi sei mesi che la cugina gli aveva affibiato) all’incontro con la ragazzetta, quindi in un registro di immaginario sullo scenario di piazza Plebiscito con le ombre della sera che si allungavano a lambire l’invaso della gran piazza e i botti che gia’ cominciavano a squarciare l’atmosfera. Diciamo subito che l’immaginario aveva dei numeri piu’ che accettabili in merito alla ragazza: di media altezza, i capelli lunghi, un personale notevole, per carita’ niente di appariscente o tantomeno di strafiga, ma insomma…. Altrettanto l’impressione di lui su di lei, e dato che in effetti poteva benissimo passare se non proprio per un ventenne, per un diciannove anni certamente si, si era rivelato piu’ che idoneo al ruolo di rosicamento che doveva suscitare nell’ex fidanzato. Tra l’altro in effetti nel corso della festa aveva avuto modo di fare sfoggio della sua cultura , specie quando quell’ex fidanzato di lei aveva provato a metterlo in difficolta’ sul tema di alcune nozioni psicoanalitiche, ecco allora si che era stato, non per lui, ma per lei l’apoteosi. Mezzanotte : spumante e i famosi botti, uno di questi, una bomba a carta messa sul davanzale della finestra era esploso prima: tre persone erano state investite in pieno dall’esplosione ed erano state portate all’ospedale, lui che era dietro ma piu’ alto era stato investito nella parte alta del volto con bruciacchiatura del suo bel ciuffo.All'ospedale no , ma di corsa a casa di lei in Via Foria per una medicazione di emergenza e questo nella notte di capodanno fra botti e varie suppellettili buttate dalle finestre . A casa di lei non c'erano i genitori, che erano andati in una casetta che avevano a Licola, e c'era solo la nonna inferma. "SSSttt fai piano" gli aveva fatto appena entrati in casa "mia nonna ha il sonno duro, ma meglio fare piano" aveva quindi preso a medicargli l'abrasione sulla fronte e a ridacchiare per il ciuffo bruciacchiato, ma era chiaro che doveva andare a finire alla trubola...li' sul pavimento in un trasporto reciproco di infuocata e ripetuta sessualita' per quelle prime ore del nuovo anno 1965. Las ratifica e' il ritorno tutti e due mano manuzza a Piazza Plebiscito per prendere il caffe' al Gambrinus : "I' che cazzo e' cafe'!" fa lui al primo sorso in faccia al cameriere e poi fa per accendere la sua pipa che da qualche tempo ha preso a fumare "Lascia perdere..." gli fa lei tirando fuori il pacchetto bianco e rosso delle Marlboro morbide prese di contrabbando con la linguetta inferiore azzurra, segno distintivo dell'originale americano " ...e prova una di queste!"
sabato 29 ottobre 2022
ACQUA D'ORO (4)
Quasi ogni settimana era nella casa di Evola, ove le discussioni erano sempre più esaltanti . Oltre alla diversita’ di concezione del sesso , lui andava maturando una concezione diciamo così a stampelle, in merito agli Usa : anche lui ne diceva tutto il male come vera erede del bottegaismo inglese, ma la scesa in campo come avversario di Johnson, del senatore Barry Goldwater gli riaccendeva le speranze di tornare a coniugare un futuro anteriore, in una versione piu’ marcata di quella di kennedy: Goldwater difatti pur nella sua sfacciata veste di esaltazione di una visione americana era quello che dismetteva i toni di anticomunismo becero e demonizzante tipici del Partito Repubblicano per proporre una visione colta, addirittura filosofica di una destra qualificata, che in effetti aveva tutti i crismi per colpire uno come lui che aveva trovato quello straordinario contrappunto nel grande filosofo Evola, il quale aveva finito per sposare anche lui quel principio di modernità nella tradizione che poteva, anzi doveva, applicarsi anche all’Europa . Alla base del programma di azione di Goldwater c’era un suo libro del 1960 che aveva avuto uno straordinario successo “The coscience of a Conservative” che era una vera e propria piattaforma programmatica nonché una sorta di manifesto culturale per quella prassi da coniugare al futuro anteriore . Per leggerne il testo, lui si era messo a studiare l’inglese e si era documentato con il cosidetto “fusionismo” del filosofo Frank Meyer che proprio in quei giorni aveva pubblicato un libello “what is Conservatism?” che andava alla ricerca di un pattern capace di unire le diverse anime della destra americana, con in più la isolata Partecipazione di un quasi sedicenne, sia pure in continuo confronto con la filosofia quasi proibita di Evola. Per la verità a lui il termine conservatorismo piaceva poco, a lui infiammava quello di re-azionario, ovvero colui che non vuole conservare, ma vuole estrarre il meglio dal passato, da tutto il passato : una sorta di anelito verso l’età dell’oro dai testi di Esiodo, ma anche di ulteriore formulazione, non religiosa alla De Maistre, ma con tratti nietzschiani ovviamente di super uomo. A scuola neppure studiava piu’ tanto era avanti un po’ in tutte le materie : nella psicoanalisi si era focalizzato sulla pulsione di morte, così come in fisica quantistica si concentrava sull’equazione d’onda e il suo collasso; da prendere in esame poi la sua sempre piu’ alta considerazione in cui era tenuto dalla Direzione del MSI e del gruppo paralle,lo dell Giovane Italia : veniva inoltre spesso inviati a dibattiti del FUAN – Caravella ove disquisiva in terminimolto raffinati e profondi sulla Destra e non perdeva occasione per ridicolizzare improvvisati avversari della Sinistra. Proprio dalla sede del MSI in Via Quattro Fontane dove era spesso convocato sul finire di marzo conosce Antonella una ragazza di Terni di 17 anni, un anno e mezzo piu’ di lui, che lavora nella segreteria del Partito: e’ una segretaria del Partito e ha una viva simpatia per lui, tanta simpatia che gli forza un po’ la briglia per farsi baciare e poi pomiciare , al cinema specie nelle ore del primo pomeriggio al vicino cinema Quattro Fontane o anche al vecchio Odeon in Piazza Esedra dove e’ piu’ facile nascondersi nelle ultime fila dietro le colonne. Quivi lei oltre a farsi toccare le cosce nello spazio tra calza e
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L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO
Trovo sul serio che tra simbolismo dell'inconscio e simmetria della fisica quantistica ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...
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COME AVEVO PREMESSO, TRASFERISCO SUL BLOG QUESTA LUCIDISSIMA ANALISI DI MARCELLO VENEZIANI SULLA DELETERIA INFLUENZA DI CERTI GIORNALI , L...
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Cominciano gli esami e io mi ritrovo per via delle mie recenti conoscenze psicoanalitiche in grande vantaggio mostrando un vero e proprio t...
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E se tutte le illazioni di complotti, le dicerie su piani nascosti di determinate leve del potere, e anche le fantasie piu' estreme f...

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