lunedì 30 giugno 2025

DA KUHN ad HAMER : PARADIGMA AL FUTURO ANTERIORE

 

Oggi fine giugno del 2025  che il buio della ragione sembra dissolto e c'è alla guida della America uno dei piu' grandi uomini che mai sia apparso sulla terra, con il correlato di altri grandissimi in Russia, in Ungheria, in Bielorussia, in Slovacchia e da noi in Italia una donna che ancora non si e' pero' totalmente svincolata dai legacci del bottegaismo, ma con delle persone emergenti, paradossalmente un ex generale e un ex comunista, c'è la seria possibilita' di addivenire quanto prima ad una nuova eta' dell'oro. Uno dei segnali piu' rassicuranti in tal senso sarebbe senz'altro,  come vado dicendo insistentemente,  l'abbandono e l'intero tracollo della UE,  ma anche accennando alla figura , alla storia e sopratutto  alle teorie di Rick
Geerd Hamer  contenute nelle sue 5 Leggi Biologiche, io penso Kuhnianamente che un altro segnale imprescindibile della reazione della tradizione e della ragione sara' la piena adesione dei governi, di un mondo duginiamente Multipolare, a tale teoria e pratica.  Mi rifaccio al precedente articolo su questo stesso Blog,  dove appoggiavo l’espressione di
“preservativo usato”  utilizzata a proposito della scusa della shoa, dell’olocausto, per giustificare la qualunque cosa che  dal 1945 in poi abbiano fatto gli ebrei;  un “vietato parlar di….”piu’ che “bene o male” vietato dubitare, approfondire, ma sempre tenersi nell’indignazione per quanto avvenuto e l’assoluto riserbo sulle cause o possibili interpretazioni che contraddicano la versione ufficiale fattane dai vincitori del conflitto. Ora  pero'che Israele ha compiuto una serie di malefatte che hanno indignato l’opinione pubblica mondiale un tantino di quel “preservativo usato”  si e’ rivelato davvero troppo usato, direi addirittura abusato, quindi si puo’  tentare una narrazione un po’ meno faziosa, anche a proposito della
posizione di Hamer su non tanto la questione ebraica della Shoah, quanto su una modalita’ specifica di comportamento delle elites ebraiche, in particolare dello Stato di Isreaele  persino su questioni che riguardano la medicina e il ribaltamento di tutta una sua posizione che risale a Pasteur, e a quella sorta di protocollo denominato  Flexner dal nome di un sottoposto di
Rockfeller che sancì da parte di tutte le organizzazioni mediche americane e poi dell’intero pianeta l’abiura di tutti i tipi di medicina naturale a favore di una profilassi di  derivazione chimica e quindi del massiccio impiego del petrolio di cui non a caso Rockfeller deteneva il monopolio. Eppure proprio lo stato di Israele  gia’ dalle prime formulazioni della teoria di Hamer, ovvero negli anni ottanta del XX secolo , da una parte avversò e  mise sotto assoluto riserbo le sue scoperte, dall’altro le applico’ su personaggi di rilievo del proprio lignaggio pero’, tenendole assolutamente  nascoste  alla gente comune e in particolar modo ai non ebrei. Hamer stesso ha denunciato questo stato di cose e difatti immediatamente gli sono state rivolte le classiche accuse di antisemitismo da “preservativo usato” -  sentiamo cosa diceva nei primi anni del nuovo millennio : “ Gli ebrei vanno dal loro rabbino, il quale conosce perfettamente la Nuova Medicina Germanica e può dire "Tu hai avuto un conflitto, di questo tipo, vogliamo parlarne?" Per esempio se il paziente ebreo ha avuto un conflitto a causa del denaro, il rabbino telefona immediatamente al direttore della banca, che
probabilmente è un suo amico o un conoscente, e gli dice: "Il paziente si è ammalato a causa di questo problema con la banca", e il direttore risponde "Oh, scusa, allora
può venire qui da me di persona, lo aiuto immediatamente". Il conflitto è istantaneamente risolto, e in poco tempo il paziente è come nuovo. Questo è solo un esempio di come i rabbini aiutano i loro pazienti ebrei, è il loro modo di fare terapia.»  Rieccoci all’eterno tema del distinguo che a mio parere potrebbe valere, con nuovi termini e argomenti, proprio sulla intera questione della Shoah  e di una sua condanna verso il potere nazionalsocialista che non fece il necessario distinguo tra elite’ e popolazione ebraica, assemblando, le due categorie , la prima con indubbie responsabilità’ sociali nei riguardi della germania e del mondo intero, la seconda vittima proprio come il resto del mondo che pero’ pago’ ingiustamente e paradossalmente di crimini che non solo non aveva mai compiuto, ma di cui essa stessa aveva pagato il fio : Ecco per me il grande errore di Hitler e della classe dirigente nazista: non aver saputo operare un distinguo e essersela presa (magari forse non nei termini fortemente gonfiati della versione dei vincitori ) contro quella parte degli ebrei che non c’entrava nulla e aver lasciato totalmente impunita la parte dominante, per intenderci i vari Rotschild, Rockfeller , Morgan, Welser, Fugger, etc. Ben venga la feroce denuncia di Hamer, che nella prospettiva di un nuovo mondo multipolare diretto da persone come Trum, Putin, Orban, Fico, Luckacensko e si spera da  noi in Italia una ravveduta Meloni e i due  rispettivi ex  (Generale e comunista) citati   precedentemente Vannacci e Rizzo e culturalmente guidato da pensatori come Dugin , De Benoist, dovra’ avere una rilevanza fondamentale e costitutiva di una nuova modalita’ di intendere la salute e la medicina, una puntuale
applicazione del paradigma della struttura cosidette “rivoluzioni scientifiche” di Thomas Kuhn. Ecco ancora cosa dice Hamer : “
Prendi la folle battaglia dei sionisti del Talmud con la loro mania religiosa di voler uccidere tutti i non-ebrei del mondo. A Francoforte una tale corte di rabbini sotto la presidenza della giudice Oehm-Neidlein ha soppresso per 7 anni i risultati della Nuova Medicina in modo sistematico, e intanto tutti gli ebrei (ricchi e potenti) del mondo hanno potuto sopravvivere al 98% con la mia "Nuova Medicina Germanica". Le corti rabbiniche appoggiano il più grande atto criminale della storia umana.(...) Siate coscienti della serietà e dignità che richiede la morte crudele dei vostri cari che sono stati torturati a morte. Le corti rabbiniche non hanno mai avuto pietà, agiscono in un pazzo modo talmudico dal quale [il Talmud] deriva secondo loro l’autorizzazione a poter e dover uccidere tutti gli uomini che non sono di religione ebraica (...) I giudici sono pagati con i vostri soldi, e proclamano le loro sentenze criminali da 22 anni nel vostro nome. Hanno premeditatamente sottoposto alla pena di morte 10 milioni di non-ebrei, e prima di farlo hanno rubato da ciascuno di loro mezzo milione per la chemioterapia “ Nel nuovo paradigma  non piu' globalista, non piu' bottegaio, ne' ebreo, ne' gentile, dove anche quell'epiteto di Germanica alla Nuova
Medicina  formulata da Hamer non avra' piu' senso, in quanto un mondo davvero pluralista nelle diverse espressioni piu' che nazionali, etniche, di tradizione, di civilta' che non ambiscono ad alcuna superiorita' (il mondo Multipolare concepito dal filosofo Aleksander Dugin ) la nuova concezione di assoluta identita' tra psiche e corpo e tutti i relativi riferimenti ai vari organi del corpo secondo la ripartizione nei quattro  foglietti embrionali  dell'endoderma, del mesoderma arcaico e recente e nell'ectoderma,  postulata  appunto da Hamer dovra' essere l'unica accezione nei termini della salute e della malattia e di ogni possibile nosologia e terapia 

 

venerdì 27 giugno 2025

DAL PRESERVATIVO IMPERFETTO AL PRESERVATIVO USATO

 

Preservativo Usato, e’ una espressione da qualcuno usata recentemente a proposito del  fritto e rifritto della Shoah, che quando la discussione verte sugli ebrei viene  inevitabilmente messa sul piatto della bilancia, ma il nostro Donald Trump nel suo riproporre con cadenza quasi quotidiana il “Veni, Vidi, Vici “ che Plutarco attribui’ a Cesare , ha sovvertito anche questo luogo comune , bombardando sì l’Iran ma cazziando ferocemente Israele, quindi mostrando di non lasciarsi
condizionare neppure dai luoghi comuni piu’ inossidabili. Ma per la stampa e opinione 
sinistrorse, ma anche liberaliste alla Soros, alla Kamala Harris, alla Draghi, alla Macron , Trump non era sionista, Trump non era il guerrafondaio, Trump non era quello che se ne infischia di tutti i diritti, specie il diritto internazionale ? La gente si riempie la bocca contro questo nuovo Cesare, che magari io paragono piu’ ad un Scipione l’Africano, per via di quella opposizione e continua battaglia fino a quella decisiva di Zama  contro il nemico per antonomasia di un ordine piu’ che costituito da costituirsi  che per la Roma di allora era  la “Cartago delenda” est di Catone e per
oggi a mio parere e’ la Unione Europea . A  proposito degli accusatori nostrani sul tema del diritto internazionale, tutto il PD al completo, sedicenti giornalisti di parte e opinionisti da burletta, bisognerebbe che tutti tornassero ai tempi in cui PD al Governo  con D’Alema e Mattarella alla Difesa  nel 1998 bombardarono per 78 giorni consecutivi Belgrado e tutta la Jugoslavia. Il bello poi e’ che gli
Usa , la NATO or non ricordo quali altri soggetti avessero richiesto solo di utilizzare le basi sull’Adriatico per bombardare la Jugoslavia, macche’ i due solerti piddini Capo del Governo e Ministro , insistettero per partecipare di persona con le nostre armi alla impresa, un po’ come fece Mussolini ai tempi dell’invasione russa nel 1941 , che i tedeschi non volevano truppe italiane (ci credo dopo averne saggiato le capacita’ in Francia, in Grecia, in Africa Settentrionale, in Etiopia)  e solo sotto grande insistenza consentirono l’invio di un Corpo d’Armata (CSIR)  e solo un anno dopo della consistenza di un’Armata (ARMIR). Sappiamo tutti come ando’ a finire a Mussolini e anche come ando’ a finire a D’Alema e a Mattarella(il primo praticamente i secondi piu’ moralmente) ma oggi invece Trump col suo Veni vidi vici ha dato scacco matto a tutti e anche al diritto Internazionale che semmai d’ora in poi dovra’ tenere conto di un  comportamento così efficace, originale senza ossequiare nessuno e tanto meno nel non usare nei riguardi di Israele quel comportamento alla “preservativo usato” dell’antisemitismo che da ottant’anni a questa parte ha contraddistinto il nostro modo d’essere “vietato parlar male di “ o forse piu’ un “vietato parlare bene di…”  Ecco forse questa del preservativo usato e’ l’immagine piu’ compiuta e veritiera per chi appena si tocca Israele e gli ebrei tira fuori la questione della Schoah, dei sei milioni di morti, delle camere a gas e dei nazisti perfidi cattivi. Tempo di andare avanti e scoprire magari ben altri “cattivi” ben altri “volenterosi carnefici” e non soltanto di Hitler . La recente farsa pandemica, il tentativo per fortuna finito male, grazie proprio ai Trump, ai Putin, agli Orban, ai Musk, ai Kennedy e si anche alla nostra Meloni, di segregarci in casa con lasciapassare non solo a luogo e a tempo, ma addirittura ad ora, come la camera di un albergo per prostitute,  le tracotanti minacce di politici e militari “li staneremo casa per casa” (si alludeva a chi non si era vaccinato) e li costringeremo a fare quello che vogliamo noi” la museruola in faccia come cani rabbiosi o le antiche immagini di schiavi negri, l’invito alla delazione pubblicizzato attraverso i media e anche raccolto da personaggi dello spettacolo e dell’intrattenimento, il ricatto della perdita del lavoro, le ridicole  gratifiche per chi si vaccinava  (un panino e una birra e forse anche qualcosa che faceva rima col primo )   

 

martedì 3 giugno 2025

UN GATTO NELL'UNIVERSO

 

Entriamo in scena con un gatto, o meglio "il gatto" , Il gatto più famoso con diretta provenienza dalla fisica quantistica? Il gatto di Schrödinger, che ha infiammato con il suo paradosso "vivo o morto" le intelligenze piu' raffinate del pianeta, un paradosso che comincia a prendere corpo nel contesto di un altro paradosso quello di Einstein-Podolsky-Rosen (EPR), pubblicato nel 1935, che criticava una caratteristica fondamentale dei sistemi quantistici secondo l'interpretazione di Copenaghen (sviluppata da Bohr e Heisenberg) con una nuova concezione/ formula che doveva anch'essa diventare oltremodo notissima come "entanglement quantistico". Secondo la teoria ortodossa, due sistemi fisici interagenti devono essere trattati come un sistema unico, descritto da un unico stato quantico: uno stato "entangled", ovverosia "intrecciato". Schrödinger, che condivideva lo scetticismo verso la teoria ortodossa, fece notare un altro aspetto problematico: il principio di sovrapposizione, uno dei cardini della meccanica quantistica, afferma che se un sistema può trovarsi in due stati distinti, può trovarsi anche in una qualsiasi loro combinazione lineare. Questa sovrapposizione ha come conseguenza osservabile un fenomeno di interferenza (si veda ad esempio l'esperimento della doppia fenditura). Se però si esegue un'osservazione del sistema, questo viene indotto ad assumere uno stato determinato. Secondo Schrödinger, questo postulato e il concetto di entanglement avevano conseguenze potenzialmente

paradossali. In particolare, il fisico austriaco descrisse un esperimento ideale in cui la sovrapposizione di due stati atomici distinti può essere "trasferita" ad un oggetto macroscopico, andando decisamente contro il senso comune. Spesso il risultato dell'esperimento viene presentato nei termini seguenti. Dopo un intervallo uguale al tempo di dimezzamento, l'atomo può essere decaduto o meno con la stessa probabilità, quindi si trova in una sovrapposizione dei due stati. Torniamo quindi a prendere in esame il nostro "gatto di Shorodingder: poiché il decadimento determina la sorte del gatto, questo dovrebbe essere considerato contemporaneamente vivo e morto: almeno fino a quando non si compie un'osservazione, aprendo la scatola.
L'apparente paradosso nasce dal fatto che in meccanica quantistica non è possibile descrivere classicamente gli oggetti, e si ricorre ad una rappresentazione probabilistica; per mostrare il fatto che una particella può collocarsi in diverse posizioni, ad esempio, la si descrive come se essa fosse contemporaneamente in tutte le posizioni che può assumere - ad ogni posizione possibile corrisponde la probabilità che osservando la particella essa si trovi proprio in quella posizione. L'operazione di osservazione, tuttavia, modifica irrimediabilmente il sistema poiché una volta osservata in una posizione la particella assume definitivamente quella posizione (cioè ha probabilità 1 di trovarsi lì) e quindi non si trova più in una "sovrapposizione di stati".

Schrödinger non si associava a questo punto di vista, che contrastava con il determinismo della fisica classica. Pur avendo sviluppato il concetto di funzione d'onda, l'interpretazione che egli stesso ne dava era diversa da quella probabilistica, che poi fu introdotta da Born: Schrödinger condivideva piuttosto l'idea delle "onde di materia" di de Broglie. ovvero l'ipotesi che affermava che ai corpi materiali, e in particolare alle particelle, sono associate le proprietà fisiche tipiche delle onde. Formulata appunto  nel 1924 da Louis de Broglie, trovò presto conferma sperimentale e dette un impulso fondamentale allo sviluppo della equazione d'onda di Schrodinger ed in particolare portando al concetto di dualismo onda-particella,  ipotesi costitutiva della Meccanica Quantistica . 
Ritornando al caso del gatto, occorre tuttavia precisare che la descrizione sopra esposta non è corretta. La stessa conclusione di Schrödinger, che peraltro non usa mai il termine "paradosso", è espressa in termini ben diversi: Schrödinger fa riferimento alla "funzione d'onda dell'intero sistema", non a quella del gatto.
Non è quindi corretto dire che il gatto è in una sovrapposizione di due stati, perché la sovrapposizione riguarda l'intero sistema. La differenza fondamentale è che i due sottosistemi, cioè l'atomo e il gatto presi singolarmente, sono piuttosto descritti da una miscela statistica. L'incertezza sulla sorte del gatto è "classica": esso è vivo o morto con una probabilità del 50%, senza alcuna interferenza tra i due stati diversi.
La perplessità espressa da Schrödinger risiede nel fatto che la meccanica quantistica è apparentemente applicabile anche ad un essere vivente, che può ritrovarsi in uno stato di correlazione quantistica (entanglement) con una particella. È lecito chiedersi, quindi, se anche un oggetto macroscopico debba ubbidire alle leggi della meccanica quantistica, senza che ci sia la possibilità di verificarne gli effetti a livello sperimentale.
Schrödinger descrisse uno diabolico congegno per cui un felino diventerebbe entangled con un singolo atomo. Il sistema sarebbe descritto da una funzione d'onda che rappresenta, al tempo stesso, il gatto vivo con l'atomo eccitato e il gatto morto con l'atomo tornato nello stato fondamentale, dopo che il suo decadimento ha innescato il dispositivo letale. Gli esperti di fisica quantistica obietteranno che il gatto è un sistema complesso e aperto, che non può, neanche all'inizio del crudele esperimento, essere descritto da una funzione d'onda. Il ragionamento, tuttavia, solleva un'importante domanda: Perché, e come, la stranezza del mondo quantistico scompare nei sistemi macroscopici? »L'esperimento del gatto può essere
collegato al cosiddetto problema della misura. L'interpretazione di Copenaghen afferma che, se un sistema quantistico (come l'atomo dell'esperimento) si trova in una sovrapposizione della forma, una sua misura "costringe" il sistema a passare definitivamente in un altro stato. Da quel momento, la sovrapposizione è sparita e si parla di "collasso della funzione d'onda". L'esatta modalità del "collasso" è un problema che l'interpretazione di Copenaghen lascia aperto.
Tuttavia, si può argomentare che la "misura" di un sistema quantistico consiste nell'entanglement tra un apparato sperimentale - per definizione macroscopico - e il sistema quantistico in esame. Nel nostro caso, il gatto gioca il ruolo dell'apparato sperimentale, poiché "registra" lo stato dell'atomo. Allora, la presenza del gatto fa sì che la sovrapposizione in cui si trova l'atomo venga "trasferita" al sistema complessivo (atomo + gatto). L'atomo, dunque, non è più in una sovrapposizione - così come non lo è il gatto.
D'altra parte, rimane un problema da affrontare: non esiste alcun effetto osservabile che dimostri l'entanglement tra atomo e gatto, o la sovrapposizione dei due stati in cui può trovarsi il sistema complessivo. Questo problema permane, naturalmente, anche se il gatto è sostituito da un apparato sperimentale inanimato.
La teoria della decoerenza quantistica, nata per superare simili difficoltà, afferma che le previsioni della meccanica quantistica sono corrette. Il motivo per cui non è possibile osservare effetti quantistici in oggetti macroscopici, è che questi sono inevitabilmente accoppiati in qualche modo con l'ambiente esterno. Il gatto di Schrödinger, ad esempio, non sarà mai realmente isolato dal resto del mondo. Ciò significa che il sistema atomo + gatto diventa, nel giro di un tempo brevissimo, entangled con l'ambiente esterno, così che - a ben guardare - non è più descritto da una sovrapposizione quantistica: in altri termini, perde coerenza. Le verifiche sperimentali di questo fenomeno sono possibili studiando sistemi mesoscopici (a volte soprannominati "gattini di Schrödinger"), cioè con pochi gradi di libertà. Esistono ormai diverse osservazioni sperimentali che dimostrano come un accoppiamento tra un sistema quantistico e un sistema mesoscopico porti alla decoerenza in tempi brevi ma apprezzabili. L'interpretazione di Copenaghen, pur lasciando aperto il problema della misura, è in grado comunque di rispondere alla critica portata dall'esperimento immaginato da Schrödinger. Secondo le idee di Bohr, è sufficiente considerare che il gatto - o in generale l'apparato di misura - esegue una "osservazione" del sistema quantistico, il cui risultato è sempre ben definito. Finché l'atomo non decade, il gatto è senz'altro vivo, e ciò è determinato senza alcun bisogno di un osservatore esterno che apra la scatola.
La difficoltà di una risposta "alla Bohr", tuttavia, è il confine arbitrario che deve essere tracciato tra sistema microscopico, che si comporta secondo le regole della meccanica quantistica, e osservatore macroscopico, che sembra ubbidire alle leggi della fisica classica. 'interpretazione a molti mondi di Everett, Wheeler e DeWitt assume l'esistenza di una "funzione d'onda universale".
l'interpretazione Multi-mondo è quell'ipotesi della meccanica quantistica, che asserisce la realtà oggettiva della funzione d'onda universale e nega il fatto del suo collasso. Molti mondi implicano che tutte le possibili storie alternative e gli scenari per il futuro sono reali e ognuno di essi rappresenta un mondo (o universo) esistente
.
Ecco quindi che il 
gatto di Schrödinger, in questa ipotesi, non è paradossale perché le due possibili alternative sono entrambe realizzate. Non è possibile rendersene conto solo perché, attraverso l'entanglement e il meccanismo di decoerenza, la sovrapposizione riguarda l'intero Universo. Un osservatore, quindi, vede realizzarsi solo una delle due alternative perché fa egli stesso parte di uno dei due possibili "stati" dell'intero Universo.

sabato 31 maggio 2025

IMPERFETTA SIMMETRIA

 

Be' non ci crederete ? nuovo successo! il paziente si risvegliava dopo l'ictus,  piu' pimpante e piu' gagliardo di prima. se possibile le sue capacita' e peculiarita' cognitive risultavano aumentate. anche fisicamente si era rimesso alla grande , negli ultimi tempi difatti si era alquanto appesantito ora, dopo che si era dimesso dal Policlinico  aveva perduto una decina di chili e aveva financo ripreso a fare ginnastica . A questo punto lecito pensare, e alla cosa cominciavo a crederci io stessa, la mia mano era un po' la mano di dio. tutti mi guardavano come una specie di mago all'ospedale e la cosa si era anche diffusa fuori,  in ambiente  terapuetico, ma anche di normale informazione "C'è un dottore, anzi una dottoressa che ha il potere di guarire" diceva piu' di un titolo di giornale, sopratutto rotocalchi tipo Oggi, gente , La Settimana Incom e la Domenica del Corriere. Il nipote era rimasto come congelato dalla malattia del nonno e sembrava come colpito da una sorta di paralisi generale:  non era piu' andato a scuola, niente piu' letture, ne' intuizioni, ne' altro e anche di questo prendevo ad occuparmi - come si era stabilita e sviluppata  questa simbiosi tra nonno e nipote ?  sempre l'intervento a motivo di tale stato congiunto? Con il rimettersi del nonno nel novembre  anche il nipote rifioriva e tornava ad essere quello di prima, anzi meglio,  sia intellettivamente che fisicamente. Molto di aiuto nel periodo buio gli era stato l'amico piu' grandicello  (giugno 1945) Nino e la vecchia Maestra Lilia Marinelli  che lo aveva seguito ai tempi degli esami di ammissione al ginnasio. A proposito di scuola sul finire del primo trimestre nel dicembre 1959 vinceva un nuovo premio culturale  sancito dal Comune di Roma
per gli studenti piu' meritevoli e il comitato dei professori della Scuola Media Bramante  decideva tramite la Preside di presentare proposta al Ministero della Pubblica Istruzione per fargli  sostenere gli esami di licenza media nel prossimo giugno, stante la sua eccezionale cultura e precocita'. Intanto il nonno tornava alle sue occupazioni e passioni pubblicava il libro di revisione di Ferrero su Napoleone, interveniva nel dibattito filosofico con una sua tesi nella quale prospettava una quarta figura nella topica freudiana  ovvero un Super Es e scriveva in quei primi  anni sessanta  (60-61-62-63) numerosi articoli e
libri dove sosteneva la maggiore rispondenza della figura di Narciso  a quella di Edipo in quanto correlata con le tesi appunto della 2^ topica  di una pulsione di morte  in"Al di la' del principio del piacere" di Freud.    In tal senso il suo nome cominciava ad imporsi a livello di filosofia e teoria psicoanalitico, di cui nel giugno  1960  dava alle stampe una sua teoria di un principio di definizione da correlarsi direttamente a quello Junghiano di definizione, che otteneva il riscontro dello stesso Jung che voleva incontrarlo in quella stessa estate ad Interlaken dove ovviamente aveva portato il nipote oramai dodicenne e appena conseguita prima del tempo la licenza media che interloquiva anche lui brillantemente col grande
psicoanalista , parlando dell'origine di frankestein e del famoso concorso di Villa Diodati.  Quell'incontro doveva essere determinante per entrambi che coglievano il meglio dall'incontro con Jung:  il ragazzetto l'esplicazione di sue suggestioni che gli erano scaturite durante il periodo del ricovero del nonno sulla letteratura orrorifica e di fantasia  (Dracula, Frankstein, etc)   il vecchio (oramai a 70 anni passati lui stesso si definiva così anche se gli avresti dato buoni 10 anni di meno) rapprtando la sua teoria di un processo di definizione come correlata e di sviluppo integrazione di quel famoso Processo di Individuazione rospettato da Jung nei suoi due linri Psicologia dell'Inconscio e Io e l'inconscio. Con il ritorno a Roma
nell'autunno del 1960  andava interessandosi fortemente alla fisica quantistica trovando nella figura prima di Pauli, che conosceva tramite Jung  e poi di Schrodinger , la sua equazione e il suo famoso gatto  dei motivi di ulteriori approfondimenti della sua conoscenza. Nel 1961 scopriva l'integrale sui cammini di Feynman che era una formulazione dello scienziato americano risalente al 1948 che correlava al suo pensiero  di un Super Es. Insomma un vero e proprio genio esploso nella vecchiaia e probabilmente per il duplice intervento all'emisfero destro del cervello da me effettuato;  v'e' da rilevare che tutte queste conoscenze trasmetteva sia pure in un linguaggio meno complesso al nipote che sempre piu'  motivo di soddisfazione e orgoglio, difatti al IV ginnasio che il ragazzetto  cominciava a frequentare dall'ottobre del 1960 otteneva voti fantastici in tutte le materie, mentre anche nel fisico si sviluppava armoniosamente entrando in tempi di kippe nelle parallele, gli anelli e la sbarra (febbraio 1961) Anche per me, lo debbo dire, i trionfi si intensificavano e non sapevano piu'
cosa darmi , anche dall'america arrivavano plausi e quei primi anni sessanta sembravano essere una sorta di marcia trionfale specialmente per noi tre che da quell'intervento del gennaio 1951 con il rinforzo di quello dell'ottobre 1959 eravamo come ascesi ad una sorta di Olimpo in cui i percorsi diversi ma simmetrici confluivano come in una estasi -  forse era questo il luogo vero, la dimora dell'inconscio, la' dove abitano gli dei 

giovedì 29 maggio 2025

IL PROSEGUO DI STRINGA

 

Nella estate del 1953 non li avevo piu' visti perche' erano stati prima a Mola di bari  e poi a Palermo dove la moglie separata del colonnello viveva con la sorella Anna che era sposata a Bino Napoli uno dei migliori avvocati di Palermo e dal dopoguerra uomo politico del partito socialista democratico di Saragat. Ma il Colonnello aveva preso l'abitudine di scrivermi con la sua splendida calligrafia per resocontarmi dei progressi del nipoti, ma anche aggiornarmi sui suoi sempre nuovi interessi : era stata un'estate tutta marina  tra Mola e Mondello, avevano fatto i bagni e goduto delle spiagge assolate   e il ragazzetto di 5 anni aveva dato modo di  eccezionali capacita' e abilita' come il disegno ed una fantasia davvero sorprendente  che aveva impressionato il severo uomo politico che li ospitava Bino Napoli" mizzica Mario!" aveva detto al genero "ma lo sai che tuo nipote e' davvero un fenomeno, non ho mai visto un bambino di 5 anni fare certri ragionamenti" "ma anche a te ti vedo molto cambiato" aveva aggiunto "ti vedo molto sensibilizzato su argomenti che prima non ti avevo mai sentito nominare, ti ricordi no l'ultima volta che avevamo dicusso a lungo, qui su questo stesso balcone, con te che eri
stato richiamato alle armi e tornavi dall'Africa ancora  in uniforme ?" Di prammatica la decisione al ritorno delle vacanze di iscriverlo alla primina  e anche su questo il Colonnello si era consultato con me "che ne pensa dottoressa di iscriverlo alla primina, lo so ha solo cinque anni etre mesi, ma e' così intelligente e precoce, ha imparato benisimo a leggere e scrivere, disegna meravigliosamente, e' curioso e poi ha quella fantasia incredibile" non potevo che dare il mio parere favorevole e pero' la scuola pubblica non lo accettava  perche' solo i bimbi nati entro il 31 marzo  potevano accedere  alla prima, quindi doveva andare ad una scuola privata e il nonno aveva scemto il Pio IX che aveva frequentato anche  il figlio, cioe' suo padre che  dopo la faccenda di Tito e della medaglia d'oro del colonnello  era finalmente stato assunto alla cassa per il Mezzogiorno. Come al solito seguivo da quella certa distanza il duo da me operato nel gennaio '51 e alle notizie di rendimento eccezionale del pupo osservavo un cambiamento radicale nel nonno che a 65 anni  andava sviluppando idee del tutto opposte a quelle di una vita intera: lo ricordavo difatti molto religioso, ogni pomeriggio che andava alla chiesa di S.Monica lasciando spesso il nipote al dirimpettaio Oratorio, ma da quando aveva iscritto il
nipote al Pio IX, probabilmente a seguito delle lezione che i preti impartivano al ragazzino era andato maturando una concezione  molto molto critica nei riguardi della religione e perfino della stessa credenza in Dio. In occasione delle feste natalizie di quell'anno (1953) mi era capitato di discutere sovente con lui su tale argomento . Lo ricordo con il libro "l'avvenire di una illusione" di Freud sotto braccio e sempre piu'  critico su tutto il costrutto religioso ed io che religiosa non lo sono mai stata tanto  non ero pero' pronta a rispondere alle sue domande e ribattere alle sue osservazioni "Non so se faccio bene a continuare a far erudire mio nipote con queste teorie che mi hanno condizionato non proprio positivamente tutta la vita a me e all'umanita' in genere " aveva esclamato salutandomi all'imbocco della scalinata. Con il 1954 tali perplessita' erano divenute certezze e una volta  ammesso il nipote  alla seconda elementare con tutti dieci, lo aveva pero' tolto immediatamente dalla scuola religiosa e lo aveva iscritto a quella pubblica, cominciandogli a parlare delle concezioni che lo avevano tanto colpito quasi fosse un coetaneo e trovando invero un imprevisto valido interlocutore, sebbene avesse appena compiuto sei anni. In quel 1954 io compivo 40 anni e invero ero stata   nominata primario di neurochirurgia alll'Ospedale di Perugia (giugno) e pertanto mi trasferivo da via Nicolo' V. Avrei fatto ritorno a Roma ma al Policlinico Umberto I tre anni dopo nel settembre 1957 primario di neurochirurgia e per di piu' con la cattedra all'Universita' di medicina di Roma, oramai avviata verso una carriera molto luminosa. Avevo preso casa in zona  piazza Fiume e non avendo piu' saputo niente dei miei due pazienti mi era all'improvviso venuta la voglia di vedere come erano andate le cose:  eccomi quindi a risalire la scalinata e affacciarmi su via Nicolo' V in quel giorno di fine settembre del 1957: il soggetto anziano andava per i 69 anni e il ragazzino ne aveva compiuti 9 : non  c'era voluto molto per beccarli entrambi e le aspettative erano state quanto mai confermate : lui era sempre piu' colto e profondo : era divenuto ateo convinto e un dovizioso di filosofia e psicoanalisi : aveva letto piu' di una volta tutti i testi di Freud ed era alle prese con L'Essere e Tempo di Heidegger,  quindi era stato come stregato da Julius Evola che aveva conosciuto personalmente giusto qualche giorno
prima del nostro incontro, in quanto al ragazzino era di gran lunga il piu' bravo dell'intera scuola, aveva vinto nel giugno un premio per il miglior componimento e parecchi suoi disegni erano stati citati e premiati.  Avevano passato tutta l'estate a palermo dove lui aveva preso un villino a Mondello in affitto e il nipote si era divertito facendo numerose amicizie . a giorni sarebbe cominciato l'ultimo anno delle elementari, ma c'era piu ì' di un maestro e in particolare una maestra che era rimasta affascinata sia da lui che dal nonno che avrebbero voluto che gli si consentisse di dare la licenza elementare e gli esami di ammissione al ginnasio con un anno di anticipo in quel giugno del 1957;  in effetti avevo parlato anche  con lui e mi era sembrato di discutere con un ragazzo minimo di 15 anni, insomma il ricordo di quel mio intervento del gennaio 1951 tornava prepotentemente alla ribalta come probabile foriero del piu' straordinario incremento psicofisico che sia dato riscontrare nella anamnesi degli interventi di neurochirurgia. sapere solo effettivamente cosa realmente avevo fatto sarebbe stato davvero da premio nobel ed anche piu'. Mi disponevo pertanto ai miei nuovi incarichi accademici e di ospedale tornando ad occuparmi del mio piu' brillante intervento e tenendo ben d'occhio l'evoluzione dei miei due ex  pazienti, chissa' che non riuscissi a estrapolare i momenti salienti e direi magici  dell'intervento per sistemizzare
una prassi terapeutica ? Il 1958 doveva essere un anno di trionfo per il ragazzino : licenza elementare con tutti dieci, menzione speciale piu' un premio come migliore esame di ammissione al ginnasio dove avev a portato tra l'altro la poesia di Montale "meriggiar pallido e assorto". Parlando con lui di tali trionfi mi rivelava che era innamorato di tre ragazzette tutte con il nome che cominciava per la elle : Latizia, Laura, Lucietta tutte piu' grandi di lui di rispettivamente 6, 4, 2 anni . eh si era straordinariamente precoce anche in questo, come d'altronde avevo appurato anni prima e ora che aveva compiuto 10 anni, dava a tale assunto anche una certa consistenza  peche' tra
l'altro era parecchio sviluppato in altezza sul metro e sessantacinque. Il Colonnello era oramai prossimo alla settantina  ed era sempre piu' colto e preparato: aveva stretto amicizia con Julius Evola  e si vedevono spesso a casa sua o andando a prendersi una sfogliatella e caffe' alla Bella Napoli di Corso Vittorio Emanuele, fisicamente si era fatto molto asciutto e aveva persino rièpreso a fare ginnastica come in gioventu' che era stato un campione di canottaggio e di ginnastica artistica . Si entra quindi nel 1959  e c'è il secondo successo di Modugno a sanremo con la canzone Piove di cui entrambi sono dei ferventi  fans , anche se il ragazzino e' molto preso anche da Elvis Presley e le canzoni
americane  (Daiana, Tom Dooley, Red River Rock: E' davvero un piacere parlare con entrambi e mi sembra di interloquire con la mia capacita' lavorativa di medico chirurgo, difatti non posso dimenticare che le loro parole, i loro ragionamenti la loro stessa simpatia e empatia sono tali grazie a quel mio famoso intervento. Socialmente siamo nel pieno del boom economico e tutta l'atmosfera sembra partecipare dell'entusiasmo del momento di cui  i miei due , oramai lo posso dire : amici ... sono l'espressione piu' compiuta . anche a me debbo riconoscerlo le cose vanno estremamente bene , ho avuto
moltissimi altri riconoscimenti e la piena direi assoluta conferma sia del mio ruolo di primario sia di quello di professore universitario e nel marzo  di quel 1959  e' stato appunto pubblicato con la Adelphi un mio libro di neurochirurgia dove giustappunto citavo il caso dei miei due pupilli . Il colonnello era oramai divenuto amico di Evola e molti altri studiosi e quant'altro aveva conosciuto tipo Ernst Junger che era andato a trovare in Germania in quell'estate stessa e Carl Schmitt altro studioso che aveva profondamente influenzato il suo pensiero con il libro Terra Mare, quindi il rumeno Mircea Eliade  e Carl Gustav Jung che aveva conosciuto a Interlaken in svizzera (sempre in quel 1959) . Si era anche interessato di storia alla figura di Napoleone  nella prima campagna d'Italia grazie ad un libro che aveva fortunosamente recuperato di uno studioso semisconosciuto Guglielmo Ferrero e aveva in mente di farne un libro proprio. C'erano poi molti amici tra i reduci sopratutto della guerra 15-18 come Gastone Gambara che lo aveva invitato in Spagna dove si era trasferito e gli aveva presentato Francisco Franco , quindi Paolo Monelli e Dino Grandi, alpini come lui. In quel maggio mi ero lasciata convincere a raggiungere il nipote al raduno degli alpini a Milano dove avevo anche conosciuto forse l'unico
uomo al mondo che poteva vantare di avere un monumento di lui in vita , ovvero un alpino Antonio Valsecchi della stessa classe del colonnello 1888, che aveva scagliato un enorme  masso contro i nemici nella guerra di Libia del 1922. andavano finendo alla grande gli anni cinquanta : il nipotino accedeva alla seconda media con la fama di geniaccio  e subito vi era conferma per gli eccezionali componimenti, il modo come enfatizzava i versi dell'Iliade  la conoscenza della storia che spiazzava i professori . Un incidente pero' sul finire di ottobre il colonnello veniva colpito da unaa paresi cerebrale e dal Santo Spirito ove era stato sulle prime ricoverato lo mandavano giusto da me ove senza indugio lo sottoponevo ad un intervento del tutto simile a quello di 8 anni prima 

martedì 27 maggio 2025

STORIA STRINGATA

 

Sono sempre io la Dottoressa Adelaide Rivelli n. Cittadella il 19 gennaio 1914  neurochirugo laureata all'Universita' di Medicina di Padova nel 1937 e ivi specializzata nel 1940   e in servizio presso l' Ospedale di Santo Spirito in Sassia in Roma  dall'ottobre  1940, che aveva fatto quell'intervento congiunto la sera del 5 gennaio 1951 a due pazienti nonno e nipote con lo stesso nome  separati da 60 anni di eta' (1888/1948), investiti da un'auto e entrambi sotto trauma cranico con lesioni all'emisfero cerebrale destro - intervento che aveva avuto un esito molto favorevole per entrambi i  soggetti che la presente Adelaide Rivelli conosceva bene in quanto dirimpettai di casa e che quindi aveva e ha modo di vedere quotidianamente e quindi anche valutare se l'intervento abbia qualche effetto secondario, tipo una temuta mnifestazione di sintomi di epilessia oltre a eventuali ritardi psichici. Ebbene niente di tutto questo, anzi a rigore la sottoscritta andava rimarcando una eccezionale ripresa per il paziente anziano che non dimentichiamolo aveva nel 1943 riportato un episodio ischemico dovuto a conseguenza di trauma  di lesioni di guerra riportate in zona di operazioni, come mi riferiva personalmente il sudetto soggetto durante una discussione lungo la via Nicolo' V e la grande scalinata che dava alla via Aurelia, riportandomi le notizie
dell'accaduto di quel marzo 1943 nelle localita' della Slovenia e Croazia  occupate dal Corpo d'Armata di Lubiana (XI Cd'A) di cui lo stesso era Comandante dell'Ufficio Comando alle dirette dipendenze del Ten.Gen. Gastone Gambara  cte del C.d'A. e facendomi anche vedere una foto dove egli appariva con suoi ufficiali con il carattteristico cappello d'alpino con la penna bianca che ricordavo aver visto piu' volte personalmente. Era accaduto che un grosso convoglio di viveri e munizioni era stato intercettato e preso d'assalto da un grosso gruppo di  partigiani jugoslavi, comandato dallo stesso Tito in persona: avuta tale notizia, continuava a raccontarmi il Colonnello, senza perdere un attimo di tempo con il suo autista e un tenente di artiglieria aveva inforcato una Jeep e si era indentrato nell'interno  dei boschi a ridosso di Lubiana fino a raggiungere il convoglio cinto d'assedio e oramai in procinto di arrendersi in quanto difeso solo da una compagnia di territoriali: con una ardita manovra di simulazione lui aveva fatto credere ai
partigiani di disporre di numerose truppe aprendo il fuoco e ordinando al tenente e al soldato di fare altrettanto muovendosi a circolo con la Jeep, per cui circa una decina di minuti dopo si era presentato un parlamentare dicendo che i partigiani avrebbero lasciato indisturbato il convoglio previo l'accaparramento di due camion che erano gia'  stati conquistati, ma non dovevano seguirli. Nel corso della sparatoria pero' una granata aveva colpito la Jeep dove al momento si trovava lui ed era stato sbalzato a terra colpendo violentemente la testa proprio nella stessa zona dove 8 anni dopo lo avrei operato io. Mi riferi' quindi che tornato al Presidio di Lubiana dove aveva sede il Cdo Generale era stato colpito da forti dolori alla testa a sequito dei quali aveva perso conoscenza ed era stato ricoverato all'Ospedale di Lubiana, dove si era temuto per la sua vita. questo mentre il cte del Corpo d'Armata gen.gambara che detto per inciso era stato suo commilitone nei reparti 
d'assalto alpini  durante la Grande Guerra,  lo aveva proposto per la medaglia d'oro al v.m. che tutto lasciava pensare sarebbe stata alla memoria  in quanto la
lesione cerebrale era molto diffusa. Affascinata da questi racconti apprendevo inoltre che,  sia pure con difficolta' e una lunga convalescenza  si era poi lentamente rimesso (in tal senso una dimostrazione di miglioria era stata il citato episodio del carro armato che doveva essere brillato dai tedeschi proprio sopra via Nicolo' V nel giugno del 1944) mentre i fatti successivi (caduta del fascismo, 8 settembre etc. avevano arenato la proposta di medaglia d'oro del Gen. Gambara  che poi aderendo alla RSI  di cui era stato nominato Capo di S.M. dell'Esercito, era stato addirittura dichiarato criminale di guerra ). Mi andavo affascinando del mio paziente, che in effetti non solo si era rimesso alla grande ma sembrava proprio essere divenuto piu' pronto e interessato a molteplici argomenti come un giovane, davvero una seconda vita  che , a questo punto andavo facendomene convinta, il mio intervento al cervello aveva smosso qualcosa. Impressione che aveva una ulteriore  conferma, esaminando il nipotino  che dopo la fuga della madre era andato attaccandosi al nonno in una maniera fortissima e sembrava di una precocita' incredibile. il nonno infatti gli aveva gia' insegnato a leggere e scriveva il nome di entrambi, inoltre utilizzava le matite e i colori per dei disegni davvero favolosi, Ad un anno dall'intervento (7 gennaio 1952)  li sottopongo ad una visita congiunta presso l'Ospedale  e posso solo constatare che del trauma e dell'intervento gli unici postumi sono un eccezionale aumento delle capacita' di intuizione, riflessione, comprensione in entrambi. Sempre piu' incuriosita dal mio punto di osservazione di rimpettaia,  mi metto 
non solo ad osservare, ma spesso a interloquire con entrambi;  ovviamente di piu' il Colonnello, ma anche il bambino,  rimarcando il sempre piu' la profondita' del primo da un punto di vista sopratutto mentale  e la precocita'  del secondo un po' in tutte le capacita' e attivita' di un bimbo di quattro anni. Dal balcone vedevo il ragazzino che giocava con un'amichetta che conoscevo bene in quanto abitava nel terrazzo  del palazzo a fianco del mio   e mi rendevo conto di quanto era precoce: dalla mia posizione
potei rimarcare con tutta sicurezza che lui la baciava e le alzava la gonna infilandole la mano nelle mutandine e tirandoselo di fuori mettendoglielo spesso e volentieri in bocca. Porca vacca , davvero da record: in quanto al Colonnello lo incrociavo sempre con libri e di grosso spessore : romanzi di Thomas Mann, di Kafka, di Pavese,  ma anche saggi di Freud, di Jung, di  Mi ci fermavo volentieri a parlare  e questi ben volentieri  mi rivelava quanto piacere ricavava da queste nuove e inusitate letture: "lei ancora lavora Colonnello " gli chiedevo "si sono un funzionario dell'Opera
Nazionale per i Combattenti, ho lavorato nelle grandi bonifiche !" "e mi dica come ha fatto a diventare anche colonnello degli alpini " " be' sa le numerose guerre, i richiami, la Libia, la Grande Guerra, l'Etiopia e anche la seconda guerra mondiale , comunque per la verita' sono
Tenente Colonnello e non Colonnello" "vedo anche che ha il distintivo di Grande Invalido di guerra ..." "no, no non Grande invalido, ma invalido di 1^ categoria  cumulazione delle ferite riportate nelle due guerre mondiali" Oltre che sempre piu' colto era anche molto modesto e questo lo faceva oltremodo simpatico oltre a quell'aura di "gran signore" .Si era così arrivati a fine anno e quell'atmosfera un po' triste di vedere nonno e nipote soli soletti nelle feste di natale era stata un tantino ravvivata dall'arrivo di tutte e due le nonne Concetta e Lucia, mentre il giovane figlio e padre dei due rispettivi Mario se ne era andato per capodanno in una festa a casa di amici . Ultimo anno di lavoro per il colonnello li' all'ONC di via Ulpiano dove  appena qualche mese prima veniva collocato in pensione (27 febbraio 1953) , ma proprio in quel periodo saltava alla ribalta una dichiarazione del M.llo Tito che in merito agli accordi per Trieste avrebbe gradito un interlocutore quale quel tenente colonnello che nel 1923 lo aveva trattato come un nemico combattente e non come un bandito. Avuto l'incarico da De gasperi , il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giulio Andreotti trova il suo nome e lo contatta anzitutto
rispolverando quella proposta di decorazione del gen.Gambara e per l'intanto nominandolo Colonnello del ruolo d'Onore (18 marzo 1953) di poi ricevedue  croci  al merito di guerra  per il periodo dal  gennaio 1942 al marzo 1943 ( D.P.R del 31/3 1943 9 ed infine la sospirata medaglia d'oro al v.m.  (D.P.R. 7 maggio 1953) con tali qualifiche e rivestita l'uniforme di Colonnello viene inviato in missione presso il governo della repubblica Jugoslava in Belgrado ed e' poi ospitato privatamente dal
Mllo Tito in Zagabria . Missione perfettamente riuscita che allegeriva i raoporti tra Italia e Jugoslavia per la cessione di Trieste e dei quali il mio paziente ne era tra gli artefici. La sua figura li' nella strada e nel circondario ora che era andato in pensione ne usciva 
rafforzata ed io ne ero ben lieta di aver contribuito alla sua rimessa in salute  dopo che ero riuscita a strapparlo alla morte... lui e il suo giovane nipotino che continuava a frequentare la ragazzina che abitava a fianco del mio palazzo facendoci giochetti spinti, cosa che,  giuro,  così precoci non avevo ne' 
visto ne'  sentito mai (quattro anni  e ora verso i cinque ) . Ma le cose  via via via che passavano i mesi andavano facendosi sempre piu'  interessanti e stavo cominciando seriamente a riconsiderare che cosa avessi fatto con quel mio intervento sull'emisfero destro dei due pazienti con sessan'anni di differenza d'eta' ma così congiunti (una sorta di entenglement alla Dirac) 

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domenica 25 maggio 2025

UN DOPPIO INTEGRALE DI INTERVENTO SUL CAMMINO

 

Addi' 5 gennaio 1951 Ospedale di S,Spirito in Sassia Roma - Questa sera alle ore 20,45 sono stati ricoverati d'urgenza  previa trasporto in autombulanza  due soggetti  con lo stesso nome,  nonno e nipote  nati entrambi a Roma rispettivamente il 25 novembre 1888 e il 9 giugno 1948, investiti da un'auto di grossa cilindrata proveniente dalla via Aurelia, Madonna del Riposo all'incrocio con la via Benedettio XIV , detta dai locali "la Gajardona" per la sua ripidita' a tornante,  che porta alla via Nicolo' V, dove i due soggetti abitano . Entrambi privi di conoscenza dovuta a forte trauma cranico con lesioni all'emisfero cerebrale destro (identica patologia dei due), sono stati sottoposti ad intervento congiunto dalla Dottoressa Adelaide Rivelli n. Cittadella il 19 gennaio 1914  neurochirugo laureata all'Universita' di Medicina di Padova nel 1937 e ivi specializzata nel 1939   e in servizio presso questo Ospedale dal settembre 1940. L'intervento e' durato due ore e ha visto la brillante condotta della sudetta dottoressa che e' stata encomiata dal primario della sezione di neurochirurgia per l'esito fortemente positico dei sudetti pazienti. (9 gennaio 1951) 

Addì 29 giugno 1951 relazione della Dottoressa Adelaide  Rivelli  dopo 5 mesi dall'intervento sui due pazienti di cui alla nota dell'Ospedale S.Spirito in Sassia del 5/1/1951  "la sottoscritta rileva previa visita effettuata in questo Ospedale il 5  giugno  e succesivo controllo effettuato con visita personale della stessa  nell'abitazione dei sudetti pazienti in via Nicolo' V n.50, terzo piano int. 16  la perfetta situazione neuronale efd anche fisica  di entrambi i pazienti anche in considerazione della notevole differenza d'eta'....

si smette l'ufficialita' della Dottoressa e si passa alle note del suo diario che tiene dal 1940 in numerosi quaderni Pigna dalla foderina nera " i due personaggi mi colpirono subito per lo stato davvero disperato in cui giunsero in autombulanza dopo l'incidente ed anche per il fatto che li conoscevo di vista, abitando io nelle vicinanza della loro abitazione  in via Nicolo' V dalla parte opposta della strada, nell'appartamento che avevo preso trasferendomi in Roma dopo il conseguimento della specializzazione  . La persona anziana la conoscevo dai tempi dello scoppio della guerra ricordandomi la sua figura alta e imponente nell'uniforme di Ufficiale superiore degli alpini con la ampia mantella che sfiorava il selciato, in partenza per la Grecia  . mi aveva stupito ritrovare un alpino, soldati che avevo sempre avuto vicini nella mia infanzia ma che ora nel panorama di Roma erano alquanto peregrini , di poi  ricordo anni dopo quando i tedeschi erano in ritirata per la via Aurelia del carro armato che si era rotto proprio davanti la villa dei Morelli su a via Nicolo' alta proprio all'imbocco dell'Aurelia intervenire assieme ad un giovane sottotenente della Pai  e un altro giovane che faceva il costruttore per scongiurare il brillamento di tale carro armato come di primo era stato disposto dal capitano della Wermacht

So che il vecchio signore che tutti chiamavano "il colonnello" era stato gravemente ferito
in guerra,  trovandosi ancora in convalescenza in quel giugno del 1944, eppure ecco che alla notizia del'evento che avrebbe distrutto non solo la villa ma anche buona parte degli edifici della via Nicolo' V  alta , aveva rindossata l'uniforma e quella ampia mantella e si era avvicinato al comandante tedesco - io non ero troppo distante e lo udii chiaramente rivolgersi a quello esclamando "Capitano lei e' della Wermatch e non delle SS mi stupisce che voglia comportarsi appunto come un ufficiale di tali reparti che sono soliti compiere azioni contro le popolazioni civili. " Morale della favola il capitano della Wermatch aveva desistito dal far brillare il carro armato e lo aveva dfatto rotolare per il dirupo verso la ferrovia. Ricordo la moglie del Colonnello , molto piu' giovane che in un coevo ricordo era stata accusata di offrire dell'acqua dalla fontanella ad un tedesco che si ritirava, ma che le donnette non erano riuscite ad additare alla riprovazione proprio in rapporto a quanto aveva fatto il marito con il carro armato; c'era poi il figlio dei due un giovanotto,  prima alquanto sovrappeso ma che poi nel dopoguerra aveva preso a nuotare e si era fatto molto attrente e aveva conquistato la ragazza di gran lunga piu' bella della strada,
che pero' veniva da Sanremo e aveva preso alloggio  nel 1946 dalle suore  Portoghesi in fondo alla strada  assieme alla madre bellissima donna che si era imposta all'ammirazione del consesso maschile di via Nicolo' . Scalpore quando la bellissima era rimasta incinta del ragazzino che appunto mi ero ritrovata ad operare  quella sera del gennaio del 1951. i due ragazzi erano giovanissimi ma avevano finito per sposarsi e così il quadretto si era completato ed era anche sotto i miei occhi quasi quotidiani, finche' non era arrivata quella famosa sera dell'incidente. Li avevo salvati entrambi, lui il Colonnello che aveva il corpo pieno di cicatrici di guerra, il bambino di neppure tre anni che ora a rivederlo  5 mesi dopo sembrava non solo in gran forma, ma straordinariamente precoce. anche il vecchio pero' sembrava cambiato : era molto dimagrito ed aveva l'aspetto del vecchio signore, ma quello di cui mi accorsi subito fu di una eccezionale intuizione e capacita' cognitive che non erano riscontrabili in una persona della sua eta' e per giunta . Ecco facendo
la scalinata e non la Gajardona che mi riportava verso l'Ospedale mi chiesi per la prima volta se l'eccezionale progresso di entrambi i soggetti, vecchio e giovane, non fosse per effetto del mio intervento sull'emisfero cerbrale destro? Cominciai a seguire con una diversa attenzione i due soggetti, anche perche' erano successi dei fatti esterni che li avevano  resi praticamente indissolubili, tanto da ipotizzare che si fossero combinati con gli effetti dell'interveno. Nell'aprile  di quell'anno difatti la bellissima madre  aveva lasciato il figlio del colonnello per fare ritorno a Sanremo e mettersi con un dentista che era stato un suo spasimante negli anni della guerra . La nonna no, lei era rimasta criticando apertamente la figlia e cercando di rimanere vicino al nipotino che adorava. 

L'INCONSCIO TRA SIMMETRICO E SIMBOLICO

  Trovo sul serio che tra simbolismo  dell'inconscio  e simmetria della fisica quantistica  ci sia una sorta di attrazione fatale. Le or...